APULICA / FEDE
Certosa di San Lorenzo
Certosa · Padula · Campania
In breve
- La costruzione iniziò nel 1306 per volontà di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, e proseguì con ampliamenti fino all'Ottocento. (Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura)
- È il più vasto complesso monastico dell'Italia meridionale, con una superficie complessiva di oltre 50.000 metri quadrati. (Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura · La Certosa di San Lorenzo - Padula Sistema Museo)
- Dal 1998 fa parte del sito UNESCO del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, insieme a Paestum ed Elea-Velia. (Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura · Patrimonio Unesco - Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni)
- Il chiostro grande, avviato nel 1583, misura quasi quindicimila metri quadrati ed è tra i maggiori d'Europa. (Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura)
- I certosini lasciarono Padula nel 1807, durante il decennio francese; la Certosa fu dichiarata monumento nazionale nel 1882. (Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura)
Feste e date
- Carlo V e la frittata dalle mille uova: seconda settimana di agosto (Carlo V e La Frittata dalle Mille Uova - Comune di Padula)
- Estate
Sette secoli di storia certosina
La Certosa nasce nel 1306, quando Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano, promosse e finanziò la costruzione di un monastero per i certosini su una grancia, cioè un'antica azienda agricola monastica, acquistata dall'abbazia di Montevergine e già dedicata a san Lorenzo. Del complesso trecentesco restano pochi elementi, tra cui il portone della chiesa datato 1374 e le volte a crociera della stessa chiesa.
I lavori proseguirono per secoli. Le trasformazioni più importanti risalgono alla metà del Cinquecento, dopo il Concilio di Trento; nel Seicento furono dorati gli stucchi della chiesa e nel Settecento si aggiunsero affreschi e nuove destinazioni d'uso degli ambienti. Lo scalone ellittico fu l'ultima opera che i monaci videro compiuta.
Nel 1807, durante il decennio francese, i certosini furono allontanati e privati dei loro possedimenti; arredi, opere d'arte e libri andarono in gran parte dispersi e il monumento conobbe un lungo abbandono. Nel giardino della clausura furono costruiti ricoveri per prigionieri durante le due guerre mondiali. Dichiarata monumento nazionale nel 1882, la Certosa è stata restaurata a partire dal 1982 e nel 1998 è entrata nel patrimonio mondiale UNESCO.
Fonti: Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura · La Certosa di San Lorenzo - Padula Sistema Museo
La vita dei certosini
La Certosa segue lo schema dell'ordine fondato nel 1084 da san Brunone di Colonia, che separava nettamente due mondi. Nella casa bassa si trovavano i luoghi del lavoro, come depositi, granai, stalle e lavanderie, affidati ai conversi, frati senza ordini sacri che provvedevano alla sussistenza della comunità e ai rapporti con l'esterno. La casa alta era invece il regno dei padri, dedicato al silenzio, alla meditazione e alla clausura.
Questa divisione si legge ancora oggi nell'architettura: le celle dei monaci, i due cori della chiesa separati da una parete, il refettorio dei conversi sotto gli alloggi dei procuratori. Il grande orto recintato, di oltre venti ettari, è ancora coltivato a vite e cereali, con siepi, alberi da frutto e slarghi circolari bordati di allori e cipressi.
Il monastero è dedicato a san Lorenzo, a cui era già intitolata la grancia di Montevergine su cui sorse. Pur non essendo più abitata da una comunità monastica, la Certosa resta un luogo in cui comprendere la spiritualità contemplativa certosina, fatta di silenzio, meditazione e clausura.
Fonti: La Certosa di San Lorenzo - Padula Sistema Museo · Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura
Chiostri, chiesa e biblioteca
La visita parte dalla corte esterna, un ampio cortile rettangolare dove si svolgeva gran parte delle attività produttive, con una veste cinquecentesca in pietra locale arricchita in epoca barocca da statue e pinnacoli. Segue il chiostro della foresteria, tardomanierista, con fontana centrale e torre dell'orologio. La chiesa ha una sola navata, cinque cappelle sul lato destro e due cori; l'altare maggiore in scagliola e madreperla è attribuito a G. D. Vinaccia, e gli stucchi dorati settecenteschi rivestono una struttura del Trecento.
Accanto si aprono la sala del capitolo, la cappella del tesoro e la cappella del fondatore. La cucina conserva i tavoli da lavoro in pietra, la grande cappa e l'antico bollitore. Una scala elicoidale in pietra conduce alla biblioteca, con pavimento maiolicato e soffitto decorato, che un tempo custodiva decine di migliaia di volumi e oggi ne conserva circa duemila.
Il cuore del complesso è il chiostro grande, su due livelli, con una fontana a coppa del 1640, collegati dallo scalone ellittico a doppia rampa illuminato da sette finestroni. In alcune celle è esposta la collezione di arte contemporanea nata dalla rassegna «Le Opere e i Giorni» (2002-2004), curata da Achille Bonito Oliva. A Padula vale la pena vedere anche il battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, uno dei più antichi d'Occidente.
Fonti: Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura · Il battistero di San Giovanni in Fonte - Comune di Padula
Carlo V e la frittata dalle mille uova
Ogni anno, nella seconda settimana di agosto, Padula rievoca l'accoglienza che i monaci certosini riservarono all'imperatore Carlo V. Secondo un racconto riferito per la prima volta nel 1640 dal sacerdote e scrittore Camillo Tutini, l'imperatore, di ritorno dalla vittoria di Tunisi contro l'ammiraglio ottomano Khayr al-Din, detto Barbarossa, sbarcò a Reggio Calabria e risalì la penisola a tappe.
Il 10 agosto 1535 giunse a Padula e scelse di fermarsi alla Certosa. Dall'ospitalità offerta dai monaci a lui e al suo seguito nasce la tradizione della frittata dalle mille uova, al centro della manifestazione.
Fonti: Carlo V e La Frittata dalle Mille Uova - Comune di Padula
Come si visita
La Certosa è un luogo della cultura del Ministero della Cultura. Il percorso comprende il chiostro della foresteria, la chiesa, la sagrestia, la sala delle campane, la sala del tesoro, la sala del capitolo, il cimitero antico, la cappella del fondatore, il refettorio, la cucina, il quarto del priore, la scala elicoidale, una cella, il chiostro grande, lo scalone e il chiostro dei procuratori; biblioteca e cantine non rientrano nella visita ordinaria. Il complesso è accessibile anche a chi ha disabilità motorie, con rampe per la maggior parte degli edifici.
Un biglietto integrato, «Certosa e Padula», unisce la Certosa ai musei civici, cioè il museo civico multimediale e la casa museo di Joe Petrosino, e al battistero di San Giovanni in Fonte. Il sistema museale cittadino, Padula Sistema Museo (www.padula.eu), organizza visite guidate in più lingue per scuole e gruppi.
In auto si arriva dall'autostrada A2, uscita Padula-Buonabitacolo. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Salerno, collegata in estate da autobus, e Sapri, collegata da autobus di linea.
Fonti: Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura · Certosa di Padula - Comune di Padula · Visite guidate - Padula Sistema Museo · Come arrivare - Padula Sistema Museo
Il luogo

Cilento
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: costa, montagne carsiche, Paestum, Velia e la Certosa di Padula.
Leggi la guida →Foto: PaestumPaestum / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.
Fonti
- Certosa di San Lorenzo - Ministero della cultura
- Patrimonio Unesco - Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
- Certosa di Padula - Comune di Padula
- La Certosa di San Lorenzo - Padula Sistema Museo
- Carlo V e La Frittata dalle Mille Uova - Comune di Padula
- Il battistero di San Giovanni in Fonte - Comune di Padula
- Visite guidate - Padula Sistema Museo
- Come arrivare - Padula Sistema Museo
