APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Cece di Cicerale
Presidio Slow Food · PAT · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Cece piccolo e tondo, color nocciola chiaro, coltivato sulle colline di Cicerale, nel Cilento, il cui stemma raffigura una pianta di ceci. (Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale)
- Si coltiva senza irrigazione né prodotti chimici; le piante secche si battono a mano o con piccole trebbiatrici. (Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale)
- Ha sapore intenso e in cottura aumenta molto di volume. (Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale)
- È un prodotto tradizionale della Campania. (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Storia e origine
Il cece, legume arrivato dall'Asia occidentale migliaia di anni fa, ha trovato un territorio d'elezione sulle colline intorno a Cicerale, piccolo paese sui primi contrafforti del Cilento. Un tempo i ceci si alternavano al grano e agli altri cereali e davano alla dieta dei contadini una buona quota di proteine.
Il legame è scritto nel nome e nello stemma del paese. Il blasone comunale mostra una pianta di ceci intrecciata a una graminacea con il motto terra quae cicera alit, la terra che nutre i ceci: un segno di una produzione importante già nel Medioevo, e forse l'origine stessa del nome Cicerale.
Le regole di coltivazione, quasi rituali, sono rimaste le stesse nel tempo. Oggi gli ettari coltivati si sono ridotti a poche decine e pochi produttori ne custodiscono la semente originale: il Presidio Slow Food li sostiene, e il cece è iscritto fra i prodotti tradizionali della Campania.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale · Regione Campania — Prodotti tradizionali: Cece di Cicerale · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
La coltivazione avviene sulle colline del comune di Cicerale, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La pianta è piccola, dal portamento semi-prostrato, e non ha bisogno d'acqua: si coltiva senza irrigazione e senza prodotti chimici, secondo i criteri dell'agricoltura biologica.
La raccolta, a fine luglio, è molto faticosa. Quando il seme è maturo le piante, ormai secche, si estirpano e si lasciano asciugare in campo. Poi si appoggiano su sacchi di iuta, si coprono e si battono con grossi bastoni di legno, oppure si trebbiano con una piccola trebbiatrice caricata a mano accanto al campo; infine i semi si separano dai baccelli per ventilazione.
Il terreno accidentato e i baccelli molto vicini al suolo impediscono l'uso di trebbiatrici semoventi. Il disciplinare del Presidio prevede la riproduzione dei semi in famiglia e un albo dei terreni coltivati.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale · Regione Campania — Prodotti tradizionali: Cece di Cicerale
Come si riconosce
Il cece di Cicerale è piccolo e rotondo, di un colore un po' più dorato e scuro rispetto ai ceci comuni, con sfumature nocciola chiaro. Il sapore è intenso.
Arriva alla raccolta con poca umidità, e per questo si conserva a lungo: essiccato si trova tutto l'anno.
In cottura aumenta molto di volume, una caratteristica che i cuochi del territorio conoscono bene. È un legume rustico, figlio di terreni difficili e di un lavoro in gran parte manuale. Si riconosce dalla forma piccola e regolare e dal colore caldo; il seme è quello della varietà locale originale, che i coltivatori riproducono in famiglia di generazione in generazione, selezionando ogni anno quello da riseminare.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale · Regione Campania — Prodotti tradizionali: Cece di Cicerale
In cucina
Nella cucina locale entra in molte ricette: i ceci in tegamino, i ravioli alla crema di ceci e perfino i ceci zuccherati, una preparazione dolce. Il sapore intenso e la tendenza a gonfiarsi in cottura lo rendono adatto alle cotture lente.
Come tutti i legumi della tradizione contadina, accompagnava i cereali nella dieta di ogni giorno, e oggi è uno dei sapori del Cilento, la terra dove Ancel e Margaret Keys studiarono le abitudini alimentari che chiamarono Dieta Mediterranea.
Dal 2010 la Dieta Mediterranea è patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, anche per le pratiche tramandate nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: coltivare, cucinare e condividere il cibo.
Fonti: Regione Campania — Prodotti tradizionali: Cece di Cicerale · Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale · Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Dieta Mediterranea
Dove assaggiarlo
Il posto è Cicerale, borgo collinare del Cilento, dove lo stemma comunale con la pianta di ceci accoglie chi arriva. La raccolta si fa a luglio, ma il cece secco si trova tutto l'anno presso i pochi produttori del Presidio.
Il comune rientra anche nella zona di produzione del Carciofo di Paestum IGP: un legame che unisce le colline di Cicerale alla Piana del Sele e ai templi di Paestum.
Un itinerario nel Cilento può così unire i sapori dei legumi dell'interno con la costa e con i luoghi della Dieta Mediterranea, come Pollica, dove i coniugi Keys vissero e lavorarono dal 1944.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale · Qualigeo — Carciofo di Paestum IGP · Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — Dieta Mediterranea
Tutela
- Presidio Slow Food — cece-di-cicerale (Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale)
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Campania, n. 196, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Raccolta: luglio (Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Cicerale)
- Estate
Dove

Cilento
Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: costa, montagne carsiche, Paestum, Velia e la Certosa di Padula.
Leggi la guida →Foto: PaestumPaestum / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.
