Perché andare
Brindisi è una città che si capisce dal mare. Il porto, profondo e riparato, ne ha fatto per secoli un punto di partenza verso l'Oriente, e il centro storico ne porta ancora i segni: le Colonne Romane in cima alla Scalinata Virgiliana, il lungomare con le banchine, i castelli costruiti per difendere l'ingresso dell'approdo. Il portale nazionale la chiama Porta d'Oriente e la descrive come un intreccio di resti dell'antica Roma, testimonianze delle dominazioni successive e spazi moderni.
Molti la attraversano soltanto, per un volo o un traghetto. Vale invece una giornata intera, perché il Comune stesso sottolinea la convivenza fra l'antico e il moderno: domus romane sotto un teatro contemporaneo, chiese romaniche a pochi passi dalle vie dello shopping, un tempietto circolare legato ai pellegrini diretti in Terra Santa.
Il centro si gira a piedi, e con una breve traversata in motobarca si passa sull'altra sponda del porto per guardare la città dall'alto del Monumento al Marinaio. È una base comoda anche per scoprire la costa a nord, verso Torre Guaceto, e i paesi dell'Alto Salento.
Fonti: Italia.it — Brindisi, le meraviglie della Porta d'Oriente · Brindisi — fonte istituzionale · Comune di Brindisi — Itinerari turistici
Storia
Secondo le note storiche del Comune, la storia della città comincia in età messapica, fra il VII-VI e il III secolo a.C., quando furono costruite mura megalitiche di cui restano tratti in Corte Capozziello e via Camassa. Colonia latina dal 244 a.C., Brindisi crebbe come terminale delle vie Appia e Appia Traiana: di quel periodo restano le Colonne Romane, i resti del quartiere di San Pietro degli Schiavoni e quelli di una domus sotto Palazzo Granafei-Nervegna. Una delle due colonne crollò nel 1528.
Distrutta dai Longobardi nel VII secolo, la città rinacque con i Normanni: la Cattedrale fu costruita fra il 1089 e il 1132 e fra XI e XII secolo sorse San Giovanni al Sepolcro, considerato la copia più fedele dell'Anastasis di Gerusalemme. Federico II, che qui sposò Iolanda di Brienne nel 1225, fece costruire il Castello di terra; Santa Maria del Casale, con gli affreschi del Giudizio Universale, è del Trecento.
Dopo la presa di Otranto nel 1480 la difesa fu rafforzata: nel 1445 era già iniziato il Castello Alfonsino sull'isola di Sant'Andrea e nei secoli seguenti si completarono mura, porte e bastioni. Il terremoto del 1743 costrinse a ricostruire cattedrale e seminario.
Fonti: Comune di Brindisi — storia della città · Comune di Brindisi — Castello Alfonsino-Aragonese
Cosa vedere
Il percorso proposto dal Comune parte dalla piazzetta delle Colonne Romane, sopra il porto, e scende nel cuore della città. Piazza Duomo, la più antica, riunisce la Cattedrale, il Portico dei Cavalieri Templari e il Museo archeologico Francesco Ribezzo. Il museo, istituito nel 1884, si articola in sei percorsi, fra cui le sezioni epigrafica, statuaria e numismatica, e soprattutto la mostra subacquea con i Bronzi di Punta del Serrone, ritrovati nel 1992 a due miglia dal porto e allestiti con un grande acquario e la ricostruzione di una prua di nave.
Dalla piazza si entra nel quartiere di San Pietro degli Schiavoni, dove sotto il Nuovo Teatro Verdi affiorano i resti di domus romane, e si raggiunge il tempietto circolare di San Giovanni al Sepolcro. Di fronte al teatro, Palazzo Granafei-Nervegna conserva nella sala della Colonna il capitello originale del monumento simbolo della città.
Sul lungomare si incontrano la Scalinata Virgiliana, la Collezione archeologica Faldetta e Palazzo Montenegro. Il Castello Alfonsino, detto anche Rosso per il colore che il tufo prende al tramonto, sorge su un isolotto all'imboccatura del porto: secondo il Comune è chiuso per lavori di restauro, quindi oggi si ammira dall'esterno.
Fonti: Comune di Brindisi — Itinerari turistici · Comune di Brindisi — Museo Ribezzo · Comune di Brindisi — Castello Alfonsino-Aragonese · Comune di Brindisi — storia della città
Sapori
La tavola brindisina unisce mare e campagna. Il prodotto più legato al territorio è il Carciofo Brindisino IGP, un carciofo dal capolino cilindrico con brattee esterne verde-violacee, coltivato in alcuni comuni della provincia: si trapianta in estate e si raccoglie da novembre fino a maggio, e ricettari del Settecento conservati nei seminari di Otranto e Oria ne documentano già l'uso in cucina.
Il vino porta il nome della città: la DOP Brindisi, registrata dal 1981, comprende i soli comuni di Brindisi e Mesagne e produce bianco, rosso, rosato e spumante; il rosso si basa soprattutto sul Negroamaro, con Malvasia nera di Brindisi o Susumaniello. Sulle colline a nord-ovest, verso Ostuni e Carovigno, nasce l'olio extravergine della DOP Collina di Brindisi, fatto per la maggior parte con Ogliarola salentina.
Dal mare di Torre Guaceto arrivano due presìdi Slow Food: la piccola pesca artigianale dell'area marina protetta, praticata con barche di pochi metri e regole condivise con l'ente gestore, e il pomodoro fiaschetto, ecotipo da conserva recuperato nella riserva e coltivato con poca acqua salmastra. Il portale nazionale ricorda poi i locali del lungomare dove assaggiare le specialità pugliesi.
Fonti: Qualigeo — Carciofo Brindisino IGP · Qualigeo — Brindisi DOP · Qualigeo — Collina di Brindisi DOP · Fondazione Slow Food — Piccola pesca di Torre Guaceto · Fondazione Slow Food — Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto · Italia.it — Brindisi, le meraviglie della Porta d'Oriente
Cosa fare
L'esperienza più semplice e più bella è la passeggiata sul lungomare, che il Comune propone come itinerario dedicato al rapporto fra la città e il suo porto: le banchine, i locali dove fermarsi, la Scalinata Virgiliana e infine l'affaccio da piazza Santa Teresa. Sulla scalinata, ricorda il portale nazionale, in occasione di eventi e celebrazioni possono sedersi fino a novecento persone.
Con i servizi pubblici di motobarca si attraversa il porto fino al quartiere del Casale, dove sorge il Monumento al Marinaio d'Italia, inaugurato nel 1933: la terrazza, raggiungibile in ascensore e con pochi gradini, offre un panorama sul porto e su tutta la città. Vicino al monumento c'è un parco giochi storico, utile per chi viaggia con bambini.
Nel centro storico, il dedalo di San Pietro degli Schiavoni e la visita al Museo Ribezzo si combinano bene con una mostra a Palazzo Granafei-Nervegna, che ne ospita periodicamente. Da Piazza della Vittoria partono i tre corsi dello shopping. Fuori città, la riserva di Torre Guaceto è un'occasione per conoscere un'area marina protetta e la pesca che vi si pratica con regole condivise.
Fonti: Comune di Brindisi — Itinerari turistici · Italia.it — Brindisi, le meraviglie della Porta d'Oriente · Fondazione Slow Food — Piccola pesca di Torre Guaceto
Quando andare
Brindisi si visita tutto l'anno. Il centro storico, i musei e le chiese non dipendono dalla stagione balneare, e la città mantiene una vita propria anche in inverno, quando il porto e il lungomare restano i luoghi d'incontro.
Primavera e autunno sono i momenti più adatti per le passeggiate lunghe fra Piazza Duomo, San Pietro degli Schiavoni e il lungomare, e per unire la visita a una giornata nella campagna dell'Alto Salento. In estate conviene muoversi nelle ore più fresche e lasciare le ore centrali al museo o al mare; il tramonto è il momento in cui il Castello Alfonsino prende la colorazione rossastra che gli ha dato il nome.
Per la tavola, la stagione cambia il menu: il Carciofo Brindisino si raccoglie da novembre a maggio, mentre il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto arriva dalla seconda metà di giugno e per tutta l'estate. La Scalinata Virgiliana diventa spesso il palcoscenico di eventi e celebrazioni cittadine: il calendario si consulta sulla sezione eventi del sito comunale.
Fonti: Comune di Brindisi — Itinerari turistici · Comune di Brindisi — Castello Alfonsino-Aragonese · Qualigeo — Carciofo Brindisino IGP · Fondazione Slow Food — Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto · Italia.it — Brindisi, le meraviglie della Porta d'Oriente
Come arrivare e muoversi
L'aeroporto di Brindisi, gestito da Aeroporti di Puglia, è lo scalo di riferimento per chi arriva in volo: il sito ufficiale elenca nella sezione dedicata i collegamenti in bus, taxi, noleggio auto e bici per raggiungere la città e il resto del territorio. Per chi parte da qui, conviene lasciare alla città almeno qualche ora prima del volo.
La stazione ferroviaria, gestita da RFI, è servita dalla rete ferroviaria nazionale e ha cinque binari per i viaggiatori, servizio di assistenza per persone con disabilità e a ridotta mobilità con la Sala Blu di riferimento a Bari, parcheggi con posti riservati e sistemi di informazione sonori e visivi.
In città il centro storico si percorre a piedi, dalla stazione verso Piazza della Vittoria, Piazza Duomo e il lungomare. Per passare sulla sponda opposta del porto, verso il quartiere Casale e il Monumento al Marinaio, il Comune e il portale nazionale indicano la motobarca del servizio pubblico. Per la riserva di Torre Guaceto e i paesi dell'entroterra conviene un'auto o un servizio organizzato.
Fonti: Aeroporti di Puglia — Aeroporto di Brindisi · Aeroporti di Puglia — Aeroporto di Brindisi, collegamenti bus · RFI — Stazione di Brindisi · Comune di Brindisi — Itinerari turistici · Italia.it — Brindisi, le meraviglie della Porta d'Oriente
Nei dintorni
A nord della città la costa porta alla riserva naturale e area marina protetta di Torre Guaceto, nel territorio di Carovigno. È un luogo dove natura e lavoro si incontrano: la Fondazione Slow Food vi segue la piccola pesca artigianale, consentita solo in una delle tre zone dell'area protetta, e la coltivazione biologica del pomodoro fiaschetto. Reperti archeologici attestano la pesca in quest'area già nell'età del Bronzo.
Verso l'interno si sale sulle colline dell'olio della DOP Collina di Brindisi, che comprendono Ostuni, Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli: un paesaggio di oliveti e paesi bianchi che si presta a una giornata in campagna dopo quella in città. Ostuni, in particolare, è una delle mete più vicine.
Restando sul vino, Mesagne condivide con Brindisi la DOP che porta il nome della città. Verso sud si arriva a Lecce, e da lì a Otranto: Brindisi può quindi aprire o chiudere un viaggio nel Salento.
Fonti: Fondazione Slow Food — Piccola pesca di Torre Guaceto · Fondazione Slow Food — Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto · Qualigeo — Collina di Brindisi DOP · Qualigeo — Brindisi DOP · RFI — Stazione di Brindisi
Dove dormire
Nel comune di Brindisi la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 553 strutture ricettive con codice CIN verificato: 14 alberghiere, 117 extralberghiere e 422 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.
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Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
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Brindisi merita tempo prima o dopo un arrivo, invece di essere soltanto un punto di transito. Alterna il lungomare alle piccole strade del centro.
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