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APULICA / PESCI, MOLLUSCHI E CROSTACEI

Alici di menaica

Presidio Slow Food · PAT · Pesci, molluschi e crostacei · Campania

In breve

Storia e origine

La pesca con la menaica è una tecnica antichissima, un tempo diffusa su tutte le coste del Mediterraneo e oggi sopravvissuta in pochi luoghi. Uno di questi è il Cilento, e in particolare Marina di Pisciotta, piccolo borgo sul mare a metà strada fra Velia e Capo Palinuro. La Regione Campania fa risalire questo rito di pesca all'epoca classica e sottolinea che si è mantenuto quasi immutato nei secoli.

Menaica, o menaide, anticamente minaica, è il nome sia della barca sia della rete. La praticano ormai pochi pescatori, sette o otto barche al massimo, che escono di notte con i loro gozzi. Un tempo, quando il pesce era più abbondante, le alici si conservavano nelle terzarole, grandi barili di legno; oggi si usano piccoli vasetti di terracotta.

Il Presidio Slow Food è nato per garantire un reddito a questo gruppo di pescatori e salvare insieme una tradizione, una piccola economia locale e un prodotto di grande qualità. Le alici di menaica sono iscritte anche fra i prodotti tradizionali della Campania.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Regione Campania — Alici di menaica (prodotto tradizionale) · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)

Zona e metodo di produzione

La zona di pesca comprende il mare davanti a Pisciotta e ai paesi della costa cilentana dove questa tecnica è ancora praticata, dal golfo di Agropoli a quello di Sapri, entro sei miglia dalla costa. Si pesca nelle notti di mare calmo, fra la primavera e l'estate: il Presidio indica i mesi da aprile a luglio, con un periodo più ampio, da marzo ad agosto, per la pesca primaverile-estiva.

All'imbrunire i pescatori stendono la rete in mare aperto, sbarrando il percorso dei banchi. Le maglie selezionano i pesci per dimensione: trattengono le alici più grandi e lasciano passare le piccole. Le alici intrappolate perdono rapidamente gran parte del sangue in mare. La rete si tira a bordo a braccia, e i pesci si estraggono a uno a uno, togliendo subito testa e interiora.

Le alici si trasportano in cassette di legno senza ghiaccio né altri refrigeranti e si lavorano subito, al mattino: si lavano in salamoia e si sistemano nei vasetti di terracotta a strati alternati con il sale, poi si coprono e si pressano. La stagionatura avviene nei magazzeni, locali freschi e umidi dove un tempo si ricoveravano le barche, per almeno tre mesi secondo il Presidio; la scheda regionale indica sei.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Regione Campania — Alici di menaica (prodotto tradizionale)

Come si riconosce

Le alici di menaica sotto sale si riconoscono dalla carne chiara, bianca con riflessi che tendono al rosa, e da un profumo intenso e allo stesso tempo delicato. La Regione Campania descrive un gusto molto particolare, deciso ma fine.

La Regione lega queste qualità a una lavorazione in cui ogni passaggio è rimasto affidato alle competenze locali: la rete che sceglie solo gli esemplari più grandi, la pulizia a bordo, il trasporto senza ghiaccio, la salatura immediata e la maturazione lenta nei vasetti di terracotta. Il Presidio aggiunge che le alici devono maturare senza asciugarsi troppo.

Si vendono in piccoli vasetti di terracotta che contengono pochi etti di pesce, un formato che racconta una produzione artigianale e limitata.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Regione Campania — Alici di menaica (prodotto tradizionale)

In cucina

Le alici di menaica si mangiano fresche o sotto sale, crude o cotte, e molte ricette del Cilento sono semplicissime. C'è l'insalata di alici crude, appena sbiancate dal limone e condite con olio, aglio e prezzemolo, e c'è il sugo di alici per gli spaghetti, rapidissimo: basta friggere le alici in poco olio con pomodorini, aglio e peperoncino.

Altre preparazioni chiedono più lavoro ma restano fedeli a pochi ingredienti. Le inchiappate sono alici aperte e farcite con formaggio caprino, uova, aglio e prezzemolo, poi infarinate, fritte e cotte nella salsa di pomodoro. Le ammollicate sono alici spaccate e condite con mollica di pane, aglio, olio e prezzemolo.

Il cauraro, infine, è un piatto di patate, fave, alici e finocchietto selvatico, che riunisce in una sola pentola l'orto, la campagna e il mare del Cilento.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica

Dove assaggiarlo

Il posto delle alici di menaica è Marina di Pisciotta, sulla costa del Cilento fra Velia e Capo Palinuro. Qui il pescato si compra direttamente dai pescatori, quando rientrano al porto al mattino molto presto, e i vasetti di alici sotto sale si acquistano dai pescatori e dai piccoli laboratori artigianali del paese. È un mercato minuscolo, di poche barche: arrivare presto è parte dell'esperienza.

Il Cilento, con il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, le aree archeologiche di Paestum e Velia e la Certosa di Padula, è Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1998. La costa intorno a Pisciotta offre il promontorio di Palinuro con le sue grotte e il Sentiero della Primula, mentre verso sud si apre Marina di Camerota.

Il periodo migliore per vedere i pescatori al lavoro e assaggiare le alici fresche è la stagione di pesca, fra la primavera e l'estate; le alici sotto sale, dopo la stagionatura, si trovano nei mesi successivi.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alici di menaica · Regione Campania — Alici di menaica (prodotto tradizionale) · Italia.it (Ministero del Turismo) — Il Cilento

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