Apulica — Taste Travel Together

APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Nocciola di Giffoni

IGP · Frutta, verdura e legumi · Campania

In breve

Storia e origine

La Campania è considerata una delle terre in cui la coltivazione del nocciolo ha le radici più antiche. Lo dice anche il nome scientifico della specie, Corylus avellana: l'antico nome del nocciolo, avellano, viene dalla città di Abella, l'odierna Avella, in provincia di Avellino. Scrittori e poeti latini ne parlano già dal III secolo a.C., un affresco di Ercolano raffigura piante di nocciolo e resti di nocciole carbonizzate sono conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli.

Le prime testimonianze di una coltivazione specializzata nella zona di Giffoni risalgono al Medioevo, ma fu in età borbonica, con l'intensificarsi dei commerci verso il resto d'Italia e l'estero, che la nocciola assunse un vero peso economico. Alla fine del Settecento lo storico salernitano Vincenzo De Caro scriveva che l'albero della «nocella» cresceva meravigliosamente in gran parte delle terre del Giffonese.

Nel Novecento la coltura si è ampliata per la forte richiesta dell'industria dolciaria. L'IGP è stata riconosciuta nel 1997.

Fonti: Qualigeo — Nocciola di Giffoni IGP · Regione Campania — Nocciola di Giffoni IGP · eAmbrosia — Nocciola di Giffoni (PGI-IT-1538)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione comprende dodici comuni della provincia di Salerno, nella valle dell'Irno e sui Monti Picentini: Acerno, Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino e San Mango Piemonte. Qui il nocciolo cresce da sempre anche spontaneo, e i suoli di origine vulcanica offrono un'ottima fertilità.

Le piante si allevano nelle forme tradizionali della zona, a cespuglio con più fusti, a vaso cespugliato o ad alberello, con al massimo 660 piante per ettaro; sono ammesse anche forme a siepe e a Y. Per l'impollinazione è consentito fino al 10% di altre varietà.

La Tonda di Giffoni è una cultivar precoce: la raccolta comincia dalla terza settimana di agosto. Le nocciole vengono selezionate, calibrate ed essiccate fino a un'umidità non superiore al 6%, poi conservate in locali freschi, aerati e privi di odori. Quelle destinate all'industria si sgusciano con rulli e si tostano in forni ventilati.

Fonti: Qualigeo — Nocciola di Giffoni IGP · Regione Campania — Nocciola di Giffoni IGP

Come si riconosce

La Nocciola di Giffoni è della varietà Tonda di Giffoni. Il guscio è legnoso, di medio spessore, marrone con striature più scure. Il seme, cioè la nocciola sgusciata, è quasi sferico, di colore avorio, con polpa bianca e consistente e un sapore molto aromatico.

La pellicola interna è sottile e si stacca facilmente: per questo la nocciola si pela bene e regge senza problemi la tostatura e la calibratura, anche grazie alla pezzatura media e omogenea. Sono le qualità che la rendono richiestissima dall'industria dolciaria.

Si vende secca, in guscio o sgusciata, e tostata, sgusciata e pelata; si trova anche come granella e farina di nocciole a indicazione geografica.

Fonti: Qualigeo — Nocciola di Giffoni IGP · Regione Campania — Nocciola di Giffoni IGP

In cucina

La Tonda di Giffoni è ottima al naturale, in guscio o sgusciata come snack, ed è proprio questo consumo diretto ad aver risvegliato l'interesse per il prodotto. Si gusta anche ricoperta di cioccolato, con il miele o nel torrone.

Nella cucina salernitana la nocciola entra in dolcetti, torte, gelati, creme e liquori alla nocciola, ma anche in primi piatti e in secondi di carne meno consueti. L'industria la trasforma in pasta, granella e farina, materie prime per tanti dolci.

Si conserva in ambienti asciutti, freschi e aerati, così da mantenere intatto il suo aroma.

Fonti: Qualigeo — Nocciola di Giffoni IGP · Regione Campania — Nocciola di Giffoni IGP

Dove assaggiarlo

Il paese simbolo è Giffoni Valle Piana, dove ha sede il Consorzio di tutela: secondo la Regione la nocciola è, insieme al celebre festival del cinema per ragazzi, l'immagine di questa località nel mondo. I noccioleti si estendono nei paesi dei Monti Picentini e della valle dell'Irno, da Giffoni Sei Casali a San Cipriano Picentino, da Montecorvino Rovella e Olevano sul Tusciano fino ad Acerno, Baronissi e Fisciano.

Fine estate è il momento della raccolta, quando nei noccioleti il lavoro si moltiplica. Le nocciole secche e tostate, la granella, le creme e i dolci si trovano durante tutto l'anno, anche attraverso la filiera corta che i produttori stanno sviluppando.

Per chi esplora i Monti Picentini, i noccioleti sono parte del paesaggio collinare fra i boschi e i paesi.

Fonti: Regione Campania — Nocciola di Giffoni IGP · Qualigeo — Nocciola di Giffoni IGP

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Campania

Da leggere

Nocciola di Giffoni IGP

Dodici comuni del Salernitano, una sola cultivar, la Tonda di Giffoni: storia antica della nocciola campana, regole dell'IGP, raccolta di fine agosto, usi in pasticceria e cucina.

Leggi la guida →