APULICA / Guide ai sapori
Mormanno: la lenticchia ritrovata e il bocconotto del Pollino
Mormanno è un paese di montagna del Pollino, a circa 900 metri, sul confine tra Calabria e Basilicata. Due prodotti raccontano bene la sua cucina: una lenticchia piccola e dai colori variegati, che si credeva perduta e che è stata recuperata grazie agli agricoltori che l'avevano conservata per sé, e il bocconotto, dolcetto ovale di pasta frolla ripieno di marmellata, iscritto tra i prodotti agroalimentari tradizionali della Calabria. Questa guida racconta la coltivazione e la cucina della lenticchia, la scheda ufficiale del bocconotto, il paese e un itinerario nei borghi del versante calabrese del Pollino.
Una lenticchia piccola e variegata
Slow Food, che ha inserito la lenticchia di Mormanno nell'Arca del Gusto, descrive Mormanno come un piccolo centro agricolo tra Lucania e Calabria, a circa 900 metri di quota nel cuore del Parco nazionale del Pollino. Qui, nel corso dei secoli, si è adattata una varietà di lenticchia piccola e dal colore variegato, che va dal rosa al verde al beige.
Appartiene alla tipologia microsperma, cioè a seme piccolo, di origine mediorientale e asiatica, mentre le lenticchie più grandi derivano dal bacino del Mediterraneo. È un dettaglio che spiega l'aspetto minuto dei semi e la loro varietà di colori nello stesso sacchetto.
La sua storia recente è una storia di recupero. Si credeva perduta; poi, alcuni anni fa, i tecnici dell'Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo della Calabria ne hanno ritrovato piccole quantità presso agricoltori che l'avevano conservata per il consumo di famiglia, e si è deciso di promuoverne di nuovo la coltivazione. L'area di produzione indicata da Slow Food è il comune di Mormanno.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto: Lenticchia di Mormanno
Dai terreni marginali all'aia
Un tempo, spiega Slow Food, le lenticchie occupavano i terreni più marginali, meno fertili e poco profondi, che non servivano a colture più redditizie come grano, orzo, avena, mais e patate. Si seminavano a spaglio, senza cure particolari, se non quella di liberare ogni tanto le piantine dalle erbacce.
Oggi si semina a file, per organizzare meglio la raccolta, ma come allora non si usano trattamenti, concimi o diserbanti chimici. La semina avviene ad aprile, mentre in passato si praticava anche una semina autunnale; il raccolto si fa ad agosto, quando le piantine sono già secche nel campo.
Le piante raccolte vengono separate dalle erbe rimaste, portate sull'aia, riunite in covoni e battute per staccare i semi dai baccelli, un'operazione che un tempo si chiamava pesatura. Le lenticchie passano poi al setaccio per eliminare le parti estranee e vengono ripulite ancora una volta a mano. In passato ogni famiglia di Mormanno ne produceva circa venti chili, in parte conservati per la semina dell'anno successivo.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto: Lenticchia di Mormanno
In cucina: zuppa e passato
La cucina locale, secondo Slow Food, prevede poche ricette semplici: innanzitutto la zuppa con il peperoncino, oppure il passato di lenticchie. La stessa fonte ricorda un'usanza curiosa del passato: le zuppe di lenticchie si mangiavano senza cucchiaio, usando al suo posto le calottine delle cipolle.
Il Parco nazionale del Pollino, nella sua pagina sui sapori, ricorda i prodotti che possono accompagnare una zuppa di legumi di montagna: il peperone di Senise, IGP dal 1996, dalla polpa sottile che si essicca al sole infilato a mano nelle collane e si gusta fresco o fritto in olio d'oliva, e la soppressata, tra i salumi tipici dell'area.
Una lenticchia così piccola cuoce in fretta e conserva la forma. Per sentirne il sapore conviene condirla con poco: un filo d'olio, uno spicchio d'aglio, un peperoncino, e servirla con pane abbrustolito. Un pezzo di peperone crusco sbriciolato sopra, all'ultimo momento, aggiunge una nota croccante che lega la zuppa al resto del Pollino.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto: Lenticchia di Mormanno · Parco nazionale del Pollino — Sapori
I sapori del Pollino intorno alla lenticchia
Il Parco nazionale del Pollino descrive un territorio modellato da secoli di coltivazione, semina, pascolo e trasformazione del latte, delle carni e dei prodotti vegetali. Grazie ai progetti dell'Ente Parco oggi si riconoscono quattro filiere principali: prodotti lattiero-caseari, ortofrutta, salumi e prodotti da forno.
Tra i formaggi il Parco cita il pecorino a pasta dura, il paddaccio, formaggio di pecora e capra non stagionato e non salato delle falde del Pollino, e la ricotta infornata, che in alcuni piccoli caseifici del versante calabrese si cuoce in forno in contenitori di ceramica o terracotta dopo la salatura a secco. Tra gli ortaggi spiccano i fagioli bianchi di Rotonda, la melanzana rossa e il peperone di Senise.
Tra i prodotti da forno il più noto è il pane di Cerchiara di Calabria; tra le paste tradizionali c'è il mischiglio, fatto con una farina di ceci, orzo, semola, fave e avena. Il Parco ricorda anche miele, marmellate, liquori di frutti spontanei e il moscato di Saracena: un paniere che fa da cornice ai piccoli legumi di Mormanno.
Il bocconotto, prodotto tradizionale
Il bocconotto di Mormanno, in dialetto bucchinotto, è descritto dalla scheda identificativa dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Calabria, compilata secondo il decreto regionale 15654 del 2004 e la circolare ministeriale del 1999. Appartiene alla categoria delle paste fresche e dei prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria, e il territorio indicato è il comune di Mormanno.
È un piccolo dolce di forma ovale fatto di una base di pasta frolla e di un ripieno di marmellata. La scheda descrive la preparazione: si impastano gli ingredienti della frolla, con stampi ovali di metallo si dà la forma tipica, si riempie con un cucchiaio e si inforna; per la vendita si usano anche bustine monoporzione termosigillate.
Come prova della tradizione, condizione richiesta per almeno venticinque anni di pratica, la scheda cita la rivista Mormanno del luglio 1955. Italia.it, nella sua guida ai borghi del Pollino, ricorda il bocconotto tra le specialità da assaggiare anche nella vicina Morano Calabro, insieme al pecorino locale e ai salumi piccanti.
Fonti: Regione Calabria — Scheda identificativa PAT: Bocconotto di Mormanno · Italia.it — Morano Calabro, Laino Borgo e Papasidero
Il paese: Santa Maria del Colle e il Faro votivo
Il Comune di Mormanno segnala due luoghi da vedere. La chiesa di Santa Maria del Colle si trova nella piazza principale, piazza Umberto I, ai piedi della collina che ospita la parte più antica del paese.
Nella sua lunga storia si sono sovrapposti tre edifici religiosi: il più antico risalirebbe al XIV secolo, il secondo fu costruito a partire dalla metà del Quattrocento e il terzo nel corso del Settecento, sulle fondamenta del precedente. Tracce del primo e del secondo si vedono ancora nelle cripte, che il Comune descrive come interessanti.
In località Torretta, in un punto panoramico visibile da ogni angolo del paese, si alza il Faro votivo, costruzione rara in Italia per un paese di montagna. È un monumento eretto in onore dei circa ventimila soldati calabresi caduti nella Grande Guerra del 1915-1918, e custodisce cimeli e memorie, tra cui quelle delle undici medaglie d'oro al valor militare. Le modalità di visita vanno verificate presso il Comune; dal faro lo sguardo spazia sulle montagne intorno.
Fonti: Comune di Mormanno — Chiesa di Santa Maria del Colle · Comune di Mormanno — Faro votivo
Il Parco nazionale del Pollino
Mormanno è una buona base per esplorare il versante calabrese del Pollino. Italia.it ricorda che il Parco nazionale, istituito nel 1993, comprende i massicci del Pollino e dell'Orsomarso tra Basilicata e Calabria ed è la più grande area protetta d'Italia. La cima più alta è la Serra Dolcedorme, a 2.267 metri, e il simbolo è il pino loricato.
Dal 2015 il Parco è Geoparco globale UNESCO. Italia.it segnala che qui vive l'albero considerato il più antico d'Europa, un pino di Heldreich, cioè un loricato, che si stima abbia più di 1.200 anni; alcune escursioni brevi e facili permettono di vedere questi alberi senza essere esperti.
Per chi ama camminare, la guida propone un itinerario in quattro tappe lungo il versante calabrese, sui sentieri del CAI, da Sant'Agata d'Esaro fino a Morano Calabro, tra salite in quota e discese. Il paesaggio alterna montagne, boschi e torrenti, e scendendo a valle si entra nei centri storici dove, scrive il Parco, tra botteghe e vecchie osterie il tempo sembra essersi fermato.
Fonti: Italia.it — Parco nazionale del Pollino tra storia, luoghi mistici e borghi · Italia.it — Morano Calabro, Laino Borgo e Papasidero · Parco nazionale del Pollino — Sapori
Morano, Laino e Papasidero
A pochi chilometri da Mormanno, Morano Calabro sorge su una collina a forma di cono a 694 metri ed è tra i Borghi più belli d'Italia, con la Bandiera arancione del Touring Club. Italia.it ricorda il suo apice nel Medioevo e nel Rinascimento, quando i Sanseverino di Bisignano commissionarono opere come il polittico dipinto nel 1477 da Bartolomeo Vivarini; spiccano la chiesa rococò dei Santi Pietro e Paolo e la collegiata di Santa Maria Maddalena, con la cupola rivestita di maioliche verdi e ocra.
Verso il Tirreno, Laino Borgo, a soli 271 metri, è circondato da una vegetazione così fitta da sembrare montagna: nella parte bassa del paese i murales raccontano la vita di un tempo, e il fiume Lao è meta di rafting tra gole e canyon. Sopra il borgo, su uno sperone, c'è Laino Castello, oggi disabitato.
Papasidero, con circa 650 abitanti, è noto per la Grotta del Romito, scoperta nel 1961, uno dei siti preistorici più antichi d'Europa: vi si trovano un Bos primigenius inciso nella pietra e sepolture di un periodo compreso tra 23.000 e 10.000 anni fa.
Quando andare e cosa comprare
Per vedere i campi di lenticchie conviene l'estate, quando ad agosto si raccoglie e si batte sull'aia; la produzione è piccola e familiare, quindi le visite vanno sempre concordate con gli operatori e non sono mai scontate. La primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi più piacevoli per camminare nel Pollino, con temperature miti e boschi colorati.
Le lenticchie secche si conservano a lungo e sono un regalo leggero: le comprerei in paese, chiedendo chi le ha coltivate, perché le quantità sono limitate e non sempre disponibili. Un sacchetto di pochi etti basta per due zuppe e racconta bene la varietà di colori dei semi.
I bocconotti si trovano nei forni e nelle pasticcerie del paese; si trasportano bene se confezionati, ma sono più buoni freschi, magari a fine pranzo con un caffè. Non abbiamo trovato su fonti ufficiali del Comune un evento dedicato alla lenticchia o al bocconotto con date confermate per il 2026, per cui conviene informarsi sul posto. Una giornata può unire Mormanno al mattino e Morano Calabro nel pomeriggio.
Il filo del viaggio
Proposta: una giornata d'agosto tra Mormanno e Morano Calabro. Mattina in paese tra Santa Maria del Colle e il Faro votivo, pranzo con zuppa di lenticchie al peperoncino e bocconotti a fine pasto, pomeriggio a Morano tra la collegiata e il polittico di Vivarini. Visite ai campi da concordare con gli operatori.
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