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APULICA / MIELE E LATTICINI

Mieli dell'Appennino aquilano

Presidio Slow Food · Miele e latticini · Abruzzo

In breve

Storia e origine

Circa il 30 per cento del territorio abruzzese è protetto da parchi e riserve naturali, e sull'Appennino molti apicoltori praticano il nomadismo, spostando gli alveari da un'area protetta all'altra. Agricoltura e allevamento a basso impatto e una grande ricchezza di piante spontanee, lontane dalle coltivazioni intensive, permettono di ottenere mieli di qualità eccellente.

Nell'area del Gran Sasso, della Laga e del massiccio del Sirente Velino, tutti in provincia dell'Aquila, sono nati due mieli monoflorali legati alle erbe più tipiche di queste montagne: la santoreggia e la stregonia, accanto a un millefiori d'alta quota.

Il Presidio Slow Food vuole conservare e far crescere questa produzione, caratterizzando zona per zona i mieli ottenuti sopra gli 850 metri nei parchi e nelle aree protette, con il supporto tecnico del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nel 2015 gli apicoltori hanno fondato un'associazione per tutelarli e valorizzarli.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mieli dell'Appennino aquilano · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Associazione Produttori Mieli Particolari dell'Appennino abruzzese

Zona e metodo di produzione

I tre mieli si producono sulla montagna aquilana, a partire da 850 metri di quota. Per i monoflorali sono state individuate due aree vocate: il versante aquilano del Gran Sasso per la santoreggia e la zona marsicana del Sirente Velino per la stregonia.

Santoreggia (Satureja montana) e stregonia (Sideritis syriaca) appartengono alla famiglia delle Lamiacee e crescono su prati aridi e terreni calcarei, fino a 1300 e 1500 metri. Le fioriture si susseguono: la stregonia da maggio a luglio, la santoreggia da luglio a settembre. Il miele di santoreggia è raro e irregolare, ma in alcune zone, il Gran Sasso per primo, ha una produzione significativa.

Il millefiori si fa per tutta l'estate sui pascoli montani. Oltre gli 850 metri le fioriture aumentano molto, da circa 80 specie in primavera a più di 130 in estate: graminacee, cistacee, labiate, trifoglio bianco, rovo, papaveri, lupinella, ginestrino e, a fine estate, edera e asparago selvatico.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mieli dell'Appennino aquilano

Come si riconosce

Il miele di santoreggia è ambra chiaro, con riflessi giallo-verdi quando è liquido e grigio-verdi quando cristallizza. Cristallizza presto, in cristalli finissimi che gli danno una consistenza morbida e piacevole in bocca.

Il miele di stregonia è invece molto chiaro, resta liquido a lungo e ha un profumo leggermente floreale, che si ritrova anche al gusto.

Il millefiori di montagna cambia con le stagioni: delicato e floreale in primavera, più deciso nei raccolti tardivi, con profumi e sentori caratteristici dati dalla grande varietà di fioriture d'alta quota.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mieli dell'Appennino aquilano

In cucina

Le guide suggeriscono di assaggiarli insieme ai formaggi abruzzesi, in particolare al canestrato di Castel del Monte e al pecorino di Farindola, entrambi Presidi Slow Food: la dolcezza dei mieli di montagna incontra la sapidità dei pecorini del Gran Sasso.

Assaggiarli uno accanto all'altro è il modo migliore per capirne le differenze: la santoreggia, cristallizzata in grana fine e morbida; la stregonia, chiara e liquida, dal sentore floreale; il millefiori, delicato in primavera e più deciso a fine estate.

La pianta di stregonia, diffusa in tutto il centro Italia e talvolta confusa con l'ortica, è usata anche come decongestionante.

Fonti: Italia.it — Prodotti e piatti tipici abruzzesi: la guida · Fondazione Slow Food — Presidio Mieli dell'Appennino aquilano

Dove assaggiarlo

I mieli nascono sulle montagne intorno all'Aquila: il versante aquilano del Gran Sasso, i Monti della Laga e il Sirente Velino. Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga include i mieli tra i prodotti di punta del proprio paniere e ha pubblicato una carta dei mieli del parco.

Un viaggio a L'Aquila e nei borghi del Gran Sasso, come Santo Stefano di Sessanio, porta proprio nella zona della santoreggia. Salendo verso Campo Imperatore, il grande altopiano tra i 1600 e i 2100 metri, si attraversano i pascoli fioriti da cui viene il millefiori d'alta quota.

Le fioriture che danno questi mieli vanno da maggio, con la stregonia, fino a settembre, con le ultime santoregge: è la stagione in cui i pascoli di montagna sono più ricchi di colori.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mieli dell'Appennino aquilano · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — I prodotti del Parco · Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga — Associazione Produttori Mieli Particolari dell'Appennino abruzzese · Italia.it — Campo Imperatore

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Abruzzo