APULICA / Guide ai sapori
Il cedro della Riviera dei Cedri: un agrume tra pasticceria e rito
Sulla costa tirrenica della provincia di Cosenza un agrume grande, profumato e dalla buccia spessa ha dato il nome a un intero tratto di litorale: la Riviera dei Cedri. Il cedro qui serve alla pasticceria, ma anche a un rito religioso lontano, la festa ebraica delle Capanne. Dal 2023 il Cedro di Santa Maria del Cedro è una Denominazione di origine protetta. Questa guida spiega il frutto, la sua coltivazione delicata, la tutela, il museo che lo racconta e i paesi della costa.
Il frutto e i diciotto comuni della DOP
L'ARSAC, l'agenzia regionale per lo sviluppo dell'agricoltura calabrese, descrive il Cedro di Santa Maria del Cedro DOP come il frutto, o esperidio, della specie botanica Citrus medica. Ha forma ovale con l'apice picciolato; la buccia è di un verde intenso che tende al giallo, mentre la parte interna è bianca, consistente e ben strutturata. La polpa è giallo paglierino, priva di semi, con un odore aromatico e un sapore intenso e acidulo.
La zona di produzione comprende il territorio di diciotto comuni della provincia di Cosenza: Aieta, Belvedere Marittimo, Bonifati, Buonvicino, Cetraro, Diamante, Grisolia, Maierà, Orsomarso, Papasidero, Praia a Mare, Sangineto, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Scalea, Tortora e Verbicaro. Sono paesi di costa e di collina, tra il mare e i rilievi che salgono verso il Pollino.
Le confezioni in vendita devono riportare il logo del prodotto, il simbolo della denominazione protetta, la sede dello stabilimento di confezionamento, il nome e l'indirizzo dell'azienda produttrice e la categoria commerciale: dati utili per riconoscere il frutto certificato.
La Liscia di Diamante, una pianta delicata
L'Arca del Gusto di Slow Food descrive il cedro liscio di Diamante, coltivato sulla costa tirrenica tra Tortora e Cetraro, in provincia di Cosenza. È un frutto verde chiaro, di forma da ovale a tonda, con un peso medio di un chilo; la buccia è spessa, dura e gialla, mentre la polpa è poco succosa, di sapore dolce e acidulo, con un profumo intenso e gradevole.
La pianta è estremamente delicata. Chiede un clima mite, molta acqua e protezione dal freddo, e per questo d'inverno viene riparata con apposite stuoie. Fiorisce durante tutto l'anno, ma i frutti migliori nascono dalle fioriture di maggio e giugno; la raccolta si svolge da ottobre a dicembre.
In cucina i cedri si candiscono e si usano soprattutto per i dolci, oppure si mangiano così come sono, in particolare nel periodo natalizio. È un frutto che si apprezza più per la buccia e il profumo che per il succo, e la stagione della raccolta coincide con i mesi in cui la costa si prepara alle feste d'inverno.
Fonti: Fondazione Slow Food — Arca del Gusto, Cedro liscio di Diamante
Una costa che porta il nome di un frutto
La Riviera dei Cedri, detta anche Costa dei Cedri, è il tratto dell'Alto Tirreno cosentino che prende il nome da questo agrume. Italia.it lo descrive come un piccolo paradiso naturalistico, dove il cedro trova il suo ambiente ideale e dove il profumo di zagara accompagna tramonti sul mare.
La guida presenta il frutto come un agrume autoctono dalle caratteristiche uniche: buccia liscia e lucente, grandi dimensioni, fioritura autunnale, uso in pasticceria e in cosmesi. È questo legame tra paesaggio e coltura a dare identità a una costa intera, dai paesi affacciati sul mare a quelli dell'entroterra.
La Riviera è nota anche per le spiagge e per due isole, l'Isola di Dino davanti a Praia a Mare e l'isola di Cirella davanti a Diamante, entrambe comprese nel Parco marino regionale Riviera dei Cedri. L'Isola di Dino, la più grande della Calabria, è ricca di grotte e insenature, come la Grotta delle Sardine e la Grotta Azzurra, ed è amata da chi pratica immersioni e da chi cerca una vacanza a contatto con la natura.
Fonti: Italia.it — Costa dei Cedri, cose da vedere e da fare
Il cedro e la festa delle Capanne
Il cedro di questa costa ha un ruolo che va oltre la tavola. Italia.it racconta che ogni anno la Riviera dei Cedri accoglie rabbini da tutto il mondo, che arrivano per scegliere i frutti migliori destinati a Sukkot, la festa ebraica delle Capanne, nella quale si usa l'etrog, cioè il cedro, nella sua varietà più pregiata.
Secondo la guida, i rabbini raggiungono Santa Maria del Cedro per raccogliere il frutto indicato dalla Bibbia con l'espressione Perì 'etz hadar, e il rito rievoca l'attraversamento del deserto con la costruzione delle capanne. La varietà al centro di questa tradizione è il cedro liscio di Diamante.
L'assessore regionale all'agricoltura, nel comunicato dell'ARSAC sulla DOP, sottolineava proprio che il cedro è un frutto simbolico dal punto di vista religioso e culturale. Per chi viaggia, è un incontro con una tradizione viva e lontana insieme: la scelta dei frutti è un momento religioso e va osservata con discrezione, senza trasformarla in uno spettacolo.
Fonti: Italia.it — Costa dei Cedri, cose da vedere e da fare · ARSAC Calabria — Denominazione di origine protetta per il Cedro di Santa Maria del Cedro
Dal parere del Ministero al registro europeo
Il percorso verso la DOP è stato lungo. Il 6 maggio 2022, nell'ultima giornata del Macfrut di Rimini, la fiera di riferimento per l'ortofrutta, la Regione Calabria annunciava il parere favorevole del Ministero dell'Agricoltura al riconoscimento del Cedro di Santa Maria del Cedro, definito un prodotto di nicchia dalle radici antiche, con la prospettiva di rilanciare la Riviera dei Cedri anche sul piano turistico e gastronomico.
L'ufficialità è arrivata con l'iscrizione nel registro europeo delle DOP e IGP e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione, annunciate dall'ARSAC a maggio 2023. L'agenzia descrive un processo protrattosi per diversi anni, tra battute d'arresto e ripartenze, e concluso grazie al lavoro del Consorzio del Cedro di Calabria, con il sostegno determinante della Regione.
Nello stesso comunicato la Regione ricorda che il nuovo disciplinare sarà la garanzia della qualità e permetterà ulteriori percorsi di valorizzazione, anche per lo sviluppo del territorio. Il cedro si aggiunge così alle altre denominazioni dell'ortofrutta calabrese, come la Cipolla rossa di Tropea, la Patata della Sila e il Clementino IGP.
Fonti: Regione Calabria — Parere favorevole del Ministero alla DOP Cedro di Santa Maria del Cedro (2022) · ARSAC Calabria — Denominazione di origine protetta per il Cedro di Santa Maria del Cedro
Il Museo del Cedro e il Parco di Laos
Santa Maria del Cedro, piccola capitale della Riviera, prende il nome dall'agrume principe di questa costa. Italia.it indica la casa del frutto nel Museo del Cedro, ospitato nel monumentale Palazzo Gabriele Marino: pannelli didattici e postazioni multimediali raccontano la storia del cedro, le fasi di raccolta e lavorazione e le tradizioni legate al suo uso rituale nell'ebraismo.
Il museo comprende anche un percorso artistico nel centro storico e un percorso archeologico che porta al Parco archeologico di Laos, sul colle San Bartolo nella frazione di Marcellina. Gli scavi documentano l'abitato di un'antica colonia della Magna Grecia, attestata intorno al 510 avanti Cristo, con edifici come la Casa della Rampa e la Casa della Zecca; i reperti sono esposti all'Antiquarium di Scalea.
In posizione panoramica si trova il complesso medievale dell'Abatemarco, con i ruderi del castello di San Michele e l'omonima chiesa basiliana, interamente affrescata. Museo, scavi e complesso medievale si visitano bene in una mattina, prima di scendere verso il mare.
Fonti: Italia.it — Costa dei Cedri, cose da vedere e da fare
Lungo la Riviera: Praia, Scalea, Cirella e Belvedere
L'itinerario di Italia.it parte da nord, da Praia a Mare, nata come villaggio di pescatori e contadini tra i fiumi Noce e Lao: qui il Santuario della Madonna della Grotta occupa tre cavità rocciose, e la Torre di Fiuzzi difende la costa dal XVI secolo. Poco lontano Tortora ha una spiaggia Bandiera Blu.
Scalea, una delle città più antiche della Calabria, sorge tra la collina e la valle del Lao. Torre Talao è oggi una terrazza sul Tirreno; nel centro storico, dominato dai ruderi del castello normanno, nacque nel 1250 l'ammiraglio Ruggiero di Lauria, ricordato da Boccaccio. A Diamante il Comune descrive i ruderi dell'antica Cirella, distrutta all'inizio dell'Ottocento, e il Teatro dei Ruderi, che d'estate ospita spettacoli e concerti.
L'ultima tappa è Belvedere Marittimo, il borgo degli innamorati: nel Convento dei Cappuccini si custodiscono reliquie di San Valentino, meta di coppie ogni 14 febbraio, e il centro conserva il Castello aragonese ristrutturato nel 1490. Tutti questi paesi sono compresi nella zona della DOP.
Fonti: Italia.it — Costa dei Cedri, cose da vedere e da fare · Comune di Diamante — I ruderi di Cirella · ARSAC Calabria — Cedro di Santa Maria del Cedro DOP
Feste e stagione: che cosa sappiamo
Non abbiamo trovato su fonti ufficiali una sagra del cedro con date certe da indicare, per cui non ne proponiamo. Il periodo più interessante resta l'autunno e l'inizio dell'inverno: è la stagione della raccolta e quella in cui cade Sukkot, con la presenza dei rabbini nei cedreti.
La data della festa ebraica cambia ogni anno secondo il calendario lunare, e la scelta dei frutti è un momento religioso, non uno spettacolo: va osservato con discrezione e solo dove è possibile, accompagnati da operatori del posto. Le visite ai cedreti vanno sempre concordate prima.
L'estate porta invece sulla Riviera il mare, le isole e gli spettacoli serali, come quelli del Teatro dei Ruderi di Cirella. È un buon momento per il Museo del Cedro e per le passeggiate nei centri storici, ma i frutti sulla pianta sono ancora lontani dalla maturazione. Chi vuole vedere il cedro nel pieno della sua stagione farebbe bene a scegliere ottobre o novembre, quando la costa è più tranquilla.
In cucina
Il cedro si capisce soprattutto attraverso la buccia e la parte bianca, spessa e profumata, più che attraverso la polpa acida. Lo assaggerei candito, nei dolci della costa, e fresco a fette sottili con un pizzico di sale o in insalata con finocchio e olive, come si fa con gli agrumi più amari.
Anche un liquore o una marmellata raccontano bene il profumo, che resta intenso anche dopo la lavorazione. Nei giorni di Natale il candito compare in molti dolci, e la stagione della raccolta lo rende più facile da trovare fresco.
In una giornata sulla Riviera dei Cedri cercherei almeno due preparazioni diverse, per capire quanto lo stesso frutto cambia tra fresco e conservato. Vale la pena chiedere a chi lo vende se proviene dai comuni della denominazione e da quale varietà: la Liscia di Diamante ha una buccia e un profumo riconoscibili, e assaggiarla accanto a un candito industriale aiuta a capirne il valore.
Portarlo a casa
Il cedro fresco, grande e robusto, regge qualche giorno di viaggio se tenuto al fresco e non schiacciato; avvolto in carta, sopporta bene anche il bagaglio a mano. Il candito e le confetture sono comunque i ricordi più pratici, perché durano a lungo e occupano poco spazio.
Per riconoscere il prodotto a denominazione conviene cercare in etichetta il nome Cedro di Santa Maria del Cedro, il simbolo DOP e il logo del prodotto, insieme ai dati del produttore e dello stabilimento di confezionamento. Se si compra un frutto fresco fuori stagione, conviene chiedere la provenienza: non tutto il cedro in vendita sulla costa nasce nei comuni della denominazione.
A casa il frutto fresco si conserva in un luogo fresco e asciutto e va usato entro qualche settimana, finché la buccia resta soda e profumata. Una sola buccia grattugiata basta a profumare un dolce o un'insalata, ed è il modo più semplice per riportare in cucina il ricordo della Riviera dei Cedri.
Il filo del viaggio
Proposta: una mattina a Santa Maria del Cedro tra il Museo del Cedro e il Parco archeologico di Laos, un pranzo con cedro fresco e candito, un pomeriggio lungo la Riviera dei Cedri. Visite ai cedreti da concordare con gli operatori, meglio in autunno, nella stagione della raccolta.
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