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Limone di Rocca Imperiale: il Femminello del borgo federiciano sullo Ionio

Rocca Imperiale è il primo borgo calabrese che si incontra arrivando dalla Basilicata lungo lo Ionio: case a gradinata sotto un castello voluto da Federico II, e intorno agrumeti che profumano l'aria. Il suo limone, un Femminello dalla buccia sottile, quasi privo di semi e ricco di succo, è un'Indicazione geografica protetta dal 2012, con una particolarità rara: la zona di produzione coincide con un solo comune. Questa guida spiega il frutto, le regole della IGP, la storia documentata, gli usi in cucina e un viaggio nell'Alto Ionio cosentino, dal castello di Rocca Imperiale a Roseto Capo Spulico e alla piana di Sibari.

Il frutto: un Femminello quasi senza semi

Secondo Qualigeo il Limone di Rocca Imperiale IGP è il frutto fresco della cultivar Femminello, della specie Citrus limon. Ha forma allungata e dimensioni medie, buccia che va dal verde chiaro al giallo, polpa giallo pallido quasi priva di semi e un succo abbondante e chiaro, né acido né amaro. I parametri indicati sono precisi: resa in succo superiore al 30 per cento, acidità oltre il 4,5 per cento e un contenuto di limonene, l'olio essenziale responsabile del profumo intenso e persistente, superiore al 70 per cento. Italia.it racconta che passeggiando per il borgo si sente il profumo dei limoni fiorenti, quasi del tutto senza semi. È proprio questo equilibrio tra profumo della buccia e morbidezza del succo che rende il limone di Rocca adatto tanto alla cucina quanto ai dolci.

Fonti: Qualigeo — Limone di Rocca Imperiale IGP · Italia.it — Rocca Imperiale

Coltivazione e raccolta tutto l'anno

Qualigeo descrive le pratiche previste: nuovi impianti o riconversione di agrumeti esistenti con cultivar del gruppo Femminello; potatura verso la fine dell'inverno, senza spingersi nel periodo della fioritura; irrigazione e concimazione regolate sull'andamento della stagione e sulla fertilità dei terreni. I frutti si raccolgono tutto l'anno, a mano, con cura, per non danneggiarli ed evitare l'ingresso di funghi parassiti. La raccolta va fatta con tempo asciutto o aspettando che i limoni siano liberi dalla rugiada della notte. Il prodotto si vende nelle categorie Extra, Prima e Seconda, in cassette e vassoi di legno, plastica o cartone, in sacchi a rete fino a cinque chili o in contenitori alveolari. Per chi viaggia questo significa che il limone di Rocca si trova in ogni stagione, anche se la campagna cambia volto tra fioritura ed estate.

Fonti: Qualigeo — Limone di Rocca Imperiale IGP

Una IGP di un solo comune

Il nome Limone di Rocca Imperiale è una IGP registrata il 20 febbraio 2012, secondo la scheda Qualigeo. Secondo Qualigeo la zona di produzione coincide con il territorio amministrativo del comune di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza: una scelta che lega il nome a un luogo preciso e piccolo. Italia.it lo inserisce tra le IGP calabresi accanto alla Cipolla rossa di Tropea, alle Clementine di Calabria, alla Patata della Sila, al Finocchio di Isola di Capo Rizzuto, all'Olio di Calabria e al Torrone di Bagnara. La stessa pagina ricorda che la regione conta in tutto 13 DOP e 7 IGP. Per riconoscere il prodotto tutelato, in etichetta deve comparire la denominazione Limone di Rocca Imperiale con il riferimento alla IGP.

Fonti: Qualigeo — Limone di Rocca Imperiale IGP · Italia.it — Calabria, gastronomia e prodotti tipici

Dal Seicento alle fiere di Napoli

Qualigeo riassume la storia documentata del limone di Rocca. La produzione risale al Seicento; tra il 1865 e il 1870 si registrano le prime esportazioni, in occasione delle fiere di Napoli a cui parteciparono i primi commercianti. Nel 1877, per numero di piante, Rocca Imperiale era superata soltanto da Trebisacce, Corigliano e Rossano, comuni molto più grandi. Dagli anni Cinquanta del Novecento le coltivazioni tradizionali sono state sostituite da impianti specializzati, ancora oggi in produzione. L'uso del nome è attestato da oltre venticinque anni da documenti commerciali e di trasporto delle aziende della zona, da documenti parrocchiali, da fiere locali e da incontri delle organizzazioni agricole. La stessa fonte ricorda che a Rocca Imperiale, a luglio e agosto, si tengono eventi dedicati, tra cui un Lemon Fest con degustazioni del limone e dei suoi derivati.

Fonti: Qualigeo — Limone di Rocca Imperiale IGP

Il borgo federiciano

Italia.it descrive Rocca Imperiale come un borgo medievale arroccato su una collina, porta d'ingresso della Calabria al confine con la Basilicata, tra i Borghi più belli d'Italia. Le case sono disposte a gradinata ai piedi della rocca, dominata dal Castello svevo voluto da Federico II, costruito nel 1221 secondo l'itinerario dedicato all'Alto Ionio; dal terrazzo si gode una vista ampia, e il castello è stato scelto come set dal regista Pupi Avati. Un percorso religioso tocca la Chiesa madre e la chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria; tra le feste più sentite c'è quella della Madonna della Nova, patrona del paese. Ad agosto un festival letterario lascia ogni anno sui muri una maiolica con la poesia vincitrice. A circa quattro chilometri, Rocca Imperiale Marina offre sette chilometri di spiaggia di ciottoli e scogli.

Fonti: Italia.it — Rocca Imperiale · Italia.it — Alto Ionio cosentino, tra profumi di agrumi e liquirizia

L'Alto Ionio cosentino: rose, riso e clementine

L'itinerario di italia.it nell'Alto Ionio cosentino parla di un microclima che permette produzioni uniche, dal riso alla liquirizia, passando per il limone e le clementine IGP. Da Rocca Imperiale, dopo una ventina di chilometri, si arriva a Roseto Capo Spulico, che deve il nome all'antica produzione di rose e ha un castello federiciano sul mare, con lo Scoglio dell'Incudine; qui si assaggiano la pittaliscia, pane a ciambella, e le ciliegie celebrate dalla manifestazione Ciliegiando tra maggio e giugno. Si prosegue verso Terranova da Sibari, con il Parco archeologico e il Museo nazionale della Sibaritide, il riso di Sibari e le Clementine di Calabria IGP, che secondo Qualigeo si raccolgono tra ottobre e febbraio. L'itinerario si chiude tra Corigliano, con il Castello ducale, e Rossano, patria della liquirizia e del Codex Purpureus.

Fonti: Italia.it — Alto Ionio cosentino, tra profumi di agrumi e liquirizia · Qualigeo — Clementine di Calabria IGP

In cucina

Qualigeo suggerisce di usare il succo e gli oli essenziali del limone di Rocca nei dolci, come una torta con crema al limone, nei sorbetti e nei gelati, e la scorza per aromatizzare tè, acqua tonica e bevande, oppure grattugiata su carne, pesce e primi come gli spaghetti al limone. Funziona bene anche in salsa, per esempio con bocconcini di merluzzo, e si usa per prodotti da forno e liquori. A casa conviene sfruttarne la buccia profumata e il succo poco aggressivo: un'insalata di finocchi e arance condita con limone e olio, un pesce al forno con scorza e prezzemolo, una semplice granita. La conservazione consigliata è in frigorifero o in un luogo fresco e asciutto, meglio in un sacchetto di carta. Se lo usate per la scorza, sceglietelo non trattato dopo la raccolta e lavatelo bene.

Fonti: Qualigeo — Limone di Rocca Imperiale IGP

Quando andare e cosa portare a casa

Rocca Imperiale si gode in ogni stagione, ma ogni periodo ha il suo carattere: la primavera porta la fioritura degli agrumi e giornate tranquille, l'estate il mare, il festival letterario e gli eventi sul limone, l'autunno e l'inverno le clementine della piana di Sibari. I limoni si trasportano bene: in auto basta una cassetta tenuta all'ombra, in aereo qualche frutto ben protetto nel bagaglio. Per un ricordo che duri di più ci sono marmellate, liquori e prodotti da forno al limone, da scegliere leggendo l'etichetta per verificare che usino il limone IGP. Le visite agli agrumeti vanno concordate con gli operatori, perché si tratta di aziende agricole al lavoro. Le date degli eventi estivi cambiano ogni anno e vanno verificate presso il Comune prima di partire.

Il filo del viaggio

Proposta: una giornata nell'Alto Ionio cosentino. Mattina a Rocca Imperiale tra le case a gradinata e il Castello svevo, con una granita o un dolce al limone; pranzo a Roseto Capo Spulico davanti allo Scoglio dell'Incudine; pomeriggio al Parco archeologico di Sibari, e la sera a Corigliano-Rossano. Visite agli agrumeti da concordare con gli operatori.

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