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Porta Boiano nell’area archeologica di Saepinum-Altilia

Molise / LUOGHI, SAPORI, CULTURA

Sepino, la città romana nata su un tratturo

Nel territorio di Sepino convivono tre tempi: la fortezza sannitica in quota, la città romana di Saepinum, sul tratturo Pescasseroli–Candela, e il paese medievale che ne ha ereditato il nome.

Porta Boiano nell’area archeologica di Saepinum-Altilia · Foto: Stapinium / Wikimedia Commons — CC BY 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Perché andare

Nella valle del Tammaro, dove finiscono le ultime cime meridionali del Matese, Sepino tiene insieme tre luoghi e tre epoche: la fortezza sannitica di Terravecchia-Saipins in altura, la città romana di Saepinum nella piana di Altilia e il paese medievale che ne ha ereditato il nome, sulle falde della montagna. Il portale nazionale del turismo la chiama una città «una e trina».

Il motivo principale per venire è Saepinum. La Direzione regionale musei la descrive come uno dei luoghi più belli del Molise: mura, torri, foro, teatro e strade lastricate immersi in un paesaggio rurale che entra dentro il sito, con casali settecenteschi costruiti sulle gradinate del teatro. La città era nata sul tratturo Pescasseroli–Candela, e camminarci dentro significa percorrere un pezzo della via della transumanza.

Intorno c’è molto altro: un borgo dalle porte medievali, la piazza su cui si affaccia la chiesa di Santa Cristina, i pascoli d’altura di Campitello di Sepino fra le faggete, le terme delle Tre Fontane. È una meta adatta a chi ama l’archeologia all’aria aperta e i paesaggi di montagna, e merita una visita senza fretta.

Fonti: Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · Direzione regionale musei nazionali Molise — Museo della città e del territorio, Sepino · Ministero della Cultura — Parco archeologico di Sepino, area archeologica di Altilia-Saepinum

Storia

Il nome di Sepino viene probabilmente da saepire, recintare, un termine che rimanda all’allevamento transumante. Il primo centro era la fortezza sannitica sulla montagna di Terravecchia, espugnata dai Romani nel 293 a.C., durante la terza guerra sannitica; la popolazione scese poi più a valle. L’abitato in piano era nato già alla fine del IV secolo a.C. come luogo di scambio e di difesa, all’incrocio fra il tracciato che diventerà il tratturo Pescasseroli–Candela e la strada che dal Matese scende verso la piana del Tammaro e collegava la Campania alla Daunia.

I magistrati che fondarono la città romana usarono quei due percorsi per tracciare decumano e cardo. Ricostruita in età imperiale, Saepinum rimase a lungo un centro commerciale legato alla pastorizia. Quando gli ultimi abitanti si trasferirono nel nuovo centro, ne portarono il nome; sulle rovine sorsero nei secoli case rurali, fra cui quelle costruite a semicerchio sopra la gradinata del teatro.

La Sepino di oggi è di fondazione medievale, qualche chilometro più a sud e a circa 700 metri, dove i torrenti davano acqua e i canaloni protezione. Gualchiere e mulini ricordano una lunga vocazione per la lavorazione della lana. Nell’Ottocento i boschi ricchi di grotte di Campitello furono una roccaforte del brigantaggio.

Fonti: Ministero della Cultura — Parco archeologico di Sepino, area archeologica di Altilia-Saepinum · Direzione regionale musei nazionali Molise — Area archeologica di Altilia-Saepinum · Direzione regionale musei nazionali Molise — Museo della città e del territorio, Sepino · Italia.it — Il Molise del gusto, arte e cultura · Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · Italia.it — Sepino

Cosa vedere

L’area archeologica di Altilia-Saepinum ha pianta rettangolare, chiusa da mura con decine di torri e quattro porte monumentali; la meglio conservata è la Porta di Boxano. Nel foro si leggono ancora i resti della basilica, del tempio, del mercato e delle terme, e le strade principali seguono l’antico tratturo. Il teatro è il punto più suggestivo: sulla sua gradinata poggiano casali del Settecento che ne seguono la curva.

In uno di questi casali si trova il Museo della città e del territorio, che fa parte dell’area archeologica gestita dal Parco archeologico di Sepino. Le case conservano lavandino, camino, forno e nicchie a muro; le collezioni vanno dagli strumenti in pietra del Paleolitico trovati nella media valle del Tammaro agli oggetti della vita romana, organizzati per temi come il simposio, i passatempi, i mestieri e i riti funerari, fino al Medioevo.

Nel borgo di Sepino, all’ingresso del paese, un grande mascherone in pietra forse proveniente da una fontana romana è murato in una fontana più semplice. Restano porte e tratti di mura, il cinquecentesco palazzo Attilio e la piazza Nerazio Prisco con il Municipio. La chiesa di Santa Cristina, di probabile origine duecentesca e più volte ricostruita, ha un campanile con cupola in ferro battuto e, nella cappella del Tesoro del 1609, busti di santi in rame argentato e altari barocchi.

Fonti: Italia.it — Il Molise del gusto, arte e cultura · Direzione regionale musei nazionali Molise — Museo della città e del territorio, Sepino · Ministero della Cultura — Parco archeologico di Sepino, area archeologica di Altilia-Saepinum · Italia.it — Sepino

Sapori

Sepino appartiene alla cucina del Matese, fatta di latte, formaggi e carni dei pascoli. Il portale nazionale ricorda, fra i sapori contadini del massiccio, caciocavallo e carni di agnello e capretto. Nella vicina piana di Bojano, resa fertile dalle sorgenti del Biferno, nasce la mozzarella fiordilatte di latte vaccino, conosciuta ben oltre il Molise. A Guardiaregia i pignatari, gli artigiani della terracotta, producono le teglie in cui si cuociono molti piatti tradizionali della zona.

Nel resto della provincia di Campobasso la tavola propone cavatelli e fusilli, il ragù con la brasciola, la carne arrotolata attorno a uova, lardo e salsiccia, e a Campitello Matese la polenta con salsicce o con legumi locali. Fra i formaggi molisani spiccano il Caciocavallo di Agnone, la stracciata e la manteca; fra i salumi il capofreddo e la salsiccia di fegato.

Il Molise ha un olio extravergine Molise DOP, il tartufo, soprattutto bianco, e quattro vini a denominazione: Tintilia, Biferno, Molise e Pentro. Nel registro dei prodotti compaiono Tintilia del Molise, Molise (olio extravergine di oliva) e Tartufo bianco del Molise. Poco fuori dal borgo, infine, sgorgano acque oligominerali sfruttate dalle terme delle Tre Fontane.

Fonti: Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · Italia.it — Molise, prodotti e piatti tipici · Italia.it — Sepino

Cosa fare

L’esperienza più semplice e più bella è camminare dentro Saepinum lungo il decumano, che ricalca il tratturo, e uscire dalle porte verso la campagna: il sito è aperto sul paesaggio e si legge meglio a piedi, con la luce del mattino o del tardo pomeriggio. D’estate agenzie e associazioni del posto organizzano visite guidate dal paese al parco archeologico e trekking fino all’area sannitica di Terravecchia-Saipins, a circa 950 metri, su un’altura che domina la valle del Tammaro.

Chi vuole salire più in alto prosegue verso il confine con la Campania fino all’altopiano di Campitello di Sepino, un pascolo oltre i 1.200 metri circondato da faggete, legato alla pastorizia e alla memoria del brigantaggio. Il tratturo Pescasseroli–Candela, lungo circa 200 chilometri, attraversa il Molise passando da Castelpetroso, Cantalupo nel Sannio, Bojano e Guardiaregia prima di arrivare a Sepino: un tracciato da percorrere a tratti, a piedi o a cavallo.

Il Matese offre anche natura più aspra: il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola e le grotte dell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, e in inverno le piste di Campitello Matese. Per chi cerca riposo, le terme delle Tre Fontane usano acque oligominerali che sgorgano a poca distanza dal borgo.

Fonti: Italia.it — Sepino · Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · Italia.it — I tratturi del Molise · Italia.it — Paesaggi del Molise, dal Matese alle coste

Quando andare

Sepino si può visitare tutto l’anno, e ogni stagione ha un suo carattere. Il calendario del paese ruota intorno alla patrona, Santa Cristina, festeggiata due volte. Dall’8 al 10 gennaio c’è la «Crianzola», una cena dei capifamiglia con i vini dei produttori locali; il 9 gennaio i bambini ricevono il «cartoccio» di dolci, le bambine vestite di bianco accompagnano gli amministratori in chiesa nella processione delle Verginelle, e il sindaco porta alla santa oro, incenso e mirra. Le campane suonano dal pomeriggio del 9 per tutta la notte, affidate a gruppi di giovani estratti a sorte.

Dal 23 al 25 luglio torna la festa estiva: un mercato e una fiera del bestiame lungo la strada d’ingresso, la processione del busto della santa a mezzogiorno del 24, i concerti di due bande che si alternano e i fuochi d’artificio, e il 25 la festa dell’emigrante, che riunisce chi torna in paese per l’occasione. Le date indicate sono quelle tradizionali pubblicate dal Comune: per l’edizione dell’anno conviene verificare il programma.

L’estate è anche la stagione delle visite guidate e dei trekking verso Terravecchia. Primavera e autunno sono ideali per camminare fra le rovine e sui pascoli, mentre d’inverno il Matese si copre di neve e Campitello Matese apre le piste da sci.

Fonti: Comune di Sepino — Festa di Santa Cristina · Italia.it — Sepino · Italia.it — Paesaggi del Molise, dal Matese alle coste

Come arrivare e muoversi

Sepino si trova nella valle del Tammaro, in provincia di Campobasso, ai piedi del versante molisano del Matese. Arrivando da Isernia, la strada di riferimento è la statale 17, chiamata strada dell’Appennino Abruzzese e Appulo-Sannitico: scende a fondovalle verso Bojano, passa sotto Guardiaregia e, pochi chilometri più avanti, raggiunge le due aree archeologiche di Sepino.

Il capoluogo regionale, Campobasso, ha una stazione della rete ferroviaria RFI ed è il punto d’appoggio più comodo per chi arriva in treno; da lì si prosegue su strada, con un’auto o un transfer. Orari e collegamenti vanno verificati sui canali ufficiali dei gestori, perché nelle aree interne possono cambiare durante l’anno.

Sul posto serve un mezzo proprio per spostarsi fra i tre luoghi: l’area archeologica di Altilia-Saepinum sta nella piana, il paese di Sepino qualche chilometro più a sud e più in alto, e Terravecchia sull’altura che domina la valle, raggiungibile a piedi. Dentro il parco archeologico e nel borgo tutto si gira camminando. Per l’accesso dei visitatori con disabilità il Parco archeologico invita a contattare la struttura in anticipo.

Fonti: Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · RFI — Stazione di Campobasso · Italia.it — Sepino · Ministero della Cultura — Parco archeologico di Sepino, area archeologica di Altilia-Saepinum

Nei dintorni

Risalendo la statale 17 verso Isernia si incontra Guardiaregia, paese di pignatari ai piedi del monte Capraro, porta della riserva naturale Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, con le gole del Quirino. Poco più avanti c’è Bojano, antica capitale dei Pentri, una delle tribù sannite: la cattedrale di San Bartolomeo conserva portale e rosone duecenteschi, e sopra la città il borgo medievale di Civita Superiore guarda la piana. Alle spalle si alzano il monte Gallinola e il monte Miletto, la cima più alta del Matese, con le piste di Campitello Matese.

Sul versante nord del massiccio, Roccamandolfi, Bandiera Arancione, è un paese di cavalieri e briganti con la riserva del torrente Callora e un ponte tibetano fra le pareti di roccia. Seguendo il tratturo verso nord si arriva a Castelpetroso, dove il santuario dell’Addolorata sorge fra i boschi.

Campobasso, capoluogo della regione, ospita il Castello Monforte, la chiesa romanica di San Giorgio e il Museo Sannitico, utile per completare il racconto iniziato a Saepinum e a Terravecchia. Chi vuole proseguire sulle tracce dei Sanniti può raggiungere l’Alto Molise e Pietrabbondante.

Fonti: Italia.it — Itinerario nel Matese molisano tra natura e borghi · Italia.it — Molise, guida, storia e curiosità · Italia.it — I tratturi del Molise · Italia.it — Paesaggi del Molise, dal Matese alle coste

Dove dormire

Nel comune di Sepino la banca dati nazionale del Ministero del Turismo conta 6 strutture ricettive con codice CIN verificato: 0 alberghiere, 4 extralberghiere e 2 di altro tipo, come B&B e case in affitto di privati.

Fonti: Ministero del Turismo – Banca Dati Strutture Ricettive (dashboard pubblica), 2026-10-12

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Mezza giornata a Saepinum e una sosta nel borgo di Sepino; per chi cammina, la salita alla Terravecchia. Visite da concordare con gli operatori.

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