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APULICA / FEDE

Santuario di San Michele Arcangelo

Grotta santuario · Monte Sant'Angelo · Puglia

In breve

Feste e date

Dalla grotta pagana al santuario dei Longobardi

La grande caverna calcarea del Gargano era probabilmente già un luogo di culto in età greca e romana, legato all'indovino Calcante e al medico Podalirio. Tra la metà e la fine del V secolo vi si insediò il culto dell'Arcangelo Michele, giunto dall'Oriente. La sua origine è narrata nel Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano, che racconta le apparizioni al vescovo di Siponto Lorenzo Maiorano, datate dalla tradizione al 490, 492 e 493.

Dopo il 560 il Gargano passò al ducato longobardo di Benevento, e dal VII secolo la grotta divenne il santuario nazionale dei Longobardi, che vedevano nell'Arcangelo un protettore guerriero. I duchi finanziarono nuove scale e una galleria per i pellegrini, sui cui muri restano circa duecento iscrizioni, alcune in caratteri runici. La devozione si diffuse in tutto l'Occidente e il santuario garganico divenne il modello di quelli europei, Mont-Saint-Michel compreso.

Nel Medioevo fu una delle grandi mete della cristianità, e vi salirono papi, imperatori e santi, tra cui, secondo la tradizione, Francesco d'Assisi nel 1222. Tra Duecento e Trecento gli Angioini diedero al complesso l'assetto attuale, con l'ingresso «in discesa» dalla città. Nel 2011 il santuario è entrato nel sito UNESCO dedicato ai Longobardi in Italia.

Fonti: L'origine del Santuario - Basilica Santuario San Michele · Complesso Santuariale di San Michele - Longobardi in Italia (sito UNESCO) · Pellegrinaggi - Basilica Santuario San Michele · I Longobardi nella World Heritage List - Longobardi in Italia

L'Arcangelo, le apparizioni e il perdono

La tradizione ricorda quattro apparizioni. Nella prima, detta «del toro», una freccia scagliata contro un toro davanti alla grotta tornò indietro colpendo chi l'aveva tirata; l'Arcangelo rivelò poi al vescovo Maiorano che la caverna gli era sacra. La seconda, «della vittoria», è legata a una battaglia che la tradizione fissa all'8 maggio e che segnò il legame tra il culto di Michele e i Longobardi. Nella terza, «della dedicazione», l'Arcangelo annunciò di aver consacrato lui stesso la grotta: il 29 settembre il vescovo vi celebrò la prima Messa. La quarta avvenne nel 1656, durante la peste, quando Michele ordinò al vescovo Puccinelli di benedire le pietre della grotta incidendovi una croce e le lettere M.A.

Quei sassolini sono ancora oggi chiesti dai pellegrini, e il santuario ricorda che non sono talismani ma un segno di quell'evento; vengono rilasciati solo dalla basilica. Sull'arco d'ingresso è incisa la frase attribuita all'Arcangelo: dove si spalanca la roccia, lì saranno perdonati i peccati degli uomini. Nel 1997 la Chiesa ha riconosciuto il santuario come luogo del Perdono Angelico, e la confessione è uno dei motivi principali del pellegrinaggio.

Il santuario è custodito dai Padri Micheliti, la Congregazione di San Michele Arcangelo, il cui motto ricorda il significato del nome Michele: «Chi come Dio?».

Fonti: Le quattro apparizioni - Basilica Santuario San Michele · I sassolini della Grotta - Basilica Santuario San Michele · Cappella Penitenziale - Basilica Santuario San Michele · Padri Micheliti - Basilica Santuario San Michele

Dalla torre angioina alla Sacra Grotta

La visita comincia dall'atrio superiore, dominato dal campanile ottagonale che Carlo I d'Angiò fece erigere dal 1274 come ringraziamento all'Arcangelo; alto in origine 40 metri, oggi ne misura 27. La facciata a due arcate ha al centro un'edicola con la statua di San Michele; da qui una scalinata angioina di 86 gradini, con le sepolture delle antiche famiglie locali, scende fino alla Porta del Toro, sormontata dall'affresco della prima apparizione.

L'ingresso alla grotta è chiuso dalle porte di bronzo realizzate a Costantinopoli nel 1076 per l'amalfitano Pantaleone: 24 formelle in agemina con episodi biblici legati agli angeli e le apparizioni al vescovo di Siponto. All'interno, la navata angioina si unisce alla grotta naturale. Sull'Altare delle Impronte domina dal 1507 la statua in marmo di Carrara dell'Arcangelo, attribuita ad Andrea Sansovino, che calpesta il demonio; la grotta custodisce anche la cattedra episcopale di Acceptus e l'icona longobarda.

I Musei TECUM (Tesori del culto micaelico) comprendono il Museo lapidario, con oltre 200 sculture tra il IV e il XVI secolo, il Museo devozionale e le cripte longobarde, riemerse negli scavi del 1949-1955 e lunghe circa 60 metri, con le iscrizioni lasciate dai pellegrini tra VI e IX secolo.

Fonti: Grotta di San Michele - Basilica Santuario San Michele · Santuario di San Michele Arcangelo - Italia.it · Musei Tecum - Basilica Santuario San Michele · Complesso Santuariale di San Michele - Longobardi in Italia (sito UNESCO) · L'Angelo, la Montagna, il Pellegrino - Basilica Santuario San Michele

Le due feste dell'Arcangelo

Il santuario celebra due grandi ricorrenze. La Festa delle Apparizioni, o Dies festus di maggio, cade l'8 maggio ed è preceduta da una novena che inizia alla fine di aprile, con meditazioni quotidiane. Commemora le apparizioni del 490, 492 e 493 e in particolare la vittoria che la tradizione colloca proprio all'8 maggio; poiché la città di Monte Sant'Angelo è nata attorno alla grotta, la festa ne celebra in qualche modo anche le origini. La Messa solenne è presieduta dall'arcivescovo e attira pellegrini, devoti e abitanti.

Il 29 settembre, giorno in cui secondo la tradizione il vescovo Maiorano celebrò la prima Messa nella grotta, è la festa di San Michele, che l'intera popolazione di Monte Sant'Angelo vive come giorno di lode e di riconoscenza. In questa occasione la spada, tolta dalla mano della statua dell'Arcangelo, viene portata in solenne processione per le vie della città.

Per tutto l'anno, inoltre, i pellegrini possono chiedere al santuario i sassolini della grotta, legati all'apparizione del 22 settembre 1656.

Fonti: La Festa delle Apparizioni: significati, eventi, immagini - Basilica Santuario San Michele · Novena e Festa delle Apparizioni: le immagini - Basilica Santuario San Michele · Le quattro apparizioni - Basilica Santuario San Michele · Dies festus (29 settembre) - Basilica Santuario San Michele · Grotta di San Michele - Basilica Santuario San Michele · I sassolini della Grotta - Basilica Santuario San Michele

Visitare la Celeste Basilica

Monte Sant'Angelo si raggiunge con una strada tortuosa che offre un belvedere sul Golfo di Manfredonia; il santuario è in pieno centro, e dalla basilica si entra nel quartiere Junno, con i suoi vicoli e le case bianche. Nel complesso, accanto alla basilica, i Padri Micheliti gestiscono l'Hotel Casa del Pellegrino, struttura di accoglienza collegata internamente alla basilica, con cappella, sale per gruppi e assistenza spirituale quotidiana (sito ufficiale: santuariosanmichele.it).

Per la confessione il santuario ha realizzato, in occasione del Giubileo del 2000, la Cappella Penitenziale o «della Riconciliazione», che accoglie anche celebrazioni penitenziali comunitarie. La visita ai Musei TECUM si può prenotare online sul sito del santuario, con audioguide in italiano, inglese, francese e spagnolo.

In città meritano una sosta anche il castello normanno, la Tomba di Rotari e il complesso di San Francesco; dal santuario si raggiungono in circa venti minuti San Giovanni Rotondo e la costa garganica, e in mezz'ora la Foresta Umbra, le cui faggete sono anch'esse patrimonio UNESCO.

Fonti: Monte Sant'Angelo - Italia.it · Hotel Casa del Pellegrino - Basilica Santuario San Michele · I sassolini della Grotta - Basilica Santuario San Michele · Prenotazione Musei Tecum - Basilica Santuario San Michele

Ci arrivano a piedi

Il Cammino della Pace

L'Aquila, basilica di Santa Maria di Collemaggio → Monte Sant'Angelo, chiesa di San Michele Arcangelo · Il sito ufficiale indica 543 km a piedi nei dati di sintesi, ma nel testo descrittivo parla di oltre 520 km, e la pagina sulla segnaletica di 520 km segnati. La versione in bicicletta misura 440 km. · Il sito ufficiale indica 37 tappe nei dati di sintesi e 35 tappe nel testo descrittivo. L'elenco delle tappe numera 29 tappe principali (la 13 e la 14 sono accorpate) più otto varianti contrassegnate "bis"; la guida descrive 29 tappe più 3 tappe di variante montana. In bicicletta le tappe sono 9.

Abruzzo, Molise, Puglia

Via Francigena nel Sud

Roma → Santa Maria di Leuca · oltre 900 km da Roma a Santa Maria di Leuca · Nessuna fonte raggiungibile indica il numero complessivo di tappe. In Puglia la guida regionale divide i quattro itinerari descritti in 5, 5, 6 e 7 giornate di cammino.

Puglia, Campania

Il luogo

Fonti