Perché andare
La Sila è un grande altopiano nel centro della Calabria, diviso fra Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola. Il Parco Nazionale che ne protegge il cuore si estende per 73.695 ettari in diciannove comuni delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, e l'Ente Parco lo descrive come il più vasto altopiano d'Europa. Il soprannome di «Gran Bosco d'Italia» non è un vezzo: boschi e foreste antiche coprono circa l'ottanta per cento della superficie protetta.
Chi arriva quassù trova un paesaggio dolce, fatto di pianori, pascoli, laghi e pinete, più che di creste e pareti. È proprio questa morfologia a renderlo accessibile: il Parco sottolinea che gran parte del territorio si può percorrere a piedi, a cavallo o in bicicletta, e che d'inverno la neve apre la stagione dello sci di fondo e delle ciaspole.
La Sila si presta quindi a un viaggio lento, costruito su pochi elementi ben scelti: un sentiero nella pineta di pino laricio, la riva di un lago, un paese con le sue botteghe artigiane, magari un tratto sul treno storico. Non serve essere alpinisti; serve il tempo di ascoltare un bosco che il Parco stesso racconta come una delle sue ricchezze più grandi.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Il territorio · Italia.it — Parco Nazionale della Sila
Storia
L'Ente Parco fa risalire le tracce umane più antiche ad almeno il 3500 a.C.: sulla sponda meridionale del lago Cecita, bacino artificiale moderno, sono emersi i resti di un villaggio neolitico i cui abitanti lavoravano l'ossidiana giunta dalle isole Eolie. In età antica la foresta fornì legname e pece per le navi del Mediterraneo, e la tradizione legava l'altopiano a Silvano, divinità dei boschi.
In epoca bizantina la Sila accolse comunità di monaci di rito greco, che vi fondarono cenobi come Santa Maria del Patire, vicino a Rossano. Seguirono Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borbone, secoli segnati anche da guerre, terremoti e brigantaggio. A questa stagione appartiene la figura di Gioacchino da Fiore, monaco e camminatore: il Parco propone un itinerario che collega San Giovanni in Fiore, Jure Vetere, la Sambucina e la casa natale di Celico.
La tutela ha una storia lunga. Già nel 1923 il deputato Antonino Anile chiedeva un parco nazionale con la Sila al centro; il Parco Nazionale della Calabria nasce nel 1968 e viene assorbito dal nuovo Parco Nazionale della Sila, reso definitivo dal decreto del 14 novembre 2002. Nel 2014 l'UNESCO ha riconosciuto la Sila come decima Riserva della Biosfera italiana del programma MAB.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — La storia · Ente Parco Nazionale della Sila — Itinerari storico-religiosi · Ente Parco Nazionale della Sila — L’area MAB
Cosa vedere
I tre grandi laghi artificiali, Cecita, Arvo e Ampollino, interrompono la distesa dei boschi; il Parco segnala anche specchi d'acqua più piccoli come l'Ariamacina, sede di un'oasi naturalistica, e il Passante. Le cime più alte sono il Botte Donato, in Sila Grande, e il Gariglione, in Sila Piccola. Il pino nero di Calabria, o pino laricio, domina molte foreste, accompagnato secondo l'esposizione da faggi, abeti bianchi, querce e castagni.
Due centri visita aiutano a leggere il paesaggio. Il Cupone, sul lago Cecita nel comune di Spezzano della Sila, è nato dove sorgeva una segheria demaniale e oggi riunisce sentieri natura, osservatori della fauna, un museo, un giardino geologico e un orto botanico accessibile anche a persone non vedenti. Il centro Antonio Garcea, presso Villaggio Mancuso nel comune di Taverna, si trova in una riserva biogenetica di pino laricio.
Vicino a Croce di Magara, i Giganti della Sila sono un bosco di circa cinque ettari con pini larici e aceri alti fino a quarantacinque metri, piantati nel Seicento e oggi affidati al FAI insieme al vicino Casino Mollo; il FAI ha comunicato una chiusura temporanea per lavori, quindi l'apertura va verificata prima di andare. Nei paesi meritano attenzione i musei della civiltà contadina e il museo demologico di San Giovanni in Fiore.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Il territorio · Ente Parco Nazionale della Sila — Centro Visita Cupone · Ente Parco Nazionale della Sila — Centro Visita Garcea · FAI — Giganti della Sila e Casino Mollo · Ente Parco Nazionale della Sila — Musei e tradizioni
Sapori
La cucina della Sila nasce da un'agricoltura di montagna che l'Ente Parco descrive con precisione: cereali come grano e avena, frutteti di peri, meli e amarene, ortaggi fra cui spicca la patata. La Patata della Sila è oggi un'Indicazione Geografica Protetta, coltivata nei comuni dell'altopiano fra le province di Cosenza e Catanzaro; le forti escursioni termiche ne rallentano la crescita e ne fanno un tubero ricco di sostanza secca.
Dall'allevamento viene il Caciocavallo Silano, formaggio a pasta filata di latte vaccino tutelato come Denominazione di Origine Protetta, che da giovane è dolce e con la stagionatura diventa più deciso. Il bosco aggiunge la sua parte: castagne, un tempo affumicate, essiccate e infilate in collane, e poi more, lamponi e fragoline trasformati in confetture.
I funghi meritano un discorso a sé. Il Parco ricorda che la loro raccolta e conservazione sostengono l'economia locale e che intorno a essi si è sviluppata una lunga serie di sagre. In autunno un piatto di funghi silani accanto a una patata dell'altopiano e a una fetta di caciocavallo racconta il territorio meglio di molte spiegazioni.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Attività produttive · eAmbrosia — Patata della Sila IGP · eAmbrosia — Caciocavallo Silano DOP
Cosa fare
Il repertorio delle attività del Parco è ampio: escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike, orienteering, birdwatching e fotografia naturalistica, vela e canoa sui laghi maggiori, sci di fondo e discesa d'inverno. Italia.it ricorda gli antichi sentieri silani punteggiati di sorgenti, mulini e abbazie, e le passeggiate a cavallo che toccano i Giganti e i vecchi tratturi. Fra le proposte del Parco c'è anche il lungo trekking dei sentieri della transumanza nel cuore del vecchio Parco Nazionale della Calabria.
Il Treno della Sila è un modo diverso di attraversare il paesaggio. La ferrovia a scartamento ridotto fu costruita fra il 1916 e il 1956 sulle direttrici Cosenza–Catanzaro e Cosenza–San Giovanni in Fiore; oggi Ferrovie della Calabria vi fa circolare locomotive a vapore restaurate con carrozze d'epoca. La tratta turistica collega Camigliatello Silano a San Nicola–Silvana Mansio, dove si trova una stazione a scartamento ridotto a oltre 1.400 metri di quota; le corse sono programmate per periodi, quindi vanno controllate sul sito ufficiale.
Chi ama la storia materiale può seguire le botteghe: il Parco cita i tappeti di San Giovanni in Fiore e di Longobucco, la filigrana degli orafi di San Giovanni e la tessitura a mano di Longobucco, con i suoi disegni tradizionali.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Treno a vapore della Sila · Italia.it — Parco Nazionale della Sila · Treno della Sila — sito ufficiale · Ente Parco Nazionale della Sila — Musei e tradizioni · Ente Parco Nazionale della Sila — Attività produttive
Quando andare
La Sila cambia volto con le stagioni, e ognuna ha le sue ragioni. D'inverno, quando cade la neve, Italia.it e il Parco indicano lo sci di fondo, lo sci di discesa e le ciaspolate come attività principali: è la stagione del silenzio nei boschi, lontana dalle grandi piste affollate. Il Treno della Sila, secondo il Parco, ha storicamente garantito anche corse verso i luoghi dello sci.
In estate i laghi diventano protagonisti, con vela, canoa e tavole sugli specchi d'acqua artificiali, mentre i sentieri offrono fresco all'ombra dei pini. È anche il periodo in cui, sempre secondo il Parco, diverse corse di autobus salgono ogni giorno dalla costa ionica e da quella tirrenica.
L'autunno è la stagione del bosco: castagne e funghi, con le sagre che il Parco ricorda come parte dell'economia locale, e il percorso storico dei Sentieri dei Passi Perduti, che l'ente colloca proprio in ottobre. La primavera, con i pascoli verdi e la fauna più attiva, si presta al birdwatching e alle escursioni a cavallo. Le date delle singole feste cambiano ogni anno e vanno verificate presso i comuni.
Fonti: Italia.it — Parco Nazionale della Sila · Ente Parco Nazionale della Sila — Treno a vapore della Sila · Ente Parco Nazionale della Sila — Come arrivare · Ente Parco Nazionale della Sila — Attività produttive · Ente Parco Nazionale della Sila — Itinerari storico-religiosi
Come arrivare e muoversi
Il Parco si trova in posizione centrale rispetto alla regione. Secondo l'Ente Parco, chi arriva in treno con Ferrovie dello Stato può usare come stazioni di riferimento Paola, Lamezia Terme, Catanzaro e Crotone, per poi proseguire verso l'altopiano. L'aeroporto più vicino indicato dal Parco è Lamezia Terme; anche lo scalo di Crotone è una possibilità.
Su strada, l'asse principale è l'autostrada A2, con le uscite di Cosenza, Rogliano, Altilia-Grimaldi e Lamezia Terme. All'interno del Parco corre la statale 107 Silana-Crotonese, che attraversa il comprensorio a distanza simile da Sila Grande, Greca e Piccola; la statale 109 abbraccia la parte meridionale, mentre altre strade provinciali e statali entrano nel cuore dell'area protetta.
Per gli spostamenti senza auto, il Parco segnala gli autobus di linea, in parte gestiti da Ferrovie della Calabria, l'azienda di trasporto pubblico regionale che serve con treni e autolinee oltre duecento comuni calabresi; d'estate le corse verso la Sila aumentano. Nella vita di tutti i giorni sull'altopiano, però, l'auto resta il mezzo più flessibile per collegare paesi, laghi e punti di partenza dei sentieri.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Come arrivare · Ferrovie della Calabria — trasporto pubblico regionale
Dove fermarsi
L'elenco delle strutture pubblicato dall'Ente Parco mostra quanto sia varia l'ospitalità dell'altopiano. Si trovano alberghi, bed and breakfast, campeggi, case per ferie, residence e villaggi turistici, e per la ristorazione agriturismi e rifugi montani. Le località ricorrenti sono Camigliatello Silano, Lorica sul lago Arvo, Villaggio Mancuso e Villaggio Palumbo in Sila Piccola, Taverna, Longobucco, San Giovanni in Fiore, Cotronei e i paesi più piccoli del comprensorio.
La scelta della base dipende dal tipo di viaggio. Camigliatello è il punto naturale per il treno storico e per il lago Cecita con il centro visita del Cupone; Lorica guarda l'Arvo e la Sila Grande; i villaggi della Sila Piccola sono comodi per la riserva di Villaggio Mancuso e il centro Garcea. Chi cerca il rapporto con la terra può preferire un agriturismo, dove la cucina segue spesso le produzioni dell'azienda.
Per i camminatori il Parco ricorda anche i rifugi montani, come il Casello Margherita da cui parte il percorso storico dei Passi Perduti. Conviene prenotare in anticipo nei periodi di neve e in piena estate, quando l'altopiano accoglie più visitatori.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — Dove dormire · Ente Parco Nazionale della Sila — Centro Visita Cupone · Ente Parco Nazionale della Sila — Centro Visita Garcea · Ente Parco Nazionale della Sila — Itinerari storico-religiosi
Nei dintorni
La Riserva della Biosfera MAB della Sila supera di molto i confini del parco: circa 355 mila ettari e sessantasei comuni, dalle montagne fino al mare. È un invito a uscire dall'altopiano e a seguire i legami storici che lo uniscono alle coste. Verso nord-est, Corigliano-Rossano conserva il cenobio di Santa Maria del Patire, che il Parco cita fra i monasteri bizantini nati nella stagione dei monaci greci, e porta il viaggio fino allo Ionio.
L'itinerario di Gioacchino da Fiore offre un altro filo: da San Giovanni in Fiore a Jure Vetere, a Capalbo, alla Sambucina e alla casa natale di Celico, un giorno fra abbazie, eremi e luoghi di preghiera. Nei paesi del versante catanzarese, come Taverna, Albi e Zagarise, il Parco segnala musei e tradizioni da scoprire, mentre Longobucco è legata all'arte tessile.
Più a nord, il Pollino propone un altro grande paesaggio protetto fra Calabria e Basilicata. Unire Sila e Pollino nello stesso viaggio significa attraversare due montagne diverse, la prima di pianori e pinete, la seconda di creste e boschi di confine.
Fonti: Ente Parco Nazionale della Sila — L’area MAB · Ente Parco Nazionale della Sila — La storia · Ente Parco Nazionale della Sila — Itinerari storico-religiosi · Ente Parco Nazionale della Sila — Musei e tradizioni
Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Centro Visita Cupone — Parco Nazionale della Sila · Località Cupone, lago Cecita, Spezzano della Sila (CS) · +39 0984 76760 · Sito ufficiale
Fonte: Ente Parco Nazionale della Sila — Centro Visita Cupone · verificato il - Ente Parco Nazionale della Sila — sede · Via della Transumanza 1, 87055 Lorica di San Giovanni in Fiore (CS) · +39 0984 537109 · protocollo@parcosila.it · Sito ufficiale
Fonte: Ente Parco Nazionale della Sila — Contatti · verificato il
Dove dormire
Nel comune di Spezzano della Sila la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 102 strutture ricettive con codice CIN verificato: 8 alberghiere, 16 extralberghiere e 78 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Tre giorni in un paese dell’altopiano: un sentiero nel bosco, un lago e, quando in servizio, il Treno della Sila. Guide, corse e strutture da concordare con gli operatori.
Parliamone insieme


