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Chianalea, il borgo dei pescatori di Scilla

Calabria / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Scilla e la Costa Viola, sullo Stretto

Su un promontorio a picco sul mare, Scilla porta il nome del mostro marino del mito greco. Il castello sulla rocca, le case di Chianalea che sembrano uscire dall’acqua e la vista sullo Stretto ne fanno l’ultima tappa naturale di un viaggio lungo il Tirreno calabrese.

Chianalea, il borgo dei pescatori di Scilla · Foto: Benjamin Smith / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Scilla sorge su un promontorio a picco sul mare della Costa Viola, l’ultimo tratto della Calabria tirrenica prima dello Stretto di Messina. Porta il nome del mostro marino del mito greco, la creatura dalle sei teste canine che terrorizzava i naviganti, e il racconto omerico sembra ancora sospeso sul paesaggio: la rocca con il Castello Ruffo, le case di Chianalea che escono dall’acqua, le barche riparate fra i vicoli.

È un luogo da guardare dal mare e dall’alto. La Costa Viola deve il nome ai colori che il tramonto dà all’acqua e al cielo; nelle giornate più limpide, ricorda il portale nazionale, le due sponde dello Stretto si specchiano così nitidamente da sembrare vicinissime, il fenomeno chiamato Fata Morgana. Dal castello e dal belvedere Morselli la vista abbraccia lo Stretto e la città.

Infine Scilla è un borgo di pescatori, legato da secoli al pesce spada e ai tonni, con una cucina semplice che segue il mare. Per chi percorre il Tirreno calabrese da nord, è la tappa naturale che chiude il viaggio: due giorni bastano per Chianalea, il castello e un tratto di costa, con un tramonto sullo Stretto.

Fonti: Italia.it — Scilla · Italia.it — Chianalea di Scilla · Italia.it — Tour della Costa Viola in Calabria · Comune di Scilla — Marina Grande

Storia

Il portale nazionale ricorda che a Scilla arrivarono Greci, Romani e poi Normanni. La pagina del Comune su Chianalea riassume una storia di continue distruzioni e rinascite: un primo nucleo legato alla leggenda di profughi troiani, le devastazioni dei Vandali, un periodo di splendore bizantino con i monaci basiliani, le incursioni saracene fra IX e XI secolo e l’arrivo dei Normanni nel 1060. Sotto gli Svevi il borgo conobbe commerci fruttuosi con l’Oriente e l’Adriatico; seguirono Angioini e Aragonesi.

Il Castello Ruffo è il filo di questa storia. Il Comune lo descrive come una fortezza a pianta irregolare, con parti di epoche diverse, cortine, torrioni e feritoie; sopra il portale in pietra ad arco acuto stanno lo stemma dei Ruffo e la lapide che ricorda il restauro cinquecentesco. La residenza, con ampi saloni, apparteneva a una delle casate più ricche del Regno di Napoli. Nel 1523 Paolo Ruffo, secondo la stessa fonte, impedì a Barbarossa di attaccare la costa di Chianalea.

Poi i terremoti. Quello del 1783 lasciò il borgo in grande difficoltà, fino all’intervento dei Borboni nel 1827, e nel 1908 un nuovo sisma colpì la città. La chiesa dello Spirito Santo, a Marina Grande, racconta questa resistenza: risalente per lo più alla metà del Settecento, sede dal 1778 della confraternita dei naviganti, fu colpita dai terremoti dell’Otto e del Novecento e ogni volta rimessa in piedi grazie alla devozione dei marinai.

Fonti: Italia.it — Scilla · Comune di Scilla — Chianalea · Comune di Scilla — Castello Ruffo · Comune di Scilla — Chiesa dello Spirito Santo

Cosa vedere

Il castello si erge sul promontorio che separa le due spiagge di Marina Grande e di Chianalea. Vi si accede da piazza Matrice lungo una rampa; dentro, oltre il ponte d’ingresso e l’androne, si apre un cortile da cui uno scalone sale alla residenza. Le fonti comunali ricordano che nella fortezza si trova anche il faro di Scilla, della Marina Militare, e che dalla sommità la vista arriva alle Eolie.

Chianalea, il borgo dei pescatori, conta circa trecentocinquanta abitanti. Il nome deriverebbe da «piano della galea» o da «canalea», per i vicoli stretti che scendono verso il mare come canali fra le case costruite sulla scogliera. Si cammina fra fontane, il piccolo porto, lo «scaro» dove le barche vengono tirate in secco per ripararsi dalle onde, villa Zagari, in stile eclettico degli anni Trenta, e palazzo Scategna con i balconi in pietra su tre piani.

Marina Grande è il quartiere della spiaggia, una lunga distesa di ghiaietta fine fra due costoni rocciosi lungo il lungomare Cristoforo Colombo. Qui si trovano la stazione ferroviaria, la chiesa dello Spirito Santo, in stile barocco con altari in legno e marmo policromo, e, sul costone meridionale, il belvedere dedicato allo scrittore Ercole Luigi Morselli. Nel quartiere San Giorgio, fra case colorate a ridosso degli scogli, sorge la chiesa di San Rocco, patrono della città.

Fonti: Comune di Scilla — Castello Ruffo · Comune di Scilla — Chianalea · Italia.it — Chianalea di Scilla · Comune di Scilla — Marina Grande · Comune di Scilla — Chiesa dello Spirito Santo · Italia.it — Scilla

Sapori

A Scilla la cucina segue il mare. Il prodotto simbolo è il pesce spada, che il Comune indica come eccellenza della costa tirrenica: si cucina in modo semplice, alla griglia o nel sugo per i maccheroni, per non coprirne il sapore. Il portale nazionale ricorda che i paesi della Costa Viola sono storicamente votati alla pesca del pesce spada e dei tonni, un’attività antichissima accompagnata da riti, canti e scaramanzie, che Vittorio De Seta documentò nel 1954 nel cortometraggio Lu tempu di li pisci spata. Ai piatti di pesce si accompagna, secondo la stessa fonte comunale, un vino bianco da uve zibibbo delle vigne locali.

Poco lontano da Scilla, la frazione di Favazzina è nota per il limone verdello. Sulla costa, a pochi chilometri, Bagnara Calabra è l’unico comune dove si produce il Torrone di Bagnara IGP: mandorle tostate, miele, zucchero, albume, cacao, spezie e oli essenziali, nelle versioni martiniana, coperta di zucchero in grani, o torrefatto glassato al cacao. Le fonti legano la ricetta ai monaci dell’abbazia di Bagnara già nel Settecento, e il dolce resta legato alle feste di Natale.

Dall’altra parte, verso Reggio, Villa San Giovanni custodisce le piparelle, biscotti di mandorle, miele e spezie tagliati a mano a fettine sottilissime e ricotti a lungo, protetti da un presidio Slow Food e prodotti tutto l’anno.

Fonti: Comune di Scilla — Chianalea · Italia.it — Tour della Costa Viola in Calabria · Italia.it — Scilla · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Torrone di Bagnara IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni

Cosa fare

Il mare si vive soprattutto in barca. Il Comune segnala che vicino alle spiagge diversi operatori noleggiano gommoni e piccole imbarcazioni per esplorare le calette della costa e guardare Scilla da una prospettiva diversa; più al largo i fondali si prestano allo snorkeling e alle immersioni. Il portale nazionale indica la scogliera di Punta Pacì come un paradiso per lo snorkeling e la spiaggia di Marina Grande per una giornata di mare.

A piedi, si può salire dal borgo alla rocca del castello per stradine e vialetti nel verde. Chi cerca un’escursione più lunga raggiunge le Grotte di Tremusa, a circa 530 metri di quota, attraverso i sentieri che partono da Scilla, Favazzina e Melia: le cavità, con stalattiti, stalagmiti e conchiglie fossili sulla volta, offrono scorci sullo Stretto e sulla Costa Viola. Il nome richiamerebbe tre statue di Muse, secondo il mito trafugate durante un saccheggio.

Il Comune dedica alla piccola pesca locale un’iniziativa a Marina Grande, «La pesca: ieri, oggi, domani», pensata per tutelare un patrimonio della comunità. E la sera vale la pena aspettare il tramonto: è allora che mare e cielo prendono il colore che ha dato il nome alla Costa Viola. Per chi ama il cinema, Scilla è fra i set della serie Gente di mare.

Fonti: Comune di Scilla — Chianalea · Italia.it — Scilla · Comune di Scilla — Le Grotte di Tremusa · Comune di Scilla — La pesca: ieri, oggi, domani · Italia.it — 10 motivi per scegliere il mare della Costa degli Dei d’inverno

Quando andare

Primavera, estate e autunno sono le stagioni migliori per Scilla, ciascuna con un’attrattiva propria. In primavera e in autunno le temperature sono adatte ai sentieri verso le Grotte di Tremusa e alla salita al castello, e le giornate limpide sono le più favorevoli per vedere la sponda siciliana dello Stretto con l’effetto Fata Morgana.

L’estate è la stagione del mare: la spiaggia di Marina Grande, lo snorkeling a Punta Pacì e le uscite in barca fra le calette. È il momento in cui la Costa Viola si anima anche nei paesi vicini: l’ultima domenica di agosto Palmi celebra la Varia, la grande macchina a spalla dedicata a Maria Santissima della Sacra Lettera, alta oltre quindici metri e riconosciuta come patrimonio immateriale UNESCO.

Chi viaggia verso la fine dell’anno trova il torrone di Bagnara nella sua stagione tradizionale, legata al Natale, mentre le piparelle di Villa San Giovanni si producono tutto l’anno. Per il tramonto viola che dà il nome alla costa, conviene comunque organizzarsi per essere a Scilla verso sera, in qualsiasi stagione. Visite al castello e servizi in barca variano con il periodo: è bene verificarli prima.

Fonti: Comune di Scilla — Le Grotte di Tremusa · Italia.it — Tour della Costa Viola in Calabria · Italia.it — Scilla · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Torrone di Bagnara IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni · Comune di Scilla — Castello Ruffo

Come arrivare e muoversi

Scilla ha una propria stazione sulla rete ferroviaria RFI, nel quartiere di Marina Grande, a pochi passi dalla spiaggia: è il modo più semplice per arrivare e per raggiungere a piedi il borgo. La strada statale 18 entra in paese da sud, provenendo da Reggio Calabria e da Villa San Giovanni, e passa accanto al belvedere Morselli.

Dai porti di Villa San Giovanni e di Reggio Calabria partono traghetti e aliscafi per la Sicilia e per le isole Eolie: Scilla si presta quindi anche come tappa prima o dopo l’attraversamento dello Stretto. Palmi, più a nord sulla Costa Viola, ha un porto turistico minore utile a chi viaggia in barca a vela lungo la Calabria.

Una volta arrivati, ci si muove a piedi. Marina Grande, la rocca del castello e Chianalea sono vicini, collegati da vie, scalinate e una stradina che sale dalla chiesa arcipretale al castello; il castello si raggiunge da piazza Matrice con una rampa. Chianalea è indicata dal Comune come accessibile a tutti, mentre per altri luoghi, come la chiesa dello Spirito Santo, le informazioni sull’accessibilità sono limitate e conviene chiedere prima.

Fonti: RFI — Stazione di Scilla · Comune di Scilla — Marina Grande · Italia.it — Tour della Costa Viola in Calabria · Comune di Scilla — Castello Ruffo · Comune di Scilla — Chianalea · Comune di Scilla — Chiesa dello Spirito Santo

Nei dintorni

Risalendo la Costa Viola verso nord si incontrano Favazzina, la frazione del limone verdello e uno dei punti di partenza per le Grotte di Tremusa, e poi Bagnara Calabra, patria del torrone IGP. Palmi è la prima cittadina dell’itinerario proposto dal portale nazionale: la Casa della Cultura intitolata a Leonida Repaci riunisce un antiquarium con reperti del Parco archeologico dei Tauriani, la pinacoteca, la gipsoteca e il museo dedicato a Francesco Cilea; dal monte Sant’Elia e dal belvedere delle Tre Croci la vista abbraccia la costa, la Sicilia e le Eolie.

Verso sud, Villa San Giovanni è il porto dei traghetti per la Sicilia e la città delle piparelle; poco oltre si arriva a Reggio Calabria. L’attraversamento dello Stretto apre la strada verso Messina e le isole Eolie, raggiungibili via mare.

Chi arriva da nord lungo il Tirreno può unire Scilla alla Costa degli Dei: Tropea e Capo Vaticano, più a settentrione, completano un itinerario fra borghi sul mare, promontori e tramonti, che il portale nazionale ricorda anche come set della serie Gente di mare, girata fra Tropea, Pizzo, Capo Vaticano e Scilla.

Fonti: Italia.it — Scilla · Comune di Scilla — Le Grotte di Tremusa · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Torrone di Bagnara IGP · Italia.it — Tour della Costa Viola in Calabria · Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni · Italia.it — 10 motivi per scegliere il mare della Costa degli Dei d’inverno

Dove dormire

Nel comune di Scilla la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 176 strutture ricettive con codice CIN verificato: 4 alberghiere, 25 extralberghiere e 147 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Due giorni fra Chianalea, il castello e un tratto di Costa Viola, con un tramonto sullo Stretto. Uscite in barca e strutture da concordare con gli operatori.

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