APULICA / Guide ai sapori
Pomodoro di Belmonte: il cuore di bue tornato dall'America sul Tirreno cosentino
Belmonte Calabro è un piccolo borgo sul Tirreno cosentino, appoggiato su una collina che, a guardarla, sembra una nave con la prua verso il mare. Qui si coltiva un pomodoro dalla storia curiosa: arrivato dall'America all'inizio del Novecento con un emigrante del paese, è stato conservato per generazioni dalle famiglie fino a diventare un simbolo locale. È grande, rosa, carnoso, tanto da essere chiamato in passato la carne dei poveri. Questa guida racconta il pomodoro di Belmonte, il gammune, salume che a Belmonte è Presidio Slow Food, il borgo con il suo convento e il tratto di costa tra Amantea, Belmonte e Fiumefreddo.
Un pomodoro arrivato dall'America
Slow Food, che ha inserito il pomodoro di Belmonte nell'Arca del Gusto, racconta che fu importato dall'America nei primi del Novecento dall'emigrante belmontese Guglielmo Mercurio. Il lavoro attento dei produttori locali ha permesso che arrivasse fino a noi in purezza, e nel tempo si sono formate selezioni familiari, cioè linee di seme custodite e tramandate da singole famiglie. È un esempio di come l'emigrazione, che ha segnato profondamente la Calabria, abbia portato anche semi e saperi di ritorno. L'area di produzione indicata da Slow Food è il comune di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza. Per chi viaggia, questo significa che il pomodoro si trova soprattutto qui, nei mesi estivi, e che la sua storia è legata a doppio filo alla comunità che lo ha conservato.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto: Pomodoro di Belmonte
Grande, rosa, carnoso
Il pomodoro di Belmonte ha la forma di un cuore di bue ed è molto grande: secondo Slow Food può raggiungere il chilo e mezzo. Il colore è rosa e vira al rosso a maturazione completa. Tagliato a fette spesse, era chiamato in passato la carne dei poveri, perché una fetta poteva fare da piatto principale. Slow Food segnala anche un problema concreto: il pomodoro si vende solo sul mercato locale e raramente supera i confini della provincia, per cui basta una piccola variazione nella produzione per provocare forti oscillazioni di prezzo, a danno dei piccoli produttori. Il rischio, secondo la scheda, è che una coltura così legata al territorio venga abbandonata. Assaggiarlo e comprarlo sul posto, quando è stagione, è quindi anche un modo per sostenere chi lo coltiva.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto: Pomodoro di Belmonte
Il gammune, Presidio Slow Food
Belmonte ha anche un salume raro. Slow Food descrive il gammune, prodotto sulle colline belmontesi dall'Ottocento e simile al culatello; il nome deriverebbe dallo spagnolo jamón, oppure dal calabrese gamma, gamba. Si prepara disossando la coscia del maiale senza intaccare carne e nervi e lasciando due dita di grasso; la carne viene salata e aromatizzata con salsa di peperone, un tempo fatta in casa, poi insaccata nella vescica o nelle pleure del suino. Pesa da due a tre chili e mezzo e stagiona nelle cantine del paese per almeno sedici mesi, con la brezza marina che ne perfeziona la maturazione. Il Presidio usa suini neri allevati allo stato brado nei boschi di faggi, castagni e querce, macellati a sedici mesi. Slow Food lo ha avviato perché le tradizioni norcine calabresi più complesse stanno scomparendo insieme agli artigiani che le conoscono.
Il borgo-nave e il convento dei Cappuccini
Slow Food descrive Belmonte Calabro come un paese appoggiato sul dorso di una collina rocciosa, a circa 200 metri, simile a una nave con la prua protesa verso il mare. Il Comune racconta la storia del convento dei Cappuccini, fatto erigere nel 1606 da Maria Ravaschieri su un terreno da cui si estraeva il marmo verde di Belmonte; la chiesa è dedicata a San Giuseppe e divenne sede delle tombe dei principi di Belmonte. Il convento conserva l'atrio con corridoio di colonne, il pozzo al centro del chiostro e un portico con due antiche meridiane. I Cappuccini promossero il culto di San Bonaventura, patrono del paese, festeggiato il 15 luglio. Il convento fu soppresso con i decreti di Murat, brevemente riaperto e chiuso definitivamente nel 1872. D'estate il paese usa anche un anfiteatro di circa ottocento posti per spettacoli e concerti.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Gammune di Belmonte · Comune di Belmonte Calabro — Convento dei Cappuccini · Comune di Belmonte Calabro — Anfiteatro
Il mare tra Amantea, Belmonte e Fiumefreddo
Italia.it, descrivendo la costa tirrenica calabrese, scrive che tra Amantea e Belmonte si trova uno dei tratti di mare più belli: qui ci sono i due scogli di Isca, dove nel 1991 il WWF ha istituito l'area protetta Oasi blu degli scogli di Isca, meta prediletta di chi ama immergersi. Poco più a nord, Fiumefreddo Bruzio è descritto da italia.it come una delle cittadine più antiche della costa tirrenica, con mura difensive in buona parte conservate, porte fortificate e torri di vedetta, la vicina Abbazia di Santa Maria di Fontelaurato e i resti del castello seicentesco degli Alarcón Mendoza con gli affreschi di Salvatore Fiume; dalla sommità del borgo il panorama si apre sul mare fino all'orizzonte. Tra mare, borghi collinari e orti, è un tratto di Calabria adatto a un viaggio lento d'estate.
Fonti: Italia.it — La costa tirrenica della Calabria · Italia.it — Fiumefreddo Bruzio
Una rete per le piccole produzioni
Il pomodoro di Belmonte e il gammune fanno parte di un patrimonio di piccole produzioni che in Calabria si cerca di tutelare. La Regione Calabria, insieme a Slow Food Italia e Slow Food Calabria, ha presentato a Saracena, durante il convegno per i vent'anni del Presidio del moscato al governo, il progetto Presidiamo la Calabria, nato per tutelare le piccole produzioni di qualità e rendere protagonisti dei territori contadini, allevatori e pescatori locali. A pochi chilometri da Belmonte, nello stesso tratto di costa, c'è un altro Presidio legato all'orto: la melanzana violetta di Longobardi, che Slow Food indica tra le varietà locali minacciate dallo spopolamento e dagli ibridi commerciali. Pomodoro di Belmonte e melanzana di Longobardi raccontano insieme un'agricoltura familiare fatta di semi custoditi e conserve preparate in casa.
Fonti: Regione Calabria — Regione e Slow Food presentano a Saracena il progetto Presidiamo la Calabria · Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana violetta di Longobardi
In cucina: la fetta come piatto
Un pomodoro come quello di Belmonte va trattato con semplicità. La versione più diretta è proprio quella che gli ha dato il soprannome: una fetta spessa, sale, olio extravergine, origano e un pezzo di pane, magari con una cipolla fresca. Si presta bene alle insalate estive con cetrioli e peperoni, a una bruschetta con aglio e basilico, a una pasta con pomodoro crudo tagliato a cubetti e lasciato insaporire. La polpa carnosa e la buccia sottile lo rendono meno adatto alle lunghe cotture che a un consumo fresco: in salsa conviene unirlo ad altri pomodori più acidi. Accanto, qualche fetta di gammune o di un salume calabrese e un bicchiere di vino bianco fresco completano un pranzo estivo che racconta il paese in pochi ingredienti.
Quando andare e come comprarlo
Il pomodoro di Belmonte è un prodotto d'estate: il periodo migliore per trovarlo è la piena stagione dei pomodori da insalata, in luglio e agosto, con variazioni legate all'andamento dell'anno. Essendo venduto quasi solo sul mercato locale, conviene cercarlo nei negozi di frutta e verdura del paese e dei dintorni o direttamente presso chi lo coltiva, con visite sempre da concordare con gli operatori. È un ortaggio delicato e pesante, poco adatto ai lunghi viaggi: meglio mangiarlo sul posto. Chi vuole portare a casa qualcosa può scegliere conserve preparate localmente, leggendo bene l'etichetta. Non abbiamo trovato su fonti ufficiali del Comune una sagra del pomodoro con date confermate, per cui non ne indichiamo; la festa del patrono San Bonaventura cade il 15 luglio.
Il filo del viaggio
Proposta: una giornata d'estate sul Tirreno cosentino. Mattina a Belmonte Calabro tra il borgo a forma di nave e il convento dei Cappuccini; pranzo con una fetta di pomodoro di Belmonte, olio, origano e un assaggio di salumi locali; pomeriggio al mare verso gli scogli di Isca e tramonto dalle mura di Fiumefreddo Bruzio. Visite agli orti da concordare con gli operatori.
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