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Scorcio di Sternatia

Puglia / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Sternatia, il paese e la memoria dell’olio

Sternatia permette di leggere il lavoro attraverso gli spazi. La passeggiata nel paese e l’ambiente sotterraneo del frantoio appartengono allo stesso racconto: ciò che avveniva sotto le strade aiuta a capire la vita sopra di esse. È una prospettiva concreta sulla cultura rurale del Salento.

Scorcio di Sternatia · Foto: Freddyballo / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Sternatia, Chóra in griko, è il paese della Grecìa salentina dove la lingua di origine greca è ancora più viva: il portale nazionale del turismo la indica come il centro con la più alta percentuale di parlanti griko. Ma non è soltanto una questione di lingua. Il centro storico, compatto e ben riconoscibile, ha conservato a lungo le sue mura, e sotto le sue strade si apre una rete di cunicoli e gallerie che collega numerosi frantoi ipogei, usati fino alla metà del Novecento.

Camminando lungo via Platea, la strada larga del paese, si incontrano case cinquecentesche con finestre decorate, balconi lunghi chiamati mignani, la chiesa matrice settecentesca con un campanile visibile da chilometri e, in fondo, la Porta Filìa, l'ultima porta delle mura, che il Comune definisce il luogo dell'anima del paese. In piazza Castello il Palazzo Granafei brilla di pietra leccese dorata.

Sternatia è anche una tappa del Cammino del Salento, che arriva qui da Lecce, e uno dei paesi che ospitano il festival itinerante della Notte della Taranta. È il posto giusto per capire come lingua, olio e architettura abbiano dato forma alla vita della Grecìa.

Fonti: Italia.it — Cammino del Salento in 6 tappe · Comune di Sternatia — Centro storico · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Sternatia · Fondazione La Notte della Taranta — Festival itinerante

Storia

L'etimologia del nome è incerta. Secondo l'Unione dei Comuni della Grecìa salentina, ritrovamenti di ceramiche fanno risalire il primo insediamento all'età imperiale romana; dopo la caduta di Roma il territorio passò ai Bizantini e Sternatia divenne uno dei centri principali dell'area ellenofona, con mura, un castello fortificato e torrioni. Un importante centro di cultura era l'abbazia basiliana di San Zaccaria, dove si copiavano e riproducevano libri del patrimonio greco.

Nel 1480 il paese fu quasi raso al suolo durante l'invasione turca, ricorda il Comune, e per questo è difficile riconoscere edifici più antichi. Dal Medioevo restano un tratto delle mura, i resti del castello bizantino fra via Giudèca e piazza Castello e, fuori dalle mura, le cripte basiliane di San Pietro e San Sebastiano e la cappella della Santissima Trinità. La ricostruzione cinquecentesca mantenne la casa a corte di tradizione greca, ma organizzò il paese su due assi ortogonali.

Nel Cinquecento furono attivi a Sternatia i Gesuiti, inviati con Francescani e Domenicani a sostituire il rito greco: il convento domenicano fu fondato fra il 1491 e il 1513. Nel Settecento sorsero la chiesa matrice dell'Assunta, sul luogo di una chiesa greca dedicata a San Giorgio, il campanile completato nel 1790 e il Palazzo Granafei.

Fonti: Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Sternatia · Comune di Sternatia — Centro storico · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Cenni storici

Cosa vedere

Il Comune propone un itinerario a piedi che parte da piazza Umberto I, con la colonna del 1588 sormontata da una croce e decorata da basilischi e angeli. Si percorre poi via Platea: all'inizio una colonna con l'iscrizione «Virtutis caedit invidia» e la data 1575, la casa dei Gesuiti con il monogramma IHS, la chiesa matrice e il suo campanile, una casa terragna cinquecentesca con sottoportico e due case palaziate con finestre centinate. In fondo, la Porta Filìa, porta della pace e dell'amicizia, ultimo resto delle mura.

Da qui via Pizzo porta all'ingresso di un grande trappeto ipogeo, fra i balconi chiamati mignani da cui un tempo le donne guardavano la strada; via Forgia, detta Sciakùddhi dal nome di un folletto, ha un andamento a zig-zag che forse ricorda l'impianto anteriore al 1480. La cappella di San Giovanni Battista mostra sull'angolo un bassorilievo con il basilisco, stemma del paese. In fondo a via Giudèca, l'antica strada degli ebrei, i resti del castello bizantino hanno un portale ad arco catalano-durazzesco e un bugnato a punta di diamante.

Piazza Castello è dominata dal Palazzo Granafei, del primo Settecento, con affreschi rococò al primo piano; un tempo vi si conservava il grano in silos scavati nella roccia. Il frantoio ipogeo vicino alla Porta Filìa, restaurato, si visita.

Fonti: Comune di Sternatia — Centro storico · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Sternatia · Comune Sternatia — Frantoio Granafei

Sapori

Il sottosuolo di Sternatia racconta che cosa ha fatto vivere il paese: la coltivazione dell'olivo e la produzione di olio, usato non solo in cucina ma anche per l'illuminazione. Il Comune descrive il frantoio ipogeo vicino alla Porta Filìa, nato da due impianti poi unificati, appartenuto ai feudatari e attivo fino all'Ottocento; nel Settecento i frati domenicani ne costruirono uno semi-ipogeo vicino al loro convento. La scheda del Ministero della Cultura descrive le macine mosse dagli animali e i torchi a vite di diversi tipi.

Oggi l'olio della zona rientra nella DOP Terra d'Otranto, prodotto in tutta la provincia di Lecce con Cellina di Nardò e Ogliarola leccese e con le olive raccolte entro metà novembre.

La cucina della Grecìa salentina è fatta di legumi e prodotti dell'orto. La Fondazione Slow Food tutela il pisello nano di Zollino, coltivato nei paesi della Grecìa, mangiato solo secco e cresciuto senza irrigazione. Fra i piatti di casa del Salento, l'Atlante dei prodotti tradizionali pugliesi ricorda ciceri e tria, la pasta in parte lessata e in parte fritta con i ceci della festa di San Giuseppe. In piazza Castello, i silos del grano scavati nella roccia ricordano l'importanza dei cereali.

Fonti: Comune Sternatia — Frantoio Granafei · Ministero della Cultura — Frantoio ipogeo di Palazzo Granafei · Qualigeo — Terra d'Otranto DOP · Fondazione Slow Food — Piselli tradizionali salentini · Atlante dei PAT di Puglia — Ciciri e tria · Comune di Sternatia — Centro storico

Cosa fare

Sternatia è il luogo ideale per avvicinarsi al griko. L'Unione dei Comuni della Grecìa salentina ricorda che i suoi abitanti lo parlano ancora e che questa lingua, nata e tramandata oralmente, sopravvive oggi anche grazie alla scrittura, allo studio e all'insegnamento. Ascoltarla nelle strade o durante una festa è un'esperienza che pochi luoghi in Italia permettono.

Il Cammino del Salento, descritto dal portale nazionale, arriva a Sternatia al termine della prima tappa della Via dei Borghi, partita da Porta Napoli a Lecce e passata per San Cesario, San Donato e Galugnano; qui il portale segnala il frantoio ipogeo del XV secolo. La tappa successiva prosegue verso Soleto, Galatina e Corigliano d'Otranto, con il castello de' Monti e il mosaico dell'albero della vita.

In estate Sternatia è uno dei paesi della Grecìa che ospitano le tappe del festival itinerante della Notte della Taranta, nato nel 1998 nelle piazze dell'Unione e concluso ogni anno dal concerto finale nella vicina Melpignano. Visitare il frantoio, salire lungo via Platea e attraversare la Porta Filìa al tramonto completa la giornata.

Fonti: Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Sternatia · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Il Griko · Italia.it — Cammino del Salento in 6 tappe · Fondazione La Notte della Taranta — Festival itinerante · Comune di Sternatia — Centro storico

Quando andare

Sternatia si visita tutto l'anno. Il centro storico, i frantoi e le chiese non dipendono dalla stagione, e i mesi miti della primavera e dell'autunno sono i più adatti per l'itinerario a piedi proposto dal Comune e per percorrere le tappe del Cammino del Salento che passano dal paese.

In estate il Comune ricorda che il Palazzo Granafei, con la pietra leccese dorata, brilla nei pomeriggi al sole del tramonto: è il momento migliore per piazza Castello. L'estate è anche la stagione del festival itinerante della Notte della Taranta, che porta la musica popolare nelle piazze dei comuni della Grecìa salentina, Sternatia compresa, prima del concerto finale di Melpignano.

L'autunno, con la raccolta delle olive che per la DOP Terra d'Otranto deve chiudersi entro il 15 novembre, è la stagione che meglio aiuta a capire il senso dei frantoi ipogei. Prima di programmare una visita al frantoio conviene verificare con il Comune modalità e disponibilità.

Fonti: Comune di Sternatia — Centro storico · Italia.it — Cammino del Salento in 6 tappe · Fondazione La Notte della Taranta — Festival itinerante · Qualigeo — Terra d'Otranto DOP · Comune Sternatia — Frantoio Granafei

Come arrivare e muoversi

Sternatia si raggiunge da Lecce. Chi arriva in treno sulla rete nazionale scende alla stazione di Lecce, gestita da RFI, che offre assistenza per le persone a ridotta mobilità e servizi di mobilità integrata come fermata dei bus, bike sharing e autonoleggio; da lì si prosegue verso la Grecìa salentina in auto o con i collegamenti locali.

Chi arriva in aereo atterra in genere a Brindisi: il sito dell'aeroporto elenca bus, taxi e noleggio auto per raggiungere le città del territorio. Per chi preferisce camminare, la prima tappa del Cammino del Salento collega a piedi Lecce e Sternatia lungo strade secondarie segnalate con frecce arancioni, come descrive il portale nazionale.

Il centro storico si visita a piedi seguendo l'itinerario del Comune, da piazza Umberto I alla Porta Filìa e a piazza Castello; il municipio ha sede nell'ex convento domenicano. Le cripte basiliane di San Pietro e San Sebastiano e la cappella della Santissima Trinità si trovano fuori dalle antiche mura. Per visitare Martignano, Calimera, Melpignano, Soleto o Corigliano d'Otranto conviene un'auto o una bicicletta.

Fonti: RFI — Stazione di Lecce · Aeroporti di Puglia — Aeroporto di Brindisi, collegamenti bus · Italia.it — Cammino del Salento in 6 tappe · Comune di Sternatia — Centro storico · Unione dei Comuni della Grecìa Salentina — Sternatia

Dove dormire

Nel comune di Sternatia la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 25 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 3 extralberghiere e 22 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Strutture d'impresa dall'elenco ufficiale della Regione Puglia, ciascuna con codice CIN nazionale controllato: comune e categoria coerenti. Nomi e contatti delle persone private non si pubblicano. Prima di prenotare conviene verificare direttamente con la struttura.

MASSERIA CHICCO RIZZO

Agriturismo

CIN IT075080B500021930

Fonti: Regione Puglia – ARET Pugliapromozione (DMS), CC BY 4.0, 2026-10-12 · Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Il paese e la storia dell’olio. Il frantoio è di proprietà privata: l’accesso va concordato prima della visita.

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