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APULICA / OLI E GRASSI

Colline Salernitane (olio extravergine di oliva)

DOP · Oli e grassi · Campania

In breve

Storia e origine

Le varietà da cui nasce l'olio Colline Salernitane sono presenti da millenni nella provincia di Salerno, e hanno lasciato un segno perfino nei nomi dei luoghi: Ogliara, Olivella e Oliveto Citra devono il loro toponimo all'olivo. La diffusione della coltura nel Salernitano è sicuramente di epoca romana, ma diverse fonti ne fanno risalire l'introduzione ai Focesi, coloni greci e grandi navigatori, che avrebbero cominciato a coltivare l'olivo nella piana dell'Alento e sulle colline intorno.

Con i Romani l'olivicoltura si estese a tutta l'area salernitana. La Regione Campania ricorda che ancora oggi, camminando in queste campagne, è facile incontrare olivi millenari di grandi dimensioni, nei quali è custodita la storia delle comunità locali: nei momenti più difficili l'olivo ha assicurato loro di che vivere.

L'olio Colline Salernitane è stato riconosciuto Denominazione di Origine Protetta nel 1997, insieme ad altri oli campani, e oggi è tutelato da un consorzio dedicato.

Fonti: Qualigeo — Colline Salernitane DOP · Regione Campania — Colline Salernitane (olio extravergine di oliva) DOP · eAmbrosia — Colline Salernitane (PDO-IT-1545)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione, trasformazione e confezionamento comprende 86 comuni della provincia di Salerno, distribuiti su una vasta area olivetata: la Costiera Amalfitana, la valle del Calore, i Monti Picentini, gli Alburni, l'alto e medio Sele, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano.

L'olio si ottiene per almeno il 65% da olive Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale, da sole o insieme, mentre Ogliarola e Leccino non possono superare il 35%. Le olive si raccolgono a mano o con mezzi meccanici direttamente dalla pianta, entro il 31 dicembre; con una delibera della Regione Campania la raccolta può essere prolungata, ma non oltre il 30 gennaio.

La molitura deve avvenire entro il secondo giorno dalla raccolta, per avere un prodotto integro. La Regione ricorda che per l'estrazione sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici, che rispettano il più possibile le qualità del frutto, e che accanto alle tecniche tradizionali alcune zone hanno adottato soluzioni innovative come la potatura e la raccolta meccanizzate.

Fonti: Qualigeo — Colline Salernitane DOP · Regione Campania — Colline Salernitane (olio extravergine di oliva) DOP

Come si riconosce

Il colore va dal verde al giallo paglierino più o meno intenso; l'olio è limpido, a volte velato. Il fruttato è medio-alto: la scheda regionale parla di un sentore deciso di oliva sana, con note di foglia verde, erba e pomodoro acerbo. In bocca è deciso e persistente, con un amaro medio o leggero e un piccante lieve secondo il disciplinare; la Regione vi riconosce sentori di carciofo, cardo e verdure amare, con un retrogusto pulito.

I valori chimici sono fissati con precisione: acidità massima di 0,7 grammi per 100 grammi di olio e polifenoli totali pari o superiori a 100 ppm.

In commercio si trova in recipienti di vetro o banda stagnata fino a cinque litri. L'etichetta riporta il nome Colline Salernitane con la menzione Denominazione di Origine Protetta, il simbolo europeo e l'annata di produzione, e ogni confezione porta un contrassegno di garanzia con un codice alfanumerico unico per la tracciabilità. Si conserva al fresco e al buio, fra 14 e 18 gradi, e si consuma al meglio entro quattro-sei mesi dalla spremitura.

Fonti: Qualigeo — Colline Salernitane DOP · Regione Campania — Colline Salernitane (olio extravergine di oliva) DOP

In cucina

Il gusto intensamente aromatico fa dell'olio Colline Salernitane un condimento molto versatile. Qualivita lo indica ottimo a crudo sui piatti tradizionali della cucina mediterranea, mentre la Regione Campania, proprio per la ricchezza delle sue note aromatiche, lo suggerisce su piatti di una certa consistenza: minestre di legumi, pastasciutte della tradizione campana e grigliate di pesce.

La ragione sta nel suo carattere: un fruttato deciso, un amaro e un piccante gradevoli, una struttura equilibrata e sentori di carciofo e cardo, che la Regione descrive come qualità capaci di farsi sentire anche su legumi, pasta e pesce. Per questo si usa soprattutto a crudo, direttamente nel piatto.

Un consiglio pratico viene dal disciplinare stesso: l'olio extravergine è un alimento deperibile, e il momento migliore per gustarne tutti i profumi è nei mesi che seguono la spremitura.

Fonti: Qualigeo — Colline Salernitane DOP · Regione Campania — Colline Salernitane (olio extravergine di oliva) DOP

Dove assaggiarlo

La zona dell'olio Colline Salernitane abbraccia gran parte della provincia di Salerno, e i suoi oliveti si incontrano in molti degli itinerari più belli della Campania. In Costiera Amalfitana, patrimonio UNESCO dal 1997, le terrazze sul mare sono punteggiate di agrumi, viti e olivi, dai borghi di Positano e Amalfi fino a Cetara e Vietri sul Mare.

Verso l'interno la stessa denominazione comprende i Monti Picentini, gli Alburni, la valle del Sele e quella del Calore, le colline del Tanagro e parte del Vallo di Diano: paesaggi collinari dove gli olivi secolari fanno parte della vita di ogni giorno e paesi come Oliveto Citra portano l'olivo perfino nel nome.

Il periodo più adatto per assaggiare l'olio nuovo è fra la fine dell'autunno e l'inverno, quando la raccolta si chiude e le olive arrivano al frantoio entro due giorni. Chi visita la Costiera Amalfitana o i Monti Picentini può riconoscerlo in etichetta dal nome della denominazione e dal contrassegno di garanzia.

Fonti: Regione Campania — Colline Salernitane (olio extravergine di oliva) DOP · Italia.it (Ministero del Turismo) — Costiera Amalfitana · Qualigeo — Colline Salernitane DOP

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Campania