Perché andare
Civita, in arbëresh Çifti, è un paese di pietra a circa 450 metri di quota, dentro il Parco Nazionale del Pollino e la Riserva naturale delle Gole del Raganello. Il portale nazionale del turismo lo ricorda fra i Borghi più belli d'Italia e fra le località Bandiera Arancione, e lo chiama anche «paese del Ponte del Diavolo», dal ponte medievale che scavalca il torrente.
Il motivo principale per venire è l'incontro con una comunità italo-albanese che conserva lingua, rito religioso e costumi tradizionali, come dichiara lo stesso Comune. Lo si percepisce nelle strade: case in pietra a due piani, piccoli slarghi, comignoli lavorati e le facciate delle cosiddette case Kodra, che sembrano volti umani. La vita sociale ruota intorno alla gjitonia, il vicinato, fondato sull'aiuto reciproco.
Il secondo motivo è il paesaggio. Civita si affaccia su una valle fluviale profondamente incisa, con pareti di roccia alte oltre cento metri, che scende verso la piana di Sibari. Cultura e natura qui stanno a pochi passi l'una dall'altra, e una visita ben costruita lascia tempo a entrambe.
Fonti: Italia.it — Civita · Comune di Civita — Il Municipio · Comune di Civita — La valle del Raganello
Storia
Secondo Italia.it il paese nasce intorno all'anno Mille, fondato da abitanti di Cassano all'Ionio in fuga dalle incursioni saracene, sul sito dell'antico borgo di Castrum Sancti Salvatoris. Dopo il terremoto del 1465 l'abitato fu abbandonato e, intorno al 1471, ripopolato da profughi provenienti dall'Albania meridionale, che gli diedero il nome attuale.
Quell'arrivo faceva parte di un movimento più ampio. L'Ente Parco del Pollino ricorda che fra il 1470 e il 1540, dopo la morte di Giorgio Castriota Skanderbeg, diversi gruppi albanesi si stabilirono nel territorio calabro-lucano per sfuggire all'avanzata ottomana, fondando o ripopolando paesi come Acquaformosa, Frascineto, Lungro, Plataci, San Basile, San Costantino Albanese e San Paolo Albanese. Le loro parrocchie seguono ancora il rito greco-bizantino e dipendono dall'Eparchia di Lungro, istituita nel 1919.
Anche le chiese di Civita raccontano questa storia. La cappella di Sant'Antonio porta sulla campana la data 1532 e si ritiene costruita dai primi profughi; la chiesa di Santa Maria Assunta, sorta nel Seicento sulla piazza, nel 1988 ha sostituito l'altare latino con un'iconostasi in legno di noce e d'ulivo, coronata da dodici icone dipinte nel 1992.
Fonti: Italia.it — Civita, museo e architettura · Italia.it — Civita · Ente Parco Nazionale del Pollino — Comunità arbëreshë · Comune di Civita — Cappella di Sant'Antonio · Comune di Civita — Chiesa di Santa Maria Assunta
Cosa vedere
La visita può partire dalla piazza, che il Comune descrive come il salotto e l'agorà del paese. Qui sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, di impianto basilicale con decorazioni tardo barocche: dentro si trovano l'iconostasi, icone lungo le navate, mosaici, un piccolo mosaico della Vergine Odigitria, un organo settecentesco e quattro affreschi ottocenteschi di Giovanni Capaccio. Il campanile a pianta quadrata conserva tre campane e un orologio meccanico del 1896.
Da lì conviene salire fra le vie del centro storico seguendo l'itinerario dei comignoli e delle case Kodra, così chiamate dal nome del pittore albanese Ibrahim Kodra: piccole abitazioni con finestrelle, canna fumaria e comignolo disposti in modo da ricordare un volto. I comignoli decorati, secondo la tradizione, dovevano tenere lontana la sfortuna. Nella parte alta del paese si trova la cappella della Consolazione, con una tela napoletana di fine Seicento restaurata.
Il Museo etnico della cultura arbëreshe, che l'Ente Parco cita insieme a quello di San Paolo Albanese, custodisce oggetti, attrezzi e costumi tradizionali. Fuori dall'abitato, il Ponte del Diavolo supera il Raganello con un'unica arcata a schiena d'asino lunga circa trentasei metri, legata a numerose leggende.
Fonti: Comune di Civita — Chiesa di Santa Maria Assunta · Italia.it — Civita · Italia.it — Civita, museo e architettura · Comune di Civita — Cappella della Consolazione · Ente Parco Nazionale del Pollino — Comunità arbëreshë
Sapori
La cucina di Civita appartiene a quella del versante calabrese del Pollino, che l'Ente Parco descrive organizzata in filiere di formaggi, ortaggi, salumi e prodotti da forno. Nei piccoli caseifici di questo versante si prepara la ricotta infornata: salata a secco, cotta in forno in recipienti di terracotta o ceramica e lasciata maturare da poche settimane fino a sei mesi, con un sapore intenso e persistente. Accanto c'è il pecorino a pasta dura di latte di pecora e capra.
Fra i salumi, la soppressata nella versione calabrese prende colore e carattere dal peperone rosso, dolce o piccante; la salsiccia è insaporita con semi di finocchietto selvatico. A pochi chilometri, Cerchiara di Calabria è nota per un pane di lievito madre, farina e crusca cotto a legna, che il Parco indica come il prodotto da forno più rinomato della zona.
Il Parco cita anche taralli, freselle e il pane dolce pasquale chiamato piccidat, diffuso in tutta l'area, e il Moscato al governo di Saracena fra le tipicità del territorio. A tavola, a Civita, vale la pena chiedere i nomi arbëreshë dei piatti e le occasioni a cui erano legati: la lingua è parte della cucina quanto gli ingredienti.
Cosa fare
La valle del Raganello è uno degli ambienti più spettacolari del Pollino. Il Comune la descrive come una tipica valle fluviale con pareti a strapiombo alte più di cento metri, impervia nella parte alta e più aperta verso la foce sullo Ionio, dove d'estate la fiumara si colora di oleandri. La Riserva naturale biogenetica delle Gole del Raganello, istituita nel 1987, copre circa 1.600 ettari e protegge pino loricato, pino laricio, cerro e roverella sulle rocce, e una fauna con gatto selvatico, martora, aquila reale, falco pellegrino, gufo reale, capovaccaio e grifone.
Per questo la valle è un luogo adatto al birdwatching, che il Comune indica espressamente. Dal paese si può osservare la gola dall'alto e raggiungere a piedi il Ponte del Diavolo; Italia.it ricorda anche il percorso naturalistico nella forra delle Gole Basse, la cui forma richiama i gironi danteschi. Le escursioni dentro la gola dipendono dal livello dell'acqua e dalle condizioni meteo: vanno affrontate solo con guide qualificate, come quelle ufficiali del Parco.
Chi preferisce un'esperienza culturale può dedicare tempo al museo etnico e alle chiese di rito bizantino, e conoscere il significato del nome Raganello, che il Comune fa risalire al greco per dirupo o al dialetto per un torrente che trascina tutto a valle.
Fonti: Comune di Civita — La valle del Raganello · Comune di Civita — Riserva naturale biogenetica Gole del Raganello · Italia.it — Civita, museo e architettura · Comune di Civita — Raganello, etimologia di un nome · Ente Parco Nazionale del Pollino — Info point e guide ufficiali
Quando andare
Civita si può visitare in ogni stagione, e l'anno non manca di momenti significativi. Per le comunità arbëreshë del Pollino, ricorda l'Ente Parco, la ricorrenza religiosa più importante del rito bizantino è la Pasqua: un periodo in cui liturgia, canti e tradizioni assumono il massimo rilievo. Il 13 giugno, secondo il Comune, nella cappella di Sant'Antonio si celebra la messa per la festa del santo.
L'estate è la stagione in cui la valle del Raganello mostra la fiumara fiorita di oleandri, come descrive il Comune, ed è anche il periodo in cui il Parco attiva i propri info point stagionali sul territorio; nelle ore più calde, però, conviene dedicarsi al paese e lasciare le camminate al mattino o al tardo pomeriggio. Primavera e autunno sono stagioni adatte al birdwatching e alle passeggiate intorno al paese, con temperature più miti.
L'inverno è più raccolto, ma il paese, con le sue chiese e il museo, resta visitabile. In ogni caso le escursioni nella gola dipendono dalle condizioni del torrente, e le date delle feste vanno verificate ogni anno con il Comune.
Fonti: Ente Parco Nazionale del Pollino — Comunità arbëreshë · Comune di Civita — Cappella di Sant'Antonio · Comune di Civita — La valle del Raganello · Ente Parco Nazionale del Pollino — Infopoint 2026
Come arrivare e muoversi
Civita si trova sul versante ionico del Pollino, nella provincia di Cosenza. Fra i nodi ferroviari indicati dall'Ente Parco per raggiungere l'area protetta, i più vicini a questo versante sono Sibari e Trebisacce, sulla linea ionica; da lì si prosegue con le autolinee locali, che in Calabria sono gestite da Trasporti Nord Calabria. L'aeroporto calabrese di riferimento indicato dal Parco è Lamezia Terme; per chi arriva da nord, il Parco segnala anche gli scali di Napoli e di Bari.
In auto si arriva dall'autostrada A2 del Mediterraneo, che nel territorio del Parco ha uscite fra cui Frascineto e Castrovillari, oppure dalla statale 106 Ionica, collegata alla statale 534 che unisce Sibari a Castrovillari. Le ultime strade che salgono al paese sono quelle di una zona collinare e montana, da percorrere con calma.
Una volta arrivati, Civita si visita a piedi: il centro storico è raccolto, e dal paese si raggiungono anche i belvedere sulla gola e il Ponte del Diavolo. Il Municipio, in piazza Municipio, è il riferimento istituzionale per informazioni sul paese.
Fonti: Ente Parco Nazionale del Pollino — Come raggiungerci · Comune di Civita — Il Municipio
Nei dintorni
Civita è una delle otto comunità arbëreshë che l'Ente Parco elenca all'interno del Pollino. Le più vicine, come Frascineto e San Basile, e poi Lungro, sede dell'Eparchia, permettono di approfondire il rito greco-bizantino e la lingua; a San Paolo Albanese, sul versante lucano, si trova un altro museo della civiltà arbëreshe. Alcuni centri, ricorda il Parco, praticano ancora la tessitura della fibra di ginestra secondo metodi tramandati in famiglia.
Verso la montagna, Morano Calabro offre un centro storico disposto sul colle e un patrimonio francescano, mentre il Pollino vero e proprio, con i Piani e le faggete patrimonio UNESCO, è a portata di una giornata di escursione. Verso sud-est, il Parco segnala il santuario della Madonna delle Armi presso Cerchiara di Calabria, costruito su una parete di roccia, e i siti archeologici di Francavilla Marittima.
Seguendo il Raganello verso la foce si arriva alla piana di Sibari e allo Ionio, e da lì a Corigliano-Rossano, con i suoi centri storici e il Codex Purpureus. È un buon modo per unire, in pochi giorni, montagna, comunità e mare.
Fonti: Ente Parco Nazionale del Pollino — Comunità arbëreshë · Ente Parco Nazionale del Pollino — Origini e storia moderna · Comune di Civita — La valle del Raganello · Ente Parco Nazionale del Pollino — Faggete patrimonio UNESCO
Dove dormire
Nel comune di Civita la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 20 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 12 extralberghiere e 8 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Cultura arbëreshë e paesaggio del Pollino. Visite e attività saranno concordate sul periodo e sul gruppo.
Parliamone insieme






