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Sulmona, l’acquedotto medievale in piazza Garibaldi

Abruzzo / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Sulmona, la città di Ovidio e dei confetti ai piedi della Majella

Sulmona sorge su un altopiano nel cuore della Conca Peligna, circondata dal Parco Nazionale della Majella. È la città natale di Ovidio e il suo nome è legato ai confetti. Da qui parte il cammino che porta agli eremi di Celestino V.

Sulmona, l’acquedotto medievale in piazza Garibaldi · Foto: Luca Aless / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Sulmona sta su un altopiano al centro della Conca Peligna, con il Morrone e la Majella che le chiudono l’orizzonte. Il Parco Nazionale della Majella la circonda quasi del tutto, e questo spiega il suo carattere doppio: una città d’arte compatta, ricca di chiese, palazzi e fontane, e allo stesso tempo una porta d’accesso alla montagna e ai suoi eremi.

È la città natale di Ovidio, che ne ricordava le acque fresche, e il suo nome è legato da secoli ai confetti e all’aglio rosso coltivato nella valle. Qui si intrecciano storie molto diverse: la Sulmona sveva e aragonese delle fiere e dei giustizieri, la ricostruzione barocca dopo il terremoto del 1706, la vicenda di Pietro da Morrone, l’eremita che nel 1294 divenne papa Celestino V partendo proprio dalle pendici del monte che sovrasta la città.

Per chi viaggia lentamente è una base ideale. Si visita a piedi in una giornata, ma diventa il punto di partenza per il Cammino di Celestino, per l’eremo di Sant’Onofrio, per il treno storico della Ferrovia dei Parchi e per i borghi della Majella, come Pacentro e Campo di Giove. Una città da abitare qualche giorno, non soltanto da attraversare.

Fonti: Italia.it — Centro storico di Sulmona · Parco Nazionale della Maiella — Eremi e luoghi di culto rupestre · Comune di Sulmona, portale turistico — Acquedotto medioevale · Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino

Storia

Il legame con l’acqua è antico: già in epoca romana la città disponeva di canali e acquedotti, e l’acquedotto medievale di piazza Garibaldi, costruito nel 1256 sotto Manfredi di Svevia, probabilmente ne ricalca uno precedente. Con Federico II Sulmona ebbe un ruolo di primo piano: era sede del Giustizierato, di una cattedra di diritto canonico e di una delle sette fiere annuali del Regno di Sicilia. Nel 1320 la confraternita laica dei Compenitenti fondò chiesa e ospedale della Santissima Annunziata, che divenne uno dei più importanti del Regno di Napoli.

A metà del Duecento Pietro da Morrone fondò alle pendici del monte l’abbazia di Santo Spirito, che dal 1293 fu sede dell’abate generale dei Celestini; l’anno dopo l’eremita fu eletto papa. Il complesso, ampliato nei secoli, ebbe poi una lunga vita come collegio, ospizio e, dal 1868 al 1993, come carcere, prima di passare al Ministero della Cultura e di ospitare la sede del Parco.

I terremoti del 1349, del 1456 e soprattutto del 1706 hanno ridisegnato la città: la ricostruzione del Settecento ha dato a molte chiese e palazzi le forme barocche che si vedono oggi. La giostra cavalleresca, documentata dal 1484 e corsa un tempo per l’Annunziata e per l’Assunta, fu sospesa a metà Seicento e riproposta in tempi recenti. Durante la Seconda guerra mondiale, con la linea Gustav vicina, le montagne intorno divennero la via di fuga di prigionieri alleati e giovani italiani: oggi la ricorda il Sentiero della Libertà.

Fonti: Comune di Sulmona, portale turistico — Acquedotto medioevale · Comune di Sulmona, portale turistico — Complesso della Santissima Annunziata · Comune di Sulmona, portale turistico — Abbazia celestiniana di Santo Spirito a Morrone · Comune di Sulmona, portale turistico — Giostra Cavalleresca di Sulmona · Comune di Sulmona, portale turistico — Il Sentiero della Libertà

Cosa vedere

Il monumento più rappresentativo è il complesso della Santissima Annunziata, chiesa e palazzo affiancati. La facciata della chiesa, rifatta dopo il 1706, si deve a Norberto Cicco di Pescocostanzo; dentro, stucchi e affreschi settecenteschi, altari in marmi commessi e due organi affrontati del 1749 e del 1753, fra i più antichi del loro genere in Italia. Il campanile, alto oltre 65 metri, fu costruito tra il 1565 e il 1590. Nel palazzo ha sede il Polo Museale Civico, con la sezione archeologica, quella medievale e moderna e il Museo del Costume Popolare Abruzzese e Molisano e della Transumanza, che espone stampe, abiti tradizionali e oggetti dei pastori.

Piazza Garibaldi, una delle più grandi del centro-sud con circa 100 metri per 50, è chiusa sul lato occidentale dalle arcate ogivali dell’acquedotto svevo; accanto, la Fontana del Vecchio, ricostruita nel 1474 in forme rinascimentali, prende il nome dalla testa barbuta che la corona. Poco lontano si affaccia la chiesa di San Filippo Neri.

Completano la visita la cattedrale di San Panfilo, che custodisce in cripta le reliquie del patrono, Palazzo Sanità e Palazzo Tabassi, il Teatro Comunale Maria Caniglia, la statua di Ovidio e le porte della cinta trecentesca: Romana, Pacentrana, Napoli e Sant’Antonio. Per capire i confetti c’è il Museo Pelino dell’Arte e della Tecnologia Confettiera, aperto nel 1988 in una palazzina liberty, con un laboratorio del Settecento ricostruito.

Fonti: Italia.it — Centro storico di Sulmona · Comune di Sulmona, portale turistico — Complesso della Santissima Annunziata · Comune di Sulmona, portale turistico — Acquedotto medioevale · Comune di Sulmona, portale turistico — Fontana del Vecchio · Comune di Sulmona, portale turistico — Museo del Costume Popolare Abruzzese e Molisano e della Transumanza · Comune di Sulmona, portale turistico — Museo Pelino dell’Arte e della Tecnologia Confettiera

Sapori

I Confetti di Sulmona sono il prodotto che ha reso celebre la città. La tradizione dei maestri confettieri risale al tardo Medioevo e il museo della confetteria ne mostra gli strumenti: bassine di rame, tostatrici, lucidatrici e mortai, insieme ai telai usati per comporre i rosari di confetti. In città il confetto non è solo una bomboniera ma un piccolo artigianato, spesso trasformato in composizioni a forma di fiore.

L’altro simbolo è l’Aglio rosso di Sulmona, ecotipo della Valle Peligna iscritto tra i prodotti tradizionali dell’Abruzzo. Ha bulbo bianco, spicchi con tuniche color porpora, dimensioni piccole e un aroma intenso; tenuto all’asciutto si conserva fino a un anno. Si pianta tra novembre e dicembre e si raccoglie tra giugno e luglio. Dà il meglio crudo su una bruschetta o negli spaghetti aglio, olio e peperoncino, e gli scapi fiorali, chiamati tolle o crastetelli, si preparano in agrodolce. Ovidio ne offre una delle prime testimonianze letterarie, e documenti del 1917 ne attestano già l’esportazione.

La montagna intorno porta in tavola i formaggi dei pascoli. Il Parco della Majella ha recuperato il Cacio Morra, nato dal sistema della morra, cioè il gregge comune formato dalle pecore e capre che non partivano per la transumanza: latte crudo di pecora e capra, caglio di capretto e forme piccole, per il formaggio di tutti i giorni delle famiglie della Majella.

Fonti: Italia.it — L’Aglio Rosso di Sulmona · Comune di Sulmona, portale turistico — Museo Pelino dell’Arte e della Tecnologia Confettiera · Italia.it — Centro storico di Sulmona · Parco Nazionale della Maiella — Il Cacio Morra

Cosa fare

Il Cammino di Celestino, avviato nel 2018 dal Parco Nazionale della Majella e certificato dal Touring Club Italiano nella versione classica, parte dalla Badia Celestiniana di Sulmona e arriva all’abbazia di San Liberatore a Majella, a Serramonacesca: circa 97 chilometri tra Morrone e Majella, con tappe a Pacentro, Caramanico Terme e Roccamorice e l’eremo di Santo Spirito. È ben segnalato ma adatto a camminatori allenati per i dislivelli importanti; ha una sua credenziale, e il testimonium si ritira a Serramonacesca. Dal 2022 esiste anche il Cammino Grande, che arriva da L’Aquila lungo la valle dell’Aterno.

Senza impegnarsi in un cammino di più giorni si può salire all’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, a 600 metri su una parete rocciosa sopra la conca, in circa venti minuti di sentiero. Fondato da Pietro da Morrone dopo il 1290, conserva un oratorio affrescato, il soffitto ligneo del Quattrocento e le celle dell’eremita; dalla terrazza i fedeli lanciano sassi in segno di distacco dal male.

Per una giornata diversa c’è la Ferrovia dei Parchi, la linea Sulmona–Isernia del 1897 chiamata Transiberiana d’Italia, riaperta ai treni turistici nel 2014: carrozze d’epoca salgono fino a quasi 1300 metri attraversando viadotti e gallerie. Chi cerca un’esperienza di memoria può seguire il Sentiero della Libertà, circa 60 chilometri in tre tappe sulla Majella.

Fonti: Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino · Comune di Sulmona, portale turistico — Eremo di Sant’Onofrio · Italia.it — Eremo di Sant’Onofrio al Morrone · Comune di Sulmona, portale turistico — Ferrovia dei Parchi · Italia.it — Transiberiana d’Italia · Comune di Sulmona, portale turistico — Il Sentiero della Libertà

Quando andare

La primavera, l’estate e l’autunno sono le stagioni più adatte a un viaggio che unisca città e montagna. Il Touring indica per il Cammino di Celestino tutto l’anno tranne l’inverno, quando neve e ghiaccio rendono rischiosi i sentieri in quota; lo stesso vale, con prudenza, per le escursioni agli eremi.

Il calendario della città offre diversi appuntamenti. Il patrono San Panfilo si festeggia a fine aprile con la processione del busto reliquiario quattrocentesco in rame dorato e argento. L’ultimo fine settimana di luglio va in scena la Giostra Cavalleresca: corteo storico per le vie del centro e gara di velocità e abilità agli anelli in piazza Garibaldi, con cavalieri che rappresentano borghi e sestieri; a inizio estate la Cordesca è la giostra dei bambini. Sulmona custodisce anche il rito della Madonna che scappa, uno dei più sentiti della sua tradizione.

Per chi segue i sapori, tra giugno e luglio si raccoglie l’aglio rosso e il secondo fine settimana di luglio la sagra si tiene a Campo di Fano, frazione della Valle Peligna. In autunno i boschi della Majella cambiano colore e il parco organizza escursioni dedicate. Il treno storico della Ferrovia dei Parchi parte da Sulmona nei fine settimana con viaggi di andata e ritorno in giornata; il calendario va verificato sul sito della ferrovia.

Fonti: Ente Parco Nazionale della Maiella · Comune di Sulmona, portale turistico — Giostra Cavalleresca di Sulmona · Comune di Sulmona, portale turistico — Festa del Santo Patrono San Panfilo · Italia.it — L’Aglio Rosso di Sulmona · Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino · Comune di Sulmona, portale turistico — Ferrovia dei Parchi · Italia.it — Centro storico di Sulmona

Come arrivare e muoversi

Per chi raggiunge l’inizio del Cammino di Celestino, il Touring Club indica come riferimenti le stazioni di Pescara e dell’Aquila, raggiungibili in treno, da cui si prosegue fino a Sulmona; dalla stazione di Sulmona partono i treni turistici della Ferrovia dei Parchi verso l’Alto Sangro e il Molise. Orari e collegamenti si verificano sui canali ufficiali delle ferrovie al momento di organizzare il viaggio.

Su gomma, la società regionale TUA, il Trasporto Unico Abruzzese, gestisce la linea Sulmona–Avezzano–Roma, utile per chi arriva dalla capitale, e corse tra Sulmona e L’Aquila che attraversano i paesi della valle. Le corse e gli orari aggiornati si consultano sul sito di TUA.

In città ci si muove a piedi: il centro storico è raccolto e le distanze tra la cattedrale, la Santissima Annunziata e piazza Garibaldi sono brevi. Per l’abbazia di Santo Spirito, nella frazione Badia, per l’eremo di Sant’Onofrio e per i borghi della Majella come Pacentro e Campo di Giove serve invece un mezzo proprio, un autobus locale o un servizio organizzato.

Fonti: Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino · TUA — Linee da e per Roma · TUA — Corsa Sulmona–L’Aquila · Comune di Sulmona, portale turistico — Ferrovia dei Parchi

Dove fermarsi

Il portale turistico del Comune di Sulmona raccoglie l’offerta della città per categorie: hotel, bed and breakfast, affittacamere, case vacanza e, in montagna, rifugi. Dormire nel centro storico permette di visitare tutto a piedi, dalla cattedrale alla Santissima Annunziata, e di uscire presto la mattina verso la montagna.

Chi arriva per il Cammino di Celestino trova a Sulmona il luogo di partenza ufficiale: la credenziale del pellegrino si può ritirare nei luoghi di partenza del cammino, e lungo il percorso il passaggio nei paesi si certifica anche con il timbro della struttura in cui si dorme. Nella frazione Badia, accanto all’abbazia, il Centro Informazioni del Parco ospita il Centro di accoglienza e documentazione dei Cammini d’Abruzzo, punto di riferimento per organizzare le tappe.

Per chi preferisce la quiete, i borghi del Parco della Majella intorno alla conca offrono un’accoglienza più raccolta, adatta a soggiorni dedicati alle escursioni. Apulica sceglie le strutture in base al ritmo del viaggio, senza indicare qui singoli esercizi e senza disponibilità garantite in anticipo.

Fonti: Comune di Sulmona — Portale turistico · Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino · Parco Nazionale della Maiella — I Centri Informazioni del Parco

Nei dintorni

A pochi chilometri dal centro, nella frazione Badia, l’abbazia di Santo Spirito al Morrone è una delle grandi architetture monastiche d’Abruzzo: cinque cortili, un refettorio con pitture monocrome del primo Settecento, lo scalone che porta all’antica biblioteca. Oggi ospita la sede del Parco Nazionale della Majella, il centro informazioni e la mostra Majella: Domus Christi, Domus Naturae dedicata a Celestino V.

Il Comune propone un itinerario tra i borghi del parco che parte da Pacentro, dominato dal castello medievale, e prosegue fino a Campo di Giove, ai piedi della Majella, con la possibilità di salire a piedi alla chiesetta della Madonna di Coccia e guardare il versante sud verso la valle dell’Aventino. Pacentro è anche una delle tappe del Cammino di Celestino, apprezzata per il suo centro storico.

L’Ente Parco, con sede operativa a Sulmona, lavora sulla convivenza con orsi e lupi e sulla tutela del camoscio appenninico: le sue aree faunistiche e i centri visita sparsi nei paesi sono il modo migliore per conoscere la montagna. Chi vuole allungare il viaggio può salire verso L’Aquila e Santo Stefano di Sessanio, oppure raggiungere Scanno e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Fonti: Comune di Sulmona, portale turistico — Abbazia celestiniana di Santo Spirito a Morrone · Comune di Sulmona, portale turistico — Majella madre · Parco Nazionale della Maiella — I Centri Informazioni del Parco · Ente Parco Nazionale della Maiella · Touring Club Italiano — Il Cammino di Celestino

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Sulmona la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 204 strutture ricettive con codice CIN verificato: 6 alberghiere, 11 extralberghiere e 187 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Due giorni: il centro di Sulmona con i confetti, poi una tappa del Cammino di Celestino verso un eremo. Guide ed esperienze da concordare con gli operatori.

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