Perché andare
Santo Stefano di Sessanio è un piccolo borgo di pietra sul versante aquilano del Gran Sasso, dentro il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Case addossate l’una all’altra, archi, scale e una torre che domina i tetti: il paese conserva l’impianto di un centro di montagna che per secoli visse di pastorizia e di lana.
Il Parco lo considera il fulcro del distretto Terre della Baronia, la parte meridionale del Gran Sasso che nel basso Medioevo apparteneva alla Baronia di Carapelle. Intorno si stende un paesaggio di praterie e campi coltivati, con borghi fortificati come Calascio, Castelvecchio Calvisio e Castel del Monte e, poco lontano, l’altopiano di Campo Imperatore.
Si viene qui per la qualità del silenzio e della luce, per una zuppa di lenticchie che è diventata un simbolo e per la storia di un paese che ha saputo rinascere. Nel Novecento lo spopolamento lo aveva quasi svuotato; più di recente un’accoglienza turistica di alto livello lo ha riportato in vita, e anche dopo il terremoto del 2009 il borgo ha trovato la forza di ricostruire i suoi monumenti.
Fonti: Italia.it — Santo Stefano di Sessanio, borgo in Abruzzo · Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Distretto Terre della Baronia
Storia
La presenza umana sulle montagne di Santo Stefano è antichissima. Le ricerche raccolte dal Comune ricordano un accampamento di cacciatori del Paleolitico medio, tra centomila e cinquantamila anni fa, nella località Il Prato, a oltre 1.500 metri di quota, accanto a un piccolo stagno carsico. Nell’età del Ferro l’area apparteneva ai Vestini, che costruirono centri fortificati d’altura; in epoca romana Santo Stefano era un pagus legato all’attività pastorale.
Il periodo che ha dato forma al borgo è quello della Baronia di Carapelle, che dal Duecento riuniva Carapelle Calvisio, Calascio, Santo Stefano e Castelvecchio Calvisio. Il territorio divenne un grande bacino pastorale, in posizione strategica sulla Via degli Abruzzi, l’itinerario che collegava Firenze a Napoli.
Dalla fine del Cinquecento il paese passò ai Medici, e la sua economia prosperò grazie alla lana destinata a Firenze. Lo stemma della famiglia è ancora sulla caditoia della Porta Medicea. Nel Novecento arrivò lo spopolamento, comune a tanti paesi dell’entroterra abruzzese; la rinascita è venuta con l’accoglienza turistica, e il terremoto del 2009, che danneggiò anche la torre, è stato affrontato con un restauro attento.
Fonti: Comune di Santo Stefano di Sessanio — Storia e territorio · Italia.it — Santo Stefano di Sessanio, borgo in Abruzzo · Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle
Cosa vedere
Il simbolo del paese è la torre merlata che si alza tra le case. La chiamano Torre Medicea, ma risale al Trecento: il nome ricorda quanto pesò la presenza fiorentina nella vita del borgo. Crollata con il terremoto del 2009, è stata restaurata conservando gli elementi originali e i lavori si sono conclusi nel 2021; dalla sua sommità si gode una vista ampia sui tetti e sui campi coltivati.
Si entra nel borgo dalla Porta Medicea, con lo stemma dei Medici, e si arriva alla piazza Medicea. Qui si affaccia la piccola chiesa delle Anime Sante, detta anche del Suffragio, con l’altare maggiore dedicato alla Vergine del Monte Carmelo. A pochi passi, il Museo Terre della Baronia conserva la memoria del paese e dei territori vicini, legata alla pastorizia e alla transumanza.
Nel centro storico si trova anche il Centro Visite Terre della Baronia del Parco, in un edificio comunale: pannelli in italiano e in inglese raccontano natura, paesaggio, borghi e produzioni del distretto, e gli operatori aiutano a organizzare escursioni. Il resto della visita è il borgo stesso, da percorrere senza fretta tra vicoli, archi e scalinate di pietra calcarea.
Fonti: Italia.it — Santo Stefano di Sessanio, borgo in Abruzzo · Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Centro Visite Terre della Baronia
Sapori
La Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è un Presidio Slow Food. È minuscola, tondeggiante, di un colore marrone violaceo, e cresce oltre i mille metri sulle pendici del Gran Sasso: alcuni campi salgono fino a 1.600 metri, ma i risultati migliori si ottengono intorno ai 1.200. Si semina a fine marzo, dopo inverni lunghi e rigidi, e si raccoglie tra fine luglio e fine agosto; la falciatura è quasi sempre manuale, perché i campi sono impervi e la pianta cresce vicina al terreno. Le coltivazioni di legumi in questa zona compaiono già in documenti monastici dell’anno 998.
Grazie alle dimensioni ridotte non ha bisogno di ammollo, e il modo migliore per gustarla è il più semplice: una zuppa con aglio, alloro, sale e olio extravergine, servita con pane croccante. Essendo consumata secca, si trova tutto l’anno. Il Presidio segnala anche le difficoltà della produzione: coltivatori spesso anziani, i danni dei cinghiali e le imitazioni sul mercato.
Il resto della tavola parla di pastori. A pochi chilometri, Castel del Monte produce il Canestrato, pecorino a latte crudo che prende la forma dai canestri; in zona si trovano anche caciocavalli, salumi di maiale nero e il marcetto, formaggio cremoso dal gusto deciso, mentre a Castelvecchio Calvisio si coltiva la cicerchia.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio · Italia.it — Abruzzo, prodotti e piatti tipici · Fondazione Slow Food — Presidio Canestrato di Castel del Monte
Cosa fare
L’esperienza più classica è la salita da Santo Stefano alla Rocca di Calascio, la fortificazione più alta d’Abruzzo, per poi proseguire verso Castelvecchio Calvisio e Castel del Monte: un itinerario di borghi fortificati che segue la memoria della transumanza e della via della lana.
Dal paese si raggiungono facilmente l’altopiano di Campo Imperatore e il lago di Pietranzoni, di origine glaciale. Campo Imperatore è il più vasto altopiano dell’Appennino: d’estate i sentieri portano verso il Corno Grande, il monte Aquila o la chiesetta della Madonna della Neve, e nella zona di Fonte Vetica si incontra il monumento al pastore. Ci sono anche un giardino botanico e l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo.
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga offre percorsi per ogni livello, itinerari per mountain bike e l’Ippovia del Gran Sasso per chi viaggia a cavallo. Il Centro Visite Terre della Baronia, nel borgo, è il posto giusto per chiedere informazioni e organizzare escursioni guidate nei paesi e nella natura. In montagna il tempo cambia in fretta: conviene partire preparati e informarsi prima di affrontare i sentieri in quota.
Fonti: Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle · Italia.it — Campo Imperatore · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Centro Visite Terre della Baronia
Quando andare
La stagione migliore va dalla primavera all’autunno. In primavera Campo Imperatore si copre di fiori selvatici, e a maggio le greggi risalgono ancora verso i pascoli d’alta quota, secondo una pratica di transumanza che dura da almeno due millenni. È il periodo in cui il paesaggio intorno al borgo è più verde.
L’estate è la stagione dei sentieri e dei pascoli: sull’altopiano si vedono mandrie e greggi e talvolta cavalli liberi. Tra fine luglio e fine agosto si raccolgono le lenticchie, con un lavoro che in molti campi si fa ancora a mano, e la campagna intorno a Santo Stefano mostra il suo lato agricolo.
L’autunno porta colori caldi, aria limpida e la tranquillità dei borghi dopo l’estate; è anche il momento giusto per assaggiare la lenticchia del raccolto appena concluso. L’inverno ha un fascino diverso, con la neve sui tetti e lo sci a Campo Imperatore, ma a queste quote richiede programmi flessibili e attenzione alle condizioni delle strade e del meteo.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio · Italia.it — Campo Imperatore · Fondazione Slow Food — Presidio Canestrato di Castel del Monte · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Come arrivare e muoversi
Santo Stefano di Sessanio si trova sul versante aquilano del Gran Sasso, nella provincia dell’Aquila. Il capoluogo è il punto di riferimento per chi arriva con i mezzi pubblici: la stazione ferroviaria dell’Aquila, sulla rete RFI, ha quattro binari per i treni passeggeri, biglietteria e servizio di assistenza per le persone con disabilità e a ridotta mobilità, da prenotare tramite le Sale Blu.
Dall’Aquila al borgo si prosegue su strada. Il paese è raggiungibile con strada asfaltata, e da qui si continua facilmente verso Calascio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte e l’altopiano di Campo Imperatore: per muoversi tra i borghi della Baronia e i punti di partenza dei sentieri l’auto è la soluzione più pratica.
Il borgo, fatto di vicoli, archi e scale di pietra, si visita a piedi. Per collegamenti in autobus con i paesi della provincia occorre consultare i canali ufficiali del trasporto regionale, perché le corse variano secondo la stagione.
Fonti: Italia.it — Santo Stefano di Sessanio, borgo in Abruzzo · RFI — Stazione di L’Aquila · Comune di Santo Stefano di Sessanio — Storia e territorio · Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle
Dove fermarsi
Santo Stefano di Sessanio è tornato a vivere proprio grazie all’ospitalità: italia.it ricorda che la sua rinascita, dopo lo spopolamento del Novecento, è legata a un servizio turistico alberghiero di eccellenza. Dormire nel borgo significa abitare per qualche notte le sue case di pietra, con la torre e la piazza a pochi passi.
Nel territorio del Parco del Gran Sasso l’offerta è ampia. L’Ente Parco elenca alberghi, agriturismi, bed and breakfast, camere in case private, alberghi diffusi e appartamenti nei centri storici; esistono anche ostelli, rifugi e campeggi. Alcune strutture sono gestite in concessione dal Parco, come quella del convento di San Colombo a Barisciano, a breve distanza, che ospita anche l’Orto Botanico.
Per un viaggio di più giorni funziona bene scegliere una base in uno dei borghi della Baronia e spostarsi di giorno verso Rocca Calascio, Castel del Monte e Campo Imperatore. Apulica seleziona le strutture caso per caso, senza promettere disponibilità in anticipo.
Fonti: Italia.it — Santo Stefano di Sessanio, borgo in Abruzzo · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Ricettività e strutture di visita · Italia.it — Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Nei dintorni
A pochi chilometri sorge la Rocca di Calascio, costruita intorno all’anno Mille su uno sperone a circa 1.460 metri per controllare i territori della transumanza. Le mura e le torri cilindriche sono della fine del Quattrocento; appartenne agli Acclozamora e ai Piccolomini e nel 1579 passò ai Medici. Ha pianta quadrata, torrioni circolari agli angoli e un mastio centrale, e sorvegliava il percorso tratturale aquilano dominando la valle del Tirino e la piana di Navelli. Sotto la rocca restano le case dell’antico borgo e la chiesa ottagonale della Madonna della Pietà, del 1451. Dopo il terremoto del 1703 tutto fu abbandonato fino al Novecento. Il luogo è stato anche set di Ladyhawke, e nel paese di Calascio ha sede il Museo delle Fortificazioni.
Castelvecchio Calvisio conserva l’antico impianto ellittico, vicoli acciottolati e la chiesa di San Giovanni Battista con il portale rinascimentale. Carapelle Calvisio dà il nome alla Baronia. Castel del Monte, a 1.345 metri sotto il monte Bolza, ha un nucleo antico detto Ricetto ed è la patria del Canestrato.
Più a valle, Capestrano custodisce nel Castello Piccolomini una riproduzione del Guerriero di Capestrano, mentre a Barisciano l’antico convento di San Colombo ospita il Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, con il Museo del Fiore e l’Orto Botanico.
Fonti: Italia.it — Castello di Rocca Calascio · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Museo delle Fortificazioni, Rocca Calascio · Italia.it — Il Gran Sasso e la Baronia di Carapelle · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Distretto Terre della Baronia
Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Centro Visite Terre della Baronia (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) · Via del Municipio, 67020 Santo Stefano di Sessanio (AQ) · +39 340 7100218 · viaggiatorinelparco@gmail.com · Sito ufficiale
Fonte: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Centro Visite Terre della Baronia · verificato il
Dove dormire
Nel comune di Santo Stefano di Sessanio la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 49 strutture ricettive con codice CIN verificato: 1 alberghiere, 16 extralberghiere e 32 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Una giornata tra il borgo, una zuppa di lenticchie e la salita a Rocca Calascio. Pernottamento e visite da concordare con gli operatori.
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