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Portatori di ’ndocce durante la ’Ndocciata di Agnone

Molise / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Agnone, il paese delle campane

A 840 metri di quota, Agnone è legata da circa mille anni alla fonderia di campane dei Marinelli, la «fonderia del Papa». Un paese di botteghe, chiese e tradizioni, dove l’artigianato si guarda da vicino.

Portatori di ’ndocce durante la ’Ndocciata di Agnone · Foto: Gianfranco Vitolo / Wikimedia Commons — CC BY-SA 2.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Agnone è una cittadina dell’Alto Molise, in provincia di Isernia, posata a circa 840 metri su una collina che domina la valle del fiume Verrino. Dai belvedere del centro lo sguardo scende su campi coltivati, boschi e case sparse, e ogni terrazza mostra un versante diverso della montagna. Il portale turistico cittadino ricorda che nel 2002 il Touring Club Italiano le ha assegnato la Bandiera Arancione.

Il motivo più noto per arrivarci è il suono: qui lavora da circa mille anni la Pontificia Fonderia Marinelli, che dal 1924 può usare lo stemma papale. Ma Agnone non si esaurisce nelle campane. È stata per secoli una città di artigiani, con botteghe di ramai, fabbri, calzolai e orafi, e alcune di quelle attività sono ancora vive. Nel centro storico si contano numerose chiese, palazzi con portali in pietra e tre delle antiche porte medievali.

È una meta che premia chi si ferma almeno una notte: una mattina tra fonderia e museo, un pomeriggio nei vicoli, una sera a tavola con formaggi e piatti di montagna. Il soprannome di «Atene del Sannio», che la tradizione locale le attribuisce, dice bene il peso culturale che questo paese ha avuto per tutta la zona.

Fonti: Italia.it — Agnone · Visit Agnone (portale turistico collegato dal Comune di Agnone) — La città di Agnone

Storia

Le radici di Agnone sono sannitiche, e la memoria più celebre di quell’epoca è la Tavola Osca, una lamina di bronzo in lingua osca datata al 330 a.C.: l’originale è conservato al British Museum di Londra. Intorno all’anno Mille, secondo la storia locale, si stabilì in paese una colonia di veneziani al seguito di Landolfo Borrello, già al servizio del doge Pietro Orseolo II. Il loro arrivo ampliò mestieri e commerci, e il quartiere che porta il loro nome conserva ancora l’impianto di quel tempo.

La lavorazione dei metalli è il filo che tiene insieme la storia cittadina. I Marinelli fanno risalire la loro arte a prima del 1339, anno in cui Nicodemo Marinelli firmò una campana; altre fonti collocano l’origine della fonderia nel Quattrocento. Nel 1924 Pio XI concesse l’uso dello stemma papale, da cui il nome di «fonderia del Papa».

Accanto al bronzo c’era il rame. Gli Statuti della Terra di Agnone del 1456 fissavano regole severe per chi lo lavorava, e nel Catasto onciario del 1753 oltre centocinquanta famiglie risultano impegnate in quest’arte, la più diffusa del paese. I calderai agnonesi giravano le regioni vicine con le loro officine ambulanti. Il 21 ottobre 1860 la piazza principale, allora detta del Tomolo, cambiò nome in Piazza Plebiscito dopo il voto per l’Unità d’Italia.

Fonti: Visit Agnone — Il quartiere Veneziano · Visit Agnone — La Pontificia Fonderia Marinelli · Visit Agnone — Il museo del rame «Francesco Gerbasi» · Italia.it — Agnone · Visit Agnone — Una piazza racconta: Piazza Plebiscito

Cosa vedere

La prima tappa è il Museo storico della campana «Giovanni Paolo II», accanto alla Pontificia Fonderia Marinelli. Espone campane di epoche diverse, documenti e manoscritti, fra cui il «De Tintinnabulis» del 1664, considerato il testo di riferimento dei fonditori, e ricorda la visita di Giovanni Paolo II, che nel 1995 benedisse alcune campane. La visita prosegue nella fonderia, dove si seguono le fasi del lavoro, dal disegno alla fusione fino al collaudo, tra forni, cataste di legna e le fosse scavate nel pavimento per le campane più grandi.

Nel centro storico tutte le strade convergono su Piazza Plebiscito, con la fontana in marmo di Carrara del 1882 sorvegliata da quattro draghi in ghisa e il cinquecentesco Palazzo del Governatore. Sant’Emidio, fondata nel Trecento, ha un sontuoso portale gotico in pietra bianca sormontato da un grande rosone e custodisce un Cenacolo di statue a grandezza naturale. Sant’Antonio Abate porta scolpita sul portale la data 1118, conserva un Giudizio Universale firmato da Francesco Palumbo nel 1793 e ha un campanile settecentesco tra i più eleganti del paese.

Vale la pena perdersi nel quartiere Veneziano, leggendo le chiavi di volta scolpite sopra le porte fino al belvedere della Ripa, e chiudere con il Museo del rame «Francesco Gerbasi», che ricostruisce tutte le fasi della lavorazione del metallo.

Fonti: Italia.it — Museo delle Campane Marinelli · Visit Agnone — La Pontificia Fonderia Marinelli · Visit Agnone — Una piazza racconta: Piazza Plebiscito · Visit Agnone — Chiesa di Sant’Emidio · Visit Agnone — Chiesa di Sant’Antonio Abate · Visit Agnone — Il quartiere Veneziano · Comune di Agnone — Museo Storico del Rame Francesco Gerbasi

Sapori

Agnone è soprattutto una terra di formaggi. Il Caciocavallo di Agnone si fa con latte vaccino, si fila a mano nella classica forma a pera e si lega in coppia per la testa; dopo un mese di asciugatura appeso alle pertiche comincia una stagionatura che va da tre mesi fino a un anno. Accanto a lui compaiono scamorza, treccia e la stracciata, pasta filata ridotta a mano in strisce. Diversi caseifici del paese organizzano, su prenotazione, visite ai laboratori e alle cantine di stagionatura.

In tavola arrivano le sagne a pezzi con il sugo d’agnello, le fettuccine ai funghi porcini e, nel periodo di Natale, la zuppa alla Santè: brodo di gallina, pane raffermo fritto o abbrustolito, polpettine di carne e di formaggio. È un piatto che racconta bene la cucina dell’Alto Molise, sostanziosa e legata alle stagioni fredde.

La tradizione dolciaria è altrettanto forte: le ostie ripiene di miele, noci, mandorle e cioccolato, i confetti ricci, i mostaccioli, le pizzelle e la campana di cioccolato, omaggio al simbolo del paese. Più in generale, il Molise offre il Tartufo bianco del Molise, l’olio extravergine Molise DOP e il vino Tintilia del Molise, che accompagnano bene una cena agnonese.

Fonti: Italia.it — Agnone · Italia.it — Molise, prodotti e piatti tipici · Visit Agnone — Il Caciocavallo di Agnone · Visit Agnone (portale turistico collegato dal Comune di Agnone) — La città di Agnone

Cosa fare

Per leggere il centro storico con calma c’è un servizio di visite guidate affidato a operatori dell’accoglienza turistica, con informazioni presso la Pro Loco. In fonderia la visita può concludersi con un concerto di campane suonato nel grande laboratorio, ed è il momento che resta più impresso.

Il torrente Verrino nasce nel territorio di Capracotta e, nel suo primo tratto, salta su dirupi formando cascate suggestive; le sue acque muovevano un tempo mulini e ramiere. Lungo le sponde si incontrano ancora il Mulino Scatozza e un’antica ramiera dove l’acqua azionava magli e macine, mete di escursioni facili tra ontani e salici. Chi ama i boschi trova a breve distanza la Riserva della biosfera MAB Collemeluccio-Montedimezzo, con abetine di abete bianco, faggete, una rete di sentieri, il Sentiero del Faione dedicato a un faggio secolare e un centro visitatori a Montedimezzo.

La sera si può salire all’Osservatorio astronomico «Leopoldo Del Re», a circa 1.350 metri tra San Pietro Avellana e Capracotta: la Provincia di Isernia organizza su prenotazione l’osservazione dalla cupola e le visite al planetario. Chi preferisce il gusto può prenotare una visita in una dolciaria o in un caseificio.

Fonti: Visit Agnone — Servizio di guida turistica per il centro storico · Visit Agnone — La Pontificia Fonderia Marinelli · Visit Agnone — Il torrente Verrino e le antiche fonderie del rame · Visit Agnone — Riserva MAB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise · Visit Agnone — Osservatorio astronomico «Leopoldo Del Re» · Visit Agnone (portale turistico collegato dal Comune di Agnone) — La città di Agnone

Quando andare

Agnone si visita tutto l’anno, e ogni stagione ha un suo carattere. L’inverno appenninico è freddo, ma è il periodo in cui il paese esprime le tradizioni più sentite. Il Natale agnonese comincia presto, il 21 novembre, festa della Madonna delle Grazie, quando nella chiesa di San Pietro risuona la Pastorale agnonese del maestro Filippo Gamberale. Secondo la tradizione locale furono i ramai, che proprio in quei giorni partivano per l’ultimo lungo giro di vendita dell’anno, a chiedere al parroco di anticipare il canto natalizio.

A dicembre si svolge la ’Ndocciata, la manifestazione più nota del paese, che ha ricevuto dal Ministro del Turismo il riconoscimento di «Patrimonio d’Italia per la Tradizione». È anche la stagione della zuppa alla Santè e delle ostie ripiene, preparate soprattutto in periodo natalizio.

L’estate porta un calendario di eventi all’aperto: nel 2026 il programma estivo del paese ha riunito concerti, spettacoli e serate dedicate all’enogastronomia. Primavera e autunno, con i boschi che cambiano colore, sono i momenti più adatti per unire la visita del centro a camminate lungo il Verrino e nelle riserve vicine.

Fonti: Visit Agnone — Chiesa di San Pietro Apostolo e il Natale agnonese · Italia.it — Agnone · Visit Agnone — Eventi · Visit Agnone (portale turistico collegato dal Comune di Agnone) — La città di Agnone

Come arrivare e muoversi

La stazione ferroviaria di riferimento è Isernia, a circa 42 chilometri, sulla linea Roma-Campobasso e con collegamenti diretti verso Roma e Napoli. Il Molise non ha aeroporti propri: gli scali più vicini indicati dalla Regione sono Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli, Pescara e Foggia, collegati alla regione via terra.

Il trasporto pubblico su gomma è affidato alle autolinee regionali: la Regione indica collegamenti in pullman da Roma Tiburtina, da Napoli e dalla stazione di Pescara, e il portale turistico di Agnone segnala le aziende ATM e SATI per destinazioni e orari, da verificare prima di partire. Il viaggio in autobus è anche un modo per osservare con calma il paesaggio dell’entroterra.

In auto, da Roma e da Napoli si percorre l’autostrada A1 fino a San Vittore o Caianello, poi si prosegue per Venafro, Isernia e Agnone. Da Pescara e da Bari si usa la A14 con uscita Vasto Sud, verso Isernia e Agnone, oppure, da nord, l’uscita Val di Sangro in direzione Villa Santa Maria. Il centro storico si gira a piedi; per le cascate del Verrino, le riserve e l’osservatorio serve un mezzo proprio o un’escursione organizzata.

Fonti: Visit Agnone — Ufficio turistico e come raggiungerci · Regione Molise, Assessorato al turismo (visitmolise.eu) — Come arrivare in Molise · Italia.it — Tour in Molise in autobus

Dove fermarsi

Il portale turistico cittadino descrive un’offerta ricettiva ampia per un centro di queste dimensioni: fra hotel, bed and breakfast e case vacanza Agnone può ospitare oltre quattrocento persone. Molte strutture occupano palazzi antichi, case di famiglia nel borgo o vecchi casali ristrutturati, alcune affacciate sui vicoli del centro storico, altre sulle vallate e sui boschi che circondano il paese.

Nelle campagne dell’agro agnonese si trovano agriturismi dove la cucina segue le ricette di casa e i prodotti del territorio, e in paese e nella periferia una quindicina di ristoranti propone piatti tipici e ricette più moderne a base di prodotti locali.

Dormire nel centro storico permette di vivere il paese nelle ore più quiete, la sera e al mattino presto; scegliere un casale o un agriturismo è più adatto a chi vuole dedicare le giornate a boschi, riserve e fiumi. Per le date delle feste invernali conviene muoversi con anticipo. Le informazioni aggiornate sulle strutture si chiedono all’ufficio turistico del paese.

Fonti: Visit Agnone (portale turistico collegato dal Comune di Agnone) — La città di Agnone · Visit Agnone — Ufficio turistico e come raggiungerci

Nei dintorni

La gita più naturale da Agnone porta al Santuario italico di Pietrabbondante, sul Monte Saraceno a circa mille metri sopra la valle del Trigno: i Sanniti vi costruirono un grande complesso religioso e politico, con una cavea simile a un teatro e due templi. Il paese e il santuario si combinano bene in una stessa giornata.

A pochi chilometri, Capracotta è il paese della pezzata di pecora, piatto legato alla transumanza, della zuppa di lenticchie con patate e cicoria e di un territorio ricco di tartufo bianco e castagne. Più in alto, Pescopennataro, a circa 1.200 metri, è conosciuto come il paese degli abeti e della pietra e guarda tutta la valle del Sangro; nei dintorni il Bosco degli Abeti Soprani, con abeti bianchi e faggi, nasconde l’eremo di San Luca.

La Riserva MAB Collemeluccio-Montedimezzo si estende nei comuni di Pescolanciano e Vastogirardi e offre sentieri e un centro visitatori. Chi ha un giorno in più può raggiungere Frosolone, borgo d’altura dal centro storico medievale ben conservato, e completare così un itinerario dell’Alto Molise tra artigianato, archeologia e boschi.

Fonti: Italia.it — Santuario italico di Pietrabbondante · Italia.it — Molise, prodotti e piatti tipici · Italia.it — Tour in Molise in autobus · Visit Agnone — Riserva MAB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise

Informazioni turistiche sul posto

Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.

Dove dormire

Nel comune di Agnone la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 27 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 5 extralberghiere e 22 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Una giornata tra museo della campana, centro storico e botteghe artigiane, abbinabile al santuario di Pietrabbondante. Visite da concordare con gli operatori.

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