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I Monti Picentini da Olevano sul Tusciano

Campania / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

I Monti Picentini, la montagna fra Avellino e Salerno

Fra l’Irpinia e la piana di Salerno, i Monti Picentini sono la Campania delle faggete e delle acque. Da qui nasce il Sele, le cui sorgenti alimentano l’Acquedotto Pugliese: un filo diretto con la Puglia. Sul versante salernitano, Giffoni Valle Piana porta il cinema per i giovani nel cuore della montagna.

I Monti Picentini da Olevano sul Tusciano · Foto: Csal1933 / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

I Monti Picentini sono la montagna che separa l’Irpinia dalla piana di Salerno. Il parco regionale che li tutela li descrive come il gruppo montuoso più importante e selvaggio dell’Appennino campano: ampie faggete e pianori verso il Polveracchio e il Cervialto, rocce calcaree nude sull’Accellica e sul Terminio, e una fauna che qui si è conservata meglio che altrove, con lontra, ghiro, puzzola, lupo, gatto selvatico e aquila reale.

Sono anche la montagna dell’acqua. Ai piedi del monte Paflagone, a Caposele, nascono le sorgenti carsiche del Sele, che alimentano l’Acquedotto Pugliese fino a Santa Maria di Leuca; sul versante irpino le sorgenti Urciuoli di Santo Stefano del Sole riforniscono l’acquedotto di Napoli. È un legame concreto fra questa montagna e le città e le campagne della Puglia e della Campania.

Il terzo motivo sono i paesi. Il parco organizza i suoi itinerari per gruppi di comuni, da Giffoni Valle Piana e Acerno sul versante salernitano a Serino, Montella e Bagnoli Irpino su quello avellinese: borghi con castelli longobardi, conventi e santuari di montagna, legati alla castagna, alla nocciola e a una cucina semplice. Per chi cerca una Campania di boschi e di quiete, i Picentini sono una scelta naturale.

Fonti: Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Accellica al Monte Polveracchio · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Ente Parco Regionale dei Monti Picentini

Storia

Il parco occupa un’area calcareo-dolomitica fra le province di Avellino e Salerno. La sua istituzione è prevista dalla legge regionale n. 33 del 1993 e il perimetro definitivo è stato approvato dalla Giunta regionale il 24 aprile 2003; da allora l’Ente Parco, con sede a Nusco, ne cura la tutela.

La storia umana di questi monti è molto più antica. Il parco ricorda che a Serino, presso la sorgente della Tornola a circa 850 metri di quota, sono state trovate punte in pietra lavorata di circa 31.000 anni fa. Il Sele, che nasce a Caposele, è citato già da Virgilio nelle Georgiche e poi da Plinio il Vecchio e Strabone. Nel Medioevo il territorio si organizzò intorno a castelli e fortificazioni: sul monte Nebulano, a Montecorvino Rovella, intorno al VI secolo fu costruito un castello longobardo, e a Montella resta il Castello del Monte, anch’esso di origine longobarda.

La fede ha lasciato segni profondi. Il convento di San Francesco a Folloni, presso Montella, ospitò una delle prime comunità francescane nel 1222; a Materdomini, sopra Caposele, giunse nel 1754 San Gerardo Maiella, il cui santuario è stato ricostruito dopo il terremoto del 1980 e riaperto al culto nel 2000. Quel sisma, ricorda il parco, danneggiò o distrusse molta parte del patrimonio storico della zona.

Fonti: Ente Parco Regionale dei Monti Picentini · ISPRA — Parco Regionale Monti Picentini · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Accellica al Monte Polveracchio

Cosa vedere

Sul versante salernitano, Giffoni Valle Piana unisce un centro ricco di chiese e conventi, come il convento di San Francesco e la chiesa di Santa Maria a Vico, al borgo e al castello di Terravecchia. Acerno sorge su un ampio pianoro nel cuore del massiccio e conserva la cattedrale di San Donato, edificata nel 1444 e più volte ricostruita. A Montecorvino Rovella, fra uliveti, castagneti e noccioleti, restano i ruderi del castello Nebulano.

Sul versante irpino, Montella offre il centro storico, i musei civici nel complesso di San Francesco a Folloni e il santuario del Santissimo Salvatore, su un monte isolato a 954 metri, con un piazzale panoramico sulla vallata. Da Lioni una strada fra alberi d’alto fusto sale all’altopiano del Laceno e al monte Cervialto. Serino conserva il convento dei Frati Minori, voluto dai cittadini all’inizio del Seicento.

Nella valle del Sele, Caposele è il «regno delle acque»: le sorgenti del fiume, il bosco Difesa con le sue aree attrezzate all’ombra dei faggi e, sulla collina di Materdomini, il santuario di San Gerardo Maiella, con la chiesa nuova, la vecchia basilica restaurata, il convento con il chiostro e un museo dedicato al santo. Poco lontano, a Calabritto, la chiesa e la grotta della Madonna del Fiume si trovano nella zona montuosa vicina al Cervialto.

Fonti: Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Accellica al Monte Polveracchio · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele

Sapori

I Picentini sono terra di castagni e noccioli. Sul versante salernitano, comuni come Fisciano e Calvanico ricadono nell’area della Nocciola di Giffoni IGP, ottenuta dalla varietà Tonda di Giffoni: si mangia al naturale, ricoperta di cioccolato, con il miele o nel torrone, ed entra in torte, gelati, creme e liquori della cucina salernitana. Le fonti ricordano che in Campania la coltivazione del nocciolo ha radici antichissime, già attestate dagli autori latini.

Sul versante irpino domina la castagna. La Castagna di Montella IGP, per il 90% della varietà Palummina, si produce a Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano; si gusta come caldarrosta o lessata nel latte. Il Marrone di Serino IGP, dalle varietà Santimango e Verdola, interessa invece i comuni della valle del Sabato e alcuni del versante salernitano, fra cui Giffoni Valle Piana; diventa marrons glacés, marmellate e i «marroni del prete».

Il resto della tavola è fatto di prodotti di montagna: a Volturara il parco segnala funghi, fragoline, origano e il tartufo «scorzone», a Chiusano San Domenico formaggi, insaccati, fagioli e patate del piano di Sant’Agata, a Montoro la cipolla ramata. Sul versante salernitano l’olio rientra nella DOP Colline Salernitane, e a Caposele il parco ricorda che tutta la valle del Sele è terra d’olio.

Fonti: Parco Regionale dei Monti Picentini — Pizzo San Michele · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Nocciola di Giffoni IGP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Castagna di Montella IGP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Marrone di Serino / Castagna di Serino IGP · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Parco Regionale dei Monti Picentini — Il Monte Tuoro · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Colline Salernitane DOP, olio extravergine di oliva · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele

Cosa fare

Il parco propone itinerari per aree, ognuno con i suoi paesi e le sue cime: dal monte Accellica al Polveracchio, dal Terminio al Cervialto, i monti Mai, il monte Tuoro, la valle del Sele e il Pizzo San Michele. Sono la base per escursioni nelle faggete e sui pianori, da organizzare con le associazioni di escursionismo e di educazione ambientale che l’Ente iscrive in un proprio albo ufficiale.

Alcune tappe hanno un fascino particolare. Prima di Volturara Irpina, la Piana del Dragone è un lago carsico a circa 670 metri, usato come pascolo per le vacche podoliche; nel comune si trova anche il pianoro di Campolaspierto, adatto alle escursioni a cavallo, al cui margine cresce un faggio ultracentenario segnalato fra gli alberi più vecchi d’Italia. Sul versante salernitano, a Giffoni Valle Piana un parco faunistico e un’oasi WWF permettono trekking, mountain bike e visite guidate; nel territorio di Campagna si trova l’oasi del monte Polveracchio.

A Giffoni la montagna incontra il cinema. Il Giffoni Film Festival nasce nel 1971 da un’idea dell’allora diciottenne Claudio Gubitosi e dal 2009 è una «factory» culturale attiva tutto l’anno, con la Cittadella del Cinema e la Multimedia Valley. Per chi viaggia con ragazzi è un modo diverso di conoscere i Picentini.

Fonti: Ente Parco Regionale dei Monti Picentini · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Accellica al Monte Polveracchio · Giffoni — Claudio Gubitosi, direttore e fondatore

Quando andare

Primavera, estate e autunno sono le stagioni più adatte. In primavera e all’inizio dell’estate le faggete e i pianori sono al loro meglio per camminare; il calendario dei paesi segnala in maggio la fiera di Santa Lucia a Caposele e la festa di San Michele a Calvanico, in giugno feste patronali come San Vito.

L’estate porta i paesi di montagna al centro della vita: a Caposele si festeggia San Lorenzo il 10 agosto, nel Ferragosto caposelese e con concerti all’aperto nel bosco Difesa; a Fisciano, fra fine agosto e settembre, si tiene una festa dedicata alla nocciola. Il santuario di San Gerardo Maiella vive le sue ricorrenze principali la prima domenica di settembre e il 16 ottobre.

L’autunno è la stagione della castagna. Le pagine del parco segnalano la sagra della castagna di Serino, di solito nel primo fine settimana di ottobre, la festa della castagna Palommina rossa a Volturara Irpina nell’ultima settimana di ottobre e la festa della castagna di Calvanico a fine mese. La maturazione delle castagne di Montella è graduale e può durare oltre un mese. Le date delle feste cambiano di anno in anno e vanno verificate con i Comuni prima di partire.

Fonti: Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele · Parco Regionale dei Monti Picentini — Pizzo San Michele · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Castagna di Montella IGP

Come arrivare e muoversi

I Picentini si raggiungono da Salerno e da Avellino, due città servite dalla rete ferroviaria RFI. Sul versante salernitano, le pagine del parco indicano Battipaglia come stazione più vicina per Montecorvino Rovella e San Mango Piemonte, a circa dieci chilometri, mentre Giffoni Valle Piana e altri comuni del versante sono collegati a Salerno dagli autobus di linea SITA. Chi arriva in auto usa il raccordo Salerno-Avellino o l’autostrada verso sud, con uscite a Pontecagnano e Battipaglia.

Sul versante irpino, Serino, Santo Stefano del Sole e Montella sono serviti dagli autobus AIR; la superstrada Ofantina collega Montella e Bagnoli Irpino con Avellino, Napoli e Salerno. Il parco ricorda anche la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, con le stazioni di Montella e Lioni, avvertendo però che si tratta di una tratta su cui informarsi con attenzione prima di contarci.

Per Caposele e la valle del Sele si esce dall’autostrada a Contursi e si risale il Fondo Valle Sele; da Avellino si percorre la Ofantina. Una volta sul posto, le distanze fra i paesi sono brevi in linea d’aria ma le strade sono di montagna: conviene scegliere un versante per volta e muoversi in auto o con trasferimenti organizzati.

Fonti: RFI — Stazione di Salerno · RFI — Stazione di Avellino · RFI — Stazione di Battipaglia · Parco Regionale dei Monti Picentini — I Monti Mai · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Accellica al Monte Polveracchio · Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele

Nei dintorni

A est dei Picentini si apre l’Irpinia dei paesi e del vino: Montella e Bagnoli Irpino sono già dentro il parco, e da Lioni una strada sale all’altopiano del Laceno; Avellino, servita dalla rete ferroviaria e dagli autobus AIR, è la porta d’ingresso al resto della provincia. Sul versante opposto, la piana del Sele e Salerno aprono la strada verso il mare.

Dalle cime dei Picentini, ricorda l’UNESCO, si stacca la catena dei Monti Lattari, che chiude la penisola sorrentina: la Costiera Amalfitana è quindi la naturale prosecuzione verso ovest, con il mare e i sentieri a terrazza.

Il legame più sorprendente porta lontano. Le sorgenti di Caposele alimentano l’Acquedotto Pugliese, che il parco descrive come l’acquedotto più lungo del mondo e che termina a Santa Maria di Leuca, all’estremità del Salento, con una cascata monumentale. Un viaggio che parte dai Picentini può davvero seguire l’acqua fino al capo di Leuca, attraverso la Campania e la Puglia.

Fonti: Parco Regionale dei Monti Picentini — Dal Monte Terminio al Monte Cervialto · RFI — Stazione di Avellino · UNESCO World Heritage Centre — Costiera Amalfitana · Parco Regionale dei Monti Picentini — La Valle del Sele · Parco Regionale dei Monti Picentini — I Monti Mai

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Nusco la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 10 strutture ricettive con codice CIN verificato: 1 alberghiere, 4 extralberghiere e 5 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

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