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Scorcio di Maratea

Basilicata / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Maratea, paese, montagna e Tirreno

A Maratea il tempo vicino al mare può completare un viaggio nell’interno. Per conoscerla suggeriamo di accostare la sosta costiera a un tema culturale, lasciando spazio al paese. È il cambio di prospettiva a dare profondità: la pausa e la visita possono avere ritmi diversi senza escludersi.

Scorcio di Maratea · Foto: Luke18389 / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Maratea è l'unico tratto di Basilicata affacciato sul mar Tirreno: circa 32 chilometri di costa nel golfo di Policastro, fatti di pareti rocciose a picco, promontori, cale di sabbia e di ghiaia, grotte e spiagge raggiungibili solo dal mare. La chiamano la Perla del Tirreno, e già gli antichi Greci, ricorda il portale turistico nazionale, la definivano «dea del mare».

Ma Maratea non è solo mare. Il borgo, arroccato sul versante del monte San Biagio che guarda la costa, ha un centro storico di impianto medievale fatto di vicoli lastricati, scalette e piazzette, e viene detto la città delle 44 chiese, per il numero di chiese, cappelle, monasteri ed eremi sparsi sul territorio. In cima al monte, accanto alla basilica che custodisce le reliquie del patrono San Biagio, la grande statua del Cristo Redentore domina il golfo.

Questo intreccio di paesaggio, arte sacra e vita marinara rende Maratea una meta per stagioni diverse: una vacanza al mare, ma anche passeggiate fra macchia mediterranea e ginestre, immersioni nei fondali, e la possibilità di salire in poco tempo verso i paesi e le montagne dell'interno, da Trecchina e Lauria fino al Pollino.

Fonti: Italia.it — Maratea · Italia.it — Maratea, guida, storia e curiosità · Italia.it — Cosa fare a Maratea · Regione Basilicata, patrimonio culturale — Una luce dal mare · Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Santuario Basilica di San Biagio · Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Centro storico di Trecchina · Italia.it — Lauria · Parco nazionale del Pollino — Come raggiungerci

Storia

La storia di Maratea comincia con insediamenti del Paleolitico, ma è nel Medioevo che la sua posizione ne fa un luogo strategico: la cittadella sorgeva in cima al monte San Biagio, protetta dalle incursioni che si susseguirono per secoli. Nell'età moderna il nuovo borgo si sviluppò più in basso, sul versante del monte rivolto al mare, più adatto a un'economia fondata sui commerci marittimi. Sul monte restano le rovine dell'antica Maratea, detta il Castello.

Alla storia religiosa è legato il patrono. Secondo la tradizione, nel 732 una nave che trasportava dall'Oriente verso Roma l'urna con le reliquie di San Biagio, vescovo e martire di Sebaste, fu spinta da una tempesta presso l'isolotto di Santo Janni, e le reliquie restarono a Maratea. Nel territorio si diffuse il monachesimo orientale, che ha lasciato grotte, eremi e laure ancora visibili. Nel 1563 una bolla di papa Pio IV parlava della «manna» che stillava dai marmi del santuario, elevato a basilica minore nel 1941.

Dopo secoli di dominazione spagnola, austriaca e borbonica, nel dicembre 1806 Maratea resistette sei giorni all'assedio delle truppe francesi. Rimase poi un importante scalo marittimo e centro di produzione di vino, olio e lana. Nel 1965 fu collocata sul monte la statua del Redentore.

Fonti: Italia.it — Maratea, guida, storia e curiosità · Regione Basilicata, patrimonio culturale — Una luce dal mare · Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Santuario Basilica di San Biagio

Cosa vedere

In cima al monte San Biagio si sale per vedere la statua del Cristo Redentore, alta oltre venti metri, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti, che volle dare a Gesù il volto di un ragazzo. Dal belvedere, a circa 650 metri, lo sguardo abbraccia la costa. Di fronte sorge la basilica di San Biagio, forse il tempio più antico del territorio, nata fra VI e VII secolo sui resti di un tempio che la leggenda attribuisce a Minerva: tre navate, il portico settecentesco e, nel presbiterio, la cappella regia in marmo del Seicento con l'urna delle reliquie e la statua d'argento del santo.

Nel centro storico, che converge su piazza Buraglia, si incontrano le chiese di Santa Maria Maggiore, dell'Annunziata e dell'Immacolata, quest'ultima ornata di affreschi; la chiesa di San Vito, dell'XI secolo, è fra le più antiche. Dal belvedere Pietra del Sole si apre un ampio panorama sulla costa. Sul monte, la grotta dell'Angelo conserva affreschi bizantini del X secolo ed è considerata dalla tradizione il primo luogo di culto cristiano di Maratea.

Lungo la costa spiccano Cala Jannita, la spiaggia nera di sabbia scura premiata più volte con la Bandiera Blu, le grotte della Sciabella e della Tartaruga, l'isolotto di Santo Janni e la spiaggia di Illicini, chiusa da scogli che formano una piscina naturale. I reperti recuperati dai fondali sono esposti nel museo di archeologia subacquea di Palazzo De Lieto.

Fonti: Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Santuario Basilica di San Biagio · Italia.it — Cosa fare a Maratea · Italia.it — Maratea · Regione Basilicata, patrimonio culturale — Una luce dal mare

Sapori

Per quanto sia un luogo di mare, ricorda il portale turistico nazionale, Maratea è famosa per le sue salsicce, di qualità pregiata, che si mangiano fresche o stagionate oppure conservate sott'olio o nella sugna secondo l'uso antico. È un segno di come la cucina del paese unisca la costa e la montagna alle sue spalle: la storia di Maratea racconta di un centro che produceva vino, olio e lana oltre a commerciare via mare.

Il mare porta naturalmente il pesce del golfo di Policastro, mentre dall'interno arrivano i prodotti dei paesi vicini. A pochi chilometri, Trecchina è il paese della castagna: la varietà «nzerta», arrostita, è riconosciuta fra i prodotti agroalimentari tradizionali, e se ne ricavano farina, pasta, miele, liquori, dolci e gelati. Lauria, nella valle del Noce, è conosciuta per la pasta fatta in casa, le carni alla brace, i formaggi e i salumi.

Una giornata a Maratea può quindi chiudersi con una cena di mare in una delle frazioni costiere oppure con una tavola di salumi e piatti di terra nel centro storico, magari dopo una salita sul monte al tramonto. In autunno, la sagra della castagna di Trecchina offre un motivo in più per spingersi verso l'interno.

Fonti: Italia.it — Cosa fare a Maratea · Italia.it — Maratea, guida, storia e curiosità · Regione Basilicata — Sagra della castagna a Trecchina · Italia.it — Lauria

Cosa fare

Il mare si esplora in tanti modi. Le spiagge vanno da quelle attrezzate a quelle isolate, raggiungibili solo via mare; a Cala Jannita si arriva con un sentiero immerso nella vegetazione che termina con una scala, e presso i lidi si noleggiano canoe per esplorare le grotte vicine, mentre sul posto si propongono gite in barca e in kayak. I fondali, ricchi di vita, sono una meta per le immersioni. Il porto turistico è il punto di partenza per chi va per mare.

A terra, il territorio si presta all'escursionismo. La Regione descrive il percorso che ripercorre la traslazione delle reliquie di San Biagio: dalla spiaggetta di Illicini, fra lecci resi nani dalla salsedine e un mare dove sono state ritrovate centinaia di ancore romane, si sale per la strada della Marinella alla grotta di Zù Iancu, dimora di eremiti, poi per il sentiero della Madonna della Pietà fino all'eremo, alla chiesa di San Vito, alla grotta dell'Angelo e, attraversando le rovine dell'antica Maratea, alla basilica sul monte.

Salire al monte San Biagio fra ginestre, fiordalisi, orchidee e primule, e affacciarsi dal belvedere del Redentore, è l'esperienza che riassume Maratea: il golfo sotto, il borgo sul fianco del monte, le montagne lucane alle spalle.

Fonti: Italia.it — Cosa fare a Maratea · Italia.it — Maratea · Comune di Maratea — Porto turistico · Regione Basilicata, patrimonio culturale — Una luce dal mare

Quando andare

La stagione più lunga va dalla primavera all'autunno. L'estate è il tempo del mare, delle spiagge e delle gite in barca; la primavera e l'inizio dell'autunno sono ideali per le escursioni sul monte e lungo la costa, quando la macchia mediterranea è fiorita e il caldo è meno intenso.

Il calendario religioso ruota intorno a San Biagio, festeggiato due volte l'anno. Il 3 febbraio, durante la messa, si impartisce la benedizione della gola incrociando due candele, in ricordo del miracolo del bambino salvato da una lisca. La festa più grande, per l'anniversario della traslazione delle reliquie, dura otto giorni, dal primo sabato fino alla seconda domenica di maggio: il giovedì la statua d'argento, coperta da un manto porpora, scende in processione dalla basilica fino al borgo, dove il sindaco le consegna le chiavi della città, e la domenica una folla la riaccompagna sul monte.

La Regione ha dato notizia anche della Festa del Redentore, con messa in basilica e processione fino alla statua, che il vescovo ha indicato per la domenica successiva al Corpus Domini, e della rievocazione «Una luce dal mare» lungo il sentiero della traslazione. Le date vanno verificate di anno in anno.

Fonti: Italia.it — Cosa fare a Maratea · Regione Basilicata, patrimonio culturale — Una luce dal mare · Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Santuario Basilica di San Biagio · Regione Basilicata — La Festa del Redentore a Maratea

Come arrivare e muoversi

Maratea è servita dalla ferrovia: la stazione di Maratea è sulla rete RFI lungo la costa tirrenica, e poco più a nord, in Campania, c'è quella di Sapri. Il Parco del Pollino indica Maratea fra i nodi ferroviari collegati da autolinee locali verso l'interno e ricorda che dalla stazione si raggiungono anche le ciclovie del parco, come il tracciato Lagonegro-Rotonda lungo l'ex ferrovia Calabro-Lucana.

In auto si arriva dall'autostrada del Mediterraneo A2. Il Comune di Lauria ricorda che la fondovalle del Noce collega l'autostrada con la costa tirrenica calabro-lucana. Gli aeroporti più vicini indicati dal parco del Pollino sono Napoli, Bari e Lamezia Terme.

Sul posto le distanze fra il centro, le frazioni costiere, il porto e il monte richiedono un mezzo: per la statua del Redentore il Comune indica il parcheggio in località Madonna degli Ulivi e l'ultimo tratto con navetta. Il centro storico si percorre a piedi, fra vicoli e scalette.

Fonti: RFI — Stazione di Maratea · RFI — Stazione di Sapri · Parco nazionale del Pollino — Come raggiungerci · Comune di Lauria — Territorio e collegamenti · Comune di Maratea — Cristo di Maratea

Nei dintorni

Risalendo dalla costa verso l'interno si incontra Trecchina, a circa 500 metri alle pendici del monte Coccovello, con la piazza del Popolo, i palazzi liberty voluti dagli emigrati in Brasile, il borgo del Castello e il santuario della Madonna del Soccorso, di origine antichissima e ricostruito negli anni Venti del Novecento. In autunno la sua sagra della castagna richiama ogni anno moltissimi visitatori.

Più su, nella valle del Noce, Lauria è il centro più grande della zona, divisa nei rioni del Castello e del Borgo, con i resti del castello di Ruggero di Lauria, ammiraglio della flotta aragonese, e la chiesa di San Nicola dove riposa il Beato Domenico Lentini. È anche il paese natale di Rocco Papaleo, autore del film «Basilicata coast to coast».

Da Maratea si raggiungono in giornata il Parco nazionale del Pollino e i suoi borghi interni, oppure, verso nord, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, patrimonio UNESCO. Verso sud la costa tirrenica prosegue in Calabria, fino a località come Tropea.

Fonti: Catalogo generale dei beni culturali (MiC) — Centro storico di Trecchina · Regione Basilicata — Sagra della castagna a Trecchina · Italia.it — Lauria · Italia.it — Maratea · Italia.it — Cosa fare a Maratea

Dove dormire

Nel comune di Maratea la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 323 strutture ricettive con codice CIN verificato: 13 alberghiere, 36 extralberghiere e 274 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

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