APULICA / VINI
Cerasuolo d'Abruzzo
DOC · Vini · Abruzzo
In breve
- Vino rosato da almeno l'85% di uve Montepulciano, prodotto in comuni delle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cerasuolo d'Abruzzo DOP)
- Il colore rosa ciliegia nasce da un contatto breve del mosto con le bucce. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cerasuolo d'Abruzzo DOP)
- Non può essere messo in vendita prima del primo dicembre dell'anno di vendemmia; il Rosato Superiore può indicare una di quattro sottozone. (Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cerasuolo d'Abruzzo DOP)
- È tutelato dal Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo insieme al Montepulciano d'Abruzzo, al Trebbiano d'Abruzzo, all'Abruzzo e alla Villamagna DOC. (Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Vini tutelati)
Storia e origine
In Abruzzo la vite ha radici antiche: il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo ricorda testimonianze che vanno da Polibio a Ovidio. Fino al Rinascimento la viticoltura si concentrava soprattutto nella Valle Peligna, in provincia dell'Aquila; con l'Unità d'Italia conobbe una rapida trasformazione e negli ultimi quaranta-cinquant'anni si è specializzata, spostandosi dalle zone più difficili verso le colline vicine al mare.
Il protagonista di questa storia è il Montepulciano, vitigno a bacca rossa presente in Abruzzo con notizie certe dalla metà del Settecento e oggi il più diffuso della regione. Dalle sue uve si ricavano sia il rosso Montepulciano d'Abruzzo sia un rosato che per lungo tempo è stato una tipologia della stessa denominazione, il Cerasuolo.
Oggi il Cerasuolo d'Abruzzo è una denominazione di origine a sé, registrata nel sistema europeo delle indicazioni geografiche, e il Consorzio lo tutela insieme ad Abruzzo, Montepulciano d'Abruzzo, Trebbiano d'Abruzzo e Villamagna DOC.
Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Vini tutelati · eAmbrosia — Cerasuolo d'Abruzzo (PDO-IT-A0743)
Zona e metodo di produzione
La zona di produzione comprende numerosi comuni delle quattro province abruzzesi: Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Il Rosato nasce da uve Montepulciano per almeno l'85%, con un eventuale saldo di altre uve rosse ammesse in regione. Il colore si ottiene con un contatto breve fra mosto e bucce durante la fermentazione, interrotto prima che il vino diventi rosso. Il vino non può essere venduto prima del primo dicembre dell'anno della vendemmia.
Il Rosato Superiore porta sempre il nome di una delle quattro sottozone: Terre di Chieti, Terre Aquilane o Terre de L'Aquila, Colline Pescaresi e Colline Teramane. Per queste versioni il Montepulciano sale almeno al 90%, il vino affina per almeno cinque mesi a partire dal primo novembre ed entra in commercio non prima del primo aprile dell'anno successivo. Il Terre di Chieti può indicare anche quattro unità geografiche aggiuntive, e con la sottozona si può citare la singola vigna.
Nei vigneti abruzzesi la forma di allevamento più diffusa è la pergola abruzzese, mentre nei nuovi impianti prevale il filare.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cerasuolo d'Abruzzo DOP · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio
Come si riconosce
Il colore è il suo segno distintivo: il Cerasuolo d'Abruzzo è un rosato di un rosa ciliegia più o meno intenso, che si riconosce già nel bicchiere. È il risultato di quel contatto breve fra il mosto e le bucce del Montepulciano, dosato dal produttore.
Al naso è gradevole, finemente vinoso, fruttato, fine e intenso. In bocca è secco, morbido e armonico, delicato, a volte con un piacevole finale di mandorla.
La versione base arriva sul mercato già dal primo dicembre dell'anno di vendemmia, pochi mesi dopo la raccolta. Le versioni Superiore con la sottozona, che riposano più a lungo prima della vendita, raccontano anche la provenienza: le colline del Chietino, dell'Aquilano, del Pescarese o del Teramano.
Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cerasuolo d'Abruzzo DOP
Dove assaggiarlo
Il Cerasuolo d'Abruzzo si incontra in tutta la regione, ma il cuore della viticoltura abruzzese è la collina della provincia di Chieti, dove si trova circa tre quarti della superficie vitata; seguono Pescara e Teramo e, con quote minori, L'Aquila. Gran parte del vino nasce da cantine cooperative, accanto a molte aziende private che imbottigliano con la propria etichetta.
Per scoprirlo sul posto il Consorzio propone Abruzzo Wine Experience, un portale di enoturismo con itinerari, visite ed esperienze in cantina e oltre duecento luoghi del gusto e punti d'interesse storico, artistico e naturale.
Un viaggio fra le colline del Chietino può unire le cantine alla costa e ai borghi dell'entroterra, mentre nell'Aquilano la Valle Peligna conserva la memoria della viticoltura più antica della regione.
Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Il territorio · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Enoturismo, Abruzzo Wine Experience · Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo — Vini tutelati
Tutela
- Denominazione di origine controllata (DOC) — PDO-IT-A0743 (eAmbrosia — Cerasuolo d'Abruzzo (PDO-IT-A0743))
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
Dove
Da leggere
Montepulciano d'Abruzzo
Il vitigno che domina i vigneti abruzzesi, le sue sottozone, il rosato Cerasuolo e la DOCG delle Colline Teramane: regole, storia e una strada del vino tra Valle del Tirino e Valle Peligna.
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