Apulica — Taste Travel Together
Muri a secco nell’Alta Murgia

Puglia / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Alta Murgia: il paesaggio prima delle tappe

L’Alta Murgia dà un significato alle strade fra Altamura, Gravina e Castel del Monte. La pietra diventa terreno agricolo, recinto, riparo e materia da costruzione; il paesaggio racconta persone che hanno dovuto usare con precisione acqua, suolo e pascoli. Per Apulica è una giornata di raccordo essenziale: permette di ritrovare nella tavola e nei centri abitati il lavoro osservato fuori dalla città.

Muri a secco nell’Alta Murgia · Foto: Acquario51 / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

L'Alta Murgia è un grande altopiano calcareo nel cuore della Puglia, protetto dal 2004 da un parco nazionale fra i più estesi d'Italia: oltre 68.000 ettari distribuiti fra tredici comuni delle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, da Altamura e Gravina fino ad Andria, Corato, Ruvo di Puglia, Minervino Murge e Spinazzola. Il Parco custodisce l'ultimo esempio italiano di steppa mediterranea e due habitat prioritari: le praterie su suolo calcareo con splendide fioriture di orchidee e le distese di graminacee e piante annue.

Il paesaggio è una successione di creste rocciose, doline, dolci colline, inghiottitoi, scarpate e lame, alternate a pascoli naturali, campi di cereali e boschi di quercia e di conifere. Dentro questo spazio aperto l'uomo ha costruito per secoli: masserie in pietra, a volte fortificate, recinti e stalle per le greggi, cisterne, neviere, chiesette e chilometri di muri a secco. Sopra tutto domina Castel del Monte, la fortezza ottagonale di Federico II, patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1996.

Venire qui significa dare un senso alle strade che collegano le città murgiane. È un luogo per camminare e pedalare, osservare rapaci e fioriture, scoprire una geologia che il MurGEopark, Geoparco UNESCO, racconta attraverso i suoi geositi, e ritrovare poi a tavola il pane di grano duro, i legumi e i formaggi di pecora che questa terra produce.

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Storia

La storia dell'Alta Murgia comincia nelle rocce. L'altopiano è formato da calcari cretacei di piattaforma, spessi nel complesso fino a tremila metri, sui quali poggiano le calcareniti più recenti note come tufi. Il MurGEopark ricorda che questo territorio, insieme al Carso istriano, è l'ultimo lembo radicato di un antico continente chiamato Adria. Nel 1999, in una cava di località Pontrelli, presso Altamura, sono state scoperte orme fossili di dinosauri appartenenti ad almeno cinque specie diverse.

Le grotte hanno conservato anche la storia umana. Nella grotta di Lamalunga, vicino ad Altamura, è stato trovato lo scheletro completo dell'Uomo di Altamura, un ominide vissuto circa 150.000 anni fa, in una forma arcaica intermedia fra Homo erectus e Neanderthal; la grotta non è accessibile, ma nella vicina masseria settecentesca è possibile una visita virtuale. A circa 13 chilometri da Corato, in località San Magno, una necropoli di tombe a tumulo risale fra il VII e il IV secolo a.C.

Per secoli l'altopiano è vissuto di pastorizia, stanziale e transumante, già praticata in età romana. Dal Quattrocento la Regia Dogana della Mena delle Pecore organizzò rigidamente il territorio per il pascolo, e le masserie, controllate nel numero e nell'estensione, nel Seicento diventarono il centro dei latifondi. I Normanni e gli Svevi hanno lasciato tracce nei centri storici dei comuni del Parco, fino al vertice di Castel del Monte.

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Cosa vedere

Le forme carsiche sono il primo spettacolo del Parco. La roccia molto fratturata non trattiene fiumi in superficie e l'acqua piovana scende nel sottosuolo, scavando doline, inghiottitoi, gravi e grotte. Il Pulo di Altamura, intorno ai 480 metri di quota, è una grande dolina dai contorni regolari, probabilmente nata dal crollo di una cavità sotterranea; simile per dimensioni è il Pulicchio di Gravina, una conca ellittica lunga circa mezzo chilometro e profonda un centinaio di metri. Nel Parco si aprono anche le gravi più profonde dell'Italia centro-meridionale, come quella di Farauall, e la Grotta di Cristo di Cassano delle Murge, fra le più grandi. Le quote più alte, intorno ai 680 metri, si toccano a Monte Caccia e a Torre Disperata.

Il secondo racconto è quello dell'architettura rurale. Le poste riparavano le greggi dalle intemperie, mentre gli jazzi, costruiti su pendii esposti a sud, erano recinti per gli ovini. Lo Jazzo Tarantini ne è un esempio chiaro: un grande recinto rettangolare diviso da muri interni, con le stalle chiamate lamioni e, sul lato opposto, gli ambienti per i lavoratori e per la lavorazione del latte. Fra masserie e tratturi compaiono chiesette rupestri e castelli medievali come il Garagnone e quello di Gravina.

Castel del Monte, su una collina a una ventina di chilometri da Andria, è il monumento più celebre, con la pianta ottagonale e le decorazioni in breccia corallina. Le Miniere di Bauxite di Spinazzola, area di riserva integrale, si osservano dall'alto dai punti panoramici del percorso.

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Sapori

Il Parco invita a capire la Murgia anche gustandone i frutti: il pane di grano duro, i dolci di mandorla, i fichi secchi, i funghi, i vini robusti e i formaggi di pecora. Sull'altopiano crescono cardoncelli, lampascioni e asparagi selvatici, mentre il timo e la menta selvatica profumano i pascoli.

Il pane è il prodotto che meglio racconta questo paesaggio. Il Presidio Slow Food del pane tradizionale dell'Alta Murgia parte dal grano duro coltivato nei comuni della Murgia nord-occidentale: la semola rimacinata si impasta con lievito naturale, acqua tiepida e sale marino e si cuoce a lungo nel forno a legna. Ne esce il Pane di Altamura, con la forma a cappello e la crosta dorata, che si conserva per giorni. Nei centri storici restano i forni in pietra ottocenteschi con le alte cappe.

La pastorizia ha lasciato una razza propria, la Pecora altamurana, detta anche moscia, rustica e dal vello bianco, un tempo allevata per latte, lana e carne e oggi sostenuta da un Presidio che ne vuole evitare la scomparsa. Fra i legumi spiccano i Ceci lisci di Cassano delle Murge, dalla buccia sottile e dal colore che va dal rosso mattone al quasi nero, seminati a mano fra dicembre e febbraio senza irrigazione. Sul margine dell'altopiano, a Toritto, la Mandorla di Toritto conserva cultivar locali come Filippo Cea e Antonio De Vito; la Filippo Cea ha un gusto intenso ed equilibrato, con note di burro, ed è ideale in pasticceria.

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Cosa fare

La lunga storia pastorale ha lasciato all'Alta Murgia una fitta rete di strade bianche, tratturi, tratturelli e sentieri che collega quasi tutta l'area protetta. Il Parco l'ha organizzata in itinerari diversi: cinque percorsi tematici guidati, da percorrere in auto lungo le strade asfaltate, e dodici passeggiate agroecologiche a piedi che partono da altrettante aziende agricole e zootecniche, pensate per coinvolgere chi lavora la terra in un turismo naturalistico sostenibile.

Chi va in bicicletta trova dodici itinerari di mountain bike, raccolti in una guida cartacea disponibile presso le sedi del Parco, e il percorso ciclopedonale Jazzo Rosso, San Magno, Castel del Monte, lungo circa 67 chilometri e diviso in sette tratti collegati, alcuni dei quali partono dalle stazioni di Ruvo di Puglia e Corato. Lungo il tracciato si trova il centro visite di Torre dei Guardiani, nel territorio di Ruvo.

Per l'osservazione della natura l'altopiano è prezioso: ospita una delle popolazioni più importanti al mondo di falco grillaio, che caccia nella steppa e nidifica nei centri storici, oltre a nibbio reale, biancone, lanario, calandra e calandrella. Il Parco ha seguito in diretta una coppia di grillai che ha occupato un nido artificiale installato su un edificio pubblico. Le guide ufficiali del Parco propongono escursioni, birdwatching, geoturismo, visite in grotta e percorsi sulle orchidee; il Vademecum dell'escursionista riassume le regole per camminare in sicurezza.

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Quando andare

Il Parco sottolinea che il paesaggio murgiano cambia radicalmente a ogni stagione. La primavera è il momento più spettacolare: nel verde dei campi di grano e dei pascoli rocciosi fioriscono tulipani selvatici, gladioli e orchidee, fra cui specie scoperte di recente come l'Ophrys murgiana; la stipa traslucida si accosta al rosa dell'asfodelo e al giallo della ferula, mentre nel cielo sfrecciano balestrucci e falchi.

L'estate porta le giornate lunghe e i crepuscoli in cui i falchi grillai rientrano nei centri abitati per la notte, uno spettacolo che si osserva dalle piazze dei paesi del Parco. Fra fine agosto e inizio ottobre, a seconda della cultivar, si raccolgono le mandorle, una buona ragione per un viaggio legato all'agricoltura.

In autunno ciclamini e colchici colorano le pietre nude dei costoni e i muri a secco, e la luce morbida accompagna escursioni e pedalate. L'inverno è la stagione più silenziosa, con giornate spesso grigie e nebbiose ravvivate dalle bacche rosse del biancospino e da quelle blu del prugnolo; è anche il periodo in cui si seminano i ceci di Cassano. Per questo consigliamo soprattutto primavera, estate e autunno, programmando le escursioni estive nelle ore più fresche e consultando le regole del Vademecum.

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Come arrivare e muoversi

Secondo le indicazioni del Parco, chi arriva in aereo atterra all'aeroporto di Bari Palese, collegato al centro di Bari dalle Ferrovie Bari-Nord di Ferrotramviaria. Da Bari le Ferrovie Appulo Lucane attraversano diversi paesi della Murgia e raggiungono Gravina in Puglia, dove ha sede l'Ente Parco. Con i treni Trenitalia si arriva a Gioia del Colle e da lì si prosegue verso Santeramo, Altamura, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Spinazzola o Minervino Murge; le Ferrovie Bari-Nord servono invece Bitonto, Ruvo di Puglia, Corato e Andria, sul versante settentrionale dell'altopiano.

In auto, dall'autostrada A14 si esce ai caselli di Trani, Molfetta, Bitonto, Bari Nord, Bari Sud o Gioia del Colle e si prendono le diverse direttrici verso i comuni del Parco. Da Basilicata e Calabria si accede con le statali 96 e 99. Orari e collegamenti vanno verificati sui siti dei gestori prima della partenza.

All'interno del Parco le distanze sono grandi e i servizi pubblici non raggiungono i luoghi più isolati: per muoversi fra masserie, jazzi e doline serve un'auto, una bicicletta o un'escursione organizzata con una guida ufficiale. I percorsi ciclabili che partono dalle stazioni di Ruvo e Corato permettono però di entrare nell'altopiano anche senza auto, combinando treno e bicicletta.

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Dove fermarsi

Per dormire nell'Alta Murgia ci sono due possibilità principali. La prima sono le masserie: il Parco ricorda che alcune sono ancora aziende attive, che allevano e producono in modo genuino, e che altre hanno aperto le porte al turismo attrezzandosi per ospitare chi raggiunge la Murgia. Soggiornare in una masseria permette di vivere da vicino il paesaggio della pietra, fra muri a secco, recinti e campi, e spesso di assaggiare ciò che l'azienda produce. Le dodici passeggiate agroecologiche del Parco partono proprio da aziende agricole e zootecniche, e possono diventare il filo di un soggiorno in campagna.

La seconda possibilità sono i centri storici dei tredici comuni del Parco, da Altamura e Gravina a Ruvo di Puglia, Corato, Andria, Santeramo in Colle e Minervino Murge, dove le tracce normanne e sveve, le cattedrali e i forni del pane fanno da cornice alla sera. Dormire in città rende più semplice usare treni e servizi e lascia la giornata libera per uscire sull'altopiano.

Molti scelgono di combinare le due soluzioni: qualche notte in masseria per le escursioni e una base in città per le visite culturali. In entrambi i casi conviene scegliere la base in funzione del versante che si vuole esplorare, quello settentrionale verso Castel del Monte o quello meridionale verso Altamura e Gravina, perché l'altopiano è ampio e gli spostamenti richiedono tempo.

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Nei dintorni

Ogni comune del Parco è una porta d'accesso all'altopiano. Altamura custodisce il Pulo e, poco fuori città, la grotta di Lamalunga dell'Uomo di Altamura e la cava delle orme di dinosauro di Pontrelli; Gravina, sede dell'Ente Parco, si affaccia sulla sua gravina e conserva un castello federiciano. A nord, nel territorio di Andria, Castel del Monte domina la collina più celebre della Murgia, mentre Ruvo di Puglia e Corato sono i punti di partenza della ciclovia verso San Magno.

Sul versante occidentale, a Spinazzola, le Miniere di Bauxite mostrano il rosso intenso dei giacimenti contro il verde della Murgia e l'azzurro del cielo; il Parco propone anche escursioni più ampie che toccano il bosco di Acquatetta, la Fossa Bradanica, l'inghiottitoio del Cavone e le sue incisioni rupestri. Nei pressi di Minervino sorge il castello del Garagnone. Verso est, Cassano delle Murge conserva la Grotta di Cristo e la tradizione dei ceci lisci, e Toritto quella delle mandorle.

Il MurGEopark comprende, oltre ai tredici comuni del Parco, anche Laterza e Acquaviva delle Fonti, e il suo portale presenta i geositi del territorio, dal Pulo di Altamura alla Rocca del Garagnone. Una visita all'Alta Murgia si completa bene scegliendo una o due di queste città come base e dedicando il resto del tempo al paesaggio aperto.

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Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Altamura la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 197 strutture ricettive con codice CIN verificato: 3 alberghiere, 56 extralberghiere e 138 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.

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Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

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