APULICA / VINI
Gioia del Colle
DOC · Vini · Puglia
In breve
- Le uve vengono da quindici comuni del Barese, fra cui Gioia del Colle, Castellana Grotte, Putignano e Santeramo in Colle, e da Altamura fuori dalla zona del Gravina. (Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP)
- Rosso e rosato uniscono il Primitivo, fra il 50 e il 60%, a Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro o Malvasia nera. (Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP)
- Il Gioia del Colle Primitivo è fatto solo con uve Primitivo e diventa Riserva dopo due anni di invecchiamento. (Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP · Qualigeo — Gioia del Colle DOP)
- La denominazione comprende anche un Aleatico dolce e un Aleatico liquoroso dolce. (Qualigeo — Gioia del Colle DOP)
Storia e origine
La denominazione prende il nome da Gioia del Colle, un borgo di origine bizantina sull'altopiano delle Murge, in provincia di Bari. Il suo monumento più importante è il castello, sorto in epoca bizantina e trasformato dai Normanni e poi da Federico II di Svevia, che oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale con i reperti di Monte Sannace. Attorno al centro antico la campagna è punteggiata da masserie, e fra i luoghi da visitare c'è anche un museo dedicato alla civiltà contadina.
La denominazione di origine Gioia del Colle, oggi iscritta nel registro europeo come DOP, tutela i vini di un'ampia zona del Barese interno, e ha fatto del Primitivo il suo protagonista: la versione Gioia del Colle Primitivo si ottiene soltanto da quest'uva.
Accanto ai vini secchi, il disciplinare custodisce una tradizione di vini dolci da Aleatico, un'uva aromatica che qui si lavora anche nella versione liquorosa.
Fonti: Italia.it — Gioia del Colle · Comune di Gioia del Colle — Castello normanno-svevo · eAmbrosia — Gioia del Colle (PDO-IT-A0549) · Qualigeo — Gioia del Colle DOP · Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP
Zona e metodo di produzione
La zona di produzione comprende per intero quindici comuni della provincia di Bari: Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Grumo Appula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle e Turi. Vi rientra anche Altamura, esclusa la parte del suo territorio che appartiene alla zona del vino Gravina.
Rosso e rosato uniscono il Primitivo, fra il 50 e il 60%, a Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro o Malvasia nera, quest'ultima al massimo per il 10%. Il bianco si basa sul Trebbiano toscano, fra il 50 e il 70%, con altre uve bianche idonee in Puglia. Il Gioia del Colle Primitivo usa solo uve Primitivo e diventa Riserva dopo due anni di invecchiamento, contati dal 1° novembre dell'anno della vendemmia.
L'Aleatico richiede almeno l'85% di quest'uva, con Negroamaro, Malvasia nera o Primitivo per il resto. Si fa dolce e liquoroso dolce, cioè con l'aggiunta di alcol al vino o al mosto, e non può essere messo in commercio prima del 1° marzo dell'anno dopo la vendemmia; diventa Riserva dopo almeno due anni, uno dei quali in botti di legno.
Fonti: Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP · Qualigeo — Gioia del Colle DOP
Come si riconosce
Il Gioia del Colle Primitivo ha un colore rosso che tende al violaceo e, con l'invecchiamento, all'arancione. Il profumo è leggero e caratteristico; il sapore è pieno e armonico, sempre più vellutato con il tempo, e talvolta leggermente amabile, con un residuo zuccherino che il disciplinare limita a 10 grammi per litro.
Il rosso è un rubino intenso che volge al granato: profumi di susine, mirtilli ed erbe aromatiche si fondono con spezie dolci, e in bocca è morbido e compatto, con un tannino ben integrato. Il rosato ha un rubino delicato, un profumo lievemente vinoso e fruttato da giovane, e un sapore asciutto e fresco. Il bianco, giallo paglierino, offre note di frutta, gelsomino e origano, con una vena acida vivace e sapidità.
L'Aleatico dolce è rosso granato con riflessi violacei, che con gli anni tendono all'arancione; ha un aroma delicato e un sapore pieno, moderatamente dolce e vellutato. Il liquoroso dolce è più caldo e più dolce.
Fonti: Qualigeo — Gioia del Colle DOP · Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP
Dove assaggiarlo
La zona del Gioia del Colle attraversa alcuni dei centri più conosciuti della Puglia centrale: Gioia del Colle stessa, Castellana Grotte, Putignano, Noci, Conversano, Santeramo in Colle e Altamura. Un itinerario fra questi paesi permette di assaggiare il vino nei luoghi in cui nasce, attraverso una campagna di vigneti e masserie.
A Gioia del Colle la visita parte dal castello normanno-svevo, nel cuore del centro antico, e prosegue fra la chiesa dell'Annunziata, il Museo della Civiltà Contadina e i resti di archeologia industriale come le antiche distillerie e i mulini, testimoni di una lunga storia agricola. Poco fuori dal centro si trova l'area archeologica di Monte Sannace, da cui provengono i reperti esposti nel museo del castello.
Fra i luoghi del territorio il portale nazionale segnala anche alcune grotte carsiche e le masserie rurali: il vino si accompagna così alla scoperta di un paesaggio agricolo da visitare con calma.
Fonti: Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP · Italia.it — Gioia del Colle · Comune di Gioia del Colle — Castello normanno-svevo
Tutela
- Denominazione di origine controllata (DOC) — PDO-IT-A0549 (eAmbrosia — Gioia del Colle (PDO-IT-A0549) · Regione Puglia — Produzioni di qualità, Gioia del Colle DOP)
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
Dove

Gioia del Colle
Gioia del Colle: castello e memoria rurale.
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