Perché andare
L’Aquila è il capoluogo dell’Abruzzo e occupa una conca tra le montagne del Gran Sasso e dei Monti della Laga. L’alta quota è a portata di mano: oltre le ultime case cominciano i pascoli, i boschi e le pareti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, uno dei grandi parchi dell’Appennino.
Il motivo più forte per venire è la città stessa, con un patrimonio che unisce chiese romaniche, una fortezza del Cinquecento, musei nazionali e spazi per l’arte contemporanea. A questo si aggiunge la Perdonanza Celestiniana, la festa nata da una bolla di papa Celestino V e riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità: un rito di riconciliazione che la comunità rinnova ogni estate dal 1294.
C’è poi una ragione meno consueta. Dopo il terremoto del 2009 L’Aquila sta ricostruendo il suo centro, e la visita mette davanti sia ai monumenti restituiti sia ai cantieri ancora aperti. È un viaggio che chiede attenzione e rispetto per chi abita qui, e che ripaga con una città universitaria, viva di musica e di cultura, e con un territorio di borghi e altopiani tra i più belli dell’Appennino.
Fonti: Italia.it — L’Aquila · UNESCO — Celestinian forgiveness celebration · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Storia
La città fu fondata nel 1254. La tradizione lega la sua nascita ai castelli del territorio circostante: novantanove, secondo il racconto che la Fontana delle 99 Cannelle traduce in pietra, contribuirono a formare il nuovo centro. Da allora il numero 99 è diventato un simbolo cittadino.
Alla fine del Duecento L’Aquila entrò nella grande storia della Chiesa con Celestino V. La sua bolla, pensata come atto di pace tra le comunità, è all’origine della Perdonanza, tramandata senza interruzioni dal 1294 e iscritta dall’UNESCO nel 2019. Il centro della devozione è la basilica di Santa Maria di Collemaggio, con la Porta Santa che si apre ogni anno per la festa. Nel Cinquecento la città si dotò del Forte Spagnolo, una grande fortezza militare che oggi custodisce il Museo Nazionale d’Abruzzo; al Settecento appartiene invece Palazzo Ardinghelli, costruito tra il 1732 e il 1743.
Il terremoto del 2009 ha colpito duramente questo patrimonio. Molti edifici sono stati restaurati, come lo stesso Palazzo Ardinghelli, riaperto nel 2021 come sede aquilana del MAXXI; altri, come la cattedrale dei Santi Giorgio e Massimo, risultano ancora inagibili. La storia recente della città è quindi anche la storia di una ricostruzione in corso.
Fonti: Italia.it — L’Aquila · UNESCO — Celestinian forgiveness celebration · Italia.it — MAXXI L’Aquila
Cosa vedere
Il primo luogo da vedere è la basilica di Santa Maria di Collemaggio, riconoscibile per la facciata romanica e per la Porta Santa legata alla Perdonanza. Tra le chiese da non perdere c’è anche la basilica di San Bernardino. Il Forte Spagnolo, fortezza cinquecentesca dalle mura imponenti, ospita il MuNDA, il Museo Nazionale d’Abruzzo, e merita tempo sia per le collezioni sia per l’architettura militare.
Poi c’è la Fontana delle 99 Cannelle, detta anche della Rivera: una lunga fila di mascheroni in pietra che rimanda ai castelli fondatori. È uno dei simboli più fotografati dell’Aquila e un buon punto per capire il legame tra la città e il suo territorio.
L’Aquila ha anche un volto contemporaneo. Il MAXXI L’Aquila, distaccamento del museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, occupa Palazzo Ardinghelli e affianca alla collezione mostre temporanee; vi sono esposti, tra gli altri, lavori di Michelangelo Pistoletto e Luca Vitone. L’Auditorium del Parco, progettato da Renzo Piano, ospita concerti, conferenze e teatro, mentre il MU.SP.A.C. è dedicato alla promozione dell’arte contemporanea. Conviene alternare i grandi monumenti a queste tappe più recenti, che raccontano come la città ha scelto di ripartire.
Fonti: Italia.it — L’Aquila · Italia.it — Lo zafferano abruzzese · Italia.it — MAXXI L’Aquila
Sapori
Il prodotto più prezioso del territorio è lo Zafferano dell’Aquila, tutelato come DOP. Si coltiva soprattutto sull’altopiano di Navelli e in altre zone della provincia; in autunno i campi si colorano di viola e i fiori si raccolgono a mano nelle ore che precedono l’alba, prima che si aprano. Servono circa duecentomila fiori per ottenere un chilo di spezia secca, e gli stimmi si separano ed essiccano nello stesso giorno della raccolta.
Nelle frazioni della città resistono legumi e ortaggi di antica tradizione. I Fagioli di Paganica crescono nella conca del fiume Vera, alimentata dalle sorgenti del Gran Sasso: ne esistono due tipi, uno color nocciola con l’occhio e uno bianco più tondo e burroso, e si cuociono in circa mezz’ora, spesso in zuppa con il guanciale. La Cipolla di Bagno, coltivata a Bagno, Civita di Bagno, Monticchio e in parte a Ocre, è schiacciata, dorata e dal sapore dolce.
La cucina della montagna aquilana è fatta di carni ovine, zuppe e formaggi: gli arrosticini, la pecora cotta lentamente detta alla cottora, il Canestrato di Castel del Monte. Da bere, il Montepulciano d’Abruzzo e il Cerasuolo d’Abruzzo, ottenuto dalla stessa uva con un breve contatto tra mosto e bucce.
Fonti: Italia.it — Abruzzo, prodotti e piatti tipici · Italia.it — Lo zafferano abruzzese · Fondazione Slow Food — Presidio Fagioli di Paganica · Fondazione Slow Food — Presidio Cipolla di Bagno
Cosa fare
In città l’esperienza più ricca è camminare il centro con calma, entrando nelle chiese, nel Forte Spagnolo e nei musei, e cercando un concerto: L’Aquila è sede universitaria e dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, e l’Auditorium del Parco ospita una programmazione di musica e incontri.
Fuori città comincia il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Gli itinerari sono adatti a ogni livello: dai percorsi facili tra boschi e borghi alle salite per escursionisti esperti, fino alle palestre di arrampicata e alle vie sulle pareti del Gran Sasso. Ci sono tracciati per mountain bike e l’Ippovia del Gran Sasso, quasi cinquecento chilometri di percorsi a cavallo, alcuni dei quali da affrontare solo con guida.
Campo Imperatore, l’altopiano lungo circa ventisette chilometri tra i 1.600 e i 2.100 metri, è la meta più spettacolare. D’estate si cammina verso il Corno Grande, il lago glaciale di Pietranzoni o la chiesa della Madonna della Neve; d’inverno si scia e si fanno escursioni con le ciaspole. Lassù si trovano anche un giardino botanico e l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo. Il parco propone inoltre visite guidate e corsi, ad esempio di birdwatching: conviene informarsi nei suoi punti informativi prima di partire.
Fonti: Italia.it — L’Aquila · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga · Italia.it — Campo Imperatore
Quando andare
Il momento più intenso dell’anno è la fine di agosto, con la Perdonanza Celestiniana. Il rito comincia con l’accensione del Fuoco del Morrone, che scende a valle accompagnato da una fiaccolata e attraversa ventitré paesi: in ciascuno si accende un tripode e il sindaco firma una pergamena che richiama i valori della bolla. Il 23 agosto, all’Aquila, si accende l’ultimo tripode e sfila un corteo di circa mille persone in costume, con tamburi, chiarine e sbandieratori, attorno a tre figure che rappresentano accoglienza, solidarietà e pace. Nei giorni della festa si apre la Porta Santa di Collemaggio.
L’autunno è la stagione dello zafferano: i campi dell’altopiano di Navelli si colorano di viola e la raccolta, di solito a fine ottobre, avviene al mattino presto, prima che il sole apra i fiori.
L’inverno porta la neve sul Gran Sasso e lo sci a Campo Imperatore; la primavera e l’estate sono ideali per camminare sugli altopiani, quando i prati di Campo Imperatore si coprono di fiori e ospitano greggi e mandrie al pascolo. In alta quota il meteo cambia rapidamente in ogni stagione, e va tenuto in conto nel programmare le escursioni.
Fonti: UNESCO — Celestinian forgiveness celebration · Italia.it — L’Aquila · Italia.it — Lo zafferano abruzzese · Italia.it — Campo Imperatore
Come arrivare e muoversi
L’Aquila ha una stazione ferroviaria della rete RFI, dotata di quattro binari per i treni passeggeri, biglietteria e servizi di attesa. La stazione offre il servizio di assistenza alle persone con disabilità e a ridotta mobilità, da richiedere in anticipo tramite le Sale Blu di RFI (quella di riferimento è Ancona). Per le combinazioni di viaggio conviene consultare i canali ufficiali di Trenitalia e di RFI.
Con il trasporto su gomma, TUA, l’azienda regionale abruzzese, gestisce collegamenti commerciali tra L’Aquila e Roma, oltre alla rete di linee extraurbane che collega il capoluogo ai paesi della provincia. Gli orari cambiano tra stagione scolastica ed estate e vanno verificati sul sito dell’azienda.
Per salire al Gran Sasso il riferimento è Fonte Cerreto, frazione di Assergi, a circa tre chilometri dall’uscita autostradale di Assergi sulla A24. Da qui parte la funivia che sale a Campo Imperatore, e qui il parco ha aperto un centro visita con punto di accoglienza. Per esplorare i borghi della montagna, come Santo Stefano di Sessanio o Castel del Monte, l’auto resta il mezzo più pratico, anche per la libertà di fermarsi lungo la strada.
Fonti: RFI — Stazione di L’Aquila · TUA Abruzzo — Linee da e per Roma · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Centro Visita di Fonte Cerreto di Assergi · Italia.it — Campo Imperatore
Dove fermarsi
Chi vuole vivere la città sceglie di dormire all’Aquila: è la base più comoda per i musei, i concerti e i giorni della Perdonanza, quando conviene organizzarsi con largo anticipo.
Chi preferisce la montagna trova nel territorio del Parco del Gran Sasso un’offerta molto varia. L’Ente Parco descrive alloggi che vanno dall’hotel all’agriturismo, dal bed and breakfast alle camere in case private, fino agli alberghi diffusi e agli appartamenti nei centri storici dei borghi. Esistono anche ostelli, rifugi e campeggi; alcune strutture sono state realizzate dallo stesso Ente Parco e affidate in gestione, come la foresteria del convento di San Colombo a Barisciano, che ospita il Centro Ricerche Floristiche e l’Orto Botanico.
Una formula che funziona bene è dividere il soggiorno: qualche notte in città e qualche notte in un borgo dell’altopiano, dove la sera è silenziosa e la partenza per i sentieri è immediata. Apulica seleziona le strutture caso per caso e non indica disponibilità garantite in anticipo.
Fonti: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Ricettività e strutture di visita · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga · Italia.it — L’Aquila
Nei dintorni
A sud-est della città si apre il versante aquilano del Gran Sasso, con i borghi dell’antica Baronia di Carapelle: Santo Stefano di Sessanio, segnato dalla presenza dei Medici e dalla sua lenticchia, la Rocca di Calascio, la fortificazione più alta d’Abruzzo, Castelvecchio Calvisio e Castel del Monte, patria del Canestrato. Sono luoghi legati alla transumanza e alla via della lana che univa Firenze a Napoli.
Verso sud, l’altopiano di Navelli è la terra dello zafferano. Lungo la strada, a San Pio delle Camere e a Camere, si vedono ancora le pajare, ripari in pietra simili a piccoli trulli dove si fermavano i pastori. Più oltre si incontrano Capestrano, dove fu trovato il celebre Guerriero, e la valle del Tirino, uno dei fiumi dalle acque più limpide d’Europa, adatto anche alla canoa.
A nord, nell’alta valle dell’Aterno, il Lago di Campotosto è il più grande bacino artificiale d’Abruzzo: si trova a oltre 1.300 metri, è tutelato da una riserva naturale dello Stato e si presta a pesca, canoa e cicloturismo. Nel parco, l’Abetina di Cortino, con l’area faunistica del cervo ai suoi margini, completa un programma di più giorni.
Fonti: Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle · Italia.it — Lo zafferano abruzzese · Italia.it — Riserva Naturale Lago di Campotosto · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Centro Visita e Show Room dei Prodotti Tipici di Fonte Cerreto di Assergi (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) · S.S. 17 bis, km 21+570, ex Casa Cantoniera, Fonte Cerreto di Assergi, 67100 L’Aquila (AQ) · Sito ufficiale
Fonte: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Centro Visita di Fonte Cerreto di Assergi · verificato il
Dove dormire
Nel comune di L'Aquila la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 545 strutture ricettive con codice CIN verificato: 23 alberghiere, 84 extralberghiere e 438 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Una giornata in città, meglio ancora a fine agosto per la Perdonanza, e una seconda verso Santo Stefano di Sessanio e il Gran Sasso. Visite da concordare con gli operatori.
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