APULICA / GASTRONOMIA
Ciceri e tria
PAT · Gastronomia · Puglia
In breve
- Piatto salentino di pasta e ceci in cui una parte della tria, una larga tagliatella di grano duro, viene lessata e un'altra fritta. (Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria)
- È il piatto tradizionale del 19 marzo, festa di San Giuseppe. (Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria)
- Il nome tria viene accostato all'arabo itriyah e, più indietro, a un termine greco per gli impasti di acqua e farina. (Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria)
Storia e origine
Ciceri e tria, in dialetto ciciri e tria, è considerato il piatto simbolo della cucina salentina, tanto che la scheda regionale lo definisce un esempio di gastronomia archeologica. Lo si conosce anche come massa di San Giuseppe, lasagna e ceci alla salentina o massaciciri, ed è iscritto fra i prodotti tradizionali della Puglia.
Era un piatto delle famiglie povere, fatto con ingredienti che si producevano facilmente sul posto. Le sue radici però sono antichissime: già Orazio, nelle Satire, ricorda il piacere di tornare a casa per un piatto di lagane e ceci, dove le lagane erano strisce di pasta. Il nome tria rimanda all'arabo itriyah, la pasta allungata che il geografo Idrisi descriveva in Sicilia nel 1154, e più indietro a un termine greco con cui Galeno indicava gli impasti di farina e acqua.
È il piatto del 19 marzo, festa di San Giuseppe, e un detto salentino ricorda che quel giorno non passa senza ceci e pasta.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
La tria è una sorta di tagliatella larga, più spessa e a volte irregolare, impastata a mano con farina integrale di grano duro e acqua, spesso con un po' di orzo o di farro. L'impasto, lavorato fino a diventare elastico, si stende con il mattarello e si taglia a strisce.
I ceci si lasciano a bagno almeno dieci ore e poi cuociono a fuoco basso per circa due ore, con sedano, carota e cipolla a piacere. Intanto la pasta si divide in due: una parte si lessa in acqua salata, l'altra si frigge nell'olio d'oliva e diventa i frizzuli, le strisce croccanti che sono il segno distintivo del piatto.
Alla fine tutto si riunisce in una larga padella con olio e aglio: prima i ceci, alcuni schiacciati perché si formi una crema, poi la tria lessa e i frizzuli. Si serve subito, con una generosa macinata di pepe nero.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria
Come si riconosce
Il piatto si riconosce dal contrasto fra due consistenze della stessa pasta: le strisce lessate, morbide e avvolte dalla crema di ceci, e quelle fritte, dorate e croccanti, che si mescolano al resto solo all'ultimo momento.
La tria è più spessa e rustica di una tagliatella comune, con il colore scuro della farina integrale di grano duro, a volte arricchita da orzo o farro. I ceci in parte restano interi e in parte si sfaldano, legando il tutto senza bisogno di altro condimento che olio, aglio e pepe nero.
Il risultato è un piatto unico, sostanzioso e semplice, nato da pochi ingredienti del territorio.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria
In cucina
Ciceri e tria è un piatto da mangiare appena fatto: la scheda regionale raccomanda di servirlo subito, perché i frizzuli perdono presto la loro croccantezza a contatto con la crema di ceci. Si porta in tavola come piatto unico, condito solo con pepe nero macinato al momento.
Il legame più forte è con il calendario: è la pietanza tradizionale del 19 marzo, giorno di San Giuseppe, quando nel Salento non può mancare sulle tavole delle famiglie. Proprio a questa festa si deve uno dei suoi nomi, massa di San Giuseppe.
Le varianti nascono soprattutto dalla farina della tria, che può includere orzo o farro accanto al grano duro, e dagli odori scelti per la cottura dei ceci.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria
Dove assaggiarlo
Ciceri e tria appartiene alla cucina del Salento, la parte più meridionale della Puglia, ed è lì che conviene cercarlo. Nato come piatto delle famiglie contadine, si prepara ancora in casa con la tria tirata a mano, e la scheda regionale lo considera il simbolo stesso della cucina salentina.
Il momento migliore per assaggiarlo è la festa di San Giuseppe, il 19 marzo: il detto popolare che lega quel giorno ai ceci con la pasta racconta quanto il piatto sia parte della festa. Chi visita Lecce e i borghi del Salento in quel periodo può cercarlo nelle cucine che propongono i piatti della tradizione, accanto alle altre ricette di legumi e pasta fatta in casa.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria
Tutela
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Puglia, n. 324, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026) · Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria)
Quando
- Consumo tradizionale: marzo (Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Ciciri e tria)
- Primavera
Dove
Da leggere
Ciceri e tria e rustico leccese
La pasta con i ceci, in parte fritta, del 19 marzo e la sfoglia ripiena nata nei salotti del Settecento: storia, tecnica, feste e dove assaggiarli nel Salento.
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