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APULICA / BEVANDE, DISTILLATI E LIQUORI

Liquore di limone della Costa d'Amalfi

IG · Bevande, distillati e liquori · Campania

In breve

Storia e origine

La storia di questo liquore comincia con il limone. Secondo la scheda della Regione Campania, furono gli Arabi a portare il limone in Spagna e in Sicilia, e da lì in Campania; ad Amalfi si diffuse soprattutto perché i suoi navigatori avevano bisogno di agrumi contro lo scorbuto. Già nell'XI secolo la Repubblica Amalfitana stabilì che le navi avessero sempre a bordo una scorta di limoni, e fra il Quattrocento e l'Ottocento i frutti della Costiera erano molto richiesti anche all'estero.

Per rispondere a questa domanda gli abitanti hanno strappato alla roccia terreni scoscesi, costruendo i terrazzamenti dei «giardini di limoni» che oggi disegnano il paesaggio. Il nome della varietà, Sfusato Amalfitano, ricorda la forma affusolata del frutto e la zona in cui si è selezionata.

Il liquore ottenuto dalle scorze è parte di questa tradizione: la sua qualità e la sua fama sono documentate con continuità da almeno due secoli, e oggi è un'Indicazione geografica delle bevande spiritose.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Limone Costa d'Amalfi IGP · Qualigeo — Liquore di limone della Costa d'Amalfi IG

Zona e metodo di produzione

Tutte le fasi della produzione si svolgono nei tredici comuni della Costiera Amalfitana: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare. Solo il confezionamento e l'imbottigliamento possono avvenire anche fuori zona.

Si usano soltanto limoni IGP Limone Costa d'Amalfi, ecotipo Sfusato Amalfitano. I frutti si pelano a mano o a macchina cercando di togliere solo la parte gialla e profumata della buccia, il flavedo. Le scorze, fresche, congelate o surgelate, macerano a freddo nell'alcol per almeno 36 ore; l'infuso si filtra e si unisce ad acqua e zucchero, o a uno sciroppo preparato a parte.

Il disciplinare chiede che per ogni litro di liquore si usino le scorze di almeno 250 grammi di limoni interi, un dato che va dichiarato in etichetta. Additivi, coloranti, emulsionanti, stabilizzanti e aromi sono vietati, e il liquore si confeziona solo in vetro, in bottiglie fino a due litri.

Fonti: Qualigeo — Liquore di limone della Costa d'Amalfi IG · eAmbrosia — Liquore di limone della Costa d'Amalfi (PGI-IT-01907)

Come si riconosce

Il liquore ha almeno 25 gradi alcolici e un contenuto di zuccheri fra 200 e 350 grammi per litro. Appena fatto è opalescente e con il tempo tende a schiarirsi in modo naturale; sul collo della bottiglia possono comparire tracce di oli essenziali, che il disciplinare considera un segno di genuinità.

Il profumo intenso viene dal frutto. Lo Sfusato Amalfitano ha una buccia di medio spessore, di un giallo particolarmente chiaro e ricca di oli essenziali e terpeni, caratteristica che la Regione indica come preziosa proprio per il liquore. Il limone pesa almeno 100 grammi, ha polpa succosa e pochi semi.

Per riconoscere il prodotto tutelato conviene leggere l'etichetta: il nome Liquore di Limone della Costa d'Amalfi, o Liquore di Limone Costa d'Amalfi, e la quantità di limoni impiegata per litro.

Fonti: Qualigeo — Liquore di limone della Costa d'Amalfi IG · Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Limone Costa d'Amalfi IGP

In cucina

In Costiera il limone accompagna quasi ogni piatto: il pesce, gli antipasti di mare, i primi e le carni, e la Regione ricorda che in alcuni bar si serve perfino il caffè al limone. Il liquore che nasce dalle sue scorze chiude il pasto, ma entra anche nella pasticceria locale.

Con l'aroma dello Sfusato si preparano le delizie al limone, i babà al limoncello, torte, profiteroles e cioccolatini. Nella stessa zona si fa anche la crema di limone, o cremoncello, iscritta fra i prodotti tradizionali della Campania: le scorze macerano nell'alcol come per il liquore classico, poi si aggiungono sciroppo, latte bollito con lo zucchero e panna. Ne risulta un rosolio bianco e cremoso, intorno ai 30 gradi, spesso preparato in casa.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Limone Costa d'Amalfi IGP · Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Liquore crema di limone (prodotto tradizionale)

Dove assaggiarlo

Il posto per assaggiarlo è la Costiera Amalfitana stessa, nei tredici comuni della zona di produzione, da Positano a Vietri sul Mare passando per Amalfi, Minori, Maiori e Cetara. Qui i limoneti, chiamati giardini di limoni, occupano anche i versanti più ripidi e proteggono il suolo dall'erosione: tradizionalmente erano coperti dalle pagliarelle, stuoie di paglia oggi spesso sostituite da reti ombreggianti.

Il periodo migliore per vedere i giardini in piena attività va dalla primavera all'estate: la raccolta si fa più volte l'anno, ma i frutti più pregiati si colgono fra marzo e fine luglio. Passeggiare fra le terrazze di Amalfi, Ravello o Tramonti e poi assaggiare il liquore nel paese da cui vengono i limoni è il modo più diretto per capirne il legame con il territorio.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Limone Costa d'Amalfi IGP · Qualigeo — Liquore di limone della Costa d'Amalfi IG

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Campania

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