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Agrumi del Gargano: arance tardive e limoni tutto l'anno tra Rodi, Vico e Ischitella

Sul versante nord del Gargano, tra il mare e i boschi, tre comuni custodiscono un paesaggio agricolo raro in Puglia: i giardini di agrumi di Rodi Garganico, Vico del Gargano e Ischitella. Qui le arance maturano mesi dopo quelle delle altre zone d'Italia e il limone femminello si raccoglie in ogni stagione. Due IGP europee, un Presidio Slow Food e il lavoro del Parco nazionale hanno riportato sul mercato frutti che nell'Ottocento viaggiavano fino a New York. Questa guida mette in fila le fonti ufficiali e propone come visitare l'Oasi agrumaria.

I giardini tra mare e bosco

Il Parco nazionale del Gargano descrive l'Oasi agrumaria come una zona di boschi e campi tra il mare e l'entroterra, nei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. Qui i frutteti si chiamano giardini: il Presidio Slow Food spiega che formano un paesaggio agrario unico, quasi sempre vicino alle case padronali, protetto dai venti e dalla salsedine da muretti a secco o da barriere di canne, leccio e alloro. Rodi è detta il paese dei limoni, Vico e Ischitella i paesi delle arance. Il disciplinare dell'Arancia del Gargano, riassunto da Qualigeo, parla di terreni rosso-calcarei esposti a venti freddi, con terrazzamenti di muretti a secco o cigli erbosi sui pendii. Italia.it definisce Rodi Garganico la capitale pugliese degli agrumi, nota per le spiagge, il mare pulito e il profumo delle zagare.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria · Fondazione Slow Food — Presidio Agrumi del Gargano · Qualigeo — Arancia del Gargano IGP · Italia.it — Gargano

Dall'anno Mille alle navi per l'America

Le schede Qualigeo fanno risalire la coltivazione degli agrumi sul Gargano almeno all'anno Mille; i documenti citano cedri garganici inviati in Normandia come prova della fertilità della zona, e alla fine del Seicento un frate descriveva il promontorio come ricco di agrumi. Nell'Ottocento, ricordano Slow Food e il Parco, la coltivazione superava gli ottocento ettari, con circa centocinquantamila quintali l'anno: arance, limoni e melangoli partivano avvolti in veline colorate dalle società agrumarie e le navi li portavano soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Qualigeo aggiunge che le arance arrivavano a New York e Chicago dopo viaggi di oltre quaranta giorni, possibili grazie alla loro capacità di conservarsi. Nel Novecento le regole del mercato hanno progressivamente emarginato questa produzione, che però, osserva il Parco, ha continuato a segnare paesaggio e gusto.

Fonti: Qualigeo — Arancia del Gargano IGP · Qualigeo — Limone Femminello del Gargano IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Agrumi del Gargano · Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria

Arancia del Gargano IGP: bionda e duretta

Qualigeo indica il 30 agosto 2007 come data di registrazione dell'Arancia del Gargano IGP. Secondo la scheda Qualigeo comprende due tipi: l'ecotipo Biondo comune del Gargano e la cultivar locale Duretta, detta anche arancia tosta. Il frutto è sferico, di pezzatura contenuta, con buccia sottile giallo-dorata, polpa e succo giallo-arancio, sapore dolce e profumo tipico; si distingue per la capacità di conservarsi e per una maturazione tardiva rispetto alle altre zone agrumicole italiane. Il portainnesto di riferimento è il melangolo e la raccolta è solo manuale, con forbici. Il Parco aggiunge che la bionda fiorisce più volte, quasi come un limone, ha forma a pera ed era usata nei lunghi viaggi per mare; la duretta, esclusiva degli orti garganici, matura a Natale, ha polpa consistente e croccante ed è quasi priva di semi.

Fonti: Qualigeo — Arancia del Gargano IGP · Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria

Limone Femminello del Gargano IGP

Il Limone Femminello del Gargano è IGP dal 15 febbraio 2007, la data di registrazione riportata da Qualigeo. La varietà è il Femminello comune, chiamato localmente limone nostrale. Secondo la scheda Qualigeo la buccia è ricca di oli essenziali e aromi intensi; forma, pezzatura e peso cambiano con le fioriture primaverili ed estivo-autunnali, dall'oblungo all'ovoidale al quasi tondo. Il frutto deve avere almeno cinquanta millimetri di diametro e ottanta grammi di peso, buccia giallo citrino brillante e polpa giallo-verdina molto succosa. Le condizioni locali lasciano i frutti a lungo sulla pianta, così la raccolta copre tutto l'anno; la scheda fissa una resa massima di trentacinque tonnellate per ettaro. Slow Food e il Parco lo indicano come la varietà di limone più antica d'Italia.

Fonti: Qualigeo — Limone Femminello del Gargano IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Agrumi del Gargano · Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria

Il melangolo e il Presidio Slow Food

Accanto alle due IGP, il Presidio Slow Food degli agrumi del Gargano tutela anche il melangolo. Il Parco lo presenta come un agrume antico, l'unico conosciuto prima che l'arancio dolce arrivasse dal Portogallo: frutto medio-piccolo, rosso intenso e lucente, buccia sottilissima e sapore agrodolce; nel Parco cresce un albero di oltre trecento anni con una circonferenza di quasi due metri. Slow Food lo descrive con polpa croccante e succo modesto, tendente al dolce-acidulo. Il Presidio, sostenuto dal Parco nazionale, riunisce sette produttori dei tre comuni, che oltre ai frutti freschi preparano marmellate, canditi e limoncelli. Secondo il Parco, la nascita dell'Oasi agrumaria e di un consorzio di produttori ha riportato gli agrumi sul mercato; Qualigeo indica come consorzio di tutela delle due IGP quello con sede a Rodi Garganico.

Fonti: Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria · Fondazione Slow Food — Presidio Agrumi del Gargano · Qualigeo — Arancia del Gargano IGP

Un calendario che dura dodici mesi

Gli agrumi del Gargano maturano in ogni stagione, ma le fonti indicano finestre un po' diverse. Il disciplinare dell'Arancia, secondo Qualigeo, fissa la raccolta della bionda dal 15 aprile a fine agosto e quella della duretta dal 1° dicembre al 30 aprile, senza anticipi artificiali. Slow Food indica la bionda da settembre ad aprile e la duretta da dicembre a fine aprile, e scrive che la bionda matura tra aprile e maggio restando dolce sull'albero fino a settembre. Il Parco propone un calendario semplice: ad aprile e maggio comincia la bionda, che prosegue fino a settembre; a giugno è il momento della limoncella; a Natale si raccoglie la duretta. Il limone femminello, per tutte le fonti, si raccoglie tutto l'anno. Per il viaggiatore il messaggio è chiaro: non esiste un mese senza agrumi sui rami.

Fonti: Qualigeo — Arancia del Gargano IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Agrumi del Gargano · Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria

San Valentino, patrono degli agrumeti

A Vico del Gargano la festa del patrono è anche la festa degli agrumi. Le schede Qualigeo di entrambe le IGP ricordano che dal Settecento, a febbraio, nel giorno di San Valentino patrono degli agrumeti, si tiene una processione che si conclude con la benedizione delle piante. Il Parco nazionale indica la festa di San Valentino a Vico come un appuntamento da non perdere per chi ama gli agrumi, senza indicare programma o orari. Italia.it, nella guida al Gargano, ricorda Vico tra i centri noti per la produzione di agrumi accanto a Rodi Garganico. I prodotti, sottolinea il Parco, si possono acquistare direttamente dai produttori a Rodi, Vico o Ischitella. Il programma della festa cambia di anno in anno e va verificato con il comune o la parrocchia prima di partire.

Fonti: Qualigeo — Arancia del Gargano IGP · Qualigeo — Limone Femminello del Gargano IGP · Parco nazionale del Gargano — Agrumi dell'Oasi agrumaria · Italia.it — Gargano

Assaggiare e portare a casa

Il modo migliore per capire questi agrumi è mangiarli al naturale, tagliando una bionda e una duretta nello stesso momento quando la stagione le sovrappone, tra dicembre e aprile: la differenza di consistenza è evidente. Il limone femminello va annusato prima ancora che assaggiato, grattandone un po' di buccia. Con la buccia candita e le marmellate dei produttori del Presidio si costruisce una merenda semplice, magari con un formaggio fresco; il limoncello è un finale classico, da bere con moderazione. Da portare a casa, gli agrumi interi viaggiano bene proprio perché nati per conservarsi a lungo: una cassetta acquistata dal produttore regge un viaggio di qualche giorno. Canditi e marmellate sono il ricordo più pratico. Chiederei sempre se il frutto è IGP o del Presidio, e da quale giardino viene.

Il filo del viaggio

Proposta: una giornata nell'Oasi agrumaria, con la mattina tra i giardini di Rodi Garganico e Vico del Gargano, una sosta da un produttore per assaggiare bionda, duretta e femminello, e il pomeriggio nella Foresta Umbra o verso Peschici. A febbraio la giornata può coincidere con San Valentino a Vico; visite ai giardini da concordare con gli operatori.

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