Perché andare
Gravina in Puglia si affaccia sull'orlo di una gravina profonda più di cento metri, una di quelle spaccature simili a canyon che l'acqua ha scavato nel calcare delle Murge e da cui la città prende il nome. Siamo nella Murgia occidentale, a ridosso del confine con la Basilicata, fra l'Alta Murgia e la Murgia materana; una parte ampia del territorio comunale rientra nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Il Comune la presenta come «città di acqua e di pietra», e la definizione regge alla prova della visita.
Il motivo per venire è la possibilità di leggere, in pochi passi, una storia lunghissima scritta nella roccia: quartieri rupestri, chiese scavate nel tufo, un sottosuolo di cantine e cunicoli, e sopra di essi la cattedrale normanna affacciata sul burrone. Dall'altra parte del canyon, raggiunti attraverso il ponte acquedotto, si trovano il santuario rupestre della Madonna della Stella e il parco archeologico di Botromagno.
Gravina è anche una città agricola, con un motto antico che la riassume, «Grana dat et vina»: dà grano e vino. A tavola questo si traduce nel Pallone, un formaggio a pasta filata che racconta la transumanza, nei funghi cardoncelli e nelle erbe spontanee raccolte sulla Murgia. Una sosta di uno o due giorni permette di unire città, campagna e natura del parco.
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Storia
Il territorio di Gravina è abitato senza interruzioni dal Paleolitico. Peuceti, Greci e Romani vi si sono succeduti, e in età romana il centro prese il nome di Silvium. La città attuale nasce nell'alto Medioevo, quando gli abitanti della vicina collina di Petramagna, detta anche Botromagno, trovarono riparo nelle grotte scavate lungo il burrone, sulla sponda opposta: nacquero così i quartieri Piaggio e Santovito, e la prima cattedrale fu la chiesa rupestre di San Michele delle Grotte, frequentata già dall'VIII secolo. Nel 999, secondo la tradizione, proprio in una cavità accanto a questa chiesa avvenne il massacro dei gravinesi per mano dei Saraceni.
Sede vescovile in età bizantina, dopo il 1040 Gravina passò ai Normanni, che vi eressero una cattedrale di rito latino. Con gli Svevi arrivò il castello che Federico II usava per la caccia: l'imperatore amava questa città e la chiamava «giardino di delizie». Seguirono gli Angioini e, dal 1380, gli Orsini, feudatari fino all'abolizione della feudalità nel 1807. Da questa famiglia veniva Pier Francesco Orsini, nato a Gravina e salito al soglio pontificio nel 1724 come Benedetto XIII.
Per secoli la città fu una sosta importante sul tratturo che da Melfi scendeva verso Castellaneta: greggi e pastori passavano di qui, e la fiera di San Giorgio, celebrata dal 1294, ne conserva la memoria.
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Cosa vedere
Piazza Benedetto XIII è il cuore della città antica. Qui sorge la Concattedrale di Santa Maria Assunta, di origine normanna, con un grande rosone che porta al centro l'Assunta e una facciata scandita da lesene e tre ingressi. All'interno, a pianta basilicale, si incontrano un soffitto barocco in legno intagliato e dorato, altari settecenteschi in marmo policromo di scuola napoletana e un San Michele di Stefano da Putignano; una scalinata accanto al sagrato scende alla chiesa di Santa Croce, il succorpo con sepolture e affreschi del Cinquecento. Sulla stessa piazza la chiesa del Purgatorio, nata a metà Seicento come cappella funeraria degli Orsini, si riconosce dagli scheletri scolpiti sul portale e dagli orsi che reggono le colonne; accanto si trova la Biblioteca Finia, fra le più antiche della regione, con la sede eretta nel 1740.
Dalla piazza le scalinate scendono ai quartieri più antichi. La chiesa rupestre di San Michele delle Grotte, scavata in un unico banco di roccia, ha cinque navate sostenute da quattordici pilastri e conserva tracce di affreschi; un corridoio esterno si affaccia sull'habitat rupestre del rione Fondovico, fatto di case-grotta su più livelli collegate da scale.
Il Museo della Fondazione Pomarici Santomasi, in un palazzo seicentesco, custodisce gli affreschi bizantineggianti staccati dalla cripta di San Vito Vecchio, l'appartamento di famiglia con arredi del Settecento, una pinacoteca con tele del Seicento napoletano, reperti archeologici del territorio e una mostra dedicata a papa Benedetto XIII.
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Sapori
Lo stemma di Gravina porta il motto «Grana dat et vina», e la città è da sempre terra di grano e di vino. La Fondazione Slow Food descrive un territorio di abbondanza: fichi, funghi cardoncelli, salumi, una cucina che valorizza la grande varietà di erbe spontanee e una tradizione casearia diffusa. Sull'altopiano del Parco crescono anche lampascioni e asparagi selvatici, e i segreti dei raccoglitori di funghi ed erbe fanno parte dell'identità che il Comune rivendica a tavola.
Il prodotto simbolo è il Pallone di Gravina, Presidio Slow Food sostenuto dal Parco dell'Alta Murgia. È un formaggio vaccino a pasta dura filata, di latte crudo, tondeggiante e privo della testina tipica del caciocavallo; si produce da gennaio a marzo e pesa da uno a dieci chili. La sua lavorazione risale ai tempi della transumanza. Dopo la filatura e la salamoia matura in cantine naturali, un tempo nelle grotte di tufo: con tre mesi di stagionatura la pasta si fa dorata e piccante, con note di caramello e d'erba. Oggi pochi caseifici lo producono ancora, e il Presidio punta proprio sul latte crudo e sulle stagionature lunghe.
Gravina rientra inoltre fra i luoghi di produzione del Pane di Altamura, il pane tutelato dalla denominazione d'origine protetta che il consorzio di tutela associa a una piccola rete di città murgiane: un buon compagno per il Pallone e per i piatti di campagna.
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Cosa fare
Gran parte dell'esperienza di Gravina sta nel camminare fra le due sponde del canyon. Il Ponte dell'Acquedotto, costruito nel Seicento per permettere ai pellegrini di raggiungere il santuario della Madonna della Stella e poi ricostruito nel secolo successivo come acquedotto, ha due ordini di arcate in pietra calcarenitica e offre la vista migliore sul profilo della città; è anche il ponte scelto per una scena del film «No Time to Die». Di là si trovano la chiesa rupestre della Madonna della Stella, santuario mariano dal 1550, e, lungo un sentiero impervio, il complesso delle Sette Camere, sette ambienti scavati su tre livelli. Sulla sponda ovest il parco archeologico di Botromagno conserva parte degli insediamenti antichi.
Sotto la città si apre Gravina sotterranea, una rete di cunicoli, pozzi e cantine scavate a mano, più estesa del centro storico che le sta sopra, con la cantina profonda venti metri sotto il palazzo degli Orsini. Si visita con percorsi di durata diversa.
Per chi ama camminare, il Comune segnala il percorso della Via dei Piloni, adatto alle famiglie, che porta al belvedere di Dolcecanto fra sorgenti e acquedotti storici, e il passaggio del Cammino Materano lungo la Via Peuceta, che parte dalla basilica di San Nicola di Bari. Consorzi turistici, guide abilitate e la Pro Loco organizzano visite e itinerari guidati.
Fonti: ENIT — Ponte dell’Acquedotto di Gravina · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Santuario rupestre della Madonna della Stella · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Complesso delle Sette Camere · Italia.it (Ministero del Turismo, ENIT) — Gravina in Puglia · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Gravina sotterranea · Comune di Gravina in Puglia — Scopri la città: itinerari, percorsi, come arrivare (PDF)
Quando andare
Gravina si visita tutto l'anno: chiese, museo e sotterranei offrono riparo nei giorni più freddi o più caldi, mentre i percorsi lungo il canyon e nel Parco dell'Alta Murgia si godono meglio con temperature miti. L'inverno coincide con la stagione del Pallone, prodotto da gennaio a marzo.
L'appuntamento più antico è la Fiera di San Giorgio, che si tiene ogni anno ad aprile, nella seconda metà del mese, e che le fonti fanno risalire al 1294: una delle fiere più antiche d'Italia, in cui si rinnovano il commercio, l'incontro fra le genti e il rito arcaico della transumanza. La accompagna il corteo storico curato da un'associazione locale, che da quasi trent'anni ne rievoca la tradizione.
A settembre, nella terza settimana del mese, la città ospita un raduno di cortei storici che nel 2023 aveva raggiunto la ventesima edizione, mentre nel periodo natalizio Gravina Nativitas ricostruisce la Palestina dei tempi di Gesù. Per gli sportivi il Trail delle 5 Querce porta i corridori sui sentieri dell'Alta Murgia, nel bosco Difesa Grande e lungo la gravina. Le date precise di ogni edizione vanno verificate sui canali ufficiali del Comune prima di partire.
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Come arrivare e muoversi
Gravina si trova a poco più di dieci chilometri da Altamura e a meno di cinquanta da Bari. L'aeroporto più vicino è quello internazionale di Bari Karol Wojtyla: secondo le indicazioni del Comune, dall'aeroporto si raggiunge il centro di Bari con le Ferrovie Bari-Nord di Ferrotranviaria e da lì, con le Ferrovie Appulo Lucane, si arriva a Gravina attraversando diversi paesi della Murgia. In alternativa, con i treni Trenitalia si può arrivare a Gioia del Colle e proseguire verso Gravina. Le Ferrovie Appulo Lucane gestiscono anche una rete di autobus che segue la direttrice Bari-Altamura-Gravina.
In auto, dall'aeroporto si seguono le indicazioni per Modugno e poi la statale 96 in direzione Altamura, Matera e Gravina. Chi arriva dall'autostrada A16 esce a Canosa di Puglia e prosegue per Minervino, Spinazzola e Poggiorsini; chi percorre l'A14 esce a Bari Nord e segue le indicazioni per Altamura. Orari e collegamenti vanno sempre controllati sui siti dei gestori al momento della partenza.
Il centro storico si scopre a piedi: da piazza Benedetto XIII partono le scalinate che scendono verso i quartieri rupestri, e il ponte acquedotto porta a piedi sull'altra sponda. Per i luoghi della campagna, come il Pulicchio, a circa dieci chilometri a nord, o gli jazzi del Parco, serve un mezzo proprio o una visita organizzata.
Fonti: Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Gravina in Puglia · Comune di Gravina in Puglia — Scopri la città: itinerari, percorsi, come arrivare (PDF) · Ferrovie Appulo Lucane — rete ferroviaria e automobilistica · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Pulicchio di Gravina
Nei dintorni
Gravina è uno dei tredici comuni del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, e la sede dell'Ente Parco si trova proprio in città. Il parco custodisce l'ultimo esempio italiano di steppa mediterranea, fra rocce calcaree, pietra a secco e masserie che dal Quattrocento furono il centro dell'economia agricola; il suo territorio fa parte del MurGEopark, riconosciuto Geoparco Globale UNESCO. A Gravina il Museo Pomarici Santomasi ha dedicato un allestimento permanente ai fossili raccolti dal geologo Arcangelo Scacchi, che nell'Ottocento raccontava i mari antichi che coprivano la Puglia.
A circa dieci chilometri a nord, lungo la provinciale per Corato, il Pulicchio è una grande dolina carsica di forma ovale, lunga circa quattrocento metri e profonda quasi novanta, rimboschita negli anni Cinquanta. Vicino al bosco Pellicciari lo jazzo Pantano mostra com'era organizzato un ricovero per le greggi, con recinti in tufo e pietra a secco e ambienti per la lavorazione del latte. Il bosco Difesa Grande, con circa 1890 ettari, è uno dei complessi boscati più importanti della Puglia.
Altamura, a una decina di chilometri, prosegue il racconto del grano e della preistoria murgiana, mentre la vicinanza alla Murgia materana rende naturale proseguire verso Matera e i suoi Sassi, dedicando a ciascuna città il proprio tempo.
Fonti: Parco Nazionale dell’Alta Murgia — Territorio e comuni del Parco · Parco Nazionale dell’Alta Murgia — Gravina, allestimento dedicato ad Arcangelo Scacchi (MurGEopark UNESCO) · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Parco Nazionale dell’Alta Murgia · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Pulicchio di Gravina · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Jazzo Pantano · Comune di Gravina in Puglia — Scopri la città: itinerari, percorsi, come arrivare (PDF) · Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Gravina in Puglia · Italia.it (Ministero del Turismo, ENIT) — Gravina in Puglia
Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Info-point turistico di Gravina in Puglia · Via Matteotti 17, 70024 Gravina in Puglia (BA) · +39 080 350 4516 · infopointtouristgravina@gmail.com · Sito ufficiale
Fonte: Regione Puglia, Viaggiare in Puglia — Info-point Gravina in Puglia · verificato il
Dove dormire
Nel comune di Gravina in Puglia la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 149 strutture ricettive con codice CIN verificato: 3 alberghiere, 56 extralberghiere e 90 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.
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Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
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