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APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Cedro di Santa Maria del Cedro

DOP · Frutta, verdura e legumi · Calabria

In breve

Storia e origine

Il cedro è uno degli agrumi più antichi del Mediterraneo, e sulla costa dell'alto Tirreno cosentino ha trovato un ambiente così adatto da dare il nome a un intero tratto di litorale, la Riviera dei Cedri. Secondo la scheda della Fondazione Qualivita la coltivazione in Calabria si afferma già fra il III e il II secolo a.C., portata da comunità ebraiche ellenizzate che seguirono le rotte dei coloni greci.

Il legame con la tradizione ebraica è ancora vivo: il frutto è uno dei simboli della Festa delle Capanne, Sukkot, e il Consorzio del Cedro di Calabria ne ricostruisce la storia dai testi biblici fino alle colonie della Magna Grecia. Il Comune di Diamante ricorda che per la festa i rabbini arrivavano sulla costa a scegliere i frutti, destinati soprattutto alle comunità di Israele e degli Stati Uniti.

Il paese simbolo è Santa Maria del Cedro, che nel 1968 ha preso questo nome al posto di Cipollina. Nel 2023 il frutto è stato iscritto nel registro europeo come Denominazione di origine protetta, al termine di un lungo percorso sostenuto dal Consorzio e dalla Regione.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cedro di Santa Maria del Cedro DOP · Consorzio del Cedro di Calabria — Il cedro e la tradizione ebraica · Comune di Diamante — Diamante in pillole · ARSAC — Denominazione di Origine Protetta per il Cedro di Santa Maria del Cedro · eAmbrosia — Cedro di Santa Maria del Cedro (PDO-IT-02847)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione comprende diciotto comuni della provincia di Cosenza affacciati sull'alto Tirreno: tra gli altri Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Santa Maria del Cedro, Diamante, Belvedere Marittimo, Cetraro e Sangineto, con alcuni centri dell'interno come Orsomarso, Papasidero e Verbicaro. La varietà è la liscia-diamante di Citrus medica, che il Consorzio indica anche come italiana o calabrese.

Il disciplinare descrive una coltura paziente. Le piante si allevano a vaso basso e aperto, con i rami appoggiati a un pergolato che regge il peso dei frutti grandi, e si coprono con reti ombreggianti contro il freddo e il vento. Dove serve, fra un frutto e l'altro si infila un pezzo di stoffa, di carta, di canna o una foglia, perché la buccia resti liscia. Le cedriere sono così basse che sotto le reti non si sta in piedi.

La raccolta si fa solo a mano e in modo scalare: quella principale va dal 15 ottobre al 15 dicembre, quella tardiva dal 15 febbraio al 30 aprile.

Fonti: ARSAC (Regione Calabria) — I prodotti DOP, IGP e PAT della Calabria · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cedro di Santa Maria del Cedro DOP · Consorzio del Cedro di Calabria — Nascita e sviluppo

Come si riconosce

Il Cedro di Santa Maria del Cedro ha forma ovale con l'apice a punta e una buccia esterna liscia e compatta, di un verde intenso che con la maturazione vira verso il giallo limone; a volte è lobata o costoluta, ma non deve avere graffi né screpolature. Sotto la buccia c'è un albedo bianco molto spesso, che il disciplinare misura fra il 51 e l'85 per cento della sezione del frutto.

La polpa è giallo chiaro tendente al verde, dal sapore intenso e acidulo, e il frutto intero ha un profumo aromatico e penetrante. Il peso va dai 250 ai 600 grammi e oltre: in commercio i frutti sopra i 600 grammi sono di prima categoria, quelli fra 250 e 600 di seconda.

Il frutto fresco è disponibile dal 15 ottobre a tutto gennaio per la raccolta principale e da metà febbraio a tutto maggio per quella tardiva; può essere confezionato e bollinato singolarmente.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cedro di Santa Maria del Cedro DOP · ARSAC (Regione Calabria) — I prodotti DOP, IGP e PAT della Calabria

In cucina

Più che crudo, il cedro si gusta lavorato. La preparazione simbolo è la scorza candita, da mangiare da sola, ricoperta di cioccolato o a cubetti nei dolci. Della tradizione della Riviera fanno parte i panicelli, fagottini di foglie di cedro che racchiudono uva passa e scorzette candite, legati e cotti in forno: il Comune di Diamante ricorda che anche D'Annunzio li definiva una delizia.

Dal frutto nascono poi la cedrata, la marmellata, liquori e creme, granite e gelati. Il Consorzio ha voluto un olio extravergine aromatizzato al cedro, e i dadini di buccia candita arricchiscono le crocette di fichi secchi, un altro dolce tipico della provincia di Cosenza.

In cucina il cedro accompagna soprattutto piatti di pesce e carni bianche. Il gusto per questo agrume è antico: il Consorzio ricorda che già Apicio, nel De re coquinaria, riportava ricette aromatizzate al cedro.

Fonti: ARSAC (Regione Calabria) — I prodotti DOP, IGP e PAT della Calabria · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Cedro di Santa Maria del Cedro DOP · Comune di Diamante — Diamante in pillole · Consorzio del Cedro di Calabria — Gastronomia

Dove assaggiarlo

Il luogo naturale per conoscere il cedro è la Riviera dei Cedri, fra Tortora e Sangineto. Nel centro storico di Santa Maria del Cedro il Consorzio ha allestito il Museo del Cedro, con pannelli sulle fasi della produzione e sulla storia del frutto, un percorso artistico di pannelli in ceramica e un percorso archeologico legato a Laos, colonia della Magna Grecia.

Diamante, a pochi chilometri, è il centro principale della Riviera e conserva la produzione artigianale del cedro candito e del liquore; qui si assaggiano i panicelli. Il Consorzio segnala anche la manifestazione gastronomica e culturale «Il Cedro nella Riviera», dedicata all'agrume.

Percorrendo la costa d'estate si vedono le cedriere coperte dalle reti verdi, spettacolo che l'ARSAC suggerisce di guardare dall'alto delle colline. Un viaggio sulla costa tirrenica cosentina, magari in partenza dalle montagne del Pollino, permette di unire il mare, i borghi e questo frutto antico.

Fonti: Consorzio del Cedro di Calabria — Le origini · Consorzio del Cedro di Calabria — Museo del Cedro · Comune di Diamante — Diamante in pillole · Consorzio del Cedro di Calabria — Gastronomia · ARSAC (Regione Calabria) — I prodotti DOP, IGP e PAT della Calabria

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Calabria

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