APULICA / VINI
Montepulciano d'Abruzzo
DOC · DOCG · Vini · Abruzzo
In breve
- Vino rosso prodotto in numerosi comuni delle quattro province abruzzesi: Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Montepulciano d'Abruzzo DOP)
- Almeno l'85% delle uve è Montepulciano; il resto può venire da altre uve rosse non aromatiche ammesse in Abruzzo. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Montepulciano d'Abruzzo DOP)
- Non può essere messo in vendita prima del primo febbraio dell'anno dopo la vendemmia, e può portare una di nove sottozone geografiche. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Montepulciano d'Abruzzo DOP)
- Nel Teramano il Montepulciano ha anche una DOCG distinta, Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo, registrata a parte nel registro europeo. (eAmbrosia — Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo (PDO-IT-A0876))
Storia e origine
Il vino in Abruzzo ha una lunga storia: il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo ricorda le testimonianze di autori antichi, da Polibio a Ovidio. Fino al Rinascimento le vigne si concentravano soprattutto nella Valle Peligna, nell'Aquilano; dopo l'Unità la viticoltura cambiò rapidamente, e negli ultimi decenni si è specializzata e ridistribuita sulle colline più adatte, quelle vicine al mare.
Il Montepulciano è presente in Abruzzo con notizie certe dalla metà del Settecento. Oggi è il vitigno più diffuso della regione: copre più della metà della base ampelografica, è coltivato su circa diciassettemila ettari e ha dato la maggior parte dei nuovi impianti degli ultimi anni.
Il Montepulciano d'Abruzzo è una denominazione di origine iscritta nel registro europeo, tutelata dal Consorzio insieme agli altri vini DOC della regione. Nelle colline teramane il vitigno ha anche una denominazione distinta, il Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo, che dalla vendemmia 2003 può fregiarsi della DOCG.
Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Vini tutelati · eAmbrosia — Montepulciano d'Abruzzo (PDO-IT-A0723) · eAmbrosia — Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo (PDO-IT-A0876)
Zona e metodo di produzione
Il Montepulciano d'Abruzzo è soltanto rosso e si produce in numerosi comuni delle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Le uve sono Montepulciano per almeno l'85%; il resto può venire da altri vitigni a bacca rossa non aromatici ammessi in Abruzzo. Il vino non può essere messo in commercio prima del primo febbraio dell'anno successivo alla vendemmia.
La denominazione prevede nove sottozone, ciascuna con regole proprie: Casauria o Terre di Casauria, Terre dei Vestini, Alto Tirino, Terre dei Peligni, Teate, Terre di Chieti, Terre Aquilane o Terre de L'Aquila, Colline Pescaresi e San Martino sulla Marruccina. In queste versioni la quota di Montepulciano sale al 90-100% e l'affinamento si allunga: per Casauria, per esempio, servono almeno diciotto mesi, nove dei quali in legno, più sei mesi di bottiglia.
Nella maggior parte dei vigneti si usa la pergola abruzzese, mentre nei nuovi impianti prevale la coltivazione a filare.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Montepulciano d'Abruzzo DOP · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio
Come si riconosce
Nel bicchiere il Montepulciano d'Abruzzo ha un colore rosso rubino intenso, con lievi riflessi violacei da giovane, che con l'invecchiamento tende al granato.
Il profumo è intenso, etereo, floreale e fruttato, con note di frutti rossi e di spezie. In bocca è pieno, armonico e leggermente tannico.
La versione base è pronta dal primo febbraio successivo alla vendemmia. Le sottozone aggiungono al nome la provenienza e, spesso, un affinamento più lungo: le versioni Riserva di Casauria, Terre dei Vestini, Teate o Terre dei Peligni passano almeno nove mesi in recipienti di legno e restano in cantina due anni o più prima di arrivare sulla tavola.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Montepulciano d'Abruzzo DOP
Dove assaggiarlo
Il Montepulciano si coltiva in tutta la regione, ma la maggior parte dei vigneti abruzzesi si trova sulle colline della provincia di Chieti, circa tre quarti della superficie; seguono Pescara e Teramo e infine L'Aquila. Molte uve passano dalle cantine cooperative, accanto a numerose aziende private che imbottigliano con il proprio marchio.
Il Consorzio raccoglie le proposte di visita in Abruzzo Wine Experience: itinerari, esperienze e degustazioni in cantina, e oltre duecento luoghi del gusto e punti d'interesse storico, artistico, culturale e naturale.
I nomi delle sottozone sono già un itinerario: dal Teate intorno a Chieti alle Terre dei Peligni nella valle di Sulmona, dalle Colline Pescaresi alla Casauria. Nel Teramano le colline del Colline Teramane DOCG completano il viaggio fra i vini rossi della regione.
Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Enoturismo, Abruzzo Wine Experience · eAmbrosia — Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo (PDO-IT-A0876)
Tutela
- Denominazione di origine controllata (DOC) — PDO-IT-A0723 (eAmbrosia — Montepulciano d'Abruzzo (PDO-IT-A0723))
- Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) — PDO-IT-A0876 (eAmbrosia — Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo (PDO-IT-A0876))
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
Dove
Da leggere
Montepulciano d'Abruzzo
Il vitigno che domina i vigneti abruzzesi, le sue sottozone, il rosato Cerasuolo e la DOCG delle Colline Teramane: regole, storia e una strada del vino tra Valle del Tirino e Valle Peligna.
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