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Moscato al governo di Saracena

Presidio Slow Food · Vini · Calabria

In breve

Storia e origine

Saracena è un paese della provincia di Cosenza, alle pendici del Pollino, e il suo vino dolce ha una storia lunga e ben documentata. Già nel Cinquecento i barili partivano dal porto di Scalea diretti alla corte papale: il moscato era servito alla tavola di Pio IV e ne apprezzava il gusto anche il cardinale calabrese Guglielmo Sirleto, prefetto della Biblioteca Vaticana.

Secoli dopo lo ricordano i viaggiatori stranieri. George Gissing, nel suo libro sul mar Ionio del 1901, lo descrive come un vino bianco piacevole e degno dell'antica Sibari; Norman Douglas, in Old Calabria (1915), parla di Saracena come di un paese prospero e famoso da secoli per il suo moscato, legando il vitigno a una provenienza leggendaria dall'Oriente.

L'espressione «al governo» richiama il modo in cui il vino si fa: il mosto viene «governato», cioè arricchito con uve appassite, secondo una pratica che le famiglie del paese si sono tramandate.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Moscato al governo di Saracena

Zona e metodo di produzione

Il vino nasce da vitigni locali: guarnaccia, malvasia, duraca e moscatello. Ai primi di settembre il moscatello e la duraca, colti maturi, si appendono su graticci all'ombra per circa un mese, così che l'appassimento ne concentri zuccheri e profumi. Nella prima settimana di ottobre si vendemmiano guarnaccia e malvasia; il loro mosto si fa bollire finché si riduce di circa un terzo.

Quando il mosto concentrato si è raffreddato, gli acini appassiti vengono scelti e pressati a mano, un lavoro che tradizionalmente spetta alle donne, e poi immersi nel mosto. I lieviti presenti sulle bucce avviano una fermentazione spontanea, e una macerazione di circa sei mesi profuma il vino.

Saracena fa parte della sottozona Pollino della DOP Terre di Cosenza, che prevede anche un Moscato passito. Il Presidio Slow Food riunisce piccoli produttori del paese che puntano a una DOC propria, perché la bollitura del mosto, cuore della tradizione, non è prevista dal disciplinare attuale.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Moscato al governo di Saracena · ARSAC Calabria — Terre di Cosenza DOP · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terre di Cosenza DOP

Come si riconosce

Nel bicchiere il Moscato al governo ha un colore ambrato e luminoso. Il profumo è intenso: alle note resinose e aromatiche si sommano sentori di fichi secchi, frutta esotica, mandorle, datteri e miele.

In bocca resta elegante e fine, con una lunga persistenza e un equilibrio ben riuscito fra dolcezza e acidità; il Parco nazionale del Pollino segnala anche una gradevole nota amarognola nel finale. Non è quindi un vino stucchevole, ma un dolce che conserva freschezza.

La vendemmia si fa fra settembre e ottobre, ma il vino si trova tutto l'anno. Il Parco suggerisce di servirlo fresco oppure a temperatura ambiente, per lasciar emergere i profumi più fini.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Moscato al governo di Saracena · Parco Nazionale del Pollino — I sapori del Pollino

In cucina

Il Moscato di Saracena è un vino da fine pasto e da meditazione. Il Parco nazionale del Pollino, che lo ricorda come Presidio Slow Food dal 2002, lo consiglia con i dolci tradizionali della zona e con i formaggi non erborinati.

Sul Pollino i dolci di casa non mancano: biscotti e taralli, spesso nella forma a otto, che si gustano a fine pasto con un bicchiere di vino, oppure confetture di frutti di bosco e di sambuco che accompagnano i formaggi stagionati e piccanti. Un sorso di moscato, con i suoi sentori di fichi secchi e miele, lega bene con questi sapori di montagna.

Per godere dei profumi conviene servirlo in piccoli calici, fresco d'estate e a temperatura ambiente nei mesi freddi, come suggerisce il Parco.

Fonti: Parco Nazionale del Pollino — I sapori del Pollino · Fondazione Slow Food — Presidio Moscato al governo di Saracena

Dove assaggiarlo

Il luogo per scoprire questo vino è Saracena stessa, dove lavorano i piccoli produttori riuniti nel Presidio Slow Food. Il paese si trova sul versante calabrese del Pollino, nel territorio del Parco nazionale, che inserisce il moscato fra i sapori tipici dell'area insieme al pane di Cerchiara, ai formaggi, al miele e ai liquori di frutti spontanei.

Le vigne della sottozona Pollino guardano verso il mar Ionio, alle pendici di un massiccio che supera i duemila metri ed è la casa del pino loricato. Saracena si inserisce bene in un viaggio sul Pollino calabrese, insieme a Morano Calabro, Civita e Altomonte, unendo paesaggi di montagna e cantine.

Il vino si trova tutto l'anno, ma il periodo della vendemmia, fra settembre e ottobre, e le settimane dell'appassimento delle uve sono i momenti in cui il lavoro del paese è più visibile.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Moscato al governo di Saracena · Parco Nazionale del Pollino — I sapori del Pollino · ARSAC Calabria — Terre di Cosenza DOP

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Calabria

Da leggere

Moscato al governo di Saracena

Uve appassite sui graticci, mosto bollito e sei mesi di macerazione: il Presidio Slow Food di Saracena, la sua storia dal Cinquecento ai viaggiatori del Grand Tour, il rapporto con la DOC Terre di Cosenza e gli abbinamenti.

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