APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Limone Costa d'Amalfi
IGP · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- È il limone fresco della varietà Sfusato Amalfitano, di forma ellittica e affusolata. (Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP)
- Si coltiva ad Atrani e in parte dei comuni della costiera, da Positano a Vietri sul Mare. (Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP)
- I limoneti stanno su terrazze rette da muretti, le macere, sotto impalcature di legno di castagno. (Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP)
- Si raccoglie a mano, di solito da febbraio a ottobre. (Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP)
Storia e origine
I documenti attestano limoneti sulla Costiera Amalfitana fin da epoche antiche. Secondo la Regione Campania furono gli Arabi a portare il limone in Spagna e in Sicilia, e da lì in Campania; la sua vera diffusione ad Amalfi si deve però al mare. Gli amalfitani erano un popolo di navigatori, e il limone, ricco di vitamina C, era il rimedio contro lo scorbuto: già nell'XI secolo la Repubblica di Amalfi stabilì che le navi avessero sempre a bordo una scorta di questi frutti.
Dal Quattrocento all'Ottocento la domanda arrivò anche da altri Paesi europei. Nel Seicento lo storico Matteo Camera ricordava i limoni che partivano via mare da Minori verso altri mercati, insieme alle arance amare, e un testo dello stesso secolo cita un «limon amalphitanus» molto simile allo sfusato di oggi. Nel Novecento le spedizioni raggiungevano le Americhe.
Così, secolo dopo secolo, i «giardini di limoni», come qui si chiamano i limoneti, si sono moltiplicati con un lavoro immenso, strappando all'abbandono pendii scoscesi. L'IGP è stata riconosciuta nel 2001 e il Consorzio di tutela si è costituito nel 2002.
Fonti: Regione Campania — Limone Costa d'Amalfi IGP · Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP · Consorzio di Tutela Limone Costa d'Amalfi IGP
Zona e metodo di produzione
La zona di produzione comprende tutto il comune di Atrani e parte di quelli di Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare, in provincia di Salerno. I limoni crescono su terrazze ricavate sui pendii più ripidi e sostenute da muretti a secco chiamati «macere», che richiedono una manutenzione continua per far defluire bene l'acqua.
Gli alberi si allevano sotto impalcature di pali di castagno alte almeno 180 centimetri, che possono essere coperte per riparare i frutti dal maltempo e ritardarne la maturazione: un tempo con le stuoie di paglia dette «pagliarelle», oggi spesso con reti ombreggianti. Nei primi due anni non si pota, ma si legano i rami alle traverse.
La raccolta è soltanto manuale e i frutti non devono toccare terra. Il limone fiorisce e fruttifica più volte l'anno: si raccoglie in genere da febbraio a ottobre, e la Regione indica come più pregiata la produzione fra marzo e fine luglio. Sui terrazzamenti più impervi resta difficile trasportare i frutti, un problema che gli agricoltori affrontano da sempre.
Fonti: Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP · Regione Campania — Limone Costa d'Amalfi IGP
Come si riconosce
Lo Sfusato Amalfitano deve il nome a due tratti: la forma affusolata del frutto, da cui «sfusato», e la Costiera in cui si è differenziato nel tempo. È un limone ellittico e allungato, di taglia medio-grossa, almeno 100 grammi per frutto.
La buccia è di spessore medio, di un giallo chiaro, separata dalla polpa da uno strato bianco e spugnoso; ricca di oli essenziali, sprigiona un profumo intenso e aromatico, una qualità considerata preziosa per il liquore di limoni. La polpa, giallo paglierino, è succosa, con pochissimi semi o nessuno, e ha un'acidità marcata ma, secondo la scheda regionale, un gusto quasi dolce.
Studi dell'Università di Napoli Federico II citati dalla Regione lo collocano fra le varietà più ricche di vitamina C.
Fonti: Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP · Regione Campania — Limone Costa d'Amalfi IGP
In cucina
Sulla Costiera il limone è dappertutto in tavola. Il modo più tradizionale di gustarlo è al naturale, tagliato a fette o in insalata, con un pizzico di sale o di zucchero, qualche fogliolina di menta e un filo d'aceto. Il suo succo, la polpa e la scorza grattugiata insaporiscono antipasti di mare, primi piatti, pesce e carni.
Dalle bucce in infusione nell'alcol nasce il limoncello, che proprio qui, come a Sorrento e a Capri, ha trovato la sua terra d'elezione; esiste anche un Liquore di Limone della Costa d'Amalfi IGP. Il limone è poi alla base di conserve, marmellate, biscotti e bevande.
Grande è il suo ruolo in pasticceria: con il suo aroma si preparano le «delizie» al limone, i babà al limoncello, torte, profiteroles e cioccolatini.
Fonti: Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP · Regione Campania — Limone Costa d'Amalfi IGP
Dove assaggiarlo
I giardini di limoni accompagnano chi percorre la Costiera Amalfitana in tutti i suoi paesi: da Positano a Vietri sul Mare, passando per Praiano, Furore, Conca dei Marini, Amalfi, Atrani, Minori, Maiori e Cetara, fino a Ravello, Scala e Tramonti sulle colline. Le terrazze gialle e verdi sopra il mare fanno parte del fascino di questo paesaggio, che la Regione definisce anche un presidio contro il dissesto dei versanti.
Il Consorzio di tutela, con sede a Maiori, promuove il «Lemon Tour», un percorso in tredici tappe nei comuni della Costiera, con visite ai giardini e ai limoneti storici e assaggi preparati da pasticceri e cuochi.
Il limone fresco si trova da febbraio a ottobre; limoncello e dolci al limone si incontrano tutto l'anno.
Fonti: Consorzio di Tutela Limone Costa d'Amalfi IGP · Regione Campania — Limone Costa d'Amalfi IGP · Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP
Tutela
- Indicazione geografica protetta (IGP) — PGI-IT-0116 (eAmbrosia — Limone Costa d'Amalfi (PGI-IT-0116))
Quando
- Raccolta: febbraio–ottobre (Qualigeo — Limone Costa d'Amalfi IGP)
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