APULICA / ECCELLENZE

Torre dei Beati

Cantina · Loreto Aprutino · Abruzzo

Filari nel vigneto di Torre dei Beati con luce radente
Torre dei Beati, Loreto Aprutino
Foto: Torre dei Beati · Ridimensionata e convertita in WebP.

Informazioni

ChiRocco — Il papà della famiglia, che ha coltivato il vigneto dal 1972 (Torre dei Beati — sito ufficiale · Torre dei Beati — English)
IndirizzoContrada Poggioragone 56, 65014 Loreto Aprutino (PE) (Torre dei Beati — Contatti)
Sitowww.torredeibeati.it
RiconoscimentiTre Bicchieri, guida Vini d'Italia 2026: Cerasuolo d'Abruzzo Rosa-ae 2024 2026 — Gambero Rosso

In breve

Chi c'è dietro

Torre dei Beati è un'azienda agricola a gestione familiare di Loreto Aprutino. Nasce nel 1999, quando la famiglia decide di prendere in gestione il vigneto coltivato per tanti anni dal papà Rocco, che secondo la versione inglese del sito lo curava dal 1972. Convinti che la qualità di un vino non si possa separare dalla sua genuinità, i nuovi viticoltori convertono subito la vigna al metodo biologico, e la prima bottiglia esce nel 2000.

Il nome viene da un affresco del Quattrocento nella chiesa di Santa Maria in Piano, nel paese. Nel grande Giudizio Universale la «torre dei beati» è il traguardo a cui tendono le anime dopo prove difficili, e la famiglia vi riconosce il principio del proprio lavoro: selezioni attentissime in vigna e in cantina per esprimere il meglio dei vitigni autoctoni. Il primo nucleo produttivo stava al pianterreno della vecchia casa rurale in mezzo al vigneto; poi sono arrivate una bottaia e una nuova cantina, e la gamma si è allargata con variazioni sul Montepulciano e, più tardi, con vigneti di Pecorino e Trebbiano. Nel sito i viticoltori scrivono di non amare le mode e le etichette di corrente, e di lavorare per lasciare ai figli una terra integra e viva.

Fonti: Torre dei Beati — sito ufficiale · Torre dei Beati — English

Cosa fanno

La cantina coltiva pochi vitigni autoctoni e ama vinificarli in purezza. Il Cerasuolo d'Abruzzo «Rosa-ae» è, scrive l'azienda, la prima espressione dell'annata del vitigno Cordisco e il primo indicatore di come sta andando la vendemmia. Il Montepulciano ha più interpretazioni: la Riserva «Cocciapazza» porta il vecchio nome della zona dei vigneti e nasce dalle parti della vigna con le condizioni migliori, mentre il «Mazzamurello», chiamato come il folletto scherzoso della tradizione abruzzese, matura venti mesi in barrique di rovere francese sulle fecce fini.

Fra i bianchi, il Pecorino «Giocheremo con i fiori» viene da cinque ettari piantati nel 2005 a 300 metri e matura sei mesi sui lieviti in acciaio; con il nome «Bianchi Grilli» la famiglia indica piccole produzioni di bianco nate dalla voglia di sperimentare, i grilli per la testa che non riesce a togliersi. C'è anche un olio extravergine: circa quattrocento alberi fra Loreto Aprutino e Corvara, fra 300 e 500 metri, soprattutto di Dritta e Leccio del Corno, con un poco di Leccino e di olive da tavola come Intosso e Santa Caterina, raccolti a mano e lavorati in tempi brevissimi. Il sito suggerisce il Rosa-ae sul brodetto alla vastese.

Fonti: Torre dei Beati — I prodotti

Materia prima e territorio

Torre dei Beati coltiva 21 ettari a Loreto Aprutino, fra 250 e 300 metri sul livello del mare e a 25 chilometri dall'Adriatico, sui primi contrafforti argilloso-calcarei che chiudono la valle del Tavo e salgono verso il Gran Sasso. Di giorno la vigna riceve l'aria temperata del mare; di notte, soprattutto nell'ultimo mese di maturazione, il freddo che scende dalla montagna, a settembre già imbiancata di neve. Le vigne più vecchie sono a pergola abruzzese, quelle recenti a spalliera ad alta densità, e la coltivazione è biologica certificata. Per il Rosa-ae il sito indica 13 ettari di Cordisco piantati nel 1972 e nel 1995.

La vendemmia si fa soltanto a passate successive: a ogni giro si raccolgono i grappoli sani e maturi, e gli altri restano sulla pianta fino alla passata seguente. Le uve viaggiano in cassette da venti chili fino alla cantina, nel vecchio casale ristrutturato in mezzo alla vigna, dove passano un'altra cernita sul tavolo di scelta. Per il Rosa-ae la scheda tecnica descrive tre vie che si uniscono in acciaio: una pressatura diretta leggerissima di uve non diraspate, un salasso dei rossi dopo una premacerazione a freddo e una macerazione a freddo sulle bucce, con fermentazione a 15-16 gradi. Nella pagina sul biologico i viticoltori ammettono che a volte, senza chimica di sintesi, si perde parte del raccolto.

Fonti: Torre dei Beati — I vigneti · Torre dei Beati — sito ufficiale · Torre dei Beati — I prodotti · Torre dei Beati — La vigna, il vino, il biologico

Riconoscimenti

Nella guida Vini d'Italia 2026 del Gambero Rosso il Cerasuolo d'Abruzzo Rosa-ae 2024 di Torre dei Beati ha ottenuto i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento della guida. L'elenco dei sedici vini abruzzesi premiati è stato pubblicato il 20 settembre 2025, e il commento della redazione dedica al Cerasuolo un passaggio preciso: la vendemmia 2024 ha portato più quantità e soprattutto una qualità media molto migliore, con Cerasuolo capaci di trasmettere l'energia del Montepulciano in una veste più leggera, fresca e immediata, vini che uniscono in un solo bicchiere le due anime dell'Abruzzo, quella di montagna e quella di costa.

Il Rosa-ae è un Cerasuolo d'Abruzzo DOC da sole uve Cordisco. La scheda aziendale lo descrive rosso ciliegia brillante, con profumi di fragola, melograno e ciliegia, un accenno di agrume tipico della zona e la rosa in evidenza fra i sentori floreali, e lo propone con antipasti all'italiana, zuppe di legumi, carni bianche, pesce e pizza. Non è il primo riconoscimento per questo vino: il sito della cantina ricorda che il Cerasuolo d'Abruzzo 2018 fu il Rosato dell'Anno del Gambero Rosso nell'edizione 2020, e che il Cerasuolo 2020 entrò fra i cento migliori rosati d'Italia secondo Slow Food.

Fonti: Gambero Rosso International — Tre Bicchieri 2026, the best wines of Abruzzo awarded by Gambero Rosso · Torre dei Beati — I prodotti · Torre dei Beati — sito ufficiale

Andarci

Vigneto e cantina sono in Contrada Poggioragone 56, nella campagna di Loreto Aprutino, in provincia di Pescara; la sede legale è a Francavilla al Mare. Per chiedere un appuntamento l'azienda indica l'indirizzo info@torredeibeati.it e il modulo della pagina dei contatti; il numero pubblicato, 085 4916069, è un fax.

Loreto Aprutino merita la giornata. Il sito della cantina lo descrive come uno dei comuni più antichi e importanti della provincia, con un paesaggio modellato dall'agricoltura: uliveti e vigneti alternati a orti, seminativi e tratti di macchia, e calanchi che contrastano con le colline dolci, abitate stabilmente, secondo i ritrovamenti archeologici, già 4.500 anni prima di Cristo. Per l'olio il paese è, scrive l'azienda, una delle capitali italiane. In paese c'è la chiesa di Santa Maria in Piano con il grande Giudizio Universale del Quattrocento da cui la cantina ha preso il nome: vale la pena cercare il particolare della torre dei beati prima di salire verso Poggioragone. I viticoltori raccontano anche il paese che amano, fatto di campagne ora coltivate ora selvagge, di viuzze fra mura di mattoni, di feste tradizionali e di discorsi al bar, una civiltà rurale ancora lontana dai rumori globali.

Fonti: Torre dei Beati — Contatti · Torre dei Beati — I vigneti · Torre dei Beati — I prodotti · Torre dei Beati — sito ufficiale · Torre dei Beati — La vigna, il vino, il biologico

Prodotti e sapori

Montepulciano d'Abruzzo

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La regione

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Fonti