APULICA / Guide ai sapori
Patata del Fucino: il raccolto dell'ex lago, a 700 metri
La piana del Fucino, nella Marsica, era un lago fino all'Ottocento. Prosciugato e bonificato, è diventato uno dei grandi orti dell'Appennino, a circa 700 metri di quota, dove si coltivano patate, carote e ortaggi su campi divisi da strade numerate. La Patata del Fucino è IGP dal 2016: una denominazione legata non a una varietà antica ma al suolo e al clima dell'ex lago. Questa guida spiega che cosa dice il disciplinare, come si distingue dalle patate di montagna dell'Abruzzo e come leggere un paesaggio agricolo così particolare.
Un lago diventato campi
Qualigeo ricorda che la Patata del Fucino cresce nell'alveo dell'ex lago del Fucino, prosciugato e bonificato nel 1875, a circa 700 metri di quota. La scheda della vicina Carota dell'Altopiano del Fucino IGP descrive una conca di circa 14.000 ettari, chiusa da alte cime dell'Appennino, con terreni «giovani», resi fertili dall'humus che si è depositato per millenni sul fondo del lago.
Il disciplinare della patata delimita la zona con la strada provinciale Circonfucense, che fa il giro della piana, e con le strade interpoderali numerate, da strada 1 a strada 46, che dividono gli appezzamenti. Il perimetro descritto nel testo parte da Avezzano e tocca località dai nomi che raccontano la bonifica, come Borgo Incile, Borgo via Nuova e l'ex zuccherificio.
È un paesaggio geometrico e recente, fatto di campi regolari e canali, molto diverso dai paesi arroccati che lo circondano. Proprio questo contrasto rende il Fucino uno dei paesaggi agricoli più particolari dell'Abruzzo.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP · Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino»
Nove comuni della Marsica
La IGP è stata registrata con il regolamento europeo n. 656 del 18 aprile 2016, e il disciplinare è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 maggio dello stesso anno. La zona comprende porzioni del territorio di nove comuni della provincia dell'Aquila: Avezzano, Celano, Cerchio, Aielli, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Ortucchio, Trasacco e Luco dei Marsi, tutti affacciati sulla piana.
La regola di base è semplice: la patata deve essere piantata, coltivata e raccolta dentro il bacino dell'ex lago. Per garantirlo, il disciplinare prevede che particelle, produttori e centri di condizionamento siano iscritti in elenchi tenuti dall'organismo di controllo e che le quantità prodotte vengano dichiarate, così che ogni confezione sia tracciabile.
Il Consorzio di tutela ha sede a Celano. Qualigeo indica 205 operatori e una produzione certificata di quasi 8.800 tonnellate nel 2023, dopo un massimo di oltre 10.600 nel 2022. I controlli sono affidati a un organismo autorizzato dal Ministero, che verifica il rispetto del disciplinare lungo tutta la filiera.
Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP
Varietà libere, metodo fissato
Un punto spesso frainteso: l'IGP non prescrive una varietà. Riguarda i tuberi maturi ottenuti da tuberi seme certificati di varietà iscritte nel catalogo comune europeo, e in etichetta deve comparire la varietà. Il disciplinare fissa invece il metodo, che si basa sulle pratiche tradizionali della piana.
La coltivazione segue le regole della produzione integrata o biologica stabilite ogni anno dal servizio fitosanitario della Regione Abruzzo. Sono vietati il ristoppio, la successione con altre solanacee e la consociazione. In primavera si ara ad almeno 30-40 centimetri e si affina il terreno; la semina va da metà marzo a fine maggio, con tuberi seme di 28-55 millimetri, interi o tagliati se più grandi, file distanti da 65 a 90 centimetri e piante a 20-35 centimetri sulla fila.
Una cura particolare va alla rincalzatura, che deve tenere i tuberi sotto terra ed evitare che inverdiscano. L'irrigazione è ammessa solo per aspersione o a goccia, preferendo le tecniche che risparmiano acqua.
Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP
Raccolta, conservazione ed etichetta
La raccolta comincia il 20 luglio con le varietà precoci e termina il 15 novembre con quelle a ciclo medio e tardivo. Il disciplinare spiega come capire il momento giusto: il tubero è maturo quando la buccia non si stacca più dalla polpa premendo con il pollice. Nei terreni molto asciutti o zollosi si fa una leggera irrigazione prima di scavare, per non ferire le patate.
Dopo una prima cernita in campo, i tuberi vanno ai centri di condizionamento. Qui si conservano in cassoni a una temperatura tra 4 e 10 gradi e con un'umidità relativa tra l'88 e il 95%, per non più di nove mesi. Si possono vendere così come sono oppure lavati o spazzolati, in confezioni sigillate che non si aprono senza rompersi, tranne cartoni e casse.
L'etichetta riporta il nome Patata del Fucino con la sigla IGP o la dicitura per esteso, il simbolo europeo, il produttore o il confezionatore e la varietà. Qualigeo elenca formati che vanno dalle retine da mezzo chilo ai sacchi da venti.
Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP
Il sapore misurato dai panel
Il disciplinare spiega il legame con il territorio attraverso prove sensoriali. Con il metodo del flavour profile, su tuberi cotti a vapore o fritti, le patate del Fucino confrontate con le stesse varietà coltivate in Germania, Francia, Calabria, Emilia-Romagna e Lazio si sono distinte per il «gusto tipico o bontà del sapore». Un panel di assaggiatori formati dell'Associazione italiana sommelier ha rilevato un sapore di patata molto pronunciato, quasi privo di retrogusti negativi come quelli metallici o erbacei.
Secondo gli studi citati, svolti dall'agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo e da un istituto tecnico, le patate del Fucino non annerirebbero dopo la cottura a vapore, a differenza di quelle di altra provenienza messe a confronto.
Le caratteristiche minime sono precise: forma dal tondo all'ovale allungato, calibro da 35 a 80 millimetri, polpa soda dal bianco al giallo e parte edibile non inferiore al 95%. Per cento grammi il testo richiede almeno 8 grammi di amido, 300 milligrammi di potassio e 35 di fosforo.
Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP
Dal 1971 la Sagra della Patata
Tra le prove della notorietà, il disciplinare e Qualigeo citano la Sagra della Patata, organizzata dal 1971 nel Fucino, nel comune di Avezzano. Ricordano anche che nel 2008, anno internazionale della patata promosso dalla FAO, i coltivatori del Fucino hanno sostenuto con assistenza tecnica e attrezzi agricoli la regione albanese di Zadrima, nell'ambito di un progetto di cooperazione.
La patata del Fucino è comparsa in trasmissioni televisive nazionali nel 1993 e nel 2001, e riviste tecniche come L'Informatore Agrario hanno indicato più volte il Fucino come area molto vocata alla coltivazione e alla sperimentazione di nuove varietà. Il testo segnala inoltre che dal 2002 molti produttori associati applicavano già un disciplinare di produzione integrata con il nome Patata del Fucino, prova che la denominazione era in uso prima della IGP.
Per le date della sagra negli anni recenti non abbiamo trovato un annuncio ufficiale da citare: conviene verificarle con il Comune di Avezzano prima di partire.
Fonti: Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP
La carota e gli altri ortaggi della piana
La patata non è l'unica IGP del Fucino. Nella stessa conca si coltiva la Carota dell'Altopiano del Fucino IGP, che Qualigeo descrive come una radice cilindrica dalla punta arrotondata, di un arancio intenso e uniforme fino al colletto, con polpa croccante e sapore dolce. La sua storia qui è recente: la diffusione è cominciata dopo il prosciugamento del lago, e la coltivazione in pieno campo nell'area bonificata dal 1950.
La carota si semina a macchina tra febbraio e aprile e si raccoglie nelle prime ore di sole; la produzione migliore va da giugno a ottobre. Entro quattro ore dalla raccolta deve arrivare ai centri di lavaggio e confezionamento, dove viene subito raffreddata. Le due IGP condividono così la stessa terra fertile e lo stesso calendario estivo e autunnale.
Qualigeo suggerisce di mangiarla cruda, leggermente grattata, in insalata con erbe, pomodori, radicchi, mele o arance, oppure in passati, minestroni, sformati e come contorno: un buon abbinamento, nella cucina di casa, con la patata della stessa piana.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP
In cucina e le altre patate d'Abruzzo
Qualigeo suggerisce la Patata del Fucino per gnocchi, forno, frittura, torte salate, gateau, stufati, zuppe e insalate, e la indica come ingrediente principale della storica zuppa di patate e zucca del Fucino. Il disciplinare ricorda anche la gamma dei trasformati: patate prefritte, cubetti surgelati, gnocchi, sformati e prodotto fresco già pelato e tagliato.
In Abruzzo esistono poi patate di montagna con storie molto diverse, iscritte tra i prodotti tradizionali della Regione: la patata turchesa, quella di montagna del Medio Sangro e le patate degli altipiani d'Abruzzo. La turchesa, Presidio Slow Food sostenuto dal Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, ha buccia viola e polpa bianca, si coltivava oltre i 1.600 metri e si raccoglie da fine estate a ottobre.
Mettere accanto la patata della piana e quelle d'alta quota è un modo semplice per capire quanto conti il luogo di coltivazione.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Patata del Fucino IGP · Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016 — Disciplinare dell'IGP «Patata del Fucino» · Regione Abruzzo — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, sezione Abruzzo · Fondazione Slow Food — Patata turchesa · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — I Prodotti del Parco
Leggere la piana e portare a casa le patate
Il Fucino si capisce meglio dall'alto: salirei a uno dei paesi sul bordo della conca, Celano o Pescina, per vedere il reticolo di strade e campi, e poi scenderei nella piana tra luglio e ottobre, quando la raccolta è in corso. Le visite ai centri di condizionamento o ai campi vanno concordate con gli operatori. A tavola cercherei piatti semplici dove la patata è protagonista, come la zuppa con la zucca o gli gnocchi, e confronterei, se possibile, una patata del Fucino con una turchesa di montagna. All'acquisto controllerei il nome della denominazione con la sigla IGP e la varietà in etichetta. Le patate viaggiano bene al buio e al fresco, lontano da luce che le fa inverdire.
Il filo del viaggio
Proposta: una giornata nella Marsica tra luglio e ottobre, con la vista sulla piana da Celano o Pescina, un passaggio tra i campi lungo le strade numerate e una visita a un centro di condizionamento da concordare con gli operatori; poi la salita verso il Parco nazionale d'Abruzzo o verso Sulmona, per passare dalle patate di pianura a quelle di montagna.
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