Apulica — Taste Travel Together

APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Pomodoro regina di Torre Canne

PAT · Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Puglia

In breve

Storia e origine

Il pomodoro regina è una popolazione da serbo selezionata dagli orticoltori della costa fra Fasano e Ostuni. Deve il nome al peduncolo, che ha la forma di una piccola corona reale.

La sua storia è intrecciata con quella del cotone. Fino alla metà dell'Ottocento la coltura principale di questa campagna era il cotone, detto «bambace», che integrava i bilanci contadini con lenzuola, tovaglie e tessuti filati e ricamati in casa dalle donne. Il cotone non scomparve del tutto: fino agli anni Sessanta si coltivava fra i filari dei pomodori, e il suo filo serviva a legare i frutti uno a uno nelle «ramasole», i grandi grappoli da appendere.

Sull'origine della parola ramasola ci sono più ipotesi: «ramo di sole», per il colore porpora del grappolo, oppure radici arabe o greche legate all'idea di cucire e unire. Oggi il regina è iscritto nel Registro regionale delle varietà pugliesi, fra i prodotti tradizionali, ed è un Presidio Slow Food.

Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodoro regina · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026) · Fondazione Slow Food — Presidio Pomodoro regina al filo di cotone di Torre Canne

Zona e metodo di produzione

Il regina cresce sui terreni costieri compresi nel Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo: le terre sciolte della «marina», vicine al mare e prive di alberi, sono le più vocate. L'irrigazione con acqua salmastra rende la buccia più spessa e aumenta il contenuto di sale nella bacca, che così si altera meno durante la conservazione e resiste meglio ai parassiti.

La raccolta comincia in estate, a partire da giugno. Una parte dei pomodori si vende fresca; il resto appassisce in cassette e poi viene legato. Con un giro rapidissimo di filo di cotone si annoda il peduncolo di ogni bacca, formando catenelle che, unite con uno spago di canapa, compongono la ramasola. È un'abilità tramandata di madre in figlia, soprattutto dalle donne di Fasano.

Le ramasole si appendono a un chiodo nei vani freschi e ventilati delle masserie di Fasano, Monopoli e Ostuni, sotto volte di tufo a botte o a stella, senza frigorifero, fino ad aprile.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodoro regina al filo di cotone di Torre Canne · Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodoro regina

Come si riconosce

Le bacche sono piccole e tondeggianti, riunite in grappoli di due-cinque frutti che a piena maturazione diventano di un rosso intenso. La buccia è spessa, il peduncolo a corona; fra i carotenoidi della buccia prevale il licopene. La maturazione è in parte scalare.

La qualità che lo distingue è la conservabilità: il regina mantiene le sue caratteristiche fino a nove o dieci mesi dopo la raccolta, senza alcun consumo di energia. Le ricerche del progetto regionale BiodiverSO, condotte con il CNR sui campi di Ostuni, Fasano e Monopoli, hanno misurato zuccheri e carotenoidi al momento della raccolta e dopo tre mesi di conservazione, e hanno rilevato un buon indice di dolcezza, notevole per un pomodoro da serbo.

Appeso, il regina si riconosce subito dalla forma della ramasola: non grappoli legati insieme, ma bacche annodate una per una.

Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodoro regina · BiodiverSO (PSR Puglia, Università di Bari e CNR) — Caratterizzazione del pomodoro Regina · BiodiverSO — La caratterizzazione dei pomodori Manduria, Regina e Crispiano · Atlante dei PAT di Puglia — Pomodori appesi

In cucina

Il regina nasce per portare il pomodoro estivo in tavola d'inverno, e il suo uso più classico è la bruschetta con i pomodori appesi, iscritta fra i prodotti tradizionali pugliesi: si prende un pomodoro dalla ramasola, lo si spreme e lo si strofina sul pane, poi si condisce con olio, aglio e sale. Lo stesso gesto si fa sulla frisella, il tarallo di grano duro o d'orzo cotto due volte.

Era il cibo dei braccianti al rientro dai campi, una cena povera ma saporita, che si poteva arricchire con un pugno di olive. Oggi è un antipasto semplice che accompagna salumi, formaggi e ortaggi.

Nel Brindisino esiste anche il «pani rustutu suppatu»: fette di pane tostato e strofinato con l'aglio, intinte in una salsetta di pomodoro fresco, olio, sale e pepe.

Fonti: Atlante dei PAT di Puglia — Bruschetta con i pomodori appesi · Atlante dei PAT di Puglia — Pomodori appesi

Dove assaggiarlo

Il regina si cerca lungo la costa fra Torre Canne, frazione di Fasano, e Torre San Leonardo, nel territorio di Ostuni: è il paesaggio del Parco delle Dune Costiere, fra il mare, le dune e gli orti della marina. Nell'entroterra, le masserie di Fasano, Monopoli e Ostuni sono i luoghi dove le ramasole si conservano.

Il pomodoro fresco si trova d'estate; appeso, dura fino alla primavera. A Torre Canne il regina è stato protagonista anche delle «Notti Verdi», una manifestazione estiva che lo ha promosso fra i prodotti del territorio.

Ostuni e Monopoli sono le basi naturali per scoprirlo: fra una giornata di mare e una visita alla città bianca, il regina racconta un'agricoltura costiera nata dall'incontro fra il pomodoro e il cotone.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodoro regina al filo di cotone di Torre Canne · Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodoro regina

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Puglia

Da leggere