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Trabucchi del Gargano: pescare senza andare per mare

I trabucchi sono grandi macchine da pesca di legno ancorate alla roccia: una piattaforma sospesa sul mare, lunghe antenne che reggono una rete e un argano che la solleva in pochi istanti. Sul Gargano si concentrano tra Peschici e Vieste, dove il Parco nazionale li censisce uno per uno. Sono un pezzo di paesaggio, un mestiere e, in alcuni casi, un luogo dove assaggiare pesce appena pescato. Dal 2015 una legge regionale li riconosce come beni identitari da recuperare. Questa guida racconta che cosa dicono le fonti ufficiali e come avvicinarli con rispetto.

Una catapulta di legno sul mare

La scheda del Parco nazionale del Gargano sul trabucco di San Francesco, a Vieste, descrive la struttura nel dettaglio. È costruita in legno di pino d'Aleppo, con pali conficcati nella roccia. Il cuore è la tavolata, una piattaforma su cui sorge il casotto, dove il pescatore si apposta dal primo mattino. Dal casotto partono quattro lunghe antenne da cui scendono i canapi legati agli angoli della rete, il trabocchetto, adagiata sul fondo dove convergono le correnti. Al centro c'è un argano: facendolo ruotare rapidamente, le corde si avvolgono e la rete risale in pochi istanti con il pescato. Il nome, spiega la scheda, richiama proprio il meccanismo di una catapulta. Il Parco definisce il trabucco il più antico strumento di lavoro ancora in uso tra i pescatori delle coste di Peschici, Vieste e Pugnochiuso.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Trabucco di San Francesco

Origini: tra ipotesi e documenti

Sull'età dei trabucchi le fonti ufficiali sono prudenti. La scheda del Parco nazionale del Gargano ricorda che alcuni storici locali ne fanno risalire l'uso addirittura ai Fenici, ma lo riporta come opinione, non come dato accertato. Più concreta è l'età delle strutture che si vedono oggi: il trabucco di San Francesco, a Vieste, è considerato tra i più antichi del suo genere, con oltre un secolo di vita.

Il Parco insiste piuttosto sul valore che i trabucchi hanno per le comunità della costa. Nei comunicati sui lavori di Peschici li descrive come un aspetto fortemente identitario della cultura peschereccia, da sottrarre all'incuria e al degrado, e ricorda che il recupero dei trabucchi storici di Peschici, Vieste e Rodi Garganico rientra in un protocollo d'intesa con la Regione Puglia.

La memoria passa anche dalle persone. Secondo il Parco le visite guidate organizzate con le associazioni locali di trabucchisti e trabuccolanti, che raccontano la storia di queste macchine semplici e insieme complesse, hanno richiamato molti visitatori; a Peschici, precisa il comunicato congiunto con il Comune, i sette trabucchi sono di proprietà privata, a differenza di quelli comunali di Vieste.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Trabucco di San Francesco · Parco nazionale del Gargano — Trabucchi storici, comunicato congiunto con il Comune di Peschici (2023) · Parco nazionale del Gargano — Trabucchi storici di Peschici: messa in sicurezza e ripristino (2023)

Quattordici trabucchi da Peschici a Vieste

Il Parco nazionale del Gargano elenca nella sua mappa quattordici trabucchi. A Peschici: Monte Pucci, Calalunga, circa quattro chilometri a est del paese, San Nicola, Punta Usmai, Manaccora e Forcichella. A Vieste: Tufara o Puzzacchie, sul promontorio di Porticello, San Lorenzo lungo la litoranea da Peschici, Isola la Chianca presso la spiaggia di Scialmarino, Molinella, San Francesco, Punta Lunga tra le spiagge di Braico e Punta Lunga, Punta la Testa, il più orientale del Gargano, e il trabucco del Porto. Le schede aggiungono il contesto: il trabucco di San Lorenzo, ancora funzionante ma non più in attività, sta sul promontorio dove sorgono una chiesa rupestre databile tra X e XII secolo e l'ex convento dei Cappuccini del Seicento; quello di Manaccora guarda verso Peschici, su un promontorio con tracce dell'età del bronzo.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Trabucchi · Parco nazionale del Gargano — Trabucco S. Lorenzo · Parco nazionale del Gargano — Trabucco di Manaccora

Una legge regionale e un piano di recupero

Un avviso pubblico del Parco, dell'agosto 2025, ricostruisce il quadro normativo. La legge regionale n. 2 del 27 gennaio 2015 detta norme per la conoscenza, la valorizzazione e il recupero dei trabucchi, riconosciuti come beni patrimoniali di grande valore identitario e paesaggistico; i trabucchi sono inoltre tra gli immobili tutelati dal Codice dei beni culturali. Con una delibera del 21 dicembre 2016 la Regione e il Parco hanno firmato un protocollo per recuperare i trabucchi storici di Peschici, Vieste e Rodi Garganico, con risorse complessive per 870 mila euro. A Rodi e Vieste, dove i trabucchi sono in concessione pubblica, i lavori risultano già completati. A Peschici, dove i sette trabucchi interessati sono di proprietà privata, il Comune e l'associazione dei trabucchisti hanno firmato un'intesa su fruizione pubblica e sicurezza; nel 2023 il Parco ha affidato la progettazione, e nel 2025 ha avviato la procedura per i lavori.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Avviso per i lavori sui trabucchi di Peschici (2025, PDF) · Parco nazionale del Gargano — Trabucchi storici, comunicato congiunto con il Comune di Peschici (2023) · Parco nazionale del Gargano — Trabucchi storici di Peschici: messa in sicurezza e ripristino (2023)

Dalla rete alla tavola: che cosa si può fare oggi

Le schede del Parco descrivono usi diversi. Il trabucco di San Francesco, accanto al convento di Vieste, è gestito dal WWF: d'estate viene spesso messo in funzione per mostrare ai visitatori come lavora, in alcune occasioni si può assaggiare il pesce appena pescato e un'illuminazione permette visite anche la sera. Il trabucco di Manaccora, a Peschici, è indicato tra quelli ancora in attività e d'estate funziona come ristorante, dove si mangia pesce appena pescato. Altri, come San Lorenzo, sono in buono stato ma non più usati per la pesca. Nel comunicato del 2023 il Presidente del Parco spiega l'obiettivo di valorizzarli come sistema, dentro percorsi di mobilità lenta lungo la costa, e ricorda che i trabucchi sono stati candidati al riconoscimento UNESCO.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Trabucco di San Francesco · Parco nazionale del Gargano — Trabucco di Manaccora · Parco nazionale del Gargano — Trabucco S. Lorenzo · Parco nazionale del Gargano — Trabucchi storici di Peschici: messa in sicurezza e ripristino (2023)

La costa: Vieste, Peschici, Rodi

La guida di Italia.it al Gargano mette i trabucchi, antiche installazioni da pesca con lunghi bracci di legno che sostengono una rete, accanto alle torri costiere cinquecentesche costruite contro pirati e corsari. Vieste, sulla punta orientale dello sperone, è il centro turistico principale: due lunghe spiagge di sabbia chiara, un borgo di scale, vicoli e archi sul promontorio, la cattedrale romanico-pugliese e il castello, e il monolite di Pizzomunno, alto circa venticinque metri; fu sede vescovile dal 918 al 1817. Peschici è arroccata su una rupe a strapiombo sul mare, dentro le antiche mura, con case a cupola. Rodi Garganico, capitale pugliese degli agrumi, guarda verso le Isole Tremiti. Nell'interno, la Foresta Umbra è il cuore verde del Parco.

Fonti: Italia.it — Gargano

Cucina di mare: che cosa chiedere

Sulle fonti ufficiali consultate non abbiamo trovato schede dedicate ai piatti di mare del Gargano, per cui qui diamo solo consigli di metodo. Al trabucco o nei ristoranti della costa chiederei sempre che cosa è stato pescato quel giorno e lascerei decidere la cucina: il pesce di passo catturato con la rete cambia con la stagione e le correnti, ed è il senso stesso del trabucco. Preferirei preparazioni semplici, alla griglia, all'acqua pazza o in zuppa, che non coprano il sapore; un piatto di pasta con il pesce del giorno racconta la costa meglio di un menu lungo. Con il pesce sceglierei un bianco o un rosato pugliese servito fresco. Chi viaggia fuori stagione troverà molti trabucchi fermi: in quel caso il valore della visita è il paesaggio e la macchina in sé.

Visitare con rispetto

Molti trabucchi sono proprietà o concessioni private e sono strutture delicate, esposte a vento e mareggiate: non salirei mai su una piattaforma senza l'invito di chi la gestisce, e non mi avvicinerei agli argani in funzione. La vista migliore si ha spesso dalla costa, all'alba o al tramonto, quando la sagoma delle antenne si stacca sul mare. Per una dimostrazione di pesca o un pasto su un trabucco conviene informarsi in anticipo su orari, disponibilità e condizioni del mare, e prenotare: d'estate i posti sono pochi. Come ricordo, più del cibo, vale una fotografia della rete che risale. Se si prosegue verso nord lungo l'Adriatico, i trabocchi che danno il nome a un tratto della costa abruzzese permettono di proseguire il viaggio sullo stesso tema.

Il filo del viaggio

Proposta: una giornata sulla costa tra Peschici e Vieste, dalla rupe di Peschici al trabucco di Manaccora, poi lungo la litoranea fino a San Lorenzo e al trabucco di San Francesco accanto al convento, con il tramonto su Pizzomunno; dimostrazioni di pesca e pasti su un trabucco sono da concordare con gli operatori e dipendono da stagione e mare.

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