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Il «cupeto» di Ospedaletto: torrone, castagne del prete e la strada per Montevergine

Ospedaletto d’Alpinolo, a 725 metri sulle pendici del Partenio e a pochi chilometri da Avellino, è nato per accogliere i pellegrini diretti al Santuario di Montevergine. Da questo legame sono venute anche le sue specialità: il torrone, che in dialetto si chiama «cupeto», e le castagne del prete, entrambi riconosciuti dalla Regione Campania come prodotti agroalimentari tradizionali. Questa guida racconta la storia del borgo, le due versioni del torrone, il calendario delle feste e il modo migliore per unire un assaggio dolce al cammino o alla funicolare verso il santuario.

Un paese nato per i pellegrini

Il Comune di Ospedaletto racconta che il paese conosce con precisione la propria data di nascita, gennaio 1178, grazie a un documento originale, e che la sua storia ha sempre seguito quella del Santuario di Montevergine. Il primo nucleo, dipendente dall’abbazia, si chiamava «Casale delle Fontanelle»; trasferito presso la chiesa di Santa Maria del Preposito, ne prese il nome. Il nome attuale viene invece dall’Ospedale di San Tommaso, gestito dai frati, come attesta un documento del novembre 1184, dove i pellegrini riposavano prima di salire al santuario e dove fu ospite anche Federico II. Il portale Sistema Irpinia della Provincia aggiunge che un atto notarile del 1463 cita il «Casale di Ospedaletto», che nel 1806, con l’abolizione della feudalità, il paese entrò nel Principato Ultra e che dal 1861 porta la specificazione «d’Alpinolo».

Fonti: Comune di Ospedaletto d'Alpinolo — Storia · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Ospedaletto d'Alpinolo

Il cupeto: due ricette

Il torrone di Ospedaletto d’Alpinolo, scrive Sistema Irpinia, è diffuso nel paese già dalla fine dell’Ottocento ed è conosciuto con il nome dialettale di «cupeto». Esiste in due varianti. La prima è quella classica, a base di miele, albume e nocciole oppure mandorle tostate: un impasto che lega la frutta secca dei boschi del Partenio alla dolcezza del miele. La seconda è farcita con il pan di Spagna, una versione più morbida e da pasticceria. Il portale cita accanto al torrone anche cioccolata e altri dolci con noci, nocciole e frutta secca, segno di una specializzazione dolciaria che va oltre il singolo prodotto. Il Comune ricorda che oggi la principale fonte di lavoro del paese sono proprio le antiche industrie del torrone e la trasformazione di prodotti agricoli e forestali come nocciole e castagne.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Ospedaletto d'Alpinolo · Comune di Ospedaletto d'Alpinolo — Storia

Natale, pellegrini e glassa di cioccolato

La scheda della Regione Campania dedicata al torrone di Ospedaletto d’Alpinolo aggiunge alcuni dettagli che le altre fonti non riportano. A Ospedaletto è antica tradizione offrire durante le feste natalizie il torrone prodotto in paese, che prende il nome dal comune stesso; la tradizione vuole anche che venga consumato durante i pellegrinaggi al vicino Santuario di Montevergine, un legame che spiega perché il dolce sia così diffuso lungo la strada dei devoti. La produzione segue antiche regole e prevede due categorie: quella classica, con miele, albume, nocciole o mandorle tostate, e quella farcita con il pan di Spagna. In entrambe le ricette, precisa la Regione, è prevista una copertura di glassa al cioccolato, e nell’impasto possono entrare altri ingredienti come la frutta secca o le castagne in pasta, a ricordare che qui torrone e castagne sono due facce della stessa economia del bosco.

Fonti: Regione Campania — Prodotto tradizionale: torrone di Ospedaletto d'Alpinolo

Un prodotto tradizionale riconosciuto

Il torrone di Ospedaletto d’Alpinolo compare nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Campania, nella sezione delle paste fresche e dei prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria. Nella stessa lista figurano altri torroni campani, come il torrone di Benevento, il torrone croccantino di San Marco dei Cavoti, il torrone di Dentecane e il torrone di castagna: un elenco che aiuta a capire quanto questo dolce sia radicato nelle aree interne tra Irpinia e Sannio. Non si tratta di una DOP o di una IGP: la Regione spiega che con il decreto ministeriale 350 del 1999 il Ministero, insieme alle Regioni, ha creato gli strumenti per salvaguardare questi alimenti conservandone le metodiche tradizionali di produzione, garantendo al tempo stesso igiene e sicurezza. Anche la castagna del prete del paese è iscritta tra i prodotti tradizionali, come ricorda Sistema Irpinia.

Fonti: Regione Campania — Prodotti agroalimentari tradizionali: paste fresche, panetteria, pasticceria e confetteria · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Ospedaletto d'Alpinolo · Regione Campania — Prodotti agroalimentari tradizionali

Un elogio del 1924 e il commercio d’inverno

Il Comune riporta un articolo del 1924 che parla di un’industria fiorente di castagne e nocciole e afferma che il «cupeto di Ospedaletto», pur non essendo avvolto nella stagnola e chiuso in astucci eleganti come il torrone della ditta Sifo e delle altre case beneventane, non era ritenuto per nulla inferiore dai buongustai. Lo stesso articolo descrive un paese operoso che d’estate viveva dei visitatori diretti al santuario, con botteghe ricche di specialità, bancarelle, musiche e luminarie. D’inverno, quando il pellegrinaggio si diradava, buona parte degli abitanti partiva quasi come un popolo nomade per vendere i propri prodotti nei paesi della regione. Il Comune osserva che la presentazione «primitiva» di allora è ormai superata e annuncia l’allestimento di un museo della civiltà contadina dedicato in particolare alla lavorazione del torrone e delle castagne.

Fonti: Comune di Ospedaletto d'Alpinolo — Storia

Le castagne del prete

L’altra specialità del paese sono le castagne del prete, in dialetto «castagne ro’ prevete». Il Comune spiega che il nome deriverebbe dal fatto che un tempo a produrle erano i monaci, e riporta una leggenda: un prete ricevette in dono molte castagne, le caricò sul mulo e l’animale inciampò in un fiume rovesciandole in acqua; deriso dal villaggio, il prete le mise in forno ad asciugare, inventando la ricetta. La leggenda spiega il procedimento reale. Le castagne appena raccolte sono umide, quindi si essiccano nei «gratai», strutture riscaldate di continuo per circa dieci giorni; poi si tostano in forni molto caldi per dare sapore intenso; infine, diventate secche e stoppose, si immergono in acqua fino a tornare morbide senza perdere la dolcezza. Alla festa d’ottobre si trovano anche zuppe di fagioli, castagne e porcini e dolci di castagne.

Fonti: Comune di Ospedaletto d'Alpinolo — Eventi · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Ospedaletto d'Alpinolo

Il calendario del paese e la Juta

Sistema Irpinia elenca le feste principali di Ospedaletto: la Fiera del Torrone, dedicata alla promozione del prodotto tradizionale; la Festa della Castagna del Prete in ottobre, con spettacoli teatrali e musicali; la Sagra della Fragola a giugno; la festa dei patroni Santi Filippo e Giacomo a maggio e quella di San Rocco ad agosto. L’ultima Festa della Castagna del Prete che abbiamo potuto verificare si è tenuta nel centro storico il 4 e 5 ottobre 2025; per il 2026 non abbiamo trovato date pubblicate. L’appuntamento più sentito è la Juta a Montevergine, rievocazione del pellegrinaggio al santuario: secondo il portale chiude il ciclo dei pellegrinaggi alle «Sette Madonne» della Campania e apre l’attesa della Candelora di febbraio, con canti, danze, tammorre e paranze. Nel 2026, con il titolo «Juta a Montevergine – Devotio», si è svolta dal 10 al 12 settembre, con il corteo di traini e calessi l’11 e la processione del festone il 12.

Fonti: Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Ospedaletto d'Alpinolo · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Festa della Castagna del Prete 2025 · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — La Juta a Montevergine (2022) · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Juta a Montevergine – Devotio (2026)

Verso Montevergine: sentiero o funicolare

Il Comune ricorda che l’antico percorso pedonale per il santuario parte proprio dal centro di Ospedaletto. Sistema Irpinia descrive lungo questo cammino, il sentiero CAI 201, la Sedia della Madonna, detta anche Cappella Misura: un poggio di pietra a forma di sedia dove, secondo la leggenda, la Vergine si sarebbe riposata con il Bambino durante la salita, protetto da una copertura di legno. A metà percorso c’è la Cappella dello Scalzatoio, dove alcuni pellegrini ancora oggi si tolgono le scarpe per proseguire scalzi. In paese, in Piazza Partenio, il Monumento al Pellegrino raffigura cinque viandanti di età diverse diretti al santuario. Chi preferisce non camminare può salire con la funicolare da Mercogliano gestita da AIR Campania: circa sette minuti per un percorso di 1.669 metri, su una delle funicolari più ripide d’Europa.

Fonti: Comune di Ospedaletto d'Alpinolo — Storia · Provincia di Avellino, Sistema Irpinia — Sedia della Madonna · AIR Campania — Funicolare Mercogliano-Montevergine

Come assaggiarlo e portarlo a casa

Il modo più chiaro per capire il cupeto è assaggiare le due versioni una accanto all’altra: la classica, dove contano la qualità del miele e la tostatura della frutta secca, e quella con il pan di Spagna, più morbida. Nella classica cercherei il profumo della nocciola e una croccantezza che non diventi durezza. Lo abbinerei a un caffè o a un passito campano, oppure semplicemente a un bicchiere d’acqua dopo la camminata. Il torrone viaggia bene ed è uno dei souvenir più facili da portare: conviene tenerlo lontano dal caldo e dall’umidità, ben chiuso. Le castagne del prete si gustano anche così, come snack, oppure ammorbidite in acqua o latte caldo. Le visite a un laboratorio artigiano, per vedere la cottura dell’impasto, vanno concordate con gli operatori.

Il filo del viaggio

Proposta: mezza giornata a Ospedaletto d’Alpinolo tra la Fontana del Tritone, il Monumento al Pellegrino e un assaggio comparato delle due versioni del cupeto; poi la salita a Montevergine, a piedi sul sentiero CAI 201 per chi è allenato o con la funicolare da Mercogliano, e rientro ad Avellino. In ottobre la giornata si arricchisce con la festa delle castagne del prete.

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