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Scorcio di Santeramo in Colle

Puglia / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Santeramo in Colle: dettagli della Murgia abitata

Santeramo può dare a un viaggio murgiano una tappa dedicata al rapporto fra paesaggio, rappresentazione e tavola. Proponiamo di partire da un palazzo e da uno sguardo d’artista, poi uscire verso il territorio e tornare al lavoro di una cucina. È una sequenza che distingue il paese da una semplice base fra tappe più note. Per chi arriva da Altamura o prosegue verso Matera, il senso non è aggiungere un nome al percorso: è fermarsi su un altro modo di raccontare la vita dei campi e il sapere del cibo.

Scorcio di Santeramo in Colle · Foto: G.ppe Davide Procacci / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Santeramo in Colle sta sul gradino più alto dell'altopiano della Murgia, all'incrocio fra le province di Bari, Taranto e Matera. Il portale turistico regionale la descrive come un paese dall'anima medievale, circondato da boschi e da un paesaggio di pascoli e seminativi in cui si leggono tracce di insediamenti antichissimi.

Le ragioni per fermarsi sono tre. La prima è la tavola: Santeramo è nota come patria della carne di cavallo e d'asino, che si gusta nei fornelli, rosticcerie annesse alle macellerie dove la carne si sceglie al banco e si cuoce al momento. La seconda è il paesaggio: i boschi della Gravinella e della Parata sono, secondo la Regione, un polmone verde adatto al birdwatching, frequentato dal falco grillaio. La terza è il cammino: Santeramo è tappa della Via Peuceta, il percorso a piedi che attraversa la Murgia fino ad Altamura e Matera.

A questi si aggiunge un legame con la pittura dell'Ottocento: qui nacque Francesco Netti, che dalle campagne di Santeramo trasse i soggetti del suo ciclo dei mietitori. È una tappa per chi viaggia lentamente e ama i luoghi meno conosciuti.

Fonti: Viaggiare in Puglia, Regione Puglia — Santeramo in Colle · Cammino Materano — tappa Santeramo–Altamura · Comune di Santeramo — Francesco Netti

Storia

Il portale regionale ricorda che il territorio conserva tracce di insediamenti preistorici e protostorici, con vasi, monete, armi e oggetti d'uso quotidiano, e i resti dell'antica via Appia che si perdono nelle campagne. Il Catalogo generale dei beni culturali del Ministero registra per il centro storico le denominazioni storiche di Sancti Erasmi, nel 1269, e di Castrum Sancti Herasmi, nel 1374: il nome del paese è legato a sant'Erasmo, ancora oggi patrono.

Nel centro storico il portale regionale segnala i resti di un monastero benedettino e la chiesa romanica del Carmine. Il Palazzo Marchesale fu edificato nel 1576 dal marchese Ottavio Caracciolo, come ricorda l'iscrizione in facciata su piazza Garibaldi; la Carta dei beni culturali regionale descrive una pianta quadrangolare attorno a una corte, con forno, depositi e scuderie ai livelli inferiori e ambienti di rappresentanza ai piani superiori.

Nell'Ottocento Santeramo diede i natali a Francesco Netti, nato il 24 dicembre 1832 e morto il 28 agosto 1894. Il Comune ricorda la sua formazione fra Napoli, Roma e la Francia, il suo lavoro di critico d'arte e il ciclo dei mietitori degli anni 1890-1894, ispirato alle campagne del paese natale.

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Cosa vedere

Il Palazzo Marchesale, su piazza Garibaldi, è l'edificio civile più importante del paese. Conserva la struttura originaria con il bugnato cinquecentesco; la facciata su largo Piazzola ha un grande portale a bugne alternate piatte e a punta di diamante, e sul retro si apre il cortile della Cavallerizza, così chiamato perché vi passavano e si ristoravano i cavalli. Il portale regionale ricorda che l'edificio, su quattro livelli e circa mille metri quadrati, apre al pubblico in occasione delle manifestazioni culturali promosse dal Comune.

Nel centro storico si cercano la chiesa romanica del Carmine e i resti del monastero benedettino. In via Sant'Eligio, il Comune indica Palazzo Netti, già della famiglia del pittore e oggi di proprietà privata, di cui si conservano il prospetto, la scalinata e il torrino; sulla scalinata del Palazzo municipale si trova il busto in bronzo dedicato a Netti dallo scultore Filippo Cifariello.

Il Catalogo dei beni culturali segnala fra le opere del paese un fonte battesimale con Cristo fra gli apostoli, della seconda metà del Duecento, e una pala d'altare con l'Adorazione del Bambino dell'ultimo quarto del Cinquecento.

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Sapori

Il portale regionale chiama Santeramo il posto giusto per gli amanti della carne: è la patria della carne di cavallo e d'asino, che si gusta nei numerosi fornelli cittadini, le rosticcerie annesse alle macellerie. La carne viene preparata secondo la tradizione in polpettoni, carpacci, braciole e involtini, accompagnata da verdure di stagione o da patate e cipolle arrosto; nelle feste patronali è l'occasione per assaggiarla.

Come riferimenti identificati segnaliamo l'Antica Macelleria Lassandro, in via Roma 28, che presenta il fornello come possibilità di gustare sul posto le carni della macelleria, e I Giardini della Carne, che descrive cottura a legna e carni equine, bovine, suine e ovine. Sono segnalazioni editoriali, non fornitori convenzionati con Apulica; conviene scegliere poche carni e farsi spiegare il taglio.

Dai campi della Murgia vengono anche i legumi: il Cece nero della Murgia carsica, Presidio Slow Food, è un ecotipo piccolo e rugoso coltivato fra Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge e Santeramo; la Lenticchia di Altamura IGP comprende Santeramo nella sua zona di produzione.

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Cosa fare

Santeramo è un punto di partenza per camminare. La guida ufficiale della Via Peuceta descrive la tappa da Cassano delle Murge a Santeramo, che attraversa il bosco di Mesola, con roverelle, fragni, lecci e pini d'Aleppo, e arriva in paese dalla pineta Galietti; la tappa successiva, da Santeramo ad Altamura, attraversa contrade rurali ed entra nel cuore dell'Alta Murgia, ambiente di steppa ricco di specie endemiche e di uccelli. A circa sei chilometri da Santeramo il percorso tocca la grotta di Sant'Angelo, luogo di culto micaelico fra i più importanti dell'antica Puglia, e da località Fornello segue un'antica carraia medievale fino ad Altamura.

Il portale regionale segnala i boschi della Gravinella e della Parata come luogo ideale per il birdwatching, con il falco grillaio, rapace degli ambienti di steppa. Sono uscite adatte a chi ama la natura e il silenzio.

In paese, una passeggiata fra il Palazzo Marchesale, la chiesa del Carmine e i luoghi di Netti permette di collegare architettura e pittura; a tavola, una sera al fornello chiude la giornata. Il portale regionale indica anche itinerari ciclabili nei dintorni.

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Quando andare

La festa più sentita è quella di sant'Erasmo, il 2 giugno. Il portale regionale la descrive come un salto indietro nel tempo, con la fiera paesana, le bande da giro, la processione con l'effigie dorata del santo e la discesa del Carro trionfale preceduta dalla Cavalcata in costume d'epoca; nelle feste patronali si assaggia la carne di cavallo e d'asino.

Per camminare lungo la Via Peuceta le stagioni migliori sono primavera e autunno: la guida ufficiale indica che l'accoglienza per i pellegrini nella masseria della pineta Galietti è aperta in autunno, primavera ed estate. La primavera porta anche le fioriture della steppa murgiana, con orchidee spontanee, licheni e il lino delle fate ricordati dalla guida.

L'estate è calda sull'altopiano e conviene camminare al mattino presto; l'inverno è la stagione più tranquilla, adatta a una visita del paese e a una cena al fornello. Il Palazzo Marchesale si visita in occasione delle manifestazioni culturali del Comune, da verificare di volta in volta.

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Come arrivare e muoversi

Il portale turistico regionale indica che la stazione di Santeramo in Colle offre collegamenti soprattutto con le città vicine; per le lunghe percorrenze, fuori provincia o fuori regione, conviene raggiungere la stazione di Bari. In paese sono attive linee di autobus urbani, mentre i collegamenti extraurbani sono gestiti dal consorzio COTRAP.

L'aeroporto di riferimento è quello di Bari, gestito da Aeroporti di Puglia; per il trasferimento il portale regionale suggerisce servizi privati, oltre ai collegamenti in autobus da e per lo scalo indicati dalla società aeroportuale.

Il centro storico si visita a piedi. Per i boschi, le masserie e i tratti della Via Peuceta serve un mezzo proprio, a noleggio o, per chi cammina, l'organizzazione delle tappe con la guida ufficiale del percorso. Santeramo è inoltre una buona posizione per raggiungere Altamura, Gioia del Colle e Matera, che si trovano a breve distanza in direzioni diverse.

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Dove fermarsi

Chi cammina lungo la Via Peuceta trova, secondo la guida ufficiale, forme di accoglienza dedicate ai pellegrini: a circa tre chilometri dal paese, una masseria immersa nella pineta Galietti offre posti in dormitorio o in tenda, con bagni e docce e contributo libero, e in paese alcuni bed and breakfast sono indicati come tappa. Sono soluzioni semplici, pensate per chi viaggia a piedi.

Per un soggiorno tradizionale segnaliamo come riferimento identificato l'Hotel Murgia, in via Iazzitiello 69, con camere e ristorante. Il suo sito, consultato il 6 ottobre 2026, indicava la camera matrimoniale a partire da 88 euro per notte: è una tariffa iniziale pubblicata, non un preventivo Apulica, e periodo, disponibilità e condizioni vanno definiti sulla richiesta effettiva.

In alternativa si può dormire in un centro vicino, come Altamura o Gioia del Colle, e dedicare a Santeramo una giornata fra paese, bosco e tavola, senza moltiplicare i trasferimenti.

Fonti: Cammino Materano — tappa Santeramo–Altamura · Hotel Murgia — camere, tariffa iniziale e contatti

Nei dintorni

Santeramo è al centro di un triangolo di mete diverse. Altamura, ultima tappa della Via Peuceta da qui, offre la cattedrale voluta da Federico II, il pane DOP e il Museo archeologico nazionale con l'Uomo di Altamura. Gioia del Colle porta il castello normanno-svevo e la mozzarella; il portale regionale inserisce Santeramo e Gioia nella stessa area turistica, dalla Murgia alle gravine.

Oltre il confine regionale, Matera è raggiungibile in breve tempo: la Via Peuceta collega proprio la Murgia pugliese alla città dei Sassi. Verso sud, il paesaggio delle gravine si apre nel territorio di Laterza e Gravina in Puglia, citate dal portale regionale per la civiltà rupestre.

Con una base a Santeramo o nei dintorni, si possono alternare giornate di cammino, visite ai centri storici e soste a tavola, scegliendo per ciascuna una sola meta principale.

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Dove dormire

Nel comune di Santeramo in Colle la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 62 strutture ricettive con codice CIN verificato: 2 alberghiere, 11 extralberghiere e 49 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.

BLUE HOLE

Affittacamere

CIN IT072041B400089978

VILLA BRIGIDA RESORT

Agriturismo

CIN IT072041B500087557

AROME B&B DI DIGREGORIO GIOVANNI

B&B

CIN IT072041B400027698

B&B CASA DEI LILLA'

B&B · Sito

CIN IT072041B400085528

B&B Pan del Cucco

B&B

CIN IT072041B400119252

I BANNISTI

B&B

CIN IT072041B400070671

Il Melograno Suite & Room di Marino Sette

B&B · Sito

CIN IT072041B400126092

L'INCONTRO DI LABARILE DOMENICA

B&B

CIN IT072041B400026741

LA FINESTRA SUI GIARDINI

B&B

CIN IT072041B400032252

MIMMO E VALERIA BED & BREAKFAST

B&B

CIN IT072041B400049907

HOTEL MURGIA

Hotel · ★★★ · Sito

CIN IT072041A100020576

Volante Urban Design Hotel

Hotel · ★★★

CIN IT072041A100060735

ETIKA OSTELLO

Ostello

CIN IT072041B600111590

Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Possiamo progettare Santeramo fra patrimonio, sguardo di Netti, cammino e fornello, con una base scelta per proseguire verso Altamura o Matera.

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Cammino Materano

Più punti di partenza, uno per via: Bari, Alberobello, Brindisi, Albano di Lucania, Manduria → Matera, Cattedrale della Madonna della Bruna · Nessuna lunghezza complessiva: è una rete di vie. Il sito ufficiale indica Via Peuceta 168 km (170 nel testo della stessa pagina e su italia.it, 167 nella guida Pugliapromozione 2020), Via Ellenica 170 km, Via Ellenica variante 137 km (ma 118 km nel testo della pagina), Via Lucana 136 km, Via Jonica 215 km, Via Sveva 200 km (210 nel testo) e Via Dauna 400 km; Sveva e Dauna non sono ancora aperte. · Varia per via: Peuceta 7 tappe, Ellenica 8, Ellenica variante 6, Lucana 7; la Via Jonica elenca 5 tappe da Manduria a Taranto più un raccordo fino a Statte. Sveva (8 giorni) e Dauna (22 giorni) non sono ancora aperte.

Puglia, Basilicata, Molise

Sentiero Italia CAI (tratti in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria)

Reggio Calabria, dove il sentiero torna sul continente (tappa SI U01) → Campotosto in Abruzzo (tappa SI P13), da dove il sentiero nazionale prosegue verso Amatrice e oltre · Circa 8.000 km per l'intero sentiero nazionale secondo la pagina ufficiale del progetto (le FAQ indicano 7.900–8.000 km). Il CAI non dichiara la lunghezza complessiva dei tratti in queste sei regioni; per la sola Calabria italia.it riporta 654 km. · Per l'intero sentiero le FAQ parlano di oltre 500 tappe, mentre la pagina del progetto cita quasi 400 posti tappa. L'elenco delle schede tappa mostra 120 schede con i codici da P a U, varianti comprese (manca la R04). Per la Calabria italia.it indica 34 tappe, mentre l'elenco CAI riporta 32 schede calabresi (U01–U32).

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