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Fiori e grappoli di confetti di Sulmona

APULICA / Guide ai sapori

Confetti di Sulmona: mandorle, zucchero e l'arte dei fiori

Sulmona è conosciuta in tutta Italia come la città dei confetti, e Italia.it lega il suo nome proprio alla loro produzione. È una tradizione che, secondo il museo cittadino dedicato alla tecnologia confettiera, i maestri confettieri hanno costruito a partire dal tardo Medioevo, fino a rendere la città celebre a livello internazionale. Il confetto di Sulmona è iscritto tra i prodotti agroalimentari tradizionali dell'Abruzzo. Questa guida racconta la tecnica, la storia della produzione, il museo dedicato alla lavorazione e la città che fa da cornice, dalla patria di Ovidio alla Giostra cavalleresca, fino ai prodotti della Valle Peligna.

Fiori e grappoli di confetti di Sulmona · Foto: Claro48 at Italian Wikipedia / Wikimedia Commons — Public domain · Ridimensionata e convertita in WebP.

La città di Ovidio e dei confetti

Italia.it presenta Sulmona come la città natale del poeta Ovidio e come un luogo il cui nome è oggi legato indissolubilmente alla produzione di confetti, alle ricette con l'aglio rosso e a riti come la Madonna che scappa. Il centro storico si trova su un altopiano nel cuore della Conca Peligna, circondato dal Parco nazionale della Majella. Tra i monumenti segnalati ci sono la chiesa di San Filippo Neri in Piazza Garibaldi, con le arcate dell'acquedotto svevo, la cattedrale di San Panfilo, i palazzi Sanità e Tabassi, il complesso della Santissima Annunziata, il teatro Maria Caniglia, la Fontana del Vecchio e la statua di Ovidio. Si entra in città da porte come Porta Romana, Porta Pacentrana, Porta Napoli e Porta Sant'Antonio. È una città da percorrere a piedi, con calma, guardando anche le vetrine.

Fonti: Italia.it — Centro storico di Sulmona

Origini: dal tardo Medioevo alla fabbrica

Le origini del confetto sulmonese sono antiche, e conviene raccontarle con le parole delle fonti istituzionali. La scheda del Museo Pelino, pubblicata dal portale turistico del Comune, rende omaggio ai maestri confettieri che a partire dal tardo Medioevo hanno reso Sulmona celebre a livello internazionale. Il museo stesso testimonia questa continuità: nell'ultima sala ricostruisce un laboratorio del Settecento con macchinari originali, segno che la lavorazione era già allora un mestiere organizzato.

Il salto successivo è tecnico. Il percorso espositivo mostra come l'arrivo dell'energia a vapore e poi di quella elettrica abbia trasformato la produzione: i primi convettori ad aria calda e i motori elettrici hanno ridotto in modo netto i lunghi tempi di lavorazione. Il museo, fondato nel 1988 e dichiarato monumento nazionale nel 1992, è allestito nella palazzina liberty di una delle fabbriche storiche della città.

La storia dei confetti si intreccia con quella del centro. L'edificio conventuale di Santa Chiara, secondo il Comune, ospita oggi il Polo culturale civico diocesano: una tappa da affiancare al museo per leggere la Sulmona religiosa e civile in cui i confettieri hanno lavorato per secoli.

Fonti: Comune di Sulmona, portale turistico — Museo dell'arte e della tecnologia confettiera · Comune di Sulmona — Polo culturale civico diocesano Santa Chiara

Come nasce un confetto

Un confetto è fatto di due parti: un nucleo e una copertura di zucchero. Gli strumenti conservati nel Museo Pelino permettono di seguirne la lavorazione. Nel laboratorio ricostruito ci sono la tostatrice, la sbucciatrice e la filettatrice, che servivano a preparare il nucleo, poi mulini e mortai, i colini multipli per lo sciroppo di zucchero e le bassine di rame, i recipienti in cui il nucleo prende la sua copertura. L'ultima macchina della serie è la lucidatrice, che dà al confetto la superficie liscia e brillante.

In alcuni vasi di vetro il museo espone gli antichi ingredienti usati per il nucleo o per la copertura: un modo concreto per capire che il confetto è sempre stato un prodotto di scelte e di materie prime, non soltanto di tecnica. Con il tempo l'aria calda dei convettori ha reso più rapidi e regolari i passaggi che un tempo richiedevano giorni di lavoro manuale.

La lavorazione ha prodotto anche oggetti decorativi: nel museo si vedono un telaio per i rosari di confetto e composizioni artistiche fatte di confetti, accanto a una collezione di bomboniere dell'Ottocento e del Novecento. L'elenco regionale dei prodotti tradizionali colloca il confetto di Sulmona proprio tra i prodotti della pasticceria e della confetteria.

Fonti: Comune di Sulmona, portale turistico — Museo dell'arte e della tecnologia confettiera · Regione Abruzzo — Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Abruzzo

Un prodotto tradizionale riconosciuto

Il confetto di Sulmona non ha una denominazione di origine europea, ma è iscritto nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. Nell'elenco pubblicato dalla Regione Abruzzo compare tra le paste fresche e i prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria, insieme ad altri dolci abruzzesi come la cicerchiata. La stessa lista comprende, per la Valle Peligna, anche l'aglio rosso di Sulmona. L'iscrizione tra i prodotti tradizionali riconosce metodi di lavorazione consolidati nel tempo, ma non stabilisce un disciplinare con zona e regole vincolanti come accade per DOP e IGP. Per chi compra, quindi, il riferimento più utile resta la bottega: chiedere che mandorla viene usata, come si fa la copertura e se la lavorazione avviene in città aiuta a distinguere un prodotto artigianale da uno generico.

Fonti: Regione Abruzzo — Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Abruzzo

Il museo della tecnologia confettiera

Il portale turistico del Comune di Sulmona descrive il Museo dell'arte e della tecnologia confettiera, fondato nel 1988 e dichiarato monumento nazionale nel 1992 dal Ministero per i beni culturali. Si trova in una palazzina liberty di una storica fabbrica cittadina e si sviluppa su due piani e tre sale. Si vedono brevetti, diplomi, una collezione di bomboniere dell'Ottocento e del Novecento, composizioni artistiche di confetti e il telaio usato per preparare i rosari di confetto. L'ultima sala ricostruisce un laboratorio del Settecento con bassine di rame, tostatrice, filettatrice, sbucciatrice, lucidatrice, mulini, mortai e colini per lo sciroppo. Il percorso mostra anche come il vapore e poi l'elettricità abbiano accorciato i lunghi tempi di lavorazione. Orari e modalità di visita vanno verificati prima di andare.

Fonti: Comune di Sulmona, portale turistico — Museo dell'arte e della tecnologia confettiera

Feste e appuntamenti in città

Il Comune di Sulmona documenta alcuni appuntamenti che danno senso a un viaggio in date precise. La Giostra cavalleresca, il cui primo documento risale al 1484, si correva un tempo nella piazza maggiore, oggi Piazza Garibaldi; riproposta in chiave moderna con cavalieri che rappresentano borghi e sestieri in una gara di velocità e abilità agli anelli, si tiene l'ultimo fine settimana di luglio, con corteo storico e gara in piazza. Per la festa del patrono San Panfilo, vescovo di Sulmona nel VII secolo, la processione porta per le vie il busto reliquiario in rame dorato e argento realizzato tra il 1458 e il 1459 dall'orafo sulmonese Giovanni di Marino di Cicco. Piazza Garibaldi è anche il luogo della processione pasquale. Non abbiamo trovato su fonti ufficiali una festa dedicata ai confetti con date confermate.

Fonti: Comune di Sulmona — Giostra cavalleresca · Comune di Sulmona — Festa del santo patrono San Panfilo · Comune di Sulmona — Piazza Garibaldi

Oltre i confetti: l'aglio rosso della Valle Peligna

La Conca di Sulmona ha anche un prodotto agricolo molto riconoscibile. Italia.it descrive l'aglio rosso di Sulmona come piccolo, leggermente piccante e aromatico, con bulbi bianchi e spicchi dalle tuniche color porpora; è inserito tra i prodotti tradizionali dell'Abruzzo. Si pianta tra novembre e dicembre e si raccoglie tra giugno e luglio. Se conservato in luogo fresco e asciutto dura a lungo, anche un anno. In cucina si usa fresco sulla bruschetta, nei sughi e negli spaghetti aglio, olio e peperoncino; gli scapi floreali, chiamati tolle, zolle o crastetelli, si preparano in agrodolce. La stessa fonte segnala una sagra dedicata nel secondo fine settimana di luglio a Campo di Fano, frazione della Valle Peligna. Abbinare in un unico viaggio confetti e aglio rosso racconta bene la doppia anima, artigiana e agricola, della conca.

Fonti: Italia.it — L'aglio rosso di Sulmona · Regione Abruzzo — Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'Abruzzo

Come sceglierli e portarli a casa

I confetti sono il souvenir ideale: leggeri, resistenti, facili da regalare. Per capirli conviene assaggiarne uno alla mandorla classico prima di qualsiasi variante: la copertura deve rompersi in modo netto senza essere dura come un sasso, e la mandorla deve sentirsi bene, croccante e non rancida. Le composizioni a fiore sono belle da vedere ma più fragili da trasportare: se vi piacciono, chiedete in bottega un imballo adatto al viaggio. Per una famiglia o un ufficio, un sacchetto misto di gusti è più gradito di una scatola tutta uguale; per un matrimonio o una ricorrenza, il colore del confetto ha un significato e in bottega sanno consigliare. Evitate il caldo intenso in auto, che può rovinare la lucidatura, e conservateli in un luogo asciutto.

Il filo del viaggio

Proposta: una giornata a Sulmona entrando da Porta Napoli, con Piazza Garibaldi e l'acquedotto svevo, il complesso della Santissima Annunziata e il museo della tecnologia confettiera; pranzo con un piatto all'aglio rosso e assaggio di confetti in bottega nel pomeriggio. Chi viaggia a fine luglio può far coincidere la visita con la Giostra cavalleresca. Visite ai laboratori da concordare con gli operatori.

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