APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pomodorino di Manduria
PAT · Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Puglia
In breve
- Pomodoro piccolo e ovale, rosso vivo, a buccia sottile, spesso con una punta, coltivato a Manduria senza irrigazione. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria)
- Il seme si conserva di anno in anno dai frutti migliori, quelli del primo palco alla base della pianta. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria)
- Si mangia fresco con il carosello, un cetriolo locale, o nella jatedda sulle friselle; i frutti maturi diventano passata. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria · Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria)
- Fresco si trova da metà giugno a fine luglio; la passata tutto l'anno. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria)
Storia e origine
Il pomodorino di Manduria è una popolazione locale coltivata da tempi remoti a Manduria, nel Tarantino orientale, e nei paesi vicini. Nei luoghi di produzione lo chiamano «pummitoru paisanu», il pomodoro del paese; nei mercati delle province di Taranto e Brindisi è conosciuto come «mandurese».
Le tecniche di coltivazione sono rimaste immutate nel tempo, e la sua presenza è documentata da studi agrari: una tesi dell'Università di Bari del 1969 sui redditi delle famiglie contadine di Manduria e una pubblicazione del 1979 sulla Puglia «dalla terra alla tavola», che parla di superfici consistenti coltivate a pomodoro.
Oggi è iscritto nel Registro regionale delle varietà pugliesi, fra i prodotti agroalimentari tradizionali ed è un Presidio Slow Food. Le ricerche del progetto regionale BiodiverSO hanno anche mostrato che tollera un virus temibile per il pomodoro e che trasmette questa tolleranza alle varietà commerciali innestate su di lui.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026) · Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria
Zona e metodo di produzione
Si coltiva in piccoli appezzamenti, spesso di appena mille o duemila metri quadrati, con semina diretta a marzo usando il seme dell'anno precedente, conservato dagli stessi agricoltori. Per il seme si scelgono i frutti migliori, quelli del primo palco alla base della pianta. Dopo la semina si diradano le piantine e si lavora più volte la superficie del suolo; gli interventi contro i parassiti sono rari.
Sulle terre profonde e argillose, le «terre ti patuli», la coltura è completamente in asciutto; nei terreni più sciolti verso il mare o sulle terre rosse si danno al massimo due o tre irrigazioni a giugno. Le rese restano basse.
La raccolta dei primi frutti, ancora verdi, comincia a fine maggio; quella dei frutti maturi prosegue fino a fine luglio, e ad agosto una parte si secca al sole.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria · Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria
Come si riconosce
La pianta ha uno sviluppo contenuto e porta frutti piccoli e ovali, di un rosso vivo, con la buccia sottile e spesso una piccola punta all'estremità.
Le analisi condotte nel progetto BiodiverSO hanno messo a confronto tre pomodori locali pugliesi: il pomodoro di Manduria è risultato quello con più sodio e con un'acidità più elevata, due caratteristiche apprezzate per la preparazione delle conserve. È una conferma scientifica dell'uso che le famiglie di Manduria ne hanno sempre fatto, trasformandolo in salsa per l'inverno.
Fresco si trova da metà giugno a fine luglio; la passata, invece, accompagna tutto l'anno.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria · BiodiverSO (PSR Puglia, Università di Bari e CNR) — La caratterizzazione dei pomodori Manduria, Regina e Crispiano · Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria
In cucina
I primi pomodorini, colti ancora immaturi, si mangiano freschi per condire le friselle o in insalata con il carosello di Manduria, un cetriolo locale. Con i frutti maturi le famiglie preparano la salsa per i mesi invernali, e ad agosto una parte del raccolto diventa pomodori secchi al sole da conservare sott'olio.
Il piatto più legato al pomodorino è la «jatedda», un'insalata estiva fatta con i semi freschi del pomodoro, aglio, olio, sale, capperi o origano: vi si inzuppa il pane casereccio raffermo di almeno tre giorni.
Sono preparazioni semplici, nate per usare ogni frutto nel momento giusto: acerbo e croccante a inizio estate, maturo per la salsa a luglio, concentrato dal sole ad agosto.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria · Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria
Dove assaggiarlo
Il pomodorino si cerca a Manduria e nei paesi intorno, nel Tarantino orientale, e nei mercati delle province di Taranto e Brindisi, dove è noto come mandurese. La stagione del fresco va da fine maggio a luglio, il momento in cui le friselle con il pomodoro e la jatedda sono sulle tavole di casa.
Manduria è a breve distanza da Taranto e dalla costa ionica: chi visita la città dei due mari può spingersi verso est, nelle campagne delle terre rosse e delle «terre ti patuli», per trovare questo pomodoro nella sua zona d'origine.
Il resto dell'anno il pomodorino vive nella passata e nei pomodori secchi preparati in estate.
Fonti: Atlante dei PAT di Puglia (Regione Puglia, Università di Bari) — Pomodorino di Manduria · Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria
Tutela
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Puglia, n. 176, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
- Presidio Slow Food — pomodorino-di-manduria (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria)
Quando
- Raccolta: giugno–luglio (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino di Manduria)
- Estate
