Perché andare
Tra Ortona e Vasto la costa della provincia di Chieti cambia passo. Dopo le lunghe spiagge sabbiose del nord dell’Abruzzo il litorale si fa roccioso e frastagliato, con scogliere, piccole insenature e calette di ciottoli. Su questo tratto di Adriatico sono rimasti circa trenta trabocchi: palafitte di legno sospese sull’acqua, unite alla riva da una passerella, che per generazioni hanno permesso di pescare senza prendere il largo.
Il motivo per venire è proprio questa combinazione. Un paesaggio da guardare con lentezza, fatto di promontori, ulivi e aranceti che scendono verso il mare, e un patrimonio di architettura marinara che non ha equivalenti nel resto della costa abruzzese. Dai belvedere dei paesi alti lo sguardo arriva in giornate limpide fino alla Majella, al Gargano e alle Tremiti.
Molti trabocchi sono stati restaurati e alcuni ospitano oggi una cucina di pesce dell’Adriatico: sedersi a tavola su queste strutture, dopo aver percorso la passerella che scricchiola sull’acqua, è l’esperienza che più di ogni altra racconta la costa. Intorno ci sono riserve naturali, borghi medievali, una città con le reliquie di un apostolo e una ciclabile ricavata dalla vecchia ferrovia: abbastanza per due o tre giorni senza fretta.
Fonti: Italia.it — La Costa dei Trabocchi in Abruzzo · Italia.it — Costa dei Trabocchi · Italia.it — Le terrazze sul mare d’Abruzzo · Italia.it — Trabocco Valle Grotte
Storia
Le origini dei trabocchi restano incerte. C’è chi le collega ai Fenici, ma l’ipotesi più seguita è più pratica: costruire una macchina da pesca ancorata agli scogli per evitare i rischi del mare aperto. Una testimonianza antica è un testo religioso del Quattrocento sulla vita di Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, che intorno al 1240 viveva all’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia: vi si descrive un mare punteggiato di trabocchi, segno che la loro presenza era già familiare. Le tecniche di costruzione non sono mai state scritte, ma tramandate a voce e con la pratica dai traboccanti: architetture senza architetti, difficili da tradurre in calcoli e disegni.
La costa però era abitata ben prima. A San Vito Chietino gli scavi della Soprintendenza, condotti tra il 1991 e il 1995, hanno riportato alla luce un piccolo approdo romano poi trasformato in officina per lucerne, abbandonato nel III secolo e rioccupato tra la fine del V e il VII secolo, quando il sito controllava la costa per i Bizantini. Ortona, abitata in antico dai Frentani, accolse nel 1258 le reliquie dell’apostolo Tommaso giunte dall’isola di Chio.
Nell’estate del 1889 Gabriele d’Annunzio soggiornò con Barbara Leoni in una casa rustica sul promontorio delle Portelle, a San Vito, e nel Trionfo della morte paragonò il trabocco a un ragno colossale. Mezzo secolo dopo Ortona, estremo orientale della linea Gustav, fu distrutta dalla battaglia del 1943, che costò la vita a circa 1300 cittadini.
Fonti: Italia.it — La Costa dei Trabocchi in Abruzzo · Italia.it — Trabocco Valle Grotte · Italia.it — Ortona · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — L’area archeologica · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — I luoghi dannunziani
Cosa vedere
Il trabocco più celebre è il Turchino, a San Vito Chietino: il più antico della costa secondo il Comune, ricostruito più volte e da ultimo nel 2016 dopo una mareggiata. È l’unico del comune senza ristorazione e si visita su prenotazione presso l’ufficio informazioni turistiche. Dal Promontorio Dannunziano, punto panoramico sulla statale 16, un sentiero scende fino alla sua passerella. Tra San Vito e Ortona si incontrano anche i trabocchi di Valle Grotte, Punta Fornace, San Giacomo, Lupone e Punta del Porto; più a sud Fossacesia ha il Pesce Palombo e Punta Rocciosa, Torino di Sangro il trabocco di Punta Le Morge, raggiungibile dalla spiaggia, e Vasto quelli di Punta Penna.
Ortona merita più di una sosta. La cattedrale di San Tommaso, ricostruita nel Novecento, custodisce in cripta le reliquie dell’apostolo. Il Castello Aragonese, eretto dalla metà del Quattrocento su strutture medievali a difesa del porto, è a strapiombo sul mare e dopo i restauri degli anni Duemila ospita in una torre un piccolo museo; Palazzo Farnese e Palazzo Corvo completano il centro, e la Passeggiata Orientale è il grande balcone sull’Adriatico.
Vasto, all’estremità meridionale, si scopre a piedi: Palazzo d’Avalos con il giardino settecentesco e la terrazza sul mare, il Castello Caldoresco, la cattedrale e la chiesa del Carmine, le tracce delle terme romane con pavimenti a mosaico. A San Vito, infine, i belvedere Marconi e Mare e Monti aprono la vista dagli Appennini fino a Vasto.
Fonti: Italia.it — La Costa dei Trabocchi in Abruzzo · Italia.it — Ortona · Italia.it — Castello Aragonese di Ortona · Italia.it — Vasto · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — Trabocco Turchino · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — I belvedere · Italia.it — Le terrazze sul mare d’Abruzzo
Sapori
La cucina della costa teatina unisce il pescato dell’Adriatico agli ortaggi delle colline che arrivano fino al mare. Il piatto simbolo è il brodetto, che cambia nome lungo il litorale e a Vasto si chiama vrudàtte: il Brodetto alla Vastese è citato come esempio di questa doppia anima, marinara e contadina. Su diversi trabocchi trasformati in ristoranti si servono piatti di pesce: la cena sospesa sull’acqua è oggi uno dei modi più conosciuti di vivere la costa.
Dalla terra arrivano i maccheroni alla chitarra, spaghetti a sezione quadrata tagliati sul telaio a fili d’acciaio, spesso conditi con le pallottine di carne, e l’olio santo, extravergine in cui macerano peperoncini. Tra i salumi spicca la Ventricina del Vastese, Presidio Slow Food: pezzi di maiale tagliati a punta di coltello, conditi con sale e polvere di Peperone dolce di Altino e insaccati in una palla che stagiona per mesi.
Le colline alle spalle del mare sono terra di vigneti e oliveti. San Vito Chietino, con i suoi vigneti a capanna e gli uliveti, porta il titolo di Città dell’olio. Nei bicchieri si incontrano il Montepulciano d’Abruzzo, il rosato Cerasuolo d’Abruzzo ottenuto dalla stessa uva con un breve contatto con le bucce, e il bianco Trebbiano d’Abruzzo, giallo paglierino e dal profumo fruttato; il Cerasuolo in particolare si accompagna sia alla cucina di terra sia a quella di mare.
Fonti: Italia.it — Trabocco Valle Grotte · Italia.it — Storia dei maccheroni alla chitarra e altre meraviglie dell’Abruzzo a tavola · Italia.it — Prodotti e piatti tipici abruzzesi · Fondazione Slow Food — Presidio Ventricina del Vastese · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — Scopri San Vito
Cosa fare
Il modo più naturale per percorrere la costa è in bicicletta. La Via Verde della Costa dei Trabocchi segue il vecchio tracciato della ferrovia adriatica tra Ortona e Vasto ed è pensata come percorso ciclopedonale accessibile, anche a chi ha una disabilità. Fa parte della Bike to Coast, la ciclovia di 131 chilometri che attraversa tutta la costa abruzzese da Martinsicuro a San Salvo. Dalla Via Verde si dirama la Rete Ciclabile dei Trabocchi: 263 chilometri in dodici percorsi che salgono verso l’entroterra collinare, tra cantine, borghi e luoghi d’interesse naturale. Non serve una preparazione atletica particolare, ma conviene dividere il percorso in più giornate.
Per chi cammina, la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, a nord di Vasto, è la prima area protetta istituita lungo la costa abruzzese. Si va dalla spiaggia sabbiosa di Punta Penna, chiusa da dune, a quella di ciottoli dei Libertini, fino al promontorio di Punta Aderci, a 26 metri sul mare, da cui la vista abbraccia la Majella, il Gran Sasso e i Sibillini. Oltre la spiaggia di Mottagrossa un sentiero panoramico di circa tre chilometri, sull’ex tracciato ferroviario, attraversa pinete e macchia mediterranea fino alla foce del Sinello. La riserva ha come simbolo il fratino, che nidifica sulla sabbia: va osservato senza disturbarlo.
A Ortona una scalinata di legno scende per 65 metri lungo la falesia fino alla Riserva dei Ripari di Giobbe, raggiungibile solo a piedi, per un bagno in acque chiare.
Fonti: Italia.it — La ciclovia Bike to Coast in Abruzzo · Comune di San Vito Chietino — Rete Ciclabile dei Trabocchi · Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci — La riserva · Italia.it — Punta Aderci · Italia.it — La Costa dei Trabocchi in Abruzzo
Quando andare
La costa si vive bene in primavera, in estate e in autunno, con caratteri diversi. L’estate è la stagione dei bagni: le spiagge di Punta Penna, con fondale sabbioso e digradante, sono adatte anche alle famiglie, mentre le calette di ciottoli e le scogliere attirano chi cerca acqua limpida e silenzio. Sono anche i mesi in cui i trabocchi-ristorante lavorano di più e conviene organizzarsi in anticipo.
Primavera e autunno sono i momenti migliori per la bicicletta e per i sentieri: le temperature sono più miti e i percorsi nelle pinete e lungo il Sinello, che la riserva di Punta Aderci consiglia di non affrontare nelle ore più calde dell’estate, diventano piacevoli. Sulle dune crescono il giglio di mare, l’euforbia e l’elicriso, e chi pratica birdwatching può incontrare aironi cenerini, garzette e, con fortuna, i fenicotteri. Il fratino nidifica sulle spiagge e in quel periodo va lasciato in pace.
L’inverno è la stagione più quieta: le mareggiate mettono alla prova le strutture di legno, come ricorda la storia del Turchino ricostruito più volte, e il paesaggio si fa più aspro. Chi ama la costa senza folla può trovare comunque giornate limpide in cui dai belvedere si vedono le montagne innevate sopra il mare.
Fonti: Italia.it — Punta Aderci · Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci — La riserva · Italia.it — La ciclovia Bike to Coast in Abruzzo · Italia.it — Trabocco Valle Grotte
Come arrivare e muoversi
Il riferimento principale è Pescara, con l’aeroporto e la stazione per i treni a lunga percorrenza. Da Pescara i treni regionali Trenitalia e le corse della Sangritana scendono lungo la linea adriatica fino alla stazione di San Vito-Lanciano, nel cuore della costa; il Comune di San Vito rimanda al sito di Trenitalia per gli orari. Dall’aeroporto di Pescara si raggiunge il centro e la stazione con le linee urbane, e da lì si prosegue in treno o in autobus verso Lanciano e la costa.
Il trasporto pubblico su gomma è gestito in gran parte da TUA, il Trasporto Unico Abruzzese, che d’estate ha attivato anche un servizio urbano tra San Vito Chietino e San Vito Marina; altre autolinee private collegano Pescara e Lanciano e, da Roma Fiumicino e Ciampino, arrivano a Lanciano. In auto si usa l’autostrada A14 con uscita a Lanciano, oppure la statale 16 Adriatica, che corre parallela alla costa e tocca uno dopo l’altro promontori e trabocchi.
Una volta arrivati, la soluzione più comoda e piacevole per spostarsi tra un trabocco e l’altro è la Via Verde, percorribile in bicicletta o a piedi lungo il vecchio tracciato ferroviario. Per i paesi alti, come San Vito o Rocca San Giovanni, e per l’entroterra servono un’auto o gli autobus locali.
Fonti: Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — Come arrivare · TUA — Trasporto Unico Abruzzese · Italia.it — La ciclovia Bike to Coast in Abruzzo · Italia.it — La Costa dei Trabocchi in Abruzzo
Dove fermarsi
La costa offre un’accoglienza diffusa e di piccola scala. L’elenco delle strutture pubblicato dal Comune di San Vito Chietino dà un’idea della varietà: bed and breakfast nel borgo e lungo la marina, case vacanza e appartamenti con vista sul mare, campeggi vicino alla spiaggia, relais e casali immersi negli uliveti delle contrade. Il comune è formato da tre centri distinti, il paese alto, la marina e Sant’Apollinare, e la scelta dipende da ciò che si cerca: il borgo per i belvedere e le serate in piazza, la marina per avere il mare e la Via Verde sotto casa.
Ortona e Vasto, ai due estremi, sono le basi più comode per chi preferisce una città con servizi, musei e vita serale. Vasto alta, a mezzo chilometro dal mare, permette di unire le passeggiate nel centro storico ai bagni di Vasto Marina e di Punta Aderci; Ortona, sopraelevata sulla costa, ha venti chilometri di spiagge sotto di sé.
Nelle colline dell’entroterra, tra vigneti e uliveti, si trovano case di campagna e agriturismi, adatti a chi viaggia in auto e vuole alternare mare e paesi. Apulica non indica qui singole strutture: le seleziona caso per caso in base al viaggio, senza disponibilità promesse in anticipo.
Fonti: Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — Dove dormire · Comune di San Vito Chietino, Visit San Vito — Scopri San Vito · Italia.it — Vasto · Italia.it — Ortona
Nei dintorni
Appena sopra la costa, Rocca San Giovanni sorge su un colle roccioso: il primo nucleo risale al 1076 e divenne presto un castello, rifugio della vicina abbazia di San Giovanni in Venere. Del Medioevo resta la cinta muraria, mentre uliveti e aranceti scendono verso le calette. L’abbazia di Fossacesia, legata alla giovinezza di Pietro da Morrone, è a sua volta uno dei punti da cui si gode la vista più ampia su questo tratto di litorale.
San Vito Chietino, che d’Annunzio chiamò il paese delle ginestre, sta su uno sperone a picco sul mare e conserva resti delle mura e chiese antiche; dal belvedere Mario Lanci, a Sant’Apollinare, si guarda la valle del fiume Moro, segno fisico della linea Gustav. Verso sud, la Riserva Naturale Regionale Lecceta di Torino di Sangro protegge 175 ettari di bosco attraversati da sentieri, dove sono tornati i caprioli. San Salvo, ultimo comune abruzzese prima del Molise, ha un centro medievale e il parco archeologico del Quadrilatero.
Chi prosegue lungo l’Adriatico può collegare questa costa a Termoli e, più a sud, ai trabucchi del Gargano, parenti stretti dei trabocchi abruzzesi.
Fonti: Italia.it — Rocca San Giovanni · Italia.it — Le terrazze sul mare d’Abruzzo · Italia.it — La ciclovia Bike to Coast in Abruzzo · Italia.it — San Vito Chietino
Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Ufficio Sport e Turismo — Comune di San Vito Chietino · Largo Carlo Altobelli 1, 66038 San Vito Chietino (CH) · +39 0872 619192 · Sito ufficiale
Fonte: Comune di San Vito Chietino — Ufficio Sport e Turismo · Comune di San Vito Chietino — Rete Ciclabile dei Trabocchi · verificato il
Dove dormire
Nel comune di San Vito Chietino la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 229 strutture ricettive con codice CIN verificato: 2 alberghiere, 23 extralberghiere e 204 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Due giorni lungo la costa, da Ortona a Vasto, con una sosta all’Eremo Dannunziano e un pasto su un trabocco. Da concordare con gli operatori.
Parliamone insieme



