APULICA / ECCELLENZE

Valle Reale

Cantina · Popoli Terme · Abruzzo

Filari di vite innevati nel vigneto di Valle Reale
Valle Reale, Popoli Terme
Foto: Valle Reale · Ridimensionata e convertita in WebP.

Informazioni

ChiFamiglia Pizzolo — Proprietà, fondatrice del progetto agricolo nel 1998 (Valle Reale — Noi)
IndirizzoContrada San Calisto, 65026 Popoli (PE) (Valle Reale — Contatti e recapiti · Valle Reale — Noi)
Telefono+39 085 9871039 (Valle Reale — Contatti e recapiti · Valle Reale — Noi)
Sitowww.vallereale.it
RiconoscimentiTre Bicchieri, guida Vini d'Italia 2026: Montepulciano d'Abruzzo Vigneto di Popoli 2016 2026 — Gambero Rosso

In breve

Chi c'è dietro

Valle Reale comincia nel 1998, quando la famiglia Pizzolo decide di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d'Abruzzo trovato dentro una proprietà acquistata anni prima, in una vallata chiusa dalle montagne a poca distanza dal paese di Popoli. Il sito aziendale parla di una passione per l'agricoltura ereditata da generazioni di famiglia contadina, e racconta come l'osservazione di quel vigneto abbia spinto i Pizzolo a studiare le origini del vitigno. La ricerca, condotta con il professor Leonardo Valenti dell'Università di Milano, ha rintracciato le testimonianze più antiche del Montepulciano in alcune zone di montagna vicine a Valle Reale.

Il vigneto ritrovato era una pergola abruzzese piantata nel 1960. Curata e rimessa in produzione, è diventata il Vigneto San Calisto, il primo cru dell'azienda, che la cantina chiama «il padre» di tutte le sue vigne: dalle piante migliori, dopo un lungo lavoro di selezione, sono state prelevate le gemme di Montepulciano di montagna poi innestate nei nuovi impianti. Da quella vigna è nato il progetto agricolo e agronomico di Valle Reale, che secondo l'azienda continua oggi grazie a un gruppo affiatato di persone, fra la vigna, la cantina e l'orto.

Fonti: Valle Reale — Noi · Valle Reale — L'orto

Cosa fanno

La cantina divide i suoi vigneti in parcelle che chiama cru, ciascuna con un nome legato alla storia dei luoghi: il Vigneto di Popoli, il Vigneto San Calisto, il Vigneto Sant'Eusanio, la Vigna di Capestrano e la Vigna del Convento. Ognuna ha il suo vino e la sua pagina, e la proposta di Valle Reale si legge così, vigna per vigna e annata per annata, più che per etichette generiche.

Il Vigneto di Popoli è il più ricco di storia. Una parte dei filari si stende davanti ai ruderi di una grotta-cantina che l'azienda data intorno al 1300, dove i monaci benedettini scesi dal convento di San Benedetto in Perillis, un piccolo paese aggrappato ai monti alle spalle della tenuta, facevano e conservavano il loro vino. Qui c'è la parcella di un ettaro dedicata al Trebbiano d'Abruzzo, un bianco che alla prima annata è stato definito «trebbiano del freddo»; accanto si stende il vigneto più grande riservato al Montepulciano d'Abruzzo, figlio del vigneto più antico della proprietà. I filari guardano la Majella e i Monti del Morrone, chiusi a ovest da un bosco fitto di querce. Il sito descrive anche la fauna che si incontra camminando fra le vigne: cervi, tassi, volpi e, in rari avvistamenti, qualche lupo.

Fonti: Valle Reale — Vigneto di Popoli · Valle Reale — I vigneti e l'orto

Materia prima e territorio

I vigneti crescono su un altopiano a 350 metri sul livello del mare, in due comuni vicini: Popoli, in provincia di Pescara, all'inizio della Valle Peligna, e Capestrano, in provincia dell'Aquila, affacciato sulla Piana di Ofena. In tutto sono 46 ettari, per oltre metà certificati biologici e per il resto in conversione. I suoli sono magri e ciottolosi, simili nei due comuni; cambia il clima. A Popoli le correnti fredde che scendono dal Gran Sasso tengono l'aria asciutta e la maturazione è lentissima, fino all'inizio di novembre; la Piana di Ofena, detta «il forno d'Abruzzo», anticipa invece la maturazione di due o tre settimane.

In cantina Valle Reale lavora con i lieviti della vigna. Dalla vendemmia 2008, spiega l'azienda, tutte le uve dei cru fermentano in modo spontaneo: pochi giorni prima della raccolta si colgono piccole quantità di uva in punti scelti di ogni parcella, si spremono e si lascia il mosto al caldo finché i lieviti presenti sulle bucce non avviano la fermentazione. A volte la prova va ripetuta; scelto il lievito migliore, quel mosto si aggiunge all'intera vendemmia della stessa vigna. Accanto alla sede, su due ettari, dal 2015 c'è anche un orto biodinamico dove l'azienda, come agricoltore custode, coltiva cereali, ortaggi e legumi di antiche varietà abruzzesi.

Fonti: Valle Reale — I vigneti e l'orto · Valle Reale — Vinificando come un tempo · Valle Reale — L'orto

Riconoscimenti

Nella guida Vini d'Italia 2026 del Gambero Rosso il Montepulciano d'Abruzzo Vigneto di Popoli 2016 di Valle Reale ha ottenuto i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento della guida. L'elenco dei vini abruzzesi premiati è stato pubblicato dal Gambero Rosso il 20 settembre 2025: sedici etichette, fra Cerasuolo, Pecorino, Trebbiano e Montepulciano. Nel commento la redazione osserva che il Montepulciano d'Abruzzo, pilastro della tradizione, sta trovando una nuova vitalità grazie ai produttori che scelgono fermentazioni più morbide, legni meno invadenti e attenzione ai terreni più freschi.

Il vino premiato viene da un'annata ormai lontana, il 2016, e la pagina che l'azienda dedica a quell'annata ne racconta la storia. Il 2016 fu segnato da una violenta gelata ad aprile; la storica pergola di Popoli ne uscì meno danneggiata delle viti allevate a spalliera, e l'estate calda permise al Montepulciano di arrivare alla piena maturità. Ne è nato un vino che la cantina descrive per struttura e complessità aromatica, pensato per evolvere nel tempo. Dell'annata sono state prodotte 34.620 bottiglie di Montepulciano d'Abruzzo DOC Vigneto di Popoli; dalla stessa gelata il Trebbiano del Vigneto di Popoli fu l'unico cru di Trebbiano prodotto quell'anno.

Fonti: Gambero Rosso International — Tre Bicchieri 2026, the best wines of Abruzzo awarded by Gambero Rosso · Valle Reale — Vigneto di Popoli, annata 2016

Andarci

Valle Reale è in Contrada San Calisto, a Popoli, dentro il Parco Nazionale della Majella; la pagina dei contatti indica anche le coordinate GPS per arrivarci. L'azienda si trova nel punto in cui si incontrano tre aree protette, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente-Velino, e a pochi passi dalle sorgenti del fiume Pescara, un'area tutelata da regole severe dove il sito ricorda la presenza del lupo appenninico, dell'orso bruno marsicano e del camoscio.

Fra i vigneti dell'altopiano sorge Sant'Angelo Extra Muros, che l'azienda data al XII secolo e che, nonostante il nome, non era una semplice chiesa: i benedettini del convento di San Benedetto in Perillis lo usavano come cantina a caduta su tre livelli, con la pigiatura al piano alto, la raccolta dei mosti al piano di mezzo e la svinatura sotto gli archi di pietra calcarea, più una galleria di venti metri scavata nella roccia. Il restauro, cominciato alla fine del 2025, lo ha riportato alla luce. Secondo il sito la struttura si visita su prenotazione dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 13, fra gennaio e agosto, scrivendo a info@vallereale.it; allo stesso indirizzo e al numero 085 9871039 l'azienda risponde per ogni altra informazione.

Fonti: Valle Reale — Contatti e recapiti · Valle Reale — La montagna · Valle Reale — Sant'Angelo Extra Muros

Prodotti e sapori

Montepulciano d'Abruzzo

Il vitigno che domina i vigneti abruzzesi, le sue sottozone, il rosato Cerasuolo e la DOCG delle Colline Teramane: regole, storia e una strada del vino tra Valle del Tirino e Valle Peligna.

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