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Montagne e boschi intorno a Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Abruzzo / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Il Parco d’Abruzzo, dove l’orso marsicano è di casa

Istituito nel 1923 per salvare dall’estinzione alcune specie selvatiche, il parco copre circa 50.000 ettari nel cuore dell’Appennino centrale, a cavallo di tre regioni. È il luogo giusto per un viaggio lento costruito su sentieri, musei della fauna e piccoli paesi.

Montagne e boschi intorno a Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise · Foto: Marica Massaro / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise occupa circa 50.000 ettari nel cuore dell’Appennino centrale, a cavallo di tre regioni, e comprende 25 comuni. È un paesaggio di catene montuose fra i 900 e i 2.200 metri, attraversato nella parte centrale dal fiume Sangro, con fenomeni carsici, torrenti, faggete e piccoli paesi di pietra arroccati sopra le valli.

Si viene qui soprattutto per la fauna. Il parco è il rifugio dell’orso bruno marsicano, una sottospecie che vive solo nell’Italia centrale e che il monitoraggio genetico stima in una cinquantina di esemplari nel parco e nelle zone vicine. Accanto all’orso vivono il lupo appenninico, il camoscio, il cervo, la lontra e l’aquila reale.

Il viaggio si costruisce lentamente: un paese come base, una valle o un museo al giorno, sentieri percorsi a piedi e in silenzio. È un luogo dove la natura si osserva con pazienza e rispetto delle regole, e dove anche i borghi raccontano il rapporto antico fra comunità di montagna, pascoli e boschi.

Fonti: Italia.it — Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Il Territorio · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Orso bruno marsicano in breve

Storia

La prima proposta di un parco nazionale in Abruzzo risale al 1917. Il 2 ottobre 1921, a Opi, la Federazione Pro Montibus et Silvis prese in affitto dal comune 500 ettari della Costa Camosciara, nell’alta Val Fondillo: fu il nucleo iniziale della prima area protetta italiana. Il 9 settembre 1922, presso la fontana di San Rocco a Pescasseroli, un’area di 12.000 ettari distribuita fra sette comuni fu inaugurata come parco nazionale, e il riconoscimento ufficiale dello Stato arrivò con il decreto dell’11 gennaio 1923.

L’impulso venne da una necessità precisa: orso, lupo e camoscio, un tempo diffusi su gran parte dell’Appennino, erano stati spinti nei luoghi più remoti dal disboscamento e dalla caccia. Già prima, una riserva reale di caccia aveva cercato di frenarne l’estinzione. Fra i fondatori il parco ricorda Erminio Sipari, parlamentare del territorio.

Un secolo dopo, il lavoro di conservazione ha ottenuto anche un riconoscimento internazionale: nel 2017 cinque nuclei di faggeta del parco, per un totale di 937 ettari, sono entrati nel patrimonio mondiale UNESCO insieme alle antiche faggete di altri Paesi europei.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — La storia del Parco · Italia.it — Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Le faggete vetuste patrimonio mondiale UNESCO

Cosa vedere

Pescasseroli è il centro più conosciuto e la storica capitale del parco. Il suo Centro Visita riunisce un museo naturalistico, un ufficio informazioni, il parco faunistico, dove vivono animali trovati feriti o non più in grado di stare in natura, e il giardino appenninico con le piante dei diversi ambienti del parco. Nel 2026 il parco segnala lavori di efficientamento sull’edificio museale, mentre giardino e area faunistica restano visitabili. In paese merita una sosta la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, di origine medievale.

Opi, su uno sperone a 1.250 metri sopra la valle del Sangro, ospita il Centro Visita del Camoscio, con un punto panoramico sull’area faunistica vicina; all’imbocco della Val Fondillo un altro centro racconta la storia del bosco e di chi vi lavorava. Civitella Alfedena è il paese del Museo del lupo appenninico e della relativa area faunistica, dove i lupi si osservano in semilibertà: il museo è stato chiuso per lavori e una parte dell’esposizione è stata spostata nel centro storico.

Barrea, borgo medievale su uno sperone a strapiombo sulle gole del Sangro, conserva castello, porte e case-mura e domina il lago. Le aree faunistiche del parco comprendono anche quelle del cervo di Scanno e di Lecce nei Marsi.

Fonti: Italia.it — Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Centri visita e musei del Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Centro Visita di Pescasseroli · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Centro Visita di Civitella Alfedena · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Centro Visita del Camoscio di Opi · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Le aree faunistiche · Italia.it — Opi · Italia.it — Barrea · Italia.it — Pescasseroli

Sapori

La cucina del parco nasce dalla pastorizia e dalla transumanza. Il parco indica come prodotti tipici il pecorino, la ricotta di pecora, il caciocavallo di vacca e un raro formaggio di capra, la Marzolina, inserita fra i Prodotti agroalimentari tradizionali. Completano la dispensa legumi, ortaggi, miele e confetture, dolci di mandorle e torroni, e liquori come la ratafià e il centerbe.

Fra i piatti più citati ci sono i maccheroni alla chitarra, tirati con il telaio a corde metalliche, la zuppa di orapi e fagioli, dove gli orapi sono spinaci selvatici di montagna, gli gnocchetti di acqua e farina con gli stessi orapi e le carni alla brace. A Civitella Alfedena la pasta all’uovo si declina nelle chitarre alla pecoraia; a Barrea i prodotti di riferimento sono i formaggi di capra e le carni ovine e bovine, e a Opi il miele e i pecorini.

Ogni paese conserva qualche ricetta propria: a Pescasseroli il parco ricorda l’agnello al cotturo e le patate maritate. È una cucina semplice, che si apprezza meglio cercando i prodotti dei pascoli intorno al paese in cui si dorme.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — I prodotti tipici del Parco · Italia.it — Civitella Alfedena · Italia.it — Barrea · Italia.it — Opi · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Pescasseroli

Cosa fare

Il parco si scopre camminando. La carta turistica ufficiale riporta circa 150 itinerari per oltre 250 chilometri, segnati con il bianco e rosso e identificati da una lettera e un numero. Gran parte delle strade che entrano negli ambienti naturali è chiusa alle auto: l’automobile serve a raggiungere il parco e a spostarsi fra i paesi, mentre escursioni e visite si fanno a piedi e, su piste autorizzate, a cavallo, in bicicletta o con gli sci da fondo.

Fra le mete classiche c’è la Camosciara, un anfiteatro di roccia dolomitica con cascate e pozze, oggi raggiungibile a piedi dall’area di sosta lungo la statale Marsicana dopo la chiusura della vecchia strada al traffico. Da Villetta Barrea percorsi ciclopedonali seguono le sponde del lago e una passeggiata lungo il Sangro attraversa il paese, dove capita di vedere cervi al pascolo.

Il parco chiede di camminare in silenzio e in piccoli gruppi, di non lasciare i sentieri nelle zone di maggiore tutela, di non inseguire gli animali per fotografarli e di non dare mai cibo agli orsi. Le escursioni guidate e le attività dei centri visita sono il modo più sicuro per osservare la fauna.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Escursioni nel Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Il decalogo del visitatore · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Il Territorio · Italia.it — Villetta Barrea · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Orso bruno marsicano in breve

Quando andare

Il parco si visita in ogni stagione, ma l’ente consiglia di evitare i periodi festivi, i più affollati, e di preferire la primavera e l’inizio dell’estate oppure l’autunno. In primavera tornano gli uccelli migratori, fioriscono i prati e nascono i piccoli di lupi, cervi, caprioli e camosci; i cuccioli d’orso, nati fra gennaio e febbraio, restano ancora per un po’ nella tana.

L’estate porta fioriture ricche in quota e notti stellate. L’autunno è forse la stagione più tranquilla: le faggete si colorano dal giallo al rosso, il bosco offre frutti e funghi e le orme degli animali restano impresse sul terreno umido. In inverno il paesaggio innevato si percorre con ciaspole e sci da fondo, con l’attrezzatura e la prudenza della montagna.

Il calendario dei paesi aggiunge altri motivi. A Barrea il Sabato santo si tiene la Passione vivente e il 13 agosto la Sagra degli orapi. Pescasseroli celebra i Santi Pietro e Paolo a fine giugno, la Madonna di Monte Tranquillo l’ultima domenica di luglio e la Madonna Incoronata in settembre.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Escursioni nel Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Primavera nel Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Autunno nel Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Orso bruno marsicano in breve · Italia.it — Barrea · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Pescasseroli

Come arrivare e muoversi

Il parco indica due accessi ferroviari. Sulla linea Roma–Pescara si scende ad Avezzano, da dove partono i collegamenti in pullman della società regionale TUA verso i paesi del parco; sul versante opposto si arriva a Castel di Sangro, collegata anch’essa con autobus TUA. Linee di pullman collegano inoltre Castel di Sangro con Pescara e Napoli e il parco con Roma; d’estate sono previste corse giornaliere dalla capitale.

In auto, da Roma si percorre l’autostrada A24/A25 uscendo a Celano o a Pescina in direzione Bisegna o Gioia dei Marsi, oppure l’A1 fino a Ferentino, attraversando poi il versante laziale verso Forca d’Acero. Da Napoli si segue l’A1 fino a Caianello e si prosegue per Venafro e Alfedena, entrando dal versante molisano.

Una volta arrivati, l’auto serve solo per gli spostamenti fra un paese e l’altro, perché molte strade negli ambienti naturali sono chiuse al traffico. Per un arrivo più lento, la Transiberiana d’Italia, ferrovia storica turistica da Sulmona, tocca Castel di Sangro e Roccaraso ai margini del parco. Orari e corse si verificano sui siti dei gestori.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Come arrivare · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Escursioni nel Parco · Italia.it — Transiberiana d’Italia

Dove fermarsi

Il parco descrive un’offerta ampia e varia: alberghi di diverse categorie, numerosi bed and breakfast e affittacamere, ostelli, agriturismi, campeggi e, in quota, rifugi. L’ente dà particolare risalto alle strutture che hanno aderito alla Carta europea del turismo sostenibile o al marchio del parco, scelte per la qualità dell’accoglienza e per il legame con il territorio.

Per un viaggio lento conviene scegliere un solo paese come base. Pescasseroli offre la gamma più ampia di servizi; Opi, Civitella Alfedena, Villetta Barrea e Barrea sono più raccolti e vicini alle valli del Sangro, alla Camosciara e al lago; Scanno e i paesi della Marsica permettono di esplorare i versanti esterni.

Prima di partire è utile passare da uno degli InfoPoint del parco: ne sono attivi una quarantina, gestiti direttamente dall’ente nei centri visita di Pescasseroli e Civitella Alfedena e nel centro servizi di Villetta Barrea, oppure da comuni, pro loco e associazioni. Vi si trovano informazioni sui sentieri aperti, sugli eventi e sui musei dei paesi.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Dove dormire · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — InfoPoint del Parco · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — InfoPoint istituzionale Centro Visita di Pescasseroli · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — InfoPoint istituzionale Centro Visita di Civitella Alfedena · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — InfoPoint istituzionale Centro Servizi Villetta Barrea

Nei dintorni

Il lago di Barrea, nato nel 1952 dallo sbarramento del Sangro, è dal 1977 una zona umida d’importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Le sue sponde sono sosta per svassi, germani e folaghe, mentre airone cenerino e gallinella d’acqua vi nidificano; lungo le rive passano anche orso, cervo e lupo. A Villetta Barrea il Museo della Transumanza racconta il mondo dei pastori, dei tosatori, dei cardatori e dei casari che per secoli ha dato forma a questi paesi.

Le faggete UNESCO del parco sono cinque nuclei di riserva integrale: Valle Cervara a Villavallelonga, Moricento a Lecce nei Marsi, Coppo del Principe e Coppo del Morto fra Pescasseroli e Scanno, Cacciagrande fra Opi e Civitella Alfedena. Vi crescono faggi fra i più antichi dell’emisfero settentrionale, e la Val Cervara è indicata come l’unico esempio conosciuto di foresta primaria in Italia.

Oltre il parco, la Valle del Sagittario scende verso la conca di Sulmona e porta a Scanno, borgo di pietra con il lago naturale più grande d’Abruzzo; verso nord-ovest si apre l’altopiano del Fucino.

Fonti: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Area Ramsar Lago di Barrea · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Le faggete vetuste patrimonio mondiale UNESCO · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Museo della Transumanza di Villetta Barrea · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Il Territorio · Italia.it — Scanno, borgo in Abruzzo · Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise — Arte, cultura e tradizioni: i mestieri del Parco

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Pescasseroli la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 168 strutture ricettive con codice CIN verificato: 28 alberghiere, 16 extralberghiere e 124 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Tre giorni in un paese del parco: musei della fauna, un sentiero di valle e il lago di Barrea. Guide e strutture da concordare con gli operatori.

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