Perché andare
Per molti Melpignano è il paese del concerto finale della Notte della Taranta, ma il suo portale turistico, curato dal Comune, invita a considerarlo un luogo che merita più di una sosta: un piccolo centro della Grecìa salentina con una luce particolare, silenzi avvolgenti e un forte amore per la cultura. La sua piazza principale, dedicata a San Giorgio e chiusa dai portici del Cinquecento, è considerata fra le più affascinanti d'Italia.
Il paese conserva tre luoghi che bastano da soli a giustificare la visita. Il Palazzo Marchesale Castriota, costruito nel 1636 inglobando il castello quattrocentesco, con affreschi riscoperti nelle sale a piano terra; il Giardino Marchesale, con il pergolato di centosessanta colonne e le antiche varietà di alberi da frutto; e l'ex convento degli Agostiniani con la chiesa del Carmine, un rudere barocco nella campagna che il cinema ha reso celebre.
C'è poi la musica: Melpignano ha fatto della cultura, e in particolare della musica popolare, un tratto della propria identità, e in estate diventa un palcoscenico diffuso fra la piazza, il giardino e il prato del Palazzo.
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Storia
Melpignano fa parte della Grecìa salentina, l'area dove l'arrivo di religiosi greci in epoca bizantina diffuse lingua e rito greco, poi lentamente abbandonati dopo la fine di quel dominio. Il portale del Comune racconta come, nel Cinquecento, la Chiesa di Roma volesse radicarsi in queste terre fortemente influenzate dal rito greco: anche per questo, dal 1573, la chiesa del Carmine fu affidata agli Agostiniani e accanto sorse il convento.
Fra il 1638 e il 1662 il complesso fu ristrutturato su iniziativa del padre agostiniano Raffaele Monosi, che ne affidò i lavori a Giuseppe Zimbalo, l'architetto del Duomo di Lecce, e al capomastro Francesco Manuli di Corigliano d'Otranto. Lo stesso Manuli diresse il cantiere del Palazzo Marchesale, voluto nel 1636 da Giorgio Castriota, marchese di Botrugno, che trasformò il castello feudale con torri merlate e fossato in una residenza sul modello dei palazzi napoletani.
La piazza ha una storia di commerci: i portici, eretti a fine Cinquecento per volere di monsignor Nicola Maiorano, ospitavano ogni sabato uno dei mercati più fiorenti del Salento. Il convento fu soppresso nel 1809 e poi abbandonato. Nel Novecento la musica è diventata il segno del paese.
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Cosa vedere
Piazza San Giorgio è il centro di tutto: chiusa dai portici, un tempo chiamati sedili, dove ancora si vedono alcuni banconi originali per le merci, è dominata dalla chiesa madre di San Giorgio, dalla cappella dell'Assunta e dalla torre campanaria. Il portale consiglia di guardarla da via Roma al tramonto, quando la pietra leccese si accende.
Il Palazzo Marchesale Castriota ha una facciata simmetrica con portone fra due colonne doriche e balcone balaustrato. Al piano terra si trovavano la corte baronale, i magazzini e la cella carceraria, dove sono incise immagini di San Giorgio; in due sale voltate sono riemersi durante il restauro affreschi con il mito di Lucrezia, le virtù cardinali e le fatiche di Ercole. Di fronte, due dei tre trappeti feudali ipogei. Il Giardino Marchesale ha viali ortogonali, una fontana tardo-cinquecentesca, un pergolato di centosessanta colonne con sedute in pietra, un agrumeto, un roseto e antiche varietà come il pero di San Giovanni.
L'ex convento degli Agostiniani, con la chiesa del Carmine, mostra un portale con due coppie di colonne e la statua della Madonna del Carmelo, l'interno a navata unica con il coro cinquecentesco e, nel chiostro, il pozzo fra i resti del colonnato. Il portale elenca inoltre frantoi ipogei, un menhir, la Pineta Longa, il Piccolo Museo dei Tamburi e numerose cappelle.
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Sapori
Melpignano ha messo il cibo al centro di un progetto pubblico. Il Comune ha creato il Mercato del Giusto, che si tiene sotto gli archi di piazza San Giorgio in due edizioni, una autunnale e una fra primavera ed estate: un piccolo mercato di agricoltura biologica con incontri e dibattiti su cibo, sostenibilità e futuro agricolo del territorio dopo la fine della monocoltura dell'olivo. Il portale ricorda anche la mensa etica e un master dedicato alle gastronomie territoriali sostenibili.
La tavola resta quella del Salento: secondo il portale, ristoranti e trattorie del paese propongono piatti pugliesi con ingredienti freschi e locali, l'olio, i formaggi e preparazioni di carne e pesce. L'olio è quello della DOP Terra d'Otranto, prodotto in tutta la provincia di Lecce, e i frantoi ipogei del paese ne raccontano la storia. Fra i percorsi proposti dal Comune ci sono anche assaggi dedicati all'olio e ai frantoi, ai forni e ai cibi rituali.
Nella Grecìa salentina si coltiva il pisello nano di Zollino, presidio Slow Food che si mangia solo secco. In estate, il 21 luglio, la Sagra dell'anguria apre i festeggiamenti per Santa Maria Maddalena.
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Cosa fare
La Notte della Taranta è nata qui vicino: la Fondazione ricorda che il 24 agosto 1998 le piazze dei comuni della Grecìa salentina suonarono la pizzica e che alla fine tutti corsero a Melpignano, in piazza San Giorgio, per il concerto finale. Dal 2000 il festival è diventato itinerante su più date, sempre con il concertone conclusivo a Melpignano, che già dalla terza edizione non poteva più essere contenuto nella sola piazza.
Ma la musica a Melpignano non si esaurisce in una notte. Il portale del Comune racconta lo scambio con l'Unione Sovietica del 1988, quando gruppi punk sovietici suonarono nel campo sportivo del paese, e la rassegna estiva che fra luglio e agosto trasforma piazza, giardino e prato del Palazzo in un teatro all'aperto. Il paese ha un Centro di documentazione sulle musiche popolari e un Piccolo Museo dei Tamburi.
Il Comune propone anche visite guidate al centro storico e al Palazzo Marchesale e percorsi tematici: le cappelle del Settecento e i canti di passione, le erbe della Pineta Longa e del Giardino Marchesale, le vestigia preistoriche e i paesaggi di cava. Nei dintorni, il portale suggerisce Soleto, Martano, Cutrofiano, Cursi e Corigliano d'Otranto.
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Quando andare
Il calendario del portale comunale scandisce l'anno. Il primo martedì di marzo si festeggia la Madonna di Costantinopoli nella piazzetta della cappella settecentesca, con la focara e la cuccagna. Il 23 aprile la processione di San Giorgio, patrono del paese, attraversa le vie. Il 21 luglio la Sagra dell'anguria precede la festa di Santa Maria Maddalena del 22 luglio, in piazza San Giorgio illuminata dalle luminarie.
Fra luglio e agosto il paese ospita una rassegna di concerti e spettacoli nei suoi luoghi simbolo, e in agosto la Notte della Taranta porta in paese il concerto finale del festival itinerante, preceduto dalle tappe nelle piazze della Grecìa e del Salento. Sono i giorni più affollati dell'anno: chi vuole vivere il paese con calma può scegliere altre settimane.
Il Mercato del Giusto ha un'edizione in autunno e una fra primavera ed estate. Primavera e autunno sono anche le stagioni migliori per il Giardino Marchesale e la Pineta Longa, per le visite guidate e per camminare fra le cappelle e i frantoi senza il caldo.
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Come arrivare e muoversi
Il portale del Comune raccoglie le informazioni per arrivare. In aereo, l'aeroporto di Brindisi è il preferito per raggiungere il Salento e la Grecìa salentina; per gli aeroporti è attivo anche il servizio dedicato di autobus indicato da Aeroporti di Puglia. In treno, le Frecce di Trenitalia collegano ogni giorno Roma e Lecce, con fermate a Foggia, Barletta, Bari e Brindisi, da cui si prosegue con un sistema integrato treno e autobus.
La stazione di Lecce, gestita da RFI, offre assistenza alle persone a ridotta mobilità e servizi di mobilità integrata come fermata dei bus e autonoleggio. In auto si arriva in Puglia lungo l'autostrada adriatica A14 e poi si prosegue verso il Salento; il portale cita anche i porti di Bari e Brindisi per chi arriva in traghetto.
In paese l'Infopoint, nell'ex tabacchificio di via Roma, fornisce informazioni. Il centro si visita a piedi, dalla piazza al Palazzo, al Giardino e alle cappelle; per l'ex convento degli Agostiniani, la Pineta Longa e i paesi vicini come Martano, Soleto e Corigliano d'Otranto conviene un'auto o una bicicletta.
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Dove fermarsi
Il portale turistico del Comune elenca le possibilità per dormire e mangiare in paese, e la scelta rispecchia il carattere di Melpignano: piccole strutture ricavate in case del centro, dimore con giardino, una residenza d'artista nella campagna verso le cave, bed and breakfast e case vacanza. È un'offerta pensata per chi vuole vivere il ritmo lento del paese più che per grandi gruppi.
Per mangiare, lo stesso portale segnala trattorie, una pizzeria, bar e locali in piazza San Giorgio e nelle vie vicine, che propongono piatti salentini con ingredienti locali. Fermarsi a cena sotto i portici, quando la piazza si accende, è uno dei modi più semplici per sentire l'atmosfera del paese.
Nei giorni della Notte della Taranta e della rassegna estiva il paese si riempie: conviene prenotare con largo anticipo o scegliere una base nei paesi vicini della Grecìa, come Martano o Calimera, oppure a Lecce. Negli altri periodi Melpignano è una base tranquilla per esplorare la Grecìa salentina e raggiungere in breve la costa adriatica.
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Informazioni turistiche sul posto
Gli uffici del turismo locali aiutano con orari, eventi e trasporti del giorno.
- Infopoint di Melpignano · Via Roma 16 (ex Tabacchificio), Melpignano (LE) · +39 327 712 8024 · Sito ufficiale
Fonte: Discover Melpignano — Servizi e info utili · verificato il
Dove dormire
Nel comune di Melpignano la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 11 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 0 extralberghiere e 11 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.
Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12
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