Perché andare
Martano, Martána in griko, è uno dei centri più grandi della Grecìa salentina e si trova in una posizione di passaggio: qui l'antica via Traiana Calabra, che univa Brindisi, Lecce e Otranto, incrociava la strada da Otranto verso Galatina e Gallipoli. Sorge su un'altura a circa venti chilometri da Lecce, in un paesaggio di ulivi e campi dove l'olio e il tabacco hanno a lungo sostenuto l'economia.
Il motivo principale per fermarsi è il centro antico, chiamato la Terra, che il Comune considera uno dei più interessanti del Salento per lo stato di conservazione e per la sua trama regolare di isolati rettangolari. Fra case a corte e palazzetti del primo Settecento, i balconi sorretti da mensoloni scolpiti mostrano l'abilità delle maestranze locali, e su tutto dominano il castello aragonese e la chiesa matrice.
Attorno al paese ci sono altri strati di storia: il Menhir del Teofilo, il più alto della regione, la Specchia dei Mori, un villaggio medievale scavato e trasformato in parco archeologico, e il monastero cistercense di Santa Maria della Consolazione, noto per i suoi liquori e infusi. Martano è dal 2017 anche città dell'aloe.
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Storia
Le origini di Martano sono incerte e storia e leggenda si intrecciano. Una tradizione lega la fondazione al centurione romano Martius, che avrebbe ricevuto queste terre dopo la conquista romana del Salento attorno al 267 a.C.; lo stemma civico mostra infatti un centurione che doma un cavallo. Lo studioso Gino Pisanò ha proposto un'altra lettura dell'epigrafe latina che accompagnava lo stemma, vedendo in Marzio Pegaseo lo pseudonimo di un poeta umanista del luogo.
Le tracce più antiche sono però preistoriche: il Menhir del Teofilo, alto 4,70 metri, è ritenuto legato ai riti delle genti iapigie dell'inizio dell'età del Ferro. Dopo la caduta di Roma, il paese visse per cinque secoli sotto l'influenza bizantina, che ne cambiò usi e costumi e lasciò la lingua grika; l'Unione dei Comuni della Grecìa salentina ricorda l'arrivo di molti religiosi greci fra il IX e il X secolo.
Nel 1190 re Tancredi diede il feudo a Giorgio Roma; seguirono diverse famiglie, fino al 1748. Nel Quattrocento gli Aragonesi costruirono il castello con mura, sei torri di vedetta e fossato per difendere il paese dalle incursioni; con il tempo la fortezza divenne una residenza signorile. Fra Seicento e Settecento fiorirono chiese, conventi e palazzi barocchi.
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Cosa vedere
La Terra, il centro antico, era cinta da mura con fossato, torri e castello; vi si entrava da due porte oggi scomparse, alle estremità dell'attuale via Roma. Del castello aragonese restano le torri cilindriche e i muri a scarpa. La chiesa matrice dell'Assunta, ricostruita nel 1596, ha un portale con leoni stilofori e una parte alta affollata di angeli, ghirlande e mascheroni; all'interno altari sei-settecenteschi, un'Annunciazione di Oronzo Tiso e un soffitto ligneo con 75 formelle.
Il Comune invita a guardare i palazzi: Palazzo Moschettini, costruito fra il 1710 e il 1720, ha un balcone sorretto da sette mensoloni e un coronamento con archetti tutti diversi e feritoie per sorvegliare il mare; Palazzo Micali, del 1719, porta sulla bifora la statua dell'arcangelo Michele; Palazzo Pino ha un balcone traforato di fine Settecento e uno stemma con un'iscrizione in caratteri greci. San Domenico, con l'ex convento oggi municipio, e la cappella dell'Immacolata completano il percorso.
Fuori dall'abitato si trovano il Menhir del Teofilo, la Specchia dei Mori, antica torre di vedetta da cui si vede l'Adriatico, il parco archeologico del villaggio medievale e, verso Borgagne, il convento di Santa Maria della Consolazione con il suo altare maggiore del 1691.
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Sapori
L'economia di Martano si è basata a lungo sull'agricoltura, e in particolare sull'olio e sul tabacco, come ricorda il Comune. L'olio è quello della DOP Terra d'Otranto, prodotto in tutta la provincia di Lecce con Cellina di Nardò e Ogliarola leccese e con le olive raccolte entro metà novembre; nei palazzi e nelle masserie dei dintorni si leggono ancora i segni di questa attività.
Il monastero cistercense di Santa Maria della Consolazione, dove i monaci vivono dal 1926, è conosciuto oltre i confini del territorio per la liquoreria: vi si preparano l'amaro digestivo San Bernardo, la Goccia Imperiale secondo un'antica ricetta settecentesca, infusi di erbe, e inoltre olio e marmellate. Dal 2017 Martano è città dell'aloe, per lo sviluppo di questa coltivazione nel territorio.
La cucina di casa segue quella della Grecìa salentina, fatta di legumi e verdure: il pisello nano di Zollino, presidio Slow Food coltivato nei paesi della Grecìa e mangiato solo secco, e piatti come ciceri e tria, pasta in parte lessata e in parte fritta con i ceci, che l'Atlante dei prodotti tradizionali pugliesi lega alla festa di San Giuseppe.
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Cosa fare
Martano si presta a una passeggiata di architettura. Il consiglio è seguire la trama regolare della Terra cercando i dettagli: i mensoloni di Palazzo Moschettini, ognuno diverso dall'altro, l'arcangelo di Palazzo Micali che sembra appeso al cornicione, l'iscrizione in caratteri greci di Palazzo Pino, che secondo il Comune potrebbe riferirsi a un amore perduto. È un modo concreto per riconoscere il lavoro delle maestranze martanesi.
Nella campagna si può andare in cerca delle pietre più antiche: il Menhir del Teofilo, detto di Santu Totaru, e la Specchia dei Mori sulla serra fra Caprarica e Martano, che la leggenda vuole custode di un tesoro di una chioccia con dodici pulcini d'oro. Dalla sua sommità, nei giorni limpidi, si vede l'Adriatico. Poco lontano dal paese il parco archeologico del villaggio medievale mostra i risultati degli scavi condotti ogni estate dal 1997.
Una visita al monastero cistercense permette di conoscere una comunità religiosa che custodisce archivio e biblioteca di valore e che mantiene una tradizione di lavoro. Da Martano si raggiungono facilmente Calimera, gli altri paesi della Grecìa e la costa verso Otranto.
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Quando andare
Martano si visita tutto l'anno. La festa principale è quella dell'Assunta, patrona del paese, celebrata il 15 agosto, quando la comunità si raccoglie attorno alla chiesa matrice, e la chiesa si mostra con i suoi altari e la tela dell'Annunciazione.
Primavera e autunno sono le stagioni più adatte per le passeggiate nel centro storico e nella campagna, verso il menhir, la Specchia dei Mori e il monastero, con temperature miti e la luce che fa risaltare i dettagli scolpiti nella pietra. L'autunno è anche la stagione della raccolta delle olive, che per la DOP Terra d'Otranto deve concludersi entro metà novembre.
D'estate il parco archeologico del villaggio medievale è il luogo delle campagne di scavo, che il Comune e l'Unione dei Comuni descrivono come condotte ogni estate dal 1997. Per chi soggiorna in estate, Martano offre una base tranquilla nell'interno, da cui raggiungere il mare adriatico per la giornata e tornare la sera nel paese.
Fonti: Comune di Martano — La città · Qualigeo — Terra d'Otranto DOP · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Martano
Come arrivare e muoversi
Il Comune indica con precisione come arrivare. In auto, dal nord si percorre l'autostrada A14 fino a Bari e poi la superstrada verso Lecce; da Lecce si segue la statale 16 Adriatica in direzione Maglie, e dopo circa diciassette chilometri si trova lo svincolo per Martano.
In treno si raggiunge il Salento lungo la linea adriatica o da Roma attraverso Caserta, fino alla stazione di Lecce, gestita da RFI, che offre assistenza alle persone a ridotta mobilità e una fermata dei bus; da Lecce gli autobus delle Ferrovie del Sud Est portano fino al centro di Martano. In aereo si atterra a Brindisi: dall'aeroporto si può prendere l'autobus per Lecce, elencato fra i collegamenti nel sito dello scalo, e proseguire con i bus delle Ferrovie del Sud Est, oppure noleggiare un'auto.
Il centro antico si gira a piedi. Per il menhir, la Specchia dei Mori, il parco archeologico e il monastero, che si trovano fuori dall'abitato, e per spostarsi fra i paesi della Grecìa salentina conviene avere un'auto o una bicicletta.
Fonti: Comune di Martano — Arrivare a Martano · RFI — Stazione di Lecce · Aeroporti di Puglia — Aeroporto di Brindisi, collegamenti bus · Comune di Martano — La città
Dove fermarsi
La pagina del Comune dedicata ai servizi per il turista elenca un'offerta ampia per un paese dell'interno, e la varietà è utile a chi sceglie Martano come base per la Grecìa salentina. Nelle campagne ci sono masserie, alcune trasformate in relais, agriturismi, tenute e un resort; nel centro, numerosi bed and breakfast e case ricavate in edifici del paese, anche nelle vie del centro antico.
Dormire in una masseria significa stare fra gli ulivi e avere bisogno dell'auto per ogni spostamento, ma anche vivere il paesaggio agricolo che ha fatto la storia del territorio. Un B&B nel centro permette invece di uscire la sera a piedi nella Terra, quando i palazzi illuminati e le corti mostrano il loro carattere.
Martano è a circa venti chilometri da Lecce, vicino a Calimera e agli altri paesi della Grecìa, e a breve distanza dalla costa adriatica e da Otranto: una posizione che permette di alternare visite nei paesi, giornate di mare e una serata in città senza cambiare alloggio.
Fonti: Comune di Martano — Servizi per il turista · Comune di Martano — La città
Dove dormire
Nel comune di Martano la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 79 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 27 extralberghiere e 52 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.
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Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
IL FILO DEL VIAGGIO
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Corti e cultura monastica, in dialogo con Calimera o Martignano. Visite e incontri si concordano per il periodo del viaggio.
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