APULICA / VINI
Terre di Cosenza
DOC · Vini · Calabria
In breve
- La zona di produzione coincide con l'intera provincia di Cosenza. (Qualigeo — Terre di Cosenza DOP)
- Il rosso si fa con almeno il 60% di Magliocco; il bianco con almeno il 60% di Greco bianco, Guarnaccia bianca, Pecorello o Montonico. (Qualigeo — Terre di Cosenza DOP)
- Prevede sette sottozone geografiche, fra cui Donnici, Colline del Crati e Condoleo. (Qualigeo — Terre di Cosenza DOP)
- Il rosso Riserva richiede 24 mesi di invecchiamento dal primo novembre della vendemmia. (Qualigeo — Terre di Cosenza DOP)
Storia e origine
Nella provincia di Cosenza la vite ha radici antichissime: la coltivavano gli Enotri, che abitavano queste terre prima che la colonizzazione greca dell'VIII secolo a.C. portasse nuovi vitigni e nuove tecniche. Non a caso i Greci chiamavano la Calabria Enotria, terra del vino, come ricorda l'agenzia regionale ARSAC.
Nel secondo dopoguerra la viticoltura cosentina ha attraversato un periodo difficile: le cantine sociali, protagoniste negli anni Settanta, sono state dismesse alla fine degli anni Novanta. Dal 2000 i produttori si sono riorganizzati, fino alla nascita della denominazione Terre di Cosenza nel dicembre 2014, oggi iscritta nel registro europeo come DOP.
La nuova denominazione ha riunito sotto un solo nome l'intera provincia. Le zone che già avevano denominazioni proprie, come Donnici, Pollino, Verbicaro o San Vito di Luzzi, riconosciuta nel 1995, sono diventate sottozone: custodiscono gli uvaggi tramandati, mentre il disciplinare fissa regole più severe, con rese basse e grande spazio alle uve autoctone.
Fonti: ARSAC Calabria — Terre di Cosenza DOP · ARSAC Calabria — I vini a Denominazione di Origine Protetta in Calabria · eAmbrosia — Terre di Cosenza (PDO-IT-A0627)
Zona e metodo di produzione
La zona di produzione coincide con tutto il territorio della provincia di Cosenza, un mosaico di paesaggi: il Pollino a nord, il gruppo dell'Orsomarso che scende verso il Tirreno, la costa ionica a est, la valle del Crati fra la catena costiera e la Sila e, all'estremo sud, la valle del Savuto.
Il rosso si fa con almeno il 60% di Magliocco, chiamato localmente anche Arvino, Lacrima o Guarnaccia nera; il bianco con almeno il 60% di Greco bianco, Guarnaccia bianca, Pecorello o Montonico. Il rosato si basa su Greco nero, Magliocco, Gaglioppo, Aglianico o Calabrese, e lo spumante su Mantonico, rifermentato in bottiglia e lasciato sui lieviti almeno nove mesi.
Per i passiti le uve appassiscono all'aria o in locali adatti e il vino esce dal primo dicembre dell'anno dopo la vendemmia; per la vendemmia tardiva l'appassimento avviene sulla pianta. Le etichette seguono una piramide che parte dai vini base e arriva alla menzione Vigna, la prima idea di cru in Calabria.
Fonti: Qualigeo — Terre di Cosenza DOP · ARSAC Calabria — Terre di Cosenza DOP
Come si riconosce
La denominazione comprende molte tipologie: bianco, rosso, rosato, spumante bianco e rosé, passito bianco e rosso, vendemmia tardiva bianco e rosso e novello, oltre alle versioni con il nome del vitigno o della sottozona.
Il bianco è giallo paglierino, a volte con riflessi verdolini, con profumi floreali intensi e un gusto morbido e fresco. Il rosso ha un colore rubino più o meno carico e ricorda frutti di bosco, frutti rossi, fiori d'acacia e agrumi leggermente canditi; il sapore è sapido e ricco, con un finale lungo. Con 24 mesi di invecchiamento, contati dal primo novembre della vendemmia, può fregiarsi della menzione Riserva.
Il passito bianco va dal paglierino al dorato e profuma di frutta matura, agrumi e pasticceria; il passito rosso, rosso brillante che con gli anni vira al granato, ricorda fichi secchi e mandorle. Le tipologie da vitigno riflettono invece il carattere dell'uva e della zona da cui provengono.
Dove assaggiarlo
Le sette sottozone sono un buon filo per viaggiare nel Cosentino. Donnici, frazione a sud di Cosenza, dà il nome al vino del capoluogo, fatto con Magliocco dolce e Greco nero in colline dove quasi ogni famiglia ha sempre coltivato la vigna. Colline del Crati segue il fiume che attraversa la provincia dalla Sila fino alla Piana di Sibari, fra seminativi, oliveti e vigneti.
La sottozona Pollino occupa le pendici del massiccio verso lo Ionio, dove crescono Lacrima nera e Greco nero e dove nasce il Moscato di Saracena; Esaro prende il nome dalla valle fra il Pollino e la catena costiera, con molti paesi di cultura arbëreshë. Verbicaro guarda il Tirreno e condivide parte del territorio con il cedro; San Vito di Luzzi riguarda un solo comune della media valle del Crati, e Condoleo il piccolo comune di Mandatoriccio sullo Ionio.
Chi visita la Sila, il Pollino, Altomonte o Corigliano-Rossano attraversa quindi paesaggi della stessa denominazione.
Fonti: ARSAC Calabria — Terre di Cosenza DOP · Qualigeo — Terre di Cosenza DOP
Tutela
- Denominazione di origine controllata (DOC) — PDO-IT-A0627 (eAmbrosia — Terre di Cosenza (PDO-IT-A0627) · Qualigeo — Terre di Cosenza DOP)
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
Dove
Da leggere
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