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Scorcio di Montella

Campania / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Montella, il paesaggio della castagna

A Montella la castagna è un modo per leggere il paesaggio rurale, il lavoro e la tavola. Il patrimonio culturale e la natura aggiungono altri fili alla visita.

Scorcio di Montella · Foto: Mies me at Italian Wikipedia / Wikimedia Commons — Public domain · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Montella è un paese di circa 7.600 abitanti a 634 metri di quota, nella valle del Calore e dentro il Parco Regionale dei Monti Picentini, a 36 chilometri da Avellino. Il fiume nasce proprio qui, dalle pendici del monte Accellica, e il territorio è ricco di boschi montani, ruscelli, cascate e laghetti stagionali. Il nome, secondo la scheda provinciale, viene da monticulus o montillus, il colle fortificato.

Il motivo per cui molti arrivano è la castagna. La Castagna di Montella IGP è considerata dalla Regione fra le migliori castagne prodotte in Italia, e attorno a lei si è costruito molto: un intero paesaggio di castagneti, un ecomuseo, una sagra di richiamo nazionale e una cucina che usa il frutto fresco, secco e infornato.

Ma Montella offre anche un complesso francescano riconosciuto monumento nazionale, San Francesco a Folloni, un castello longobardo sul colle con vista sulla valle, un santuario a quasi mille metri dove i visitatori suonano la grande campana, e l’altopiano di Verteglia sulle pendici del Terminio. È una tappa in cui fede, storia, natura e tavola si tengono insieme con naturalezza.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Sistema Irpinia — Le cascate di Montella · Regione Campania — Castagna di Montella IGP · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — San Francesco a Folloni

Storia

Reperti dell’età del Bronzo fanno pensare che l’area fosse abitata già nel III millennio a.C.; certo è che intorno al 500 a.C. tribù sannitiche irpine si stabilirono fra il Calore e il Lacinolo. In età romana Montella fu municipio, e sotto i Longobardi sede di un importante gastaldato. Proprio i Longobardi, alla fine del IX secolo, costruirono sul colle il Castello del Monte, sui resti di una fortezza romana.

Il castello ebbe una lunga vita: Carlo II d’Angiò vi fece realizzare una cisterna e un sistema di raccolta delle acque, nel Trecento i d’Aquino rinnovarono la torre del XII secolo e la decorarono. Con gli Aragonesi arrivarono i conti Cavaniglia, giunti dalla Spagna al seguito di Alfonso V, che nel castello organizzarono una celebre battuta di caccia in presenza del re. Nel 1527 l’assedio delle truppe francesi del generale Lautrec danneggiò gravemente il fortilizio, e l’area del monte si spopolò fino all’abbandono.

Nei secoli successivi il feudo passò per diverse famiglie; gli ultimi signori, prima del 1806, furono i Doria principi di Angri. Intanto la storia del paese restava intrecciata a quella del castagno, tutelato secondo la tradizione già da una legge longobarda e diventato nel tempo la ricchezza principale della comunità.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Sistema Irpinia — Castello del Monte · Regione Campania — Castagna di Montella IGP

Cosa vedere

Il complesso di San Francesco a Folloni, monumento nazionale, prende il nome dal bosco dove nel 1222 si stabilì la prima comunità francescana. La tradizione racconta che Francesco, diretto al santuario di San Michele sul Gargano, chiese ospitalità al castello e fu respinto; passò la notte sotto un leccio con i compagni e al mattino la neve aveva coperto tutto tranne quel riparo. La chiesa attuale, barocco-rococò, fu ricostruita dopo il terremoto del 1732 con la facciata ruotata di novanta gradi, e conserva un pavimento in maiolica del 1750. In sacrestia c’è il mausoleo di Diego I Cavaniglia di Jacopo della Pila, detto Monumento agli Innamorati: lo volle la moglie Margherita Orsini, che chiese di essergli sepolta accanto. Il convento ospita un museo di arte sacra attorno all’antico refettorio e una biblioteca nata nel Quattrocento, con circa ventimila volumi.

Sul colle, il Castello del Monte conserva la cinta muraria, il mastio cilindrico e il donjon restaurato e visitabile; gli scavi degli anni Ottanta hanno portato alla luce una necropoli, i cui corredi sono al Museo Irpino. Accanto sorge il complesso quattrocentesco di Santa Maria della Neve.

In paese meritano uno sguardo villa Elena-De Marco, edificio liberty dell’architetto locale Antonio Moscariello, i palazzi storici e le numerose chiese.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — San Francesco a Folloni · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Sistema Irpinia — Castello del Monte

Sapori

La Castagna di Montella IGP viene per circa il 90 per cento dalla varietà Palummina, così chiamata perché la forma ricorda una colomba, e per il resto dalla Verdole. La Regione la descrive di pezzatura media o medio-piccola, rotondeggiante, con buccia sottile marrone scuro che si stacca facilmente e polpa bianca, croccante e dolce. Si consuma fresca, secca con o senza guscio, come caldarrosta, e diventa marron glacé, marmellata, purea; accompagna carni e minestre, ma dà il meglio nei dolci. L’area di produzione comprende Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e una contrada di Montemarano.

Una specialità del periodo natalizio è la castagna infornata, detta castagna del prete: i frutti in guscio vengono essiccati su graticci di legno sopra fuochi accesi per circa quindici giorni, poi tostati e reidratati, e acquistano un colore scuro e un sapore che ricorda il caramello. Con la castagna si fa anche il torrone, detto pantorrone.

I pascoli dei Picentini danno latticini tradizionali: la ricotta manteca, la scamorza di Montella dalla testa a forma di bambino, la treccia intrecciata a mano, e il Caciocavallo podolico, che qui si gusta anche “impiccato”, fuso sulla brace e spalmato sul pane.

Fonti: Regione Campania — Castagna di Montella IGP · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella

Cosa fare

Il MUCAM, ecomuseo della Castagna di Montella, è il punto di partenza per capire il prodotto. Nato con fondi europei per lo sviluppo rurale nel Parco dei Monti Picentini, si articola in sei sale: accoglienza, presentazione del territorio e del frutto, una proiezione immersiva che porta il visitatore dentro un castagneto, un tavolo interattivo con diffusori di profumi del bosco, un pavimento interattivo pensato per i più giovani e infine lo spazio dedicato alle aziende e al gusto. Sistema Irpinia lo propone anche come tappa di itinerari didattici sulle tecniche di coltivazione e lavorazione.

Il Santuario del Santissimo Salvatore, sul Monte Sovero a circa 954 metri, domina il paese. Secondo la tradizione nel 1779 una pioggia abbondante pose fine a una lunga siccità, e da allora la devozione crebbe; ancora oggi fedeli e visitatori salgono sul campanile per suonare liberamente la grande campana e bevono al pozzo del Miracolo. All’interno, porte in bronzo di Antonio Manzi e un altare maggiore in marmi policromi del 1789.

La natura offre l’altopiano di Verteglia, sulle pendici del Terminio, fra castagneti, faggete e sorgenti, e le cascate: quella della Lavandaia, ai piedi del Salvatore, sotto un ponte di origine antica e accanto ai ruderi di un mulino; la Maronnella nascosta nel verde; quella del Fascio, salto artificiale di oltre otto metri.

Fonti: Sistema Irpinia — MUCAM Eco-Museo della Castagna di Montella · Sistema Irpinia — patrimonio e MUCAM · Sistema Irpinia — Santuario del Santissimo Salvatore · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Sistema Irpinia — Le cascate di Montella

Quando andare

Montella dà il meglio in autunno, quando i castagneti si colorano e si raccoglie il frutto: è la stagione della Sagra della Castagna di Montella IGP, di rilevanza nazionale, con un percorso enogastronomico fra i prodotti del territorio e spettacoli. Nel periodo natalizio arriva la castagna del prete, preparata dopo i lunghi giorni di essiccazione sul fuoco.

La primavera ha il suo appuntamento più sentito nella festa del Santissimo Salvatore, celebrata ogni anno dal maggio 1780 in occasione della Santissima Trinità: è il momento in cui il santuario sul Monte Sovero si riempie di pellegrini e la grande campana suona a lungo.

L’estate è la stagione dell’altopiano di Verteglia, che ospita Verteglia Mater, un programma di incontri fra gastronomia, valorizzazione del territorio e musica; nello stesso periodo boschi e cascate offrono frescura. Durante l’anno si tengono anche il Kaso Fest, dedicato ai latticini e al caciocavallo podolico, e Francesco d’Incanto, che unisce spiritualità, arte, musica e cucina nel convento di Folloni. Le date cambiano a ogni edizione: vanno verificate presso il Comune o l’InfoPoint del distretto.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Regione Campania — Castagna di Montella IGP · Sistema Irpinia — Santuario del Santissimo Salvatore

Come arrivare e muoversi

Montella si trova a 36 chilometri da Avellino, dove si trova la stazione ferroviaria della rete nazionale; confina con Bagnoli Irpino, Nusco, Cassano Irpino, Montemarano, Volturara Irpina, Serino, Acerno e Giffoni Valle Piana. Per la maggior parte dei viaggiatori il mezzo più pratico è l’auto, che consente anche di raggiungere il santuario, l’altopiano di Verteglia e le cascate, distanti dal centro.

Il paese è una stazione della Ferrovia dell’Irpinia, la linea storica Avellino–Rocchetta Sant’Antonio. La Fondazione FS descrive il tratto in cui il binario, dopo Castelvetere e Castelfranci, scende verso sud con le fermate di Cassano Irpino e Montella e poi risale verso Bagnoli Irpino e Nusco, con viste sui Picentini. Il servizio ordinario è sospeso dal 2010 e la linea è oggi percorsa da treni turistici in date programmate: è un modo suggestivo per arrivare, ma va pianificato sul calendario delle corse.

In paese il centro e il convento di Folloni, nell’omonima località, si raggiungono facilmente; per il Castello del Monte si sale lungo via Santa Maria del Monte, mentre il Santissimo Salvatore sul Monte Sovero richiede una salita più impegnativa.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Montella · Fondazione FS — Binari senza tempo, la Ferrovia dell’Irpinia Avellino–Rocchetta · Sistema Irpinia — Castello del Monte · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — San Francesco a Folloni · Sistema Irpinia — Santuario del Santissimo Salvatore

Nei dintorni

Bagnoli Irpino è la tappa gemella: a pochi chilometri, condivide con Montella l’area della castagna IGP e la storia dei Cavaniglia, e aggiunge il tartufo nero, la Collegiata con il suo coro ligneo e l’altopiano del Laceno con il lago carsico e i sentieri verso il Cervialto. Le due soste si completano a vicenda.

Nusco, oltre i 900 metri, è il borgo dove nascono le sorgenti dell’Ofanto. Conserva la concattedrale di Sant’Amato dell’XI secolo, l’episcopio con il museo diocesano e la sala del tesoro; anche Nusco rientra nell’area di produzione della castagna di Montella, e sulla ferrovia storica la sua stazione è il punto più alto della linea.

Il Parco Regionale dei Monti Picentini allarga lo sguardo a tutta la catena, con faggete, sorgenti e itinerari escursionistici proposti dall’Ente Parco. Ad Avellino, infine, il Museo Irpino custodisce i corredi della necropoli scavata nel Castello del Monte: una visita che chiude il cerchio fra ciò che si è visto sul colle e la storia dell’intera provincia.

Fonti: Sistema Irpinia — Bagnoli Irpino · Sistema Irpinia — Altopiano del Laceno · Regione Campania — Castagna di Montella IGP · Sistema Irpinia — Nusco · Fondazione FS — Binari senza tempo, la Ferrovia dell’Irpinia Avellino–Rocchetta · Ente Parco Regionale dei Monti Picentini · Sistema Irpinia — Castello del Monte

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Montella la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 22 strutture ricettive con codice CIN verificato: 1 alberghiere, 10 extralberghiere e 11 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Castagna, patrimonio e natura, con esperienze scelte secondo la stagione. Percorsi e servizi saranno definiti per i partecipanti.

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