Perché andare
Santeramo in Colle sta sul gradino più alto dell'altopiano della Murgia, all'incrocio fra le province di Bari, Taranto e Matera. Il portale turistico regionale la descrive come un paese dall'anima medievale, circondato da boschi e da un paesaggio di pascoli e seminativi in cui si leggono tracce di insediamenti antichissimi.
Le ragioni per fermarsi sono tre. La prima è la tavola: Santeramo è nota come patria della carne di cavallo e d'asino, che si gusta nei fornelli, rosticcerie annesse alle macellerie dove la carne si sceglie al banco e si cuoce al momento. La seconda è il paesaggio: i boschi della Gravinella e della Parata sono, secondo la Regione, un polmone verde adatto al birdwatching, frequentato dal falco grillaio. La terza è il cammino: Santeramo è tappa della Via Peuceta, il percorso a piedi che attraversa la Murgia fino ad Altamura e Matera.
A questi si aggiunge un legame con la pittura dell'Ottocento: qui nacque Francesco Netti, che dalle campagne di Santeramo trasse i soggetti del suo ciclo dei mietitori. È una tappa per chi viaggia lentamente e ama i luoghi meno conosciuti.
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Storia
Il portale regionale ricorda che il territorio conserva tracce di insediamenti preistorici e protostorici, con vasi, monete, armi e oggetti d'uso quotidiano, e i resti dell'antica via Appia che si perdono nelle campagne. Il Catalogo generale dei beni culturali del Ministero registra per il centro storico le denominazioni storiche di Sancti Erasmi, nel 1269, e di Castrum Sancti Herasmi, nel 1374: il nome del paese è legato a sant'Erasmo, ancora oggi patrono.
Nel centro storico il portale regionale segnala i resti di un monastero benedettino e la chiesa romanica del Carmine. Il Palazzo Marchesale fu edificato nel 1576 dal marchese Ottavio Caracciolo, come ricorda l'iscrizione in facciata su piazza Garibaldi; la Carta dei beni culturali regionale descrive una pianta quadrangolare attorno a una corte, con forno, depositi e scuderie ai livelli inferiori e ambienti di rappresentanza ai piani superiori.
Nell'Ottocento Santeramo diede i natali a Francesco Netti, nato il 24 dicembre 1832 e morto il 28 agosto 1894. Il Comune ricorda la sua formazione fra Napoli, Roma e la Francia, il suo lavoro di critico d'arte e il ciclo dei mietitori degli anni 1890-1894, ispirato alle campagne del paese natale.
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Cosa vedere
Il Palazzo Marchesale, su piazza Garibaldi, è l'edificio civile più importante del paese. Conserva la struttura originaria con il bugnato cinquecentesco; la facciata su largo Piazzola ha un grande portale a bugne alternate piatte e a punta di diamante, e sul retro si apre il cortile della Cavallerizza, così chiamato perché vi passavano e si ristoravano i cavalli. Il portale regionale ricorda che l'edificio, su quattro livelli e circa mille metri quadrati, apre al pubblico in occasione delle manifestazioni culturali promosse dal Comune.
Nel centro storico si cercano la chiesa romanica del Carmine e i resti del monastero benedettino. In via Sant'Eligio, il Comune indica Palazzo Netti, già della famiglia del pittore e oggi di proprietà privata, di cui si conservano il prospetto, la scalinata e il torrino; sulla scalinata del Palazzo municipale si trova il busto in bronzo dedicato a Netti dallo scultore Filippo Cifariello.
Il Catalogo dei beni culturali segnala fra le opere del paese un fonte battesimale con Cristo fra gli apostoli, della seconda metà del Duecento, e una pala d'altare con l'Adorazione del Bambino dell'ultimo quarto del Cinquecento.
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Sapori
Il portale regionale chiama Santeramo il posto giusto per gli amanti della carne: è la patria della carne di cavallo e d'asino, che si gusta nei numerosi fornelli cittadini, le rosticcerie annesse alle macellerie. La carne viene preparata secondo la tradizione in polpettoni, carpacci, braciole e involtini, accompagnata da verdure di stagione o da patate e cipolle arrosto; nelle feste patronali è l'occasione per assaggiarla.
Come riferimenti identificati segnaliamo l'Antica Macelleria Lassandro, in via Roma 28, che presenta il fornello come possibilità di gustare sul posto le carni della macelleria, e I Giardini della Carne, che descrive cottura a legna e carni equine, bovine, suine e ovine. Sono segnalazioni editoriali, non fornitori convenzionati con Apulica; conviene scegliere poche carni e farsi spiegare il taglio.
Dai campi della Murgia vengono anche i legumi: il Cece nero della Murgia carsica, Presidio Slow Food, è un ecotipo piccolo e rugoso coltivato fra Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge e Santeramo; la Lenticchia di Altamura IGP comprende Santeramo nella sua zona di produzione.
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Cosa fare
Santeramo è un punto di partenza per camminare. La guida ufficiale della Via Peuceta descrive la tappa da Cassano delle Murge a Santeramo, che attraversa il bosco di Mesola, con roverelle, fragni, lecci e pini d'Aleppo, e arriva in paese dalla pineta Galietti; la tappa successiva, da Santeramo ad Altamura, attraversa contrade rurali ed entra nel cuore dell'Alta Murgia, ambiente di steppa ricco di specie endemiche e di uccelli. A circa sei chilometri da Santeramo il percorso tocca la grotta di Sant'Angelo, luogo di culto micaelico fra i più importanti dell'antica Puglia, e da località Fornello segue un'antica carraia medievale fino ad Altamura.
Il portale regionale segnala i boschi della Gravinella e della Parata come luogo ideale per il birdwatching, con il falco grillaio, rapace degli ambienti di steppa. Sono uscite adatte a chi ama la natura e il silenzio.
In paese, una passeggiata fra il Palazzo Marchesale, la chiesa del Carmine e i luoghi di Netti permette di collegare architettura e pittura; a tavola, una sera al fornello chiude la giornata. Il portale regionale indica anche itinerari ciclabili nei dintorni.
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Quando andare
La festa più sentita è quella di sant'Erasmo, il 2 giugno. Il portale regionale la descrive come un salto indietro nel tempo, con la fiera paesana, le bande da giro, la processione con l'effigie dorata del santo e la discesa del Carro trionfale preceduta dalla Cavalcata in costume d'epoca; nelle feste patronali si assaggia la carne di cavallo e d'asino.
Per camminare lungo la Via Peuceta le stagioni migliori sono primavera e autunno: la guida ufficiale indica che l'accoglienza per i pellegrini nella masseria della pineta Galietti è aperta in autunno, primavera ed estate. La primavera porta anche le fioriture della steppa murgiana, con orchidee spontanee, licheni e il lino delle fate ricordati dalla guida.
L'estate è calda sull'altopiano e conviene camminare al mattino presto; l'inverno è la stagione più tranquilla, adatta a una visita del paese e a una cena al fornello. Il Palazzo Marchesale si visita in occasione delle manifestazioni culturali del Comune, da verificare di volta in volta.
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Come arrivare e muoversi
Il portale turistico regionale indica che la stazione di Santeramo in Colle offre collegamenti soprattutto con le città vicine; per le lunghe percorrenze, fuori provincia o fuori regione, conviene raggiungere la stazione di Bari. In paese sono attive linee di autobus urbani, mentre i collegamenti extraurbani sono gestiti dal consorzio COTRAP.
L'aeroporto di riferimento è quello di Bari, gestito da Aeroporti di Puglia; per il trasferimento il portale regionale suggerisce servizi privati, oltre ai collegamenti in autobus da e per lo scalo indicati dalla società aeroportuale.
Il centro storico si visita a piedi. Per i boschi, le masserie e i tratti della Via Peuceta serve un mezzo proprio, a noleggio o, per chi cammina, l'organizzazione delle tappe con la guida ufficiale del percorso. Santeramo è inoltre una buona posizione per raggiungere Altamura, Gioia del Colle e Matera, che si trovano a breve distanza in direzioni diverse.
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Dove fermarsi
Chi cammina lungo la Via Peuceta trova, secondo la guida ufficiale, forme di accoglienza dedicate ai pellegrini: a circa tre chilometri dal paese, una masseria immersa nella pineta Galietti offre posti in dormitorio o in tenda, con bagni e docce e contributo libero, e in paese alcuni bed and breakfast sono indicati come tappa. Sono soluzioni semplici, pensate per chi viaggia a piedi.
Per un soggiorno tradizionale segnaliamo come riferimento identificato l'Hotel Murgia, in via Iazzitiello 69, con camere e ristorante. Il suo sito, consultato il 6 ottobre 2026, indicava la camera matrimoniale a partire da 88 euro per notte: è una tariffa iniziale pubblicata, non un preventivo Apulica, e periodo, disponibilità e condizioni vanno definiti sulla richiesta effettiva.
In alternativa si può dormire in un centro vicino, come Altamura o Gioia del Colle, e dedicare a Santeramo una giornata fra paese, bosco e tavola, senza moltiplicare i trasferimenti.
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Nei dintorni
Santeramo è al centro di un triangolo di mete diverse. Altamura, ultima tappa della Via Peuceta da qui, offre la cattedrale voluta da Federico II, il pane DOP e il Museo archeologico nazionale con l'Uomo di Altamura. Gioia del Colle porta il castello normanno-svevo e la mozzarella; il portale regionale inserisce Santeramo e Gioia nella stessa area turistica, dalla Murgia alle gravine.
Oltre il confine regionale, Matera è raggiungibile in breve tempo: la Via Peuceta collega proprio la Murgia pugliese alla città dei Sassi. Verso sud, il paesaggio delle gravine si apre nel territorio di Laterza e Gravina in Puglia, citate dal portale regionale per la civiltà rupestre.
Con una base a Santeramo o nei dintorni, si possono alternare giornate di cammino, visite ai centri storici e soste a tavola, scegliendo per ciascuna una sola meta principale.
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Dove dormire
Nel comune di Santeramo in Colle la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 62 strutture ricettive con codice CIN verificato: 2 alberghiere, 11 extralberghiere e 49 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.
BLUE HOLE
Affittacamere
CIN IT072041B400089978
VILLA BRIGIDA RESORT
Agriturismo
CIN IT072041B500087557
AROME B&B DI DIGREGORIO GIOVANNI
B&B
CIN IT072041B400027698
B&B CASA DEI LILLA'
B&B · Sito
CIN IT072041B400085528
B&B Pan del Cucco
B&B
CIN IT072041B400119252
I BANNISTI
B&B
CIN IT072041B400070671
Il Melograno Suite & Room di Marino Sette
B&B · Sito
CIN IT072041B400126092
L'INCONTRO DI LABARILE DOMENICA
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CIN IT072041B400026741
LA FINESTRA SUI GIARDINI
B&B
CIN IT072041B400032252
MIMMO E VALERIA BED & BREAKFAST
B&B
CIN IT072041B400049907
HOTEL MURGIA
Hotel · ★★★ · Sito
CIN IT072041A100020576
Volante Urban Design Hotel
Hotel · ★★★
CIN IT072041A100060735
ETIKA OSTELLO
Ostello
CIN IT072041B600111590
Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Possiamo progettare Santeramo fra patrimonio, sguardo di Netti, cammino e fornello, con una base scelta per proseguire verso Altamura o Matera.
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