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Il tempio di Hera a Paestum

Campania / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Il Cilento, un parco dalla costa all’Appennino

Nel sud della provincia di Salerno, il Cilento tiene insieme un mare di cale e promontori, colline di ulivi, boschi di castagno e montagne calcaree. È un territorio patrimonio UNESCO, da attraversare per temi: un sito archeologico, un sentiero, un paese, una tavola.

Il tempio di Hera a Paestum · Foto: PaestumPaestum / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Il Cilento occupa la parte meridionale della provincia di Salerno ed è, prima di tutto, un parco nazionale: l’Ente lo presenta come la seconda area protetta per estensione in Italia, distesa dalla costa tirrenica fino ai rilievi dell’Appennino campano e lucano. In poche decine di chilometri si passa dalle aree marine protette di Santa Maria di Castellabate e della Costa degli Infreschi e della Masseta ai massicci degli Alburni, del Gelbison e del Cervati, che è la cima più alta della Campania.

Il secondo motivo è la densità di storia. Nel 1998 l’UNESCO ha iscritto nella Lista del patrimonio mondiale il parco insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula, riconoscendo un paesaggio culturale in cui l’uomo ha lasciato tracce per un arco lunghissimo di tempo. Il portale nazionale del turismo descrive un territorio di colline coperte di ulivi, boschi di castagni e lecci, torrenti e paesi aggrappati alle rocce, con circa cento chilometri di costa fra scogliere, grotte e promontori.

Per chi viaggia senza fretta il Cilento funziona bene per temi: una giornata fra templi greci, una su un sentiero costiero, una nei paesi dell’interno, una a tavola. È un territorio vasto, e proprio per questo premia chi sceglie poche cose e le guarda con calma.

Fonti: Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Il Parco Nazionale · UNESCO World Heritage Centre — Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological Sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti

Storia

La sintesi dell’UNESCO fa risalire le prime tracce umane nel Cilento a circa 250.000 anni fa. Nel tempo vi si sono succeduti agricoltori neolitici, comunità dell’età del Bronzo e del Ferro, Etruschi, coloni greci e Lucani, finché nel III secolo a.C. l’area entrò nel territorio romano. Il parco ricorda che la natura carsica del suolo, ricca di grotte, offrì riparo all’uomo fin dal Paleolitico: strumenti antichi sono stati trovati nelle grotte costiere fra Palinuro e Scario e in quelle interne, come Castelcivita e Pertosa-Auletta.

Il filo che lega queste epoche sono le vie di crinale. Secondo l’UNESCO, le dorsali che corrono da est a ovest furono per millenni la via di comunicazione fra Adriatico e Tirreno, abbandonate in età romana e riprese nel Medioevo, quando lungo i percorsi sorsero castelli e insediamenti religiosi. Fu anche una terra di confine fra le colonie della Magna Grecia e i popoli indigeni.

Due città greche raccontano quel confine. Poseidonia, la futura Paestum, fu fondata alla fine del VII secolo a.C.; Elea, oggi Velia, nacque per iniziativa dei Focei nella seconda metà del VI secolo a.C. ed è legata alla scuola filosofica di Parmenide e Zenone. Molto più tardi, nel 1306, iniziò la costruzione della Certosa di San Lorenzo a Padula, che deve l’attuale veste barocca ai lavori del Seicento e del Settecento.

Fonti: UNESCO World Heritage Centre — Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological Sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — La Storia · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti

Cosa vedere

Paestum e Velia formano oggi un unico parco archeologico statale, con due sedi: l’area di Paestum a Capaccio Paestum e quella di Velia ad Ascea Marina. A Paestum i templi dorici e il museo restituiscono la città greca e poi romana; a Velia si cammina fra i resti della colonia focea, sull’acropoli e lungo i percorsi che il parco archeologico propone anche in forma tematica. Sono due visite diverse e complementari, che conviene distribuire in giornate separate.

Nel Vallo di Diano la Certosa di San Lorenzo a Padula è, per l’UNESCO, uno dei complessi monastici più imponenti al mondo; ospita anche il Museo archeologico della Lucania occidentale. Il portale nazionale la indica come il più vasto complesso monastico dell’Italia meridionale.

Il paesaggio naturale ha i suoi monumenti. Il geoparco del Cilento conta forme carsiche, doline e grotte: la grotta di Castelcivita si sviluppa per quasi cinque chilometri, mentre a Pertosa-Auletta il fiume Negro attraversa uno dei rami ipogei. Sulla costa il Flysch del Cilento disegna rocce stratificate e colorate, ben visibili alle Ripe Rosse e a Punta Licosa. Italia.it segnala anche Palinuro, Marina di Camerota, la cascata Capelli di Venere a Casaletto Spartano, il borgo di Castelnuovo Cilento e la baia di Trentova ad Agropoli.

Fonti: Ministero della Cultura — Parchi archeologici di Paestum e Velia · UNESCO World Heritage Centre — Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological Sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Geologia e geomorfologia · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti

Sapori

Il Cilento ha un posto particolare nella storia dell’alimentazione: l’Ente Parco ricorda che Ancel e Margaret Keys si stabilirono a Pollica e studiarono gli stili di vita locali, arrivando a definire la «dieta mediterranea». Nel 2010 l’UNESCO l’ha iscritta nella Lista del patrimonio culturale immateriale come insieme di pratiche, saperi e convivialità tramandati anche in questo parco. È un modo di stare a tavola prima ancora che un elenco di cibi.

Fra i prodotti a denominazione spiccano il Fico Bianco del Cilento DOP, essiccato e prodotto in 68 comuni dalle colline di Agropoli fino al Bussento, e l’olio extravergine Cilento DOP, da varietà come Pisciottana, Rotondella e Salella, con una tradizione olivicola che le fonti fanno risalire alla Magna Grecia. Dalla piana fra Paestum ed Eboli arriva il Carciofo di Paestum IGP, il «tondo» raccolto fra febbraio e maggio.

I presìdi Slow Food raccontano la parte più minuta della cucina: le alici di menaica di Pisciotta e Pollica, pescate con la rete tradizionale e maturate sotto sale, e il cacioricotta del Cilento di capra, da mangiare fresco o da grattugiare sui fusilli al ragù. Italia.it ricorda anche la mozzarella di bufala della zona di Capaccio Paestum, i cavateddi, le lagane con i ceci e il fusillo di Felitto.

Fonti: Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Dieta mediterranea · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Fico Bianco del Cilento DOP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cilento DOP, olio extravergine di oliva · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carciofo di Paestum IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Fondazione Slow Food — Presidio Cacioricotta del Cilento · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti

Cosa fare

Il mare del Cilento è protetto: nel 2009 sono nate le aree marine di Santa Maria di Castellabate e della Costa degli Infreschi e della Masseta, che l’Ente Parco descrive come pochi chilometri di costa con insenature, spiaggette, sorgenti sottomarine e grotte carsiche, da esplorare nuotando con rispetto. Lungo il promontorio di Palinuro, Italia.it segnala il Sentiero della Primula, circa quattordici chilometri con vista sul mare, sui boschi e sulle aree archeologiche.

Nell’interno l’esperienza cambia registro. Il parco distingue tre grandi ambienti: il complesso Gelbison-Cervati con le sue faggete, gli Alburni con le leccete e la macchia sui versanti assolati, e il Cilento costiero, dove sulle falesie fioriscono la primula di Palinuro, simbolo del parco, e altre specie endemiche. È anche territorio di gatto selvatico, lupo, aquila reale e, nei corsi d’acqua, lontra e salamandra dagli occhiali.

Le grotte sono un capitolo a sé: a Pertosa-Auletta uno dei tre rami ospita il percorso turistico, mentre Castelcivita, nel massiccio degli Alburni, è fra i complessi speleologici più vasti dell’Italia meridionale. Raccontano la natura carsica che ha fatto entrare il parco nella rete dei geoparchi UNESCO. Per un viaggio equilibrato, una giornata sui sentieri o in acqua si alterna bene con una giornata archeologica e un pomeriggio in un paese dell’interno.

Fonti: Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Aree marine protette · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Biodiversità · Italia.it — Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Geologia e geomorfologia

Quando andare

Primavera, estate e autunno offrono tre Cilento diversi, e il calendario dei prodotti aiuta a scegliere. In primavera la piana di Paestum è nella stagione del carciofo, raccolto da febbraio a maggio, e i sentieri costieri sono nel momento migliore per camminare; le alici di menaica si pescano dalla primavera all’estate, da marzo ad agosto, e a Pisciotta si comprano direttamente al porto, al mattino presto.

L’estate è la stagione del mare e delle aree marine protette, quando nuotare fra cale e grotte è più piacevole; conviene però lasciare le ore più calde per i musei e le chiese, e organizzare Paestum e Velia al mattino. Ad agosto comincia la raccolta dei fichi destinati a diventare Fico Bianco del Cilento.

L’autunno porta l’olio nuovo: la disciplina della DOP Cilento prevede che le olive siano raccolte entro il 31 dicembre, e la molitura deve avvenire entro il secondo giorno dalla raccolta. È anche la stagione dei boschi di castagno e delle giornate limpide sui crinali, adatte alle escursioni nell’interno. Chi sceglie l’inverno trova un territorio comunque visitabile: in quel caso conviene verificare in anticipo aperture e collegamenti.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carciofo di Paestum IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Aree marine protette · Ministero della Cultura — Parchi archeologici di Paestum e Velia · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Fico Bianco del Cilento DOP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cilento DOP, olio extravergine di oliva · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti

Come arrivare e muoversi

Il treno è il modo più semplice per raggiungere la costa: lungo il litorale la rete ferroviaria RFI conta, fra le altre, le stazioni di Paestum, Agropoli-Castellabate, Vallo della Lucania-Castelnuovo, Pisciotta-Palinuro e Sapri: sono le porte d’ingresso naturali per il parco archeologico, per la costa centrale e per il golfo di Policastro.

Una volta arrivati, le distanze contano. Il parco si estende per circa centottantamila ettari, interamente in provincia di Salerno, con paesi dell’interno spesso raggiunti da strade di montagna. Per questo il consiglio è scegliere una base, sulla costa o nell’interno, e muoversi in auto o con trasferimenti organizzati, dedicando ogni giornata a un solo ambito invece di attraversare il territorio da un capo all’altro.

Il parco archeologico indica i propri accessi in via Magna Grecia a Capaccio Paestum e in piazzale Amedeo Maiuri ad Ascea Marina, nei comuni serviti dalle stazioni di Paestum e della costa. Per le aree marine protette, le grotte e i sentieri conviene informarsi presso l’Ente Parco, che ha sede a Vallo della Lucania.

Fonti: RFI — Stazione di Paestum · RFI — Stazione di Agropoli-Castellabate · RFI — Stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo · RFI — Stazione di Pisciotta-Palinuro · RFI — Stazione di Sapri · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — La Storia · Ministero della Cultura — Parchi archeologici di Paestum e Velia · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Sede legale e uffici

Nei dintorni

A nord il Cilento confina con la piana del Sele, la pianura agricola fra Paestum, Capaccio, Eboli e Battipaglia dove si coltiva il Carciofo di Paestum; oltre la piana iniziano i Monti Picentini, con faggete e sorgenti, e, più a nord lungo il golfo di Salerno, la Costiera Amalfitana. Sono due mete che si combinano bene con il Cilento per un viaggio in Campania di una settimana o più.

Verso est il parco comprende il Vallo di Diano, l’altopiano dove sorge la Certosa di Padula. La stessa area offre le Grotte di Pertosa-Auletta e, sugli Alburni, l’ambiente carsico della grotta di Castelcivita. Chi arriva da questo lato può dedicare un giorno all’interno prima di scendere verso il mare.

A sud il Cilento si affaccia sul golfo di Policastro, con la stazione di Sapri sul tratto meridionale della costa, e il parco arriva fino al confine con la Basilicata. L’UNESCO ricorda che proprio queste dorsali e valli furono per secoli un corridoio fra due mari, ed è un buon modo di pensare anche il proprio itinerario: il Cilento come cerniera fra il golfo di Salerno, l’Appennino e la costa lucana.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carciofo di Paestum IGP · UNESCO World Heritage Centre — Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological Sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula · Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Geologia e geomorfologia · Italia.it — Il Cilento, tra spiagge incontaminate, natura selvaggia e borghi accoglienti · Italia.it — Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni · RFI — Stazione di Sapri

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Vallo della Lucania la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 28 strutture ricettive con codice CIN verificato: 1 alberghiere, 9 extralberghiere e 18 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Quattro giorni fra Paestum, Velia, un sentiero del parco e la Certosa di Padula, con una base sola. Guide e strutture da concordare con gli operatori.

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